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Posts Tagged ‘gelmini’

Auto lesionista

Non è un momento facile per le donne al volante. Mentre la ministra ombra Guidi finiva fuoristrada (e finalmente in prima pagina) per un aiutino legislativo alla sua anima Gemelli, l’icona della fu-Forza Italia faceva un frontale con la sua sagacia, già messa a dura prova quando immaginò dei neutrini che sfrecciavano in un tunnel sotto il Gran Sasso senza neanche la cintura di sicurezza e il libretto di circolazione. In un video elettorale Maria Stella Cadente Gelmini critica la pratica della giunta Pisapia di multare gli automobilisti milanesi per rimpinguare le casse esangui del Comune. Il problema è che dietro di lei, a favore di telecamera, sorridono tre auto in sosta vietata.   (altro…)

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Mariastella Gelmini: il ruolo di leader del Cavaliere va rispettato, è il volere di milioni di italiani.

ROMA— «Sia chiaro che noi ci aspettiamo qualcosa in più, rispetto a quel che è tracciato in quella nota. Non è che se Berlusconi dovesse andare ai domiciliari o ai servizi sociali non verrebbe leso il suo diritto a esercitare il ruolo che milioni di cittadini gli hanno assegnato. Una soluzione, insomma, per noi va comunque trovata».
E ora che succede, Mariastella Gelmini? La via delle elezioni è preclusa. Le sentenze vanno accettate.
E voi?
«Premesso presso tutto ciò, in quella nota ci riconosciamo. Le parole di Napolitano rappresentano comunque un’apertura importante. La cosa che ci conforta è che viene riconosciuto il fatto che il problema da noi posto dell’agibilità politica di Berlusconi non viene relegato a un fatto personale, quasi privato, ma diventa una questione schiettamente politica che Napolitano mostra di aver compreso. E questo smentisce chi ha tentato di minimizzare il tutto». (altro…)

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Doveva essere l’anno del concorsone, l’anno in cui le porte della scuola italiana si riaprivano ai giovani aspiranti insegnanti, perché quelli che sono in cattedra sono troppo vecchi. Parola del ministro Francesco Profumo. Rischia di finire con una conta di nuovi docenti perdenti posto, 10.400 già ad oggi, dopo aver dedicato una vita all’insegnamento. Effetto incrociato delle politiche scolastiche messe in campodal precedente governo e delle nuove politiche pensionistiche introdotte dal governo tecnico. E come se non bastasse, per effetto degli accorpamenti disposti dalla manovra dell’estate scorsa, nelle scuole è scattato un valzer che rischia di far saltare i nervi anche agli insegnanti fino a ieri “blindati” dalla lunga esperienza accumulata. (altro…)

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Nell’anno scolastico 2009-2010 sono entrati in vigore i DPR n.89 e n. 81 recanti rispettivamente il Regolamento riguardante la revisione ordinamentale, organizzativa e didattica della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione e il Regolamento recante norme per la razionalizzazione della rete scolastica. In particolare già allora si preannunciavano come assai rilevanti per l’incidenza sulla natura e sull’organizzazione del servizio scolastico reso ai cittadini, le modifiche introdotte nel funzionamento della scuola primaria. Di qui il manifestarsi di una particolare attenzione per le modifiche riguardanti il tempo pieno e l’organizzazione didattica delle classi investite dal riordino. Nell’anno citato, per le prime classi, si trattava solo dell’introduzione del cosiddetto “maestro unico” e per le classi successive, dell’inizio dello smantellamento dei TEAM docenti (in genere tre docenti ogni due classi) e dell’eliminazione delle compresenze nel tempo pieno. (altro…)

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L’era che si è conclusa del ministro Gelmini lascia molte macerie nel nostro sistema di istruzione. Ci vorrà tempo per ricostruire e non sarà sicuramente possibile iniziare a farlo in questa fase di transizione e di emergenza che si sta aprendo.
In questa fase è augurabile e sicuramente possibile che sia posto termine al metodo degli abusi e delle sopraffazioni che i nostri precedenti governanti hanno adottato incessantemente e senza alcuno scrupolo nell’attività legislativa e soprattutto nelle sua gestione amministrativa. (altro…)

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Da biagioraucci.com

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Il ministero dell’istruzione ha presentato il suo piano. Emilia e Toscana devono avere più scuole. Istituti con mille alunni per centrare i risparmi di Tremonti. Sono 1300 le scuole che devono essere soppresse per conseguire a pieno gli obiettivi del dimensionamento fissate con la manovra della scorsa estate. Dovranno pensarci le regioni e dovranno farlo in fretta, entro il prossimo dicembre. Una prima bozza di autoriforma che è circolata nelle scorse settimane (si veda ItaliaOggi del 27 settembre) proponeva tagli molto sostanziosi per le regioni del Sud. (altro…)

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Dev’essere proprio alle cozze, il ministro Gelmini, se alla fine arriva a chiamare un “giornale nemico” – quello che il suo capo voleva far strozzare dagli inserzionisti e Cicchitto definiva «network dell’odio» – per cercare di recuperare terreno, ora che il baratro le si sta aprendo sotto i piedi.

Dev’essere alle cozze, per voler cambiare improvvisamente registro, scoprendo d’incanto che i tagli alla scuola (quelli ostinatamente negati fino all’altro ieri) invece ci sono stati, ohibò; per riscoprire (lei!) la «centralità della ricerca»; per ammettere perfino che sul suo celebre tunnel «bastava chiedere scusa», cosa che peraltro non risulta sia stata mai fatta, meglio un bel ‘delete’ sul sito. (altro…)

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Gli organizzatori: “L’ora del governo è arrivata, non vogliamo che si perda altro tempo”. E promettono non solo proteste ma anche proposte e idee nuove.

A Milano fumogeni sotto la sede di Moody’s e uova contro le banche; a Roma sveglie sotto Palazzo Chigi e linee degli autobus deviate dal corteo, che ha scelto un percorso non autorizzato dalle forze dell’ordine. Nella giornata della protesta di studenti, insegnanti e personale amministrativo contro i tagli alla scuola, molta tensione, ma per fortuna nessun incidente grave. (altro…)

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Nel mirino l’ex portavoce Zennaro, autore della gaffe sui neutrini. La difesa del ministero: i nostri dati si basavano su una proiezione parziale. Sono nel bunker, asserragliati dentro le larghe stanze del Palazzo della Minerva in viale Trastevere. L’inchiesta di “Repubblica” sui quattro anni di “dati oscurati” dal ministero dell’Istruzione, sulle due stagioni di errori plateali nella comunicazione degli scrutini di fine anno, sul sospetto che quegli errori fossero forzature per non rivelare che la linea “bocciare con severità per formare la futura classe dirigente” era saltata, hanno soffiato nuove nevrosi nello staff di Mariastella Gelmini. (altro…)

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Ammettiamolo: era davvero difficile battere l´exploit del fanta-tunnel per neutrini. Ma Mariastella Gelmini è riuscita ancora una volta a lasciarci a bocca aperta. Il ministro avrebbe occultato e manipolato i dati sulle bocciature, pur di propagandare l´immagine di una scuola più severa sotto la sua guida. La Gelmini, d´altronde, ha fatto dell´ideologia del rigore, nutrita di elementi simbolici ed esteriori (il voto in condotta, il grembiule, la “liberalizzazione” delle bocciature anche nel ciclo di base) il suo cavallo di battaglia. La bocciatura è diventata l´incarnazione plastica della reazione al permissivismo “sessantottino”, fucina di tutti i mali. Da qui, l´inammissibilità di un calo nel numero dei bocciati: un dato quantitativo che di per sé può significare qualunque cosa, ma al ministro preme solo in quanto incrina un´immagine propagandistica diffusa con insistenza martellante. (altro…)

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L’allarme è di due giorni fa: non ci sono soldi per gli scatti dei prof e dei bidelli, a dispetto delle promesse della Gelmini e del governo. I sindacati sono già sul piede di guerra e annunciano proteste per fine ottobre se non si troverà una soluzione ad una vicenda che tra ritardi, promesse non mantenute e annunci confermati solo in extremis va avanti da oltre un anno. La notizia si sparge alla Camera dove non si discute solo di Romano e del suo arresto ma anche della Relazione della Corte dei Conti che accompagna il Rendiconto 2010 del Bilancio del Miur. E’ Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione Cultura, a lanciare l’allarme dopo aver sfogliato la pubblicazione: «Il Ministero dell’Istruzione non riuscirà a pagare a un milione di docenti e personale Ata della scuola gli scatti retributivi maturati nel 2011. (altro…)

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Vorrei spezzare un neutrino a favore del portavoce della Gelmini, costretto a dimettersi dopo la topica del comunicato che inneggiava al tunnel fra Ginevra e il Gran Sasso pullulante di particelle parcheggiate in doppia fila. Non è facile portare la voce di un politico della Seconda Repubblica. Quello della Prima leggeva con calma i giornali, incontrava un po’ di persone e trascorreva il resto della giornata a studiare i faldoni di sua competenza, riuscendo talvolta a comprenderli. Il nuovo politico legge solo le rassegne stampa, dove vengono riprodotti gli articoli che parlano di lui. Così giorno dopo giorno crede di conoscersi meglio, mentre la sua dimestichezza coi problemi del mondo non migliora. Anche perché questo forzato dei media vive perennemente «online», gli occhi piantati sull’ultima dichiarazione del politico rivale a cui risponderà con una battuta memorabile prima di correre in tv a farsi intervistare su cose che ignora oppure a un convegno a farsi fischiare da persone che ignora. (altro…)

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da biagioraucci.com

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Sì, ha ragione Flavia Marzano, che lo scrive nei commenti qui sotto: la questione Tunnel Gelmini, il giorno dopo, merita forse un tentativo di discorso un po’ più serio.

A me per esempio, ha colpito il comunicato stampa (serissimo) con cui Gelmini tenta di recuperare terreno (mission abbastanza impossible) dicendoci tra l’altro che si tratta di una «polemica strumentale e ridicola».

Abituata al teatrino degli onorevoli contrapposti che dichiarano all’Ansa, Gelmini non ha capito che non c’è stata proprio nessuna «polemica».

C’è stato, piuttosto, un piccolo ma liberatorio rito collettivo nei confronti di un ministro dell’istruzione che ha pesanti difficoltà con i congiuntivi, che palesa un vocabolario povero e approssimativo, che si è fatta eleggere con i voti della Lega ma si è fatta promuovere all’esame di stato con il voto di Catanzaro, semplicemente perché era una studentessa un po’ somara. (altro…)

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Che l’Italia avesse un “premier a tempo perso” già lo sapevamo: l’ha detto lui a un’amica escort. E l’ha confermato martedì sera con due telefonate mute a Ballarò. Come Presidente del Consiglio ha chiamato Floris per intervenire in diretta, ma poi s’è accorto che il tempo riservato al governo era scaduto, allora ha indossato i panni del Presidente della Patonza e, per la gioia di una trentina di mignotte sedute sulle sue ginocchia, ha fatto il numero del molestatore che non parla, ma ansima. Ora le foto pubblicate qui a fianco dimostrano un altro fatto per noi notorio: anche Frattini Dry è un ministro degli Esteri a tempo perso, nel senso che perde inutilmente tempo a fare il ministro. Il vero capo della nostra diplomazia è Valter Lavitola, ingiustamente sminuito dalla stampa come “faccendie re ”, “Valterino”, “direttore de l’Avanti!”. Scherziamo? Lavitola, momentaneamente latitante, è l’uomo chiave del governo, l’architrave del sistema. (altro…)

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Non solo con quel comunicato stampa ufficiale ha tentato di accaparrarsi una parte del merito – dopo anni di tagli a ricerca ed istruzione – ma è pure scivolata in un devastante errore, che sta facendo vergognare un intero Paese. Secondo il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini i neutrini sparati dal Cern di Ginevra al Gran Sasso via crosta terrestre – in pochi millesimi di secondo, più veloci della luce – avrebbero viaggiato attraverso un “Tunnel” – dice proprio così, “Tunnel” – che collega la Svizzera all’Abruzzo. Settecentotrenta km di scavi, 730!: fosse vero, ci troveremmo davanti alla più “grande opera” della storia dell’umanità, la più grande e la più conveniente. Fonti vicine a questo blog mi dicono che la Ministra è stata indecisa fino all’ultimo sul termine da utilizzare, oltra a “Tunnel”, tra i papabili, c’erano anche “Tangenziale”, “Buco nero”, “Seggiovia” e “Quella roba lì”.

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