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Posts Tagged ‘genova’

CONCORDIA
Con un po’ di anticipo sulla tabella di marcia, grazie al meteo favorevole e all’ottima tenuta del progetto ingegneristico che ha rimosso il relitto, la Concordia è arrivata a Genova.

Si conclude la vicenda che è costata la vita a 33 persone e ha inflitto una ferita all’ambiente del Giglio e dell’Arcipelago Toscano e all’immagine del nostro Paese. I nostri monitoraggi non hanno fatto emergere alcun sversamento di idrocarburi o sostanze inquinanti.

Adesso però dobbiamo rivitalizzare il Santuario dei cetacei, rendere efficace il “Decreto anti-inchini” e inaugurare una nuova stagione dello smantellamento delle navi europee nel vecchio continente.

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Agorà

Mi ci sono volute alcune ore per rimettere assieme i pezzi, le immagini e le emozioni del Vday. E’ difficile capire fino in fondo una giornata come quella che abbiamo vissuto, una giornata intervallata da Beppe e il suo incredibile ottimismo, da buona musica che ti pompa sangue nelle vene, da uomini e donne arrivati da tutti gli angoli del pianeta, da premi nobel e giovani che stanno cambiando l’America. Il tutto vissuto in mezzo a cittadini senza barriere (soprattutto mentali) senza timore, senza scorta, protetti da 150.000 persone. (altro…)

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Grillo-Genova
Genova – È sintomatico che uno dei discorsi meno di pancia di Grillo sia stato sufficiente a far scattare nel Pd l’eterna reazione pavloviana della difesa acritica di Napolitano. La maniera più errata di riassumere un giorno intero di proposte (più che proteste) è limitarsi ai “Vuole uscire dall’Euro” e ai “Tramano per la cacciata di Re Giorgio”. Entrambi gli affondi, peraltro, sono tanto noti quanto leciti (soprattutto il secondo). Grillo parlava già di referendum sull’Euro (che non vuol dire uscire dall’Euro: significa permettere agli italiani di scegliere) durante la campagna elettorale in Sicilia e l’impeachment (ammettendo che era una provocazione politica) lo aveva già preannunciato nelle scorse settimane. (altro…)

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Nella vicenda di Genova l’aspetto più sconvolgente non è la rabbia sociale (capita, è sempre capitato, capiterà sempre), non sono le speculazioni politiche. È l’ammontare della cifra per la quale la municipalizzata di una delle città più grandi e importanti d’Italia rischia il collasso: otto milioni di euro. Non voglio fare demagogia (dovrei comunque mettermi in coda), ma è una cifra ridicola se raffrontata alle montagne di quattrini elargite alle banche, che avevano accumulato “buchi” cento volte più grandi; è una cifra pari, o inferiore, alle liquidazioni e alle stock option di molti manager privati, e non sempre a fronte di brillanti risultati; è una cifra che nella foresta dell’economia finanziaria fa la figura di un cespuglio in mezzo alle sequoie. (altro…)

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Genova

Oggi sono stato in piazza a Genova con i lavoratori dell’AMT. Quello che ho visto non è solo uno sciopero, ma uno scontro di due mondi. Da una parte chi vuole privatizzare, dall’altra noi che vogliamo salvaguardare il bene comune dei cittadini, guadagnato con il sudore della fronte dei nostri padri e dei nostri nonni.Dobbiamo alzare la testa! Questa è una battaglia epocale che parte ora da Genova e si diffonderà a macchia d’olio. Sento che ci siamo. E’ impossibile pensare di andare avanti con questa gente qua, con Letta, Alfano, Renzie. Letta non può vendere nulla, non è stato eletto da nessuno e non può vendere cose che non gli appartengono. Le aziende pubbliche appartengono ai cittadini italiani. (altro…)

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“La nomina di Gianni De Gennaro a presidente di Finmeccanica è semplicemente inaccettabile. Basta con gli uomini buoni per tutte le stagioni. In un qualsiasi paese civile De Gennaro avrebbe concluso la sua inarrestabile carriera nel Luglio 2001 con la mattanza alla Diaz di Genova. Invece governi di centrodestra, governi tecnici e governi di larghe intese continuano a proporre questo personaggio per ruoli di primissimo piano. Il M5S dice con chiarezza un netto NO. (altro…)

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IL PORTO della città di Genova esiste almeno da due millenni. Si tratta di un porto naturale. E ha da sempre una buona reputazione.

PERCHÉ ha funzionato, attraverso i secoli, secondo le regole. Però nella notte fra martedì e mercoledì, una notte tranquilla, una nave in manovra finisce su una banchina, distrugge la torre dei piloti, fa morti e feriti. Una tragedia. Come è stata possibile?
Si cercano precedenti. Ci sono state altre sciagure? Certo: la London Valour, anno 1970. Una nave da carico ancorata fuori del porto, investita da una libecciata improvvisa che la fa derivare, metro dopo metro, fino a sfasciarsi sulla diga foranea. Marinai che si tuffano nel mare agitato dal libeccio, in un pomeriggio primaverile, per mettersi in salvo: chi si salva e chi annega. Un elicottero lotta contro il libeccio, per salvare il salvabile. Ma quella è una tragedia fuori del porto, il porto non è chiamato in causa: la responsabilità è tutta del povero capitano, che è stato sorpreso dalla burrasca, e perde la vita, con molti marinai, in una giornata radiosa (la ricordo, io c’ero: splendeva il sole), ma tragica per il vento. (altro…)

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IL PD: MEGLIO UNA COMMISSIONE. I RADICALI AL MINISTRO: CHE FAI?

Il giudizio sui fatti della Diaz è ormai definitivo sul fronte penale. La Cassazione ha stabilito che diversi funzionari delle forze dell’ordine gestirono in modo del tutto inadeguato il G8 trasformandolo in violenza sanguinosa e immagine deleteria della democrazia italiana in tutto il mondo. Per questo l’onorevole Andrea Sarubbi, del Pd, ha chiesto al governo Monti le dimissioni del sottosegretario Giovanni De Gennaro, capo della Polizia all’epoca dei fatti. “Ho aspettato la sentenza di primo grado, poi l’appello, poi la Cassazione – spiega Sarubbi –. E, per essere proprio sicuro, vista la delicatezza dell’argomento, ho pure aspettato le motivazioni della sentenza. Ma ora non ci sono più motivi, almeno da parte mia, per non chiedere a Monti una risposta ufficiale sulla permanenza di Giovanni De Gennaro al governo, pur non avendo nulla contro la sua persona”. (altro…)

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Diaz.

Mi sono visto il film di Daniele Vicari, Diaz. E’ stato uno choc.
Certe cose, prima di ieri, le avevo viste solo nei film sui nazisti: l’eliminazione del ghetto di Plascow, da parte delle SS del tenente Amon Goth, in “Schindler’s List”.

Qui, i cattivi, i sadici, i torturatori, sono italiani come noi, con la divisa della polizia italiana.
Che hanno picchiato selvaggiamente.
Che hanno deriso e violato l’intimità di persone che erano sotto la loro custodia.
Persone marchiate col pennarello (niente tatuaggio sull’avambraccio). (altro…)

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«Sono certo che il prefetto De Gennaro, nel suo nuovo incarico istituzionale, potrà efficacemente portare avanti il suo impegno…», così Massimo D’Alema, l’11 maggio, salutava la nomina a sottosegretario del governo Monti dell’uomo che ai tempi del massacro alla Diaz era il capo della polizia. La stessa persona che nelle motivazioni della Corte di Cassazione interpreta il ruolo del fantasma del palcoscenico, l’ispiratore di una repressione disumana, segnata da efferatezze che ancora oggi si fatica a leggere nei particolari descritti dai giudici. Quel poliziotto d’Italia che non volle fermare le squadracce spinte, invece, a emulare un clima cileno, nel cuore dell’Europa, quando l’Italia berlusconiana sospese la democrazia con il sangue di ragazzi inermi. (altro…)

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L’ex comandante della “celere” di Roma firma un libro sull’irruzione nella scuola del G8 di Genova. Dove accusa gli alti vertici della Polizia di Stato di aver cercato di depistare le indagini su quella “macelleria” scaricando tutte le colpe sui suoi uomini.

“La Diaz fu una rappresaglia scientifica alla figuraccia mondiale per le prese in giro dei black bloc. Un tentativo, maldestro, di rifarsi un’immagine e una verginità giocando sporco, picchiando a freddo, sbattendo a Bolzaneto ospiti indesiderati assolutamente innocenti”. A dirlo, anzi a scriverlo, non è un no global reduce dalG8 di Genova, ma un poliziotto. E che poliziotto: Vincenzo Canterini, primo dirigente oggi a riposo, all’epoca dei fatti comandante del Primo reparto mobile, cioè dei “celerini” romani. Nel quale era inquadrato il VII Nucleo Sperimentale, l’élite antisommossa protagonista dell’irruzione nella scuola genovese sotto il comando di Michelangelo Fournier, che per quell’operazione avrebbe poi coniato l’efficace etichetta di “macelleria messicana“. Canterini ha deciso di raccontare la sua verità su quell’episodio inDiaz, libro scritto con i cronisti del “Giornale” Gian Marco Chiocci e Simone Di Meo e pubblicato da Imprimatur. Undici anni dopo i fatti del 2001 e, soprattutto, neppure un mese dopo la condanna definitiva in Cassazione dello stesso Canterini e di altri 24 poliziotti, compresi Fournier e diversi capisquadra del VII. (altro…)

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Da Il Fatto Quotidiano del 15/07/2012.

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Arriva l’ordine di carcerazione. Loro: affidateci ai servizi sociali. Domani la Cassazione sui no global.

ROMA — Undici anni per una tempesta giudiziaria “perfetta”. Ieri, la Procura generale di Genova ha notificato ai poliziotti condannati per i fatti della Diaz l’ordine di esecuzione di 16 delle 17 pene detentive pronunciate il 5 luglio in Cassazione (per Canterini un errore materiale nel dispositivo della sentenza richiederà un’udienza camerale per la correzione necessaria a rendere esecutivi 3 anni e 3 mesi). Domani, venerdì 13, in una Cabala che vuole due sentenze definitive in una settimana, la “devastazione e saccheggio” di Genova. Ancora una volta in Cassazione, di fronte a una diversa sezione (la sesta), ma ad uno stesso magistrato dell’accusa, Pietro Gaeta. Capovolti prospettiva e contesto. Ieri, l’infedeltà violenta di «uomini dello Stato». Ora, la violenza seriale, carica di odio, sulle cose e i luoghi della città che armò di mazze, spranghe, molotov, le mani di 8 uomini e 2 donne che, confusi nel “blocco nero”, parteciparono a quei giorni di guerriglia. Ballano 100 anni di reclusione. Comminati il 9 ottobre 2009 dalla corte di Appello di Genova che aumentò le condanne di primo grado (altri 13 imputati uscirono dal processo per prescrizione). (altro…)

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ROMA — Tre giorni di silenzio, poi una nota di poche righe. Che dice e non dice. Che parla di «profondo dolore per tutti coloro che a Genova hanno subito torti e violenze» ma senza esprimere scuse come invece ha fatto l’attuale capo della polizia Antonio Manganelli. Invocando il rispetto delle sentenze della magistratura, ma senza aggiungere niente a undici anni di silenzi sull’unica domanda ancora senza risposta: perché quella mattanza alla Diaz? Il prefetto Gianni De Gennaro ha scelto la via del comunicato per commentare, 72 ore dopo il pronunciamento della Cassazione, la condanna in via definitiva dei 25 poliziotti per le violenze nella scuola genovese durante il G8. Lui, nel luglio del 2001 al comando della polizia, non ammise responsabilità allora, e non le ammette oggi.
«Le sentenze devono essere rispettate ed eseguite — scrive De Gennaro, attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi — sia quando condannano, sia quando assolvono. Le competenti autorità hanno adempiuto a tale dovere operando con tempestività ed efficacia. (altro…)

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In margine (ma non tanto) alla sentenza sull’abominevole storia della scuola Diaz, in parecchi si chiedono quale fu il ruolo di Gianfranco Fini, che visse in prima persona, sia pure dietro le quinte, quei fatti terribili, e oggi è terza carica dello Stato. Senza pretendere di dire niente di determinante o di utile su responsabilità che l’opacità del potere ci impedisce di conoscere, mi permetto però di formulare un’ipotesi di nessun rilievo giudiziario, ma forse di qualche rilievo politico. L’ipotesi è che i fatti della Diaz non siano estranei al successivo “strappo” di Fini e al suo tentativo di costruire (o forse di “inventare”) una vera destra liberale. (altro…)

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Politici e dirigenti delle forze dell’ordine lasciati fuori dall’inchiesta. Da Gianni De Gennaro a Fini e Scajola.

ROMA — Il processo è chiuso. Ma il giorno dopo, le parole dell’avvocato Rinaldo Romanelli, difensore del comandante del VII Nucleo Mobile Vincenzo Canterini, hanno il lampo della provocazione. «Se dovessimo ragionare da storici, ma con la logica della sentenza della Corte di appello, direi che, a spanne, alla condanna mancano almeno 500 persone». È un’iperbole, appunto. Che tuttavia tocca il nervo scoperto di questa storia: i suoi convitati di pietra. Uomini degli apparati ed ex ministri della Repubblica di cui, come in certe foto di gruppo ritoccate, è scomparsa la silhouette. (altro…)

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Troppo tardi e troppo poco, le ferite di quella notte non sono ancora rimarginate. Resta senza mandanti la “macelleria messicana”.

TROPPO tardi e troppo poco. È per queste due ragioni che non si riesce a sentirsi davvero al sicuro, al riparo di una solida e limpida democrazia. È PER questo che la sentenza della Cassazione sulla Diaz genera sollievo, sì, perché una pagina di verità è stata scritta e certo assai peggio sarebbe stata un’assoluzione generale. Ma non basta, non riesce a ripristinare quella forse ingenua ma formidabile e condivisa sensazione di libera cittadinanza, di fiducia nel rispetto delle regole fondamentali, di possibilità di esprimersi e di manifestare consenso o dissenso che c’era prima. Prima di Genova, perché come le torri gemelle hanno segnato uno spartiacque per il mondo intero, il G8 ha scandito, in Europa, un prima e un dopo. (altro…)

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La sentenza della Cassazione conclude sul piano della giustizia penale una vicenda nazionale tra le più gravi. Riferendosi ai dirigenti della polizia e agli agenti che avevano agito nella scuola Diaz in coda alla giornata di proteste contro il G8 del 2001, la Corte di appello di Genova, nella sentenza che ora la Cassazione sostanzialmente ha confermato, aveva parlato di «tradimento della fedeltà ai doveri assunti nei confronti della comunità civile» e di «enormità dei fatti che hanno portato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero». (altro…)

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IN ATTESA DELLA SENTENZA DELLA CASSAZIONE, LA CUI CONFERMA O MENO DEL GIUDIZIO DI CONDANNA DELLA CORTE D’APPELLO, AVRÀ COME EFFETTO PRATICO PIÙ EVIDENTE, LA POSSIBILITÀ O MENO di alcuni alti funzionari dello Stato, a vario titolo coinvolti nell’assalto alla Diaz, di continuare a ricoprire le loro cariche, vale la pena riflettere sulle conseguenze che la sentenza potrà avere sul modo in cui tanta parte della nostra società, e in particolare gran parte dei giovani, guardano allo Stato e alle sue Istituzioni. In tempi di grandi tensioni economiche, politiche, sociali. La stragrande maggioranza di quelli che erano a Genova per il G8 del 2001, e di quelli che trovarono ospitalità nella scuola Diaz, non avevano nessun atteggiamento pregiudiziale verso le istituzioni. Le loro iniziative consuete avevano bisogno di una interlocuzione istituzionale. (altro…)

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