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Posts Tagged ‘Francesco Casula’

INFLESSIBILI   In prima linea Il Procuratore e i pm di “Ambiente svenduto” accusati di “talebanismo” Ma una politica incapace li ha costretti a essere supplenti dello Stato.

Taranto – Non abbiamo commesso finora errori macroscopici” e “non c’è nessuna guerra contro il Governo o l’azienda”. Il procuratore di Taranto Franco Sebastio lo ripetefinoallanausea.Ripudia la “terminologia bellica” o i riferimenti “più consoni a eventi sportivi” quando i cronisti parlano di vittoria dei magistrati.   Il suo sorriso sornione, però, nasconde anche le difficoltà di chi ogni giorno è costretto a fare i conti con i diversi decreti del Governo che hanno consentito alla fabbrica di continuare a inquinare, prima, e di utilizzare gli impianti anche insicuri per gli operai, poi. Ben otto provvedimenti d’urgenza per neutralizzare l’azione penale e tentare di salvare un’azienda che continua, nonostante gli affanni e i proclami romani, a mostrare i suoi limiti dovuti al tempo e soprattutto a quella gestione Riva basata su minimo sforzo e massimo profitto.

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Ambiente svenduto   Sotto processo una classe dirigente che ha permesso alla fabbrica dei Riva di inquinare e provocare “malattie e morte”.

Taranto – Sarà una Corte d’Assise a giudicare gli imputati del processo “ambiente svenduto” sul disastro ambientale e sanitario causato dall’Ilva agli operai e ai cittadini di Taranto. Proprietari della fabbrica, vertici aziendali, politici e funzionari del ministero, tutti rinviati a giudizio dal gup Vilma Gilli. Sono in totale 47: 44 persone fisiche e 3 società (Ilva spa, Riva Forni Elettrici e Riva Fire). Tra i 44 ci sono Fabio e Nicola Riva, rispettivamente ex vice presidente del Gruppo Riva ed ex presidente del cda Ilva, accusati insieme all’ex direttore dello stabilimento, Luigi Capogrosso, all’ex responsabile delle relazioni istituzionali Girolamo Archinà, all’avvocato del Gruppo Riva Franco Perli e ai fiduciari del cosiddetto “governo ombra” di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari e omissione di cautele sui luoghi di lavoro.  

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Natangelo

TRIVELLAZIONI, LIVELLI DI SCARICHI IN MARE, NUOVI INCENERITORI IL GOVERNO HA FATTO CARTA STRACCIA DI 20 ANNI DI BATTAGLIE.

Il 2014 è stato un anno nero durante il quale ambiente, salute ed economia verde sono state piegate alle esigenze di lobby” e “industria inquinante. Il Governo ha “messo in ginocchio ambiente, economia verde e salute in Italia”, come hanno più volte denunciato negli ultimi mesi i Verdi e i movimenti ambientalisti. All’indomani della sentenza Eternit che ha dichiarato prescritto il reato di disastro ambientale e annullato i risarcimenti per le vittime dell’amianto, nonostante i proclami del Governo non ci sono interventi legislativi in grado di colpire realmente quanti hanno danneggiato territori, lavoratori e cittadini. Anzi il nuovo decreto varato dall’esecutivo di Matteo Renzi ha persino depenalizzato i reati ambientali dall’abuso edilizio all’avvelenamento del suolo e del sottosuolo, dall’incendio di rifiuti agli scarichi industriali non autorizzati. (altro…)

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La protestaFISCHI E STRISCIONI.

Dagli applausi del Gargano agli insulti di Taranto e le proteste a Bari. La giornata di Matteo Renzi in Puglia è il racconto di popolazioni della stessa regione che guardano alle istituzioni con animo opposto. A Peschici, dopo l’alluvione che ha causato due morti e oltre 70 milioni di euro di danni, c’è chi crede davvero nell’aiuto del Governo. Nella città dell’Ilva, invece, vince la rabbia di un centinaio tra operai dell’Ilva e ambientalisti. Nel Gargano, l’ex rottamatore si è fermato a parlare con i cittadini: “Non vi lascerò soli” e “il governo farà la sua parte com’è doveroso”. I cittadini di Taranto , invece, sono rimasti fuori dalla prefettura, dove il primo ministro ha incontrato il sindaco, il presidente di Confindustria e i sindacati metalmeccanici. (altro…)

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Ilva e BondiDOPO LA CONSULENZA-SCANDALO.

Il ministro dell’ambiente Andrea Orlando ha deciso di convocare nelle prossime ore il commissario straordinario dell’Ilva, Enrico Bondi. Una decisione giunta poche ore dopo lo scoop de Il Fatto e La Gazzetta del Mezzogiorno che hanno rivelato i dettagli di una perizia inviata da Bondi al governatore della Puglia Nichi Vendola nella quale i tecnici dell’ex amministratore delegato Ilva affermano che i tumori a Taranto sono causati dal fumo, dall’alcool e della povertà e tentano addirittura di scagionare la fabbrica affermando che la bufera sull’Ilva è dovuta alla “pressione mediatico-giudiziaria”. L’esponente del governo Letta, quindi, ha deciso di “approfondire i risultati” della consulenza tecnica e di vederci chiaro, ma quella relazione non è stata l’unica grana con la quale ho dovuto fare i conti. Orlando, infatti, nei giorni scorsi aveva pensato bene di nominare nel comitato di esperti che dovrà affiancare Bondi e il sub-commissario Edo Ronchi, un ex direttore Ilva. (altro…)

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manifestazionePer me chi butta la vita non merita di essere ricordato. Domani sarà dura… non mollerò”. Sotto la scritta, il sorriso di Alessandro Rebuzzi è immobile sulla grande foto che il papà Aurelio porta al collo. Aveva sedici anni quando il 2 settembre scorso è stato ucciso da un fibrosi cistica. “L’inquinamento – spiega Aurelio – è stata la concausa della sua morte. In un’altra città avrebbe avuto la possibilità di vivere”.

Un mese prima di morire Alessandro era entrato nella lista per un trapianto di polmoni. “Io e la madre eravamo terrorizzati, ma lui era felice. Diceva che finalmente poteva liberarsi di questo mostro, ma non ne ha avuto il tempo”. Non c’è sorriso sul suo volto. Intorno a lui ci sono i familiari e altre diecimila persone scese in piazza a Taranto per dire no all’inquinamento. In prima fila nel corteo ci sono donne e uomini in camice bianco. (altro…)

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LA LEGGE AUTORIZZA LA PRODUZIONE ED ESCLUDE I CUSTODI. LA PROCURA DI TARANTO PENSA AL RICORSO ALLA CONSULTA.

Il decreto “salva-Ilva” non è una sorpresa per la Procura di Taranto. I magistrati che indagano i vertici aziendali per disastro ambientale lo avevano messo in conto. Non esprimono opinioni ufficiali, ma qualche commento trapela nei corridoi del tribunale di via Marche. A sollevare le maggiori perplessità è il fatto che il provvedimento legislativo, se approvato, possa annullare di fatto il pericolo “attuale e concreto” che incombe sugli operai e sui cittadini di Taranto. Un pericolo per il quale la magistratura ionica ha disposto il sequestro senza facoltà d’uso, confermato dal Tribunale del Riesame e contro il quale non è mai stato depositato ricorso in Cassazione. Un provvedimento giudiziario, quindi, divenuto definitivo che viene cancellato da un colpo di mano del governo, ormai palesemente alleato dello stabilimento siderurgico. (altro…)

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