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Posts Tagged ‘francia’

Burkini

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Vauro

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Francia

Scontri in tutto il paese durante le manifestazioni di protesta per la riforma del lavoro voluta da Hollande In piazza l’ala dura del sindacato ma anche infiltrati: 87 fermi. Guerriglia a Parigi. Domani nuova mobilitazione.

PARIGI. Una nuova giornata di proteste e scontri in tutta la Francia contro la riforma del lavoro. Continua il braccio di ferro tra il governo socialista e il movimento di piazza che si oppone alla legge El Khomri. «Non cedo, questa legge passerà », ha annunciato ieri mattina François Hollande che la settimana scorsa ha fatto approvare la legge in prima lettura grazie al “passaggio in forza” (una fiducia senza voto) sul parlamento diviso. La risposta della piazza è arrivata: 68mila manifestanti in tutto il paese secondo le autorità, 220mila secondo gli organizzatori. La mobilitazione guidata dai sindacati più duri e da associazioni di studenti non arretra, ma è sempre più incontrollabile con gruppi di giovani incappucciati che si infiltrano tra i manifestanti.

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USARE il voto come i sacchetti di sabbia davanti alle finestre quando arriva l’alluvione, non per costruire qualcosa di nuovo e di bello, ma per evitare di perdere tutto. È quello che hanno fatto molti milioni di francesi, respingendo l’assalto del Front National. Ma per quanti anni può ancora durare? Per quanto ancora l’elettorato repubblicano, per sentirsi vivo o semivivo, dovrà votare turandosi il naso, non perché crede in un progetto o spera in un cambiamento, ma perché il suo voto serve per presidiare una polis che altrimenti verrebbe occupata da gente che neanche sa come è fatta, la polis? (altro…)

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Vauro

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Le penLe regionali.

Alla più grande formazione populista d’Europa il primato di una delle maggiori società politiche dell’Occidente con quasi il 30%. Per il Fn maggioranza in sei regioni. Si rompe il sistema bipolare. Panico tra gli sconfitti.

PARIGI – QUEL che ha consentito al Front National di diventare, da ieri sera, il primo partito di Francia è stata l’emozione suscitata dalla strage del 13 novembre. I centotrenta morti di quel venerdì sera si sono trasformati nelle urne in un 28,64 per cento di voti (quoziente quasi definitivo) che ha dato al più grande partito populista d’Europa il primato in una delle maggiori società politiche dell’Occidente. I suffragi, di solito influenzati dai tassi d’occupazione, dall’andamento dell’economia, o altri classici problemi della società, sono stati determinati dalla sicurezza: vale a dire dal timore del terrorismo jihadista. Della minaccia islamista. Questa è stata l’evidente, dichiarata motivazione che ha spinto un terzo dei votanti (la partecipazione è stata superiore al 50 per cento) a scegliere il partito che più rappresenta la collera, il risentimento, l’odio, la paura provocati dal terrorismo.

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Renzi-Hollande

Un’intesa sui principi di massima (“in Europa ognuno deve fare ciò che gli spetta” e “non c’è un Paese che deve portare il fardello”), ma tra il premier e il capo di Stato francese, in visita a Expo, resta la distanza sul metodo di ripartizione tra i Paesi membri dell’Ue dei richiedenti asilo arrivati in Italia e in Grecia.

Un appello alla “solidarietà e alla responsabilità” e un invito a dire no a “isterie ed egoismi“. A pochi giorni dal vertice Ue dei 28 Stati membri che dovrà decidere sul piano di ripartizione dei richiedenti asilo proposto dalla Commissione Ue (meccanismo d’urgenza obbligatorio di ripartizione su scala europea di40mila richiedenti asilo – 24mila dall’Italia e 16mila dalla Grecia – eritrei e siriani, in due anni) , Matteo Renzi affronta il tema dell’immigrazione nel corso dell’incontro a Expo con il presidente francese, François Hollande. “Non ci attendiamo che qualcuno risolva i problemi al posto nostro – ha detto il premier al capo di Stato francese – ma pensiamo debba prevalere il binomio solidarietàresponsabilità(altro…)

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europa“Proprio in queste ore la Francia si sta macchiando di un crimine contro il diritto europeo ma anche contro l’umanità. La terrificante situazione dei migranti ai valichi di frontiera è un’offesa alla storia del vecchio continente. I nostri portavoce liguri sono andati direttamente a parlare coi migranti a Ventimiglia e quanto ci riportano è agghiacciante, si tratta infatti di persone che risiedevano già, seppur clandestinamente, in Francia, alcuni hanno scontrini di Parigi a testimoniarlo. La gendarmeria francese sta letteralmente rastrellando le sue città e deportando i clandestini, con furgoni, oltre il confine italiano affermando che gli stessi debbano stare da noi perché approdati in Italia. Peccato che, sia vero o meno, gli accordi internazionali parlino chiaro e dicano che il migrante va trattenuto dove viene identificato per la prima volta, quindi in Francia e non in Italia in questo caso. Ma com’è sta storia, l’Accordo di Dublino vale solo quando fa comodo a loro? Dov’è il Ministro degli Interni Angelino Alfano? Dov’è Matteo R.? (altro…)

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SarkozyAmministrative: per le proiezioni l’Ump tra il 29 e il 31%. Fn al 26%, i socialisti al 21% Ballottaggi il 29.

PARIGI – La grande marea si è vista sulle coste atlantiche, ma non è arrivata nelle urne. L’onda lunga “bleu marine” si è fermata. Dopo una serie ininterrotta di successi elettorali dal 2012 a oggi, il Front National non riesce a conquistare il primo posto nelle elezioni dipartimentali, così come sperava Marine Le Pen. L’exploit delle elezioni europee, quando il Fn aveva superato tutte le altre forze politiche francesi, non si è ripetuto. A sorpresa, l’estrema destra ottiene tra il 24 e il 26%, a seconda delle proiezioni. Per una volta i sondaggisti hanno sbagliato: tutti prevedevano un picco fino al 30%. Il Fn è al terzo posto dietro all’Ump e al Ps: i due tradizionali partiti possono contare su un risultato più ampio, grazie ai voti degli alleati, così come prevede il sistema francese maggioritario a doppio turno. (altro…)

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MI SBAGLIERÒ , ma credo che parte della rendita politica che Marine Le Pen potrebbe avere accumulato grazie all’inevitabile risorgenza dell’islamofobia, se l’è giocata invitando i suoi a disertare la manifestazione di Parigi. Un errore politico enorme, specialmente per un movimento che sulla “francesità” fonda tutto il suo potere di seduzione, e si è chiamato fuori dalla più imponente e appassionata manifestazione patriottica del nuovo secolo. Niente era più francese di quella folla che, con qualche ottima ragione, aveva stabilito un collegamento decisamente “nazionalista” tra il concetto di libertà e la patria repubblicana messa sotto minaccia dal terrorismo.

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L’arrivo in bus, poi il corteo nel silenzio Hollande, quell’abbraccio con la Merkel Polemiche negli Usa: “Perché non c’è Barack?”.

PARIGI- «JE SUIS Charlie!», urla un bambino dalla finestra di un palazzo che affaccia su Boulevard Voltaire. Avrà al massimo sei anni. I leader del pianeta giunti a Parigi per la marcia repubblicana si voltano, lo applaudono. Poi sul corteo torna ad aleggiare il silenzio. È una giornata così, storica, senza retorica, senza cerimoniale, di emozioni alle quali nemmeno gli uomini più potenti del mondo sono impermeabili. Già, anche un duro come il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov lo ammette con più di un collega: «Non dimenticherò mai quanto ho vissuto oggi». In testa al corteo i capi di Stato e di governo formano una catena umana, alcuni si commuovono, altri sono impassibili, travolti da quanto sta accadendo intorno a loro in una Parigi multietnica ferita dalle stragi jihadiste ma pronta a stringersi intorno ai valori repubblicani.
Sono una cinquantina i leader di tutti i continenti che tra mezzogiorno e le due del pomeriggio arrivano all’Eliseo. A riceverli trovano François Hollande, senza cappotto, in cima alla scalinata che chiude il cortile del palazzo presidenziale.

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Charlie
Alla manifestazione di oggi oltre quaranta capi di Stato e di governo. Con Renzi e i leader europei anche Netanyahu. Massima sicurezza e timore di attacchi. Migliaia di poliziotti in strada . Marine Le Pen: io non invitata, non ci sarò.
Oggi Parigi sarà la capitale del mondo e della libertà. Con quaranta capi di Stato o di governo e più di un milione di persone in piazza per dire no all’assassinio per conto di Dio. E la Francia si sente sollevata, orgogliosa e un po’ impaurita. Sollevata, perché i fratelli Said e Chérif Kouachi e Amedy Coulibaly, i killer islamisti che da mercoledì hanno fatto diciassette morti, sono stati uccisi. La donna più ricercata di Francia, Hayat Boumeddiene, moglie e forse complice di Amedy, non sarà trovata tanto presto perché si è rifugiata in Siria prima che iniziasse il macello, quindi nemmeno lei è più in condizione di nuocere. Insomma, dopo tre giorni di guerra, la situazione sembra, se non normale, tranquilla.

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AusteritàDopo la mossa italiana, anche la Francia sfida Bruxelles Replica della Commissione: le raccomandazioni vanno rispettate.
PARIGI – Il primo ministro Manuel Valls l’aveva annunciato qualche giorno fa: «Rifiutiamo l’austerità». Ieri è arrivata la conferma con la presentazione della nuova Finanziaria. Il governo francese si ribella al dogma del rigore. Il deficit francese è in aumento rispetto all’anno scorso, 4,4% del Pil, lontano dal fatidico 3% stabilito dal Patto di Stabilità. La Francia non si adegua alle regole di Bruxelles, poche ore dopo che l’Italia ha deciso di rallentare il processo di riduzione del debito e di rinviare di un anno del pareggio di bilancio, fino al 2017. Ma il governo di Roma si è impegnato tenere il disavanzo sotto al 3%, sebbene di un soffio per quest’anno, mentre Parigi ha rinviato questo obiettivo per i prossimi due anni: il deficit sarà al 4,3% nel 2015, con una previsione di crescita del Pil dell’1%, che molti esperti considerano “ottimista”, e con un disavanzo del 3,8% nel 2016.
«La Francia va a picco» ha titolato ieri in prima pagina il Figaro. Lo Stato ha superato ormai la soglia simbolica dei 2000 miliardi di euro di debito pubblico (95,1% del Pil). Un macigno di cui certo non è responsabile solo il governo socialista ma il cerino è passato nelle mani di François Hollande.

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NEW YORK – Assistiti da un aereo di ricognizione e uno per il rifornimento in volo, due jet Rafale hanno condotto ieri quattro raid vicino a Mosul, distruggendo un deposito di armi e carburante dell’Is. La Francia di Francois Hollande è stata così il primo Paese europeo che ha cominciato ad affiancare l’azione militare degli Stati Uniti per distruggere i jihadisti dello Stato Islamico.
Barack Obama se ne è rallegrato: l’intervento di Parigi, che nel passato si rifiutò sdegnosamente di partecipare alla guerra di George Bush contro Saddam Hussein, aiuterà la Casa Bianca che si trova in una posizione difficile. Da un lato, infatti, il presidente è in rotta di collisione con i suoi generali, che lo accusano di aver escluso l’intervento di truppe di terra, mentre potrebbero rivelarsi essenziali, più in là, per sconfiggere definitivamente il Califfato. Da un altro lato, dopo un sostegno iniziale, l’opinione pubblica americana appare nervosa e sempre più scettica per questa ennesima guerra del Pentagono.

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Baraldi

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merkel-hollande

Crisi: dopo 2 anni Pil cala in Germania. Bce: “In Eurozona ripresa disomogenea”.

Il Prodotto interno lordo tedesco cala dello 0,2% nel secondo trimestre 2014 rispetto al trimestre precedente. Il dato è peggiore delle attese che indicavano una possibile flessione del -0,1%. Francia ferma per il secondo trimestre consecutivo. Ministro Spain: “Ue allenti la stretta”. Borse europee aprono in rosso. Banca centrale europea: “Finora riforme strutturale in Paesi euro insufficienti”. Rendimento Bund crolla sotto 1%, prima volta nella storia. Portogallo cresce il Pil dello 0,6% nel secondo trimestre.

Non succedeva dal 2012: l’economia tedesca arretra. Il Pil della Germania cala dello 0,2% nel secondo trimestre 2014 rispetto al trimestre precedente. Il dato è peggiore delle attese che indicavano una possibile flessione del -0,1%. La crescita del primo trimestre rispetto all’ultimo del 2013 è stata rivista dal +0,8 al +0,7%. Anche in Francia l’economia è ferma per il secondo trimestre consecutivo. Notizie che hanno avuto ripercussioni negative sulle borse europee. E a pochi giorni dalle parole del governatore Mario Draghi, che ha chiesto agli stati di “cedere un pezzo di sovranità, arriva un nuovo monito da parte della Banca centrale europea che torna a a chiedere ai Paesi dell’Eurozona riforme strutturali. Perché quelle fatte finora sono insufficienti e costituiscono “un altro rischio al ribasso” per le prospettive economiche. (altro…)

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La France. La grandeur. La perfection. Et voilà: dall’altra parte delle Alpi hanno costruito vagoni più larghi delle banchine dentro le quali sarebbero dovuti passare. Pare che sui fianchi metallici spuntino venti centimetri di troppo: le famose maniglie dell’amore (poignées d’amour). Rimettere i treni sul binario giusto costerà cinquanta milioni di euro pubblici, per lo scorno di monsieur Dupont (il francese medio) e la gioia di madame Le Pen (la francese smodata) a cui stavolta i voti arriveranno direttamente in carrozza. C’est pas possible! E invece sì: basta che gli ingegneri preposti alla costruzione dei vagoni li progettino minuziosamente sulla carta senza mai degnarsi di alzare il sedere (le derrière) per andare a misurare dal vivo la larghezza di una banchina. Si sono fidati di dati antichi, di polverose mappe, quando sarebbe bastato recarsi nella più umile stazioncina di provincia con un righello. Ah, la présomption! (presunzione)! Ah, la paresse (pigrizia)! Ma da che monde è monde, sommando paresse e présomption si ottiene sempre una bêtise (stupidaggine).   (altro…)

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ParisL’Ump al 45,9%, continua l’avanzata del Front National Ségolène Royal forse al governo: “Grave avvertimento”.

PARIGI- La destra neogollista all’opposizione da due anni si prende la sua prima rivincita elettorale. L’Ump conquista Tolosa, quarta città del paese, ma anche altri bastioni della sinistra come Angers, Reims e Limoges che votava a sinistra da un secolo, mentre si conferma a Marsiglia. La maggioranza delle preferenze per il secondo turno delle municipali va all’Ump, 45,9% contro il 43% del Ps. Neanche il risultato nella capitale, dove la candidata socialista Anne Hidalgo ha vinto sulla rivale Nathalie Kosciusko-Morizet, riesce a coprire la clamorosa sconfitta per il partito di Hollande che già oggi potrebbe annunciare un rimpasto di governo. (altro…)

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Greenpeace e il nucleare

Nucleare “sicuro”, Greenpeace beffa la Francia.
Blitz nella centrale di Tricastin. Striscioni contro Hollande: 29 fermati, anche italiani.

PARIGI— L’industria nucleare francese sarà anche «sicura», come ha ripetuto ancora ieri François Hollande, ma intanto preoccupa la facilità con cui si può penetrare nelle centrali. All’alba di ieri, un gruppo di attivisti di Greenpeace è riuscito ad entrare nella centrale di Tricastin, nel sud del paese, per poi issarsi fin sopra ai reattori 1 e 3, esponendo striscioni contro il governo. Gli slogan erano altrettante domande al capo di Stato socialista, raffigurato in foto: «Presidente della catastrofe?», «Pronto a pagare il prezzo?». (altro…)

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FranciaQuattordicesimo paese al mondo.La Francia dice sì ai matrimoni gay.

SONO state centinaia di migliaia i francesi scesi in piazza in questi ultimi mesi per manifestare contro la proposta di legge sul matrimonio e sull’adozione delle coppie omosessuali.

Famiglie intere che si sono ritrovate in strada per denunciare in tutti i modi quella che, per loro, non era altro che la distruzione definitiva di un’istituzione secolare. Giovani e meno giovani, cattolici praticanti e militanti dell’Ump, musulmani e simpatizzanti del Front National, tutti insieme contro il “matrimonio per tutti”. Ma il governo socialista non si è lasciato influenzare e, nonostante le proteste fossero aumentate in questi ultimi giorni, è riuscito a tenere la promessa fatta in campagna elettorale da François Hollande. (altro…)

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