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Posts Tagged ‘frequenze televisive’

NON APRITE QUEL FORZIERE
Pensioni, accordo per tutelare quelle sotto i 1.400 euro.
Altro che manovra blindata e intoccabile. Oggi Mario Monti sarà a Bruxelles, per il vertice dei capi di governo dell’euro che dovrebbe salvare la moneta unica e che invece lascia intravedere solo le solite dichiarazioni. Ma a Roma si tratta eccome sulla manovra da 21 miliardi, che ne vale però 30 tra nuovi tagli e tasse. I punti su cui si tratta sono quattro: il taglio delle pensioni medio basse, il beauty contest che regala le frequenze liberate dal passaggio al digitale, l’Ici sugli immobili commerciali della Chiesa e la tassazione dei capitali degli evasori in Svizzera. (altro…)

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Vi sembrano pochi, in questi tempi di vacche magre o magrissime, 16 miliardi di euro? Sono più di quelli – soltanto 11, si fa per dire – dell´ultima manovra d´emergenza chiesta dall´Unione europea al nostro Paese. Eppure, lo Stato italiano non appare tanto interessato a sfruttare un cespite di sua proprietà, stimato appunto intorno ai 16 miliardi, come se fosse incedibile al pari del Colosseo o della Torre di Pisa. E invece, questo è orientativamente il valore delle frequenze che il governo Monti potrebbe ancora ricavare dalla banda televisiva superstite (Uhf), in aggiunta ai 3,5 già incamerati, se revocasse o correggesse la decisione di “regalarle” agli operatori tv – in primis Rai e Mediaset – ratificata dal fu governo Berlusconi, contro cui s´è schierata ora Sky ritirandosi polemicamente dalla gara. (altro…)

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I sacrifici li chiedono a tutti, ma non ai concessionari pubblici che lucrano sui beni dei cittadini, dalle autostrade, all’acqua, alle frequenze televisive. Su questo punto il silenzio dei partiti è di tomba. Eppure sono soldi facili per la manovra. Si toglie la concessione statale e i quattrini rientrano subito ai legittimi proprietari: gli italiani. Oppure, si riducono i margini di profitto della concessione del 50/70%. Se ci stai, bene, altrimenti la concessione ritorna allo Stato. Nessun parlamentare, che io sappia, ha fatto questa proposta. Forse tra partiti e concessionari c’è del tenero o addirittura il concessionario si è fatto partito. Concedere beni dello Stato per ingrassare aziende private era uno scandalo prima della crisi, ma adesso è intollerabile.

Da beppegrillo.it

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