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Posts Tagged ‘g8’

Le frasiL’intervista.
Tortosa parla dopo le polemiche: “Fu uno scempio ma il mio reparto non c’entra. Nella scuola c’erano centinaia di poliziotti”. Rimosso il dirigente del “like” su Facebook.

ROMA – La casa dell’assistente capo della Polizia di Stato Fabio Tortosa guarda il mare di Ostia. Un appartamento al secondo piano di una palazzina di recente costruzione, «ipotecato da un mutuo che si estinguerà tra 27 anni». Quelli che aveva la notte del 21 luglio 2001, quando fece irruzione nella Diaz con il VII Nucleo. Il thread della collera e della vergogna — «In quella scuola rientrerei mille e mille volte»; «Spero che Carlo Giuliani faccia schifo anche ai vermi» — è stato scritto tra queste mura. E ne ha già pagato le conseguenze Antonio Adornato, comandante del Reparto mobile di Cagliari, il primo ad aggiungere il suo “like”, rimosso dal comando con effetto immediato e trasferito all’ufficio ispettivo di Roma.
Il pc ora è spento ed è su un mobile basso, sotto un grande televisore a muro incorniciato da vetrinette. (altro…)

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INUTILE farsi illusioni, la sentenza di Strasburgo rimette un poco di ordine in materia di diritti e di doveri; ma non rimedia al deficit culturale e politico che ha messo l’Italia nelle condizioni di farsi sgridare, in materia di democrazia, come si sgridano i somari. Esiste, in Parlamento come nelle forze dell’ordine come nell’opinione pubblica, una forte componente sbirra (non trovo altra definizione) che niente sa e niente vuole sapere di come lo Stato deve porsi di fronte ai cittadini. È una tendenza antica, radicata (Bocca scriveva di “eterno fascismo italiano”), che dopo i fatti obbrobriosi della Diaz trovò voce in non pochi esponenti del sedicente centrodestra (per esempio l’eterno Gasparri) ma si sostanzia, soprattutto, nei silenzi, nelle omissioni, nelle sentenze flebili, dell’idea che chiunque si trovi davanti a un manganello in fondo “se l’è andata a cercare”. (altro…)

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BertolasoAppalti G8, la cricca a processo.

Guido Bertolaso compare al mattino nell’aula del Tribunale di Roma. Arriva a Piazzale Clodio in bicicletta in abiti sportivi, come ai bei tempi in cui guidava la Protezione Civile con il maglioncino blu. Varca la porta dell’aula con passo deciso e chiede di rendere spontanee dichiarazioni. La voce roca e lo sguardo lucido di chi sta mettendo in gioco se stesso, professa la sua innocenza. Sa che se il giudice per l’udienza preliminare accoglierà – come già è avvenuto a Perugia – le richieste dell’accusa, per lui si aprirà un processo lungo e dagli esiti incerti. Bertolaso vorrebbe avere un proscioglimento che gli restituisca l’opportunità di andare in giro a testa alta per potere fare attività benefica.  (altro…)

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g8-genova

In piazza Alimonda il primo anniversario accompagnato da sentenze definitive su tutti i processi più importanti, dagli scontri di strada alla Diaz a Bolzaneto. Ma resiste il mistero sulle responsabilità istituzionali. Dalle decisioni di ordine pubblico alla strategia della tensione messa in campo dai servizi, ecco i nodi ancora irrisolti.

Sono passati 12 anni dal G8 di Genova, e questo è il primo anniversario che si celebra con tutti i principali processi definitivamente chiusi. Esiste dunque una verità giudiziaria su quei giorni di violenze e abusi, ma la verità politica è ancora lontana. Le inchieste hanno ricostruito i due giorni di scontri fra polizia e manifestanti, le violenze e le umiliazioni subite dai fermati nel centro di detenzione allestito a Bolzaneto, il brutale pestaggio della polizia alla scuola Diaz. Sulla morte di Carlo Giuliani, ucciso da un colpo di pistola il pomeriggio del 20 luglio 2001 durante gli scontri dipiazza Alimonda, la verità giudiziaria è un’archiviazione per legittima difesa in favore del carabiniere Mario Placanica. I familiari hanno tentato tutte le strade per riaprire il caso, e hanno annunciato recentemente l’intenzione di aprire una causa civile(altro…)

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“La nomina di Gianni De Gennaro a presidente di Finmeccanica è semplicemente inaccettabile. Basta con gli uomini buoni per tutte le stagioni. In un qualsiasi paese civile De Gennaro avrebbe concluso la sua inarrestabile carriera nel Luglio 2001 con la mattanza alla Diaz di Genova. Invece governi di centrodestra, governi tecnici e governi di larghe intese continuano a proporre questo personaggio per ruoli di primissimo piano. Il M5S dice con chiarezza un netto NO. (altro…)

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Letta: l’Italia ha i conti a posto, non è sorvegliata speciale.
La crisi.

Un accordo globale per combattere evasione e elusione. Un decalogo contro i paradisi fiscali, con tanto di scambio automatico dei dati. Una sorta di registro mondiale per la trasparenza delle società-fantasma. E due “urgenti priorità”: crescita e disoccupazione, specie quella giovanile, entrambe rese impellenti dalla recessione che ancora incombe, soprattutto in Europa. Si chiude così il vertice degli Otto Grandi a Lough Erne, tra i laghi dell’Irlanda del Nord. Due giorni di dibattito serrato e informale serviti per mettere in piedi quello che il presidente del Consiglio, Enrico Letta, chiama “un ombrello” anti-crisi. (altro…)

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Biani

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DIAZ filmSentenza della Cassazione. Amnesty: introdurre il reato di tortura.

G8, violenze a Bolzaneto: ridotti i risarcimenti.
La Cassazione: 7 condannati, 4 assolti, prescrizione per 33.

GENOVA— Ci sono voluti 12 anni e 8 ore di camera di consiglio per scrivere l’ultimo atto del percorso giudiziario sulle violenze del G8. La sentenza della Cassazione conferma la responsabilità penale di chi nella caserma di Bolzaneto nel 2001 operò in nome dello Stato con sette condanne, ma lascia l’amaro in bocca. I risarcimenti, 10 milioni, sembrano più lontani. In alcuni casi sono stati già ridotti. In altri (quelli riguardanti i quattro imputati che ieri sono stati assolti) sono stati annullati. Per il resto le vittime dovranno affrontare un processo civile con il rischio che vengano gli importi vengano ancora diminuiti visto che è stata confermata la prescrizione del reato per 33 imputati.
La sentenza, apre poi un altro dibattito: la necessità dell’introduzione del reato di tortura perché, come era stato stabilito in appello, è stato ribadito che furono commesse gravi violazioni dei diritti umani: i manifestanti vennero legati, costretti a rimane immobili in piedi, senza poter andare in bagno, umiliati, picchiati, minacciati in ogni modo. Gli “ermellini” hanno però rigettato il ricorso presentato dalla procura generale di Genova, in cui si chiedeva di sollevare questione di legittimità costituzionale sul mancato adeguamento dell’Italia ai principi della convenzione europea
che sanciscono l’imprescrittibilità di ogni reato commesso in violazione della norma che pone il divieto di trattamenti inumani e degradanti in quanto in Italia non è stato introdotto il reato di tortura. (altro…)

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IL PD: MEGLIO UNA COMMISSIONE. I RADICALI AL MINISTRO: CHE FAI?

Il giudizio sui fatti della Diaz è ormai definitivo sul fronte penale. La Cassazione ha stabilito che diversi funzionari delle forze dell’ordine gestirono in modo del tutto inadeguato il G8 trasformandolo in violenza sanguinosa e immagine deleteria della democrazia italiana in tutto il mondo. Per questo l’onorevole Andrea Sarubbi, del Pd, ha chiesto al governo Monti le dimissioni del sottosegretario Giovanni De Gennaro, capo della Polizia all’epoca dei fatti. “Ho aspettato la sentenza di primo grado, poi l’appello, poi la Cassazione – spiega Sarubbi –. E, per essere proprio sicuro, vista la delicatezza dell’argomento, ho pure aspettato le motivazioni della sentenza. Ma ora non ci sono più motivi, almeno da parte mia, per non chiedere a Monti una risposta ufficiale sulla permanenza di Giovanni De Gennaro al governo, pur non avendo nulla contro la sua persona”. (altro…)

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Diaz.

Mi sono visto il film di Daniele Vicari, Diaz. E’ stato uno choc.
Certe cose, prima di ieri, le avevo viste solo nei film sui nazisti: l’eliminazione del ghetto di Plascow, da parte delle SS del tenente Amon Goth, in “Schindler’s List”.

Qui, i cattivi, i sadici, i torturatori, sono italiani come noi, con la divisa della polizia italiana.
Che hanno picchiato selvaggiamente.
Che hanno deriso e violato l’intimità di persone che erano sotto la loro custodia.
Persone marchiate col pennarello (niente tatuaggio sull’avambraccio). (altro…)

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«Sono certo che il prefetto De Gennaro, nel suo nuovo incarico istituzionale, potrà efficacemente portare avanti il suo impegno…», così Massimo D’Alema, l’11 maggio, salutava la nomina a sottosegretario del governo Monti dell’uomo che ai tempi del massacro alla Diaz era il capo della polizia. La stessa persona che nelle motivazioni della Corte di Cassazione interpreta il ruolo del fantasma del palcoscenico, l’ispiratore di una repressione disumana, segnata da efferatezze che ancora oggi si fatica a leggere nei particolari descritti dai giudici. Quel poliziotto d’Italia che non volle fermare le squadracce spinte, invece, a emulare un clima cileno, nel cuore dell’Europa, quando l’Italia berlusconiana sospese la democrazia con il sangue di ragazzi inermi. (altro…)

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L’ex comandante della “celere” di Roma firma un libro sull’irruzione nella scuola del G8 di Genova. Dove accusa gli alti vertici della Polizia di Stato di aver cercato di depistare le indagini su quella “macelleria” scaricando tutte le colpe sui suoi uomini.

“La Diaz fu una rappresaglia scientifica alla figuraccia mondiale per le prese in giro dei black bloc. Un tentativo, maldestro, di rifarsi un’immagine e una verginità giocando sporco, picchiando a freddo, sbattendo a Bolzaneto ospiti indesiderati assolutamente innocenti”. A dirlo, anzi a scriverlo, non è un no global reduce dalG8 di Genova, ma un poliziotto. E che poliziotto: Vincenzo Canterini, primo dirigente oggi a riposo, all’epoca dei fatti comandante del Primo reparto mobile, cioè dei “celerini” romani. Nel quale era inquadrato il VII Nucleo Sperimentale, l’élite antisommossa protagonista dell’irruzione nella scuola genovese sotto il comando di Michelangelo Fournier, che per quell’operazione avrebbe poi coniato l’efficace etichetta di “macelleria messicana“. Canterini ha deciso di raccontare la sua verità su quell’episodio inDiaz, libro scritto con i cronisti del “Giornale” Gian Marco Chiocci e Simone Di Meo e pubblicato da Imprimatur. Undici anni dopo i fatti del 2001 e, soprattutto, neppure un mese dopo la condanna definitiva in Cassazione dello stesso Canterini e di altri 24 poliziotti, compresi Fournier e diversi capisquadra del VII. (altro…)

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Da Il Fatto Quotidiano del 15/07/2012.

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FRANCESCO Puglisi, operaio, 14 anni. Vincenzo Vecchi, muratore, 12 anni e 6 mesi. Marina Cugnaschi, assistente sociale, 11 anni e 6 mesi. Alberto Funaro, infermiere, 10 anni. Ines Maresca, educatrice, 6 anni e 6 mesi. Ricordiamoli questi nomi perché sono stati condannati in via definitiva per «devastazione e saccheggio» ed entreranno in carcere per scontare la loro pena. Undici anni fa parteciparono agli scontri che misero a ferro e fuoco Genova durante il G8 ma oggi sono persone che hanno gettato quel passato alle spalle e hanno un lavoro, una famiglia, dei figli. La condanna di quegli episodi di vera e propria guerriglia urbana deve rimanere ferma, non solo per la gravità dei fatti in sé, ma anche perché quella violenza ebbe l’effetto di prosciugare le ragioni politiche e le rivendicazioni dell’intero movimento no-global. (altro…)

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La Cassazione riduce le pene per i disordini di Genova 2001 ma tra i condannati c’è chi dovrà scontare fino a undici anni.

I legali: “Ingiustizia è fatta. La disparità di trattamento con i poliziotti della Diaz è evidente”.

Erano in dieci, andranno in carcere in cinque. E non per poco tempo, nonostante tre anni di condono per indulto. Lo ha deciso la prima Sezione penale della Corte di Cassazione che ha così chiuso – dopo quelli per le violenze delle forze dell’ordine – il terzo filone dei processi per il G8 di Genova, quello per le violenze di strada. Delle dieci condanne inflitte in appello per il reato di devastazione e saccheggio (per un totale di quasi cento anni di carcere), la Corteha confermato quelle a carico di Alberto Furnaro (10 anni) e Ines Morasca (6 anni e sei mesi). Esecutive – con sconti di pena compresi tra un anno e nove mesi – an – che le condanne di Marina Cugnaschi (12 anni e tre mesi in appello), Vincenzo Vecchi (13 anni) e Francesco Puglisi (15 anni), annullate senza rinvio, per il solo reato di detenzione di molotov. Annullate con rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello di Genova, le condanne inflitte a Carlo Arculeo, Antonino Valguarnera, Luca Finotti, DarioUrsino e Carlo Cuccomarino, affinché un nuovo processo rivaluti il non riconoscimento dell’attenuante “di aver agito per suggestione di una folla in tumulto”. (altro…)

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Arriva l’ordine di carcerazione. Loro: affidateci ai servizi sociali. Domani la Cassazione sui no global.

ROMA — Undici anni per una tempesta giudiziaria “perfetta”. Ieri, la Procura generale di Genova ha notificato ai poliziotti condannati per i fatti della Diaz l’ordine di esecuzione di 16 delle 17 pene detentive pronunciate il 5 luglio in Cassazione (per Canterini un errore materiale nel dispositivo della sentenza richiederà un’udienza camerale per la correzione necessaria a rendere esecutivi 3 anni e 3 mesi). Domani, venerdì 13, in una Cabala che vuole due sentenze definitive in una settimana, la “devastazione e saccheggio” di Genova. Ancora una volta in Cassazione, di fronte a una diversa sezione (la sesta), ma ad uno stesso magistrato dell’accusa, Pietro Gaeta. Capovolti prospettiva e contesto. Ieri, l’infedeltà violenta di «uomini dello Stato». Ora, la violenza seriale, carica di odio, sulle cose e i luoghi della città che armò di mazze, spranghe, molotov, le mani di 8 uomini e 2 donne che, confusi nel “blocco nero”, parteciparono a quei giorni di guerriglia. Ballano 100 anni di reclusione. Comminati il 9 ottobre 2009 dalla corte di Appello di Genova che aumentò le condanne di primo grado (altri 13 imputati uscirono dal processo per prescrizione). (altro…)

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ROMA — Tre giorni di silenzio, poi una nota di poche righe. Che dice e non dice. Che parla di «profondo dolore per tutti coloro che a Genova hanno subito torti e violenze» ma senza esprimere scuse come invece ha fatto l’attuale capo della polizia Antonio Manganelli. Invocando il rispetto delle sentenze della magistratura, ma senza aggiungere niente a undici anni di silenzi sull’unica domanda ancora senza risposta: perché quella mattanza alla Diaz? Il prefetto Gianni De Gennaro ha scelto la via del comunicato per commentare, 72 ore dopo il pronunciamento della Cassazione, la condanna in via definitiva dei 25 poliziotti per le violenze nella scuola genovese durante il G8. Lui, nel luglio del 2001 al comando della polizia, non ammise responsabilità allora, e non le ammette oggi.
«Le sentenze devono essere rispettate ed eseguite — scrive De Gennaro, attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi — sia quando condannano, sia quando assolvono. Le competenti autorità hanno adempiuto a tale dovere operando con tempestività ed efficacia. (altro…)

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In margine (ma non tanto) alla sentenza sull’abominevole storia della scuola Diaz, in parecchi si chiedono quale fu il ruolo di Gianfranco Fini, che visse in prima persona, sia pure dietro le quinte, quei fatti terribili, e oggi è terza carica dello Stato. Senza pretendere di dire niente di determinante o di utile su responsabilità che l’opacità del potere ci impedisce di conoscere, mi permetto però di formulare un’ipotesi di nessun rilievo giudiziario, ma forse di qualche rilievo politico. L’ipotesi è che i fatti della Diaz non siano estranei al successivo “strappo” di Fini e al suo tentativo di costruire (o forse di “inventare”) una vera destra liberale. (altro…)

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Politici e dirigenti delle forze dell’ordine lasciati fuori dall’inchiesta. Da Gianni De Gennaro a Fini e Scajola.

ROMA — Il processo è chiuso. Ma il giorno dopo, le parole dell’avvocato Rinaldo Romanelli, difensore del comandante del VII Nucleo Mobile Vincenzo Canterini, hanno il lampo della provocazione. «Se dovessimo ragionare da storici, ma con la logica della sentenza della Corte di appello, direi che, a spanne, alla condanna mancano almeno 500 persone». È un’iperbole, appunto. Che tuttavia tocca il nervo scoperto di questa storia: i suoi convitati di pietra. Uomini degli apparati ed ex ministri della Repubblica di cui, come in certe foto di gruppo ritoccate, è scomparsa la silhouette. (altro…)

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