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Posts Tagged ‘genova’

Bottiglie giganti e oggetti di plastica grandi quanto una barca. Nel giorno del negoziato tra Parlamento, Consiglio e Commissione Ue a Bruxelles per la revisione delle Direttive comunitarie sui rifiuti, Greenpeace è in azione lungo la costa di Camogli, in provincia di Genova con la nave Rainbow Warrior per chiedere una graduale eliminazione della plastica usa e getta, compresi gli imballaggi. (altro…)

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A colpi di vernice

OGGI IN CITTÀ CON UNA PIOGGIA DI MILIONI: SERVONO
A SBLOCCARE I CANTIERI E RILANCIARE LA SUA CANDIDATA.

Quando c’era il fango di Renzi manco l’ombra. Adesso che ci sono le elezioni va sul Bisagno”. Le parole di Anna Pietri e di tanti altri abitanti della Val Bisagno: oggi la visita di Renzi a Genova non sarà una passeggiata. Non basterà quella manina anonima, stile Ventennio, che ha cancellato dai muri le scritte di contestazione al premier. I sondaggi delle regionali non sono rassicuranti se Renzi ha deciso di venire due volte in una settimana per sostenere Raffaella Paita. Che dai manifesti sorride sempre, ma non ha conquistato i liguri. Addirittura c’è chi, come il politologo Pierfranco Pellizzetti, ipotizza un arrivo al fotofinish tra quattro concorrenti: Paita, Giovanni Toti (centrodestra), Alice Salvatore (M5S) e Luca Pastorino (civatiano fuoriuscito dal Pd). (altro…)

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INUTILE farsi illusioni, la sentenza di Strasburgo rimette un poco di ordine in materia di diritti e di doveri; ma non rimedia al deficit culturale e politico che ha messo l’Italia nelle condizioni di farsi sgridare, in materia di democrazia, come si sgridano i somari. Esiste, in Parlamento come nelle forze dell’ordine come nell’opinione pubblica, una forte componente sbirra (non trovo altra definizione) che niente sa e niente vuole sapere di come lo Stato deve porsi di fronte ai cittadini. È una tendenza antica, radicata (Bocca scriveva di “eterno fascismo italiano”), che dopo i fatti obbrobriosi della Diaz trovò voce in non pochi esponenti del sedicente centrodestra (per esempio l’eterno Gasparri) ma si sostanzia, soprattutto, nei silenzi, nelle omissioni, nelle sentenze flebili, dell’idea che chiunque si trovi davanti a un manganello in fondo “se l’è andata a cercare”. (altro…)

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GenovaTensione a Genova. “Sono stufo di comizi blindati” Sul Veneto: “Avanti con Zaia. Tanti auguri a Flavio”.
GENOVA – «In Liguria si gioca una partita nazionale, se la Lega vincerà con il suo presidente, Renzi se ne andrà a casa»: il segretario del Carroccio Matteo Salvini ha incoronato ieri a Genova Edoardo Rixi, candidato presidente alle prossime elezioni di maggio. «Renzi è un imperatore, ma se gli portiamo via il suo giocattolino ligure, di Coop e sindacato, vedrete», Salvini ha infiammato così il migliaio di persone che hanno assediato il centrale teatro della Gioventù. Di fronte al teatro, al bar “Balilla”, l’ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito, a processo per lo scandalo dei fondi della Lega Nord, seduto alla cassa, accoglieva i clienti. Intorno, la zona rossa, con transenne e blindati della polizia, per separare la convention leghista dalla manifestazione dei centri sociali. Duecento persone hanno sfilato dietro allo striscione “Fuori la Lega dalle nostre città, Genova antifa”.

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Beppe dal Prefetto

“Oggi sono andato dal prefetto di Genova con i portavoce M5S liguri e abbiamo chiesto di bloccare questa cosa vergognosa di far pagare le tasse agli alluvionati. Questo infatti vuol dire mettere in mano ad Equitalia i cittadini liguri che sono stati colpiti dall’alluvione. Questo non è più uno Stato democratico ma è diventato un’altra cosa. Il Pd ha presentato un ordine del giorno che non serve, ci vuole un decreto per dire che queste tasse devono essere posticipate di 6 mesi. (altro…)

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Volontari
MAI DICHIARATO LO STATO DI CALAMITÀ. MAI VISTI I 12,5 MILIONI STANZIATI DA PALAZZO CHIGI. BUIO PESTO SU RISARCIMENTI E MESSA IN SICUREZZA.
Genova, cantava Fossati, si vede solo dal mare. Matteo Renzi invece la guarda in tv: “Non vado a fare passerelle – ha detto dopo la prima alluvione del 9 e 10 ottobre – Vado a Genova quando son partiti i lavori e non le chiacchiere”. Atteggiamento meritorio, per carità, anche se ai tempi del ritorno in porto della Concordia la passerella a Genova la fece volentieri. Insomma, il problema non è tanto stare sul posto – per quanto pure i gesti simbolici contano – quanto un’impressione di generale inattività del governo rispetto a un disastro che continua a ripetersi: il suo volto, per ora, è solo quello della Protezione civile regionale e dei militari (90 fino a ieri, 140 in tutto da oggi) che sono lì a dare una mano. 

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Alluvione

L’ACQUA SI SCATENA DA PONENTE E INVESTE LA REGIONE: SEMBRA NON FINIRE MAI.

Genova – Non c’è rifugio. Non c’è posto dove nascondersi. Non la strada che sembra un fiume, non la tua casa che poggia sulla terra sempre più molle, inconsistente. Senti un boato forte, che ti entra dentro, e non sai se è un tuono o la collina che ti crolla addosso. Puoi solo aspettare, tu, i tuoi figli. Puoi pensare, uno per uno, alle persone che conosci, che ami, chiederti dove sono adesso.   È successo ancora una volta. E non ti ci abitui mai. Mai. L’orizzonte che scompare come inghiottito dalle tenebre, le case in lontananza che svaniscono, poi anche quelle più vicine come cancellate.

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I simboli del Paese, più delle opere che celebrano l’Unità.

Piove su Genova. Domani sarà ancora allerta meteo. Che significa: salvatevi le chiappe, lo Stato vi abbandona. Genova, ma anche L’Aquila lasciata morire. Queste città testimoniano più di lapidi e mausolei al Risorgimento: sono il monumento alla divisione dell’Italia.

L’Italia è il mio Paese”. Ascolti tuo figlio che ripete la lezione di geografia. E ti fermi su quella frase per lui naturale, ma che in te suscita tante domande. Contribuire per la tua piccola, minima parte allo sviluppo di una nazione; ma anche sapere che, se avrai bisogno, non sarai lasciato solo. Ancora: avere un modo di sentire, sogni e un destino comuni con sessanta milioni di persone. Questo significa essere cittadini.   Ma è davvero così in Italia? No. Domani a Genova si annuncia un’altra allerta meteo che in fondo vuol dire: state attenti, salvatevi le chiappe, perché lo Stato non ha fatto la sua parte. (altro…)

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Genova

“Sindaco dimettiti”. De André e Baccini alla testa del corteo Soldi ai dirigenti sotto processo per l’alluvione di tre anni fa.

GENOVA – Il giorno in cui un corteo di un migliaio di cittadini con in testa i cantanti Cristiano De Andrè e Francesco Baccini assedia il Comune lanciando uova, sputando addosso ai consiglieri e chiedendo le dimissioni del sindaco Marco Doria, a Genova esplode un nuovo caso legato alle retribuzioni di risultato.
La manifestazione organizzata via Facebook al grido “#orabasta cittadini genovesi uniti” ha reso ancor più caldo il clima politico. Una delegazione con De Andrè e Baccini è stata ricevuta dal sindaco Doria che ha risposto alle critiche di immobilismo: «Ad aprile partiranno i lavori per lo scolmatore di un altro rivo, il Fereggiano, affluente del Bisagno. Io adesso non mi dimetto: l’amministrazione serve funzionante, ora». Il sindaco in consiglio ha ringraziato il governo: «A me non interessa se verrà o no a Genova Renzi. Perché io, in questi giorni, non mi sono mai sentito solo, così come il premier ci aveva promesso. Il sottosegretario Delrio, i ministri Galletti e Pinotti, il capo struttura D’Angelis è come se fossero qui da dieci giorni».

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passarelle

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Una boccata d’aria, dopo tanto fango. Ne sono debitore al «Corriere Mercantile» dei giorni scorsi, da cui la riprendo a beneficio di chi se la fosse persa: per chiudere questa settimana con un barlume di umanità. Alcuni adolescenti stanno aiutando a ripulire una biblioteca antiquaria di Genova inzuppata d’acqua e di detriti. Pacchi di libri sporchi anche se non distrutti vengono destinati al macero perché invendibili. Ma i ragazzi si ribellano: se si possono ancora leggere, dicono, significa che non si devono buttare. Il libraio Gianni Pietrasanta quasi si commuove davanti a una simile, inattesa prova d’amore (e di parsimoniosa genovesità). Ma mentre lui si intenerisce, quei satanassi sono già passati all’azione. Afferrato un carrello del supermercato, lo stipano di volumi infangati e spariscono in piazza de Ferrari, il cuore della città. (altro…)

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travaglioMa è così strano indignarsi davanti allo scempio di una città e di una regione malgovernate da decenni che quasi ogni anno contano i morti e all’ipocrisia dei responsabili che cementificano tutto e poi pontificano in tv col culetto al caldo nei loro salotti? Davvero parlare di queste porcate chiamandole col loro nome e chiedendone conto a chi le ha fatte è violazione del bon ton e rifiuto del contraddittorio? Davvero è bestemmiare gli angeli invitare uno spalatore diciassettenne a guardare il faccione sformato di chi l’ha costretto e sempre lo costringerà a spalare, e a pretenderne spiegazioni anziché farsene ipnotizzare? Non sarà che il problema è opposto a quello agitato dalle suorine delle buone maniere e della linesotis delle presunte regole, e cioè che nessuno ha mai detto in faccia a questi sepolcri imbiancati (di calce) quel che si meritavano, aiutandoli a rimpinzarsi di voti e di soldi a suon di grattacieli, palazzi-alveare, parcheggi, ipermercati, porti turistici, dando fra l’altro un sacco di lavoro ai giudici e ai secondini? (altro…)

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Genova

Mi scuso. Mi scuso anzitutto con il supremo governatore Claudio Burlando per aver proditoriamente insinuato che il politico più potente di Genova e della Liguria da 30 anni sia lui, mentre tutti sanno che sono io.   Mi scuso per aver affermato che è stato, nell’ordine: assessore, vicesindaco e sindaco di Genova, poi ministro dei Trasporti, infine governatore della Liguria, mentre avrei dovuto ammettere che tutte quelle cariche le ho ricoperte io.   Mi scuso per avergli attribuito ingiustamente la cementificazione della sua città e della sua regione, il piano casa tutto cemento, l’imboscamento di 8 dei 10 milioni stanziati dallo Stato per l’alluvione del 2010, la piastra di cemento per parcheggi costruita a monte del torrente Fereggiano, il mega-centro commerciale per 5 mila persone in una zona definita dal suo stesso assessore “a rischio di alluvioni” dopo la tragedia del 2011, i porticcioli turistici per impreziosire la costa in tandem col grande Scajola, il blocco dei lavori sul torrente Bisagno non per colpa dell’ex sindaco Sansa né del Tar, ma dalla Regione che non ha fatto nulla dal 2012, mentre è universalmente noto che tutte quelle brutte cose le ho fatte tutte io. (altro…)

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La lettera“Sono tornato nella mia città e oggi ho fatto un giro. Le immagini sono quelle di 3 anni fa, di 40 anni fa. Non cambia niente in questa città, se non la passione delle persone, di studenti, di ragazzi che vanno ad aiutare. Sembra che la soluzione sia quella, a posteriori. Ma la soluzione è a monte, nelle scelte politiche sbagliate. Non ci credo più nelle disgrazie. Non si possono investire 8 miliardi in “gronde“, in grandi opere come la TAV e non pensare ai piccoli investimenti nel territorio. C’era già una lettera delle imprese che avevano l’incarico di mettere in sicurezza il territorio datata il 5 di agosto e mandata al governo Renzie. La lettera diceva: “con l’avvicinarsi della nuova stagione autunnale appare fondamentale partire subito con la realizzazione dell’opera in questione, atteso che rimandare e temporeggiare ancora (oltre a tutto il tempo perso finora, senza nessun giuridico motivo) espone la collettività al concreto rischio di veder riaccadere la tragedia del novembre 2011“. La tragedia c’è stata. Con un morto, migliaia di persone disperate, negozi pieni di roba che avevano ordinato per la stagione invernale, pianti di persone che sono lì con questi ragazzi meravigliosi che danno loro una mano. (altro…)

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genova-fango-prevenzione

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Selfie“Renzi si assuma le responsabilità politiche del disastro colposo che ha flagellato Genova: era stato informato dei rischi e non è intervenuto, aveva promesso 1,5 miliardi per la tutela del territorio e non ha stanziato un centesimo. Appena 2 mesi fa, i legali delle ditte incaricate della messa in sicurezza del torrente Bisagno avevano avvisato il premier della necessità di avviare subito i lavori per evitare le esondazioni. Lo testimonia la lettera inviata a Palazzo Chigi il 5 agosto: le ditte chiedevano di consentire l’immediato avvio delle opere per risolvere le criticità idrogeologiche del territorio: “Rimandare e temporeggiare ancora espone la collettività al concreto rischio di veder riaccadere la tragedia del novembre 2011“, quando morirono 6 persone a causa delle piogge. Il Presidente del Consiglio ha ignorato questo grido di allarme, le ditte non hanno ricevuto neppure uno straccio di risposta e puntualmente si è verificata l’ennesima catastrofe. (altro…)

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La lettera

Le ditte: “Fateci fare i lavori, rischio serio”. Era il 5 agosto.

LA LETTERA indirizzata al premier Matteo Renzi il 5 agosto scorso dai legali delle ditte che dovevano occuparsi della messa in sicurezza del torrente Bisagno, rimasta in un cassetto di Palazza Chigi senza risposta alcuna, inchioda il governo alle proprie responsabilità. “Tutti i ricorsi sono stati respinti. Nulla osta ad un avvio effettivo dell’incarico. Gli ultimi eventi alluvionali hanno evidenziato le criticità idrogeologiche del territorio di Genova e della Regione e – con l’avvicinarsi della stagione autunnale – rimandare e temporeggiare ancora espone la collettività al concreto rischio di riaccendere la tragedia del novembre 2011”. Puntualmente la tragedia, infatti, si è presentata. Il contenuto della lettera è stato rivelato dal Tgla7 nell’edizione di sabato sera e pubblicato già sul Fatto Quotidiano di ieri. Come se niente fosse, però, il premier Renzi ieri è ovviamente intervenuto sulla tragica alluvione di Genova, senza far minimamente riferimento alla questione. Silenzio di tomba sul tema. (altro…)

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Angeli del fango
NELLE belle cronache di una bruttissima storia ritornano gli angeli del fango. Non c’è stato bisogno di riandare all’origine, le magliette con “Non c’è fango che tenga” avevano tre anni, è bastato rimettersele e trasformare un privato ricordo in indumento utile e bandiera pubblica.
GLI angeli del fango sono in realtà una leva perenne nel nostro Paese. Il confronto letterario, estetico, civile con l’origine, il novembre 1966 della spaventosa alluvione fiorentina, è pieno di suggestioni, ma c’è prima di tutto un pensiero che vale la pena di proporre.

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Genova

Almeno questa volta i politici compiano un atto di rispetto nei confronti della Liguria: restino a Roma. Ma anche a Genova, nei loro palazzi. Non vengano ad aggiungere oltraggio a oltraggio. Si facciano vedere quando i lavori saranno ultimati. Quando tutti i fondi saranno stanziati. E non stringano con la destra le mani delle vittime, mentre con la sinistra firmano progetti che preparano la strada a nuove alluvioni. Perché la pioggia è l’ultima goccia. Le nuvole che hanno devastato ancora Genova sono state prima alimentate da decenni di cattiva politica, di incompetenza, se non di corruzione.   La tragedia di Genova ci insegna quanto sia fondamentale la politica, che decide della nostra vita. E, talvolta, della nostra morte. È un compito altissimo, che comporta responsabilità immense. Ma, se ne derivano onore e prestigio, non devono essere taciute le colpe che producono conseguenze drammatiche.  (altro…)

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Non starò a farvi venire il mal di testa con il rimpallo di accuse che ha contraddistinto il comportamento delle autorità alluvionate di ogni ordine e grado durante la giornata di ieri, mentre i genovesi erano per strada in silenzio a spalare. La solita catena burocratica in cui un potere scarica le colpe su un altro potere al fine di allontanare da sé ogni responsabilità.

Se ho capito bene, ma credo che non l’abbiano capito nemmeno loro, chi avrebbe dovuto dare l’allarme lo ha dato in ritardo, chi avrebbe dovuto reagire all’allarme non aveva preparato alcun piano d’azione, chi avrebbe dovuto ripulire e fortificare i torrenti già esondati in un passato fin troppo recente non ha potuto farlo per un impedimento amministrativo che però il tribunale competente sostiene essere stato superato da mesi.

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