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Posts Tagged ‘giachetti’

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Appena sentiamo parlare di legge elettorale, noi e – immaginiamo – i lettori sprofondiamo in uno stato a metà fra il torpore e la catalessi. Ed è su questa comprensibile reazione dell’opinione pubblica che puntano lorsignori per prenderci per sfinimento, facendoci digerire le peggiori boiate: tipo il Porcellum e l’Italicum, ritagliati su misura per B. nel 2005 (per non far vincere Prodi) e da Renzi nel 2014 (per far vincere se stesso). Ora sappiamo bene qual è il problema: il Pd è passato dal 40,8% delle Europee al 30% degli attuali sondaggi e i 5Stelle dal 21 al 31%, dunque l’Italicum (mai usato) non serve più alla bisogna e va cestinato prim’ancora del verdetto della Consulta. (altro…)

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Su La Stampa, l’ex premier smentisce il retroscena di Repubblica che definisce “pura spazzatura da parte di un giornale che perde lettori” e parla di una manovra politica perché “domenica temono risultati molto deludenti rispetto alle attese”. Intanto il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari conferma la propria ricostruzione e aggiunge un retroscena: “Ha chiamato il critico d’arte Montanari per cercare di convincerlo ad accettare l’offerta del Movimento 5 Stelle: fare l’assessore alla cultura nella giunta Raggi”.

“Si tratta di una vera e propria montatura contro di me, frutto del fatto che stanno cercando un capro espiatorio perché temono, domenica, risultati molto deludenti rispetto alle attese. È una palese manovra da parte di quello che è in realtà un house organ del Partito del Nazareno”. Dopo la smentita arriva il contrattacco. Dalle colonne de La Stampa, Massimo D’Alematorna sul duro scontro all’interno del Pd tra lui e i vertici innescato dal retroscena di Repubblica a firma di Goffredo De Marchis(altro…)

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«L’hanno scelto solo perché risponde direttamente al capo. È tra i responsabili del debito mostruoso di Roma e ha imbarcato tutti quelli che si sono coalizzati con la destra per mandarmi via. Lui stesso sa di non essere capace di fare il sindaco. La candidata grillina? Una donna con una forte personalità. Ma anche Fassina potrebbe avere molti voti dei miei sostenitori». Parla l’ex primo cittadino della capitale

Ignazio Marino, 61 anni, sindaco di Roma dal 12 giugno 2013 al 31 ottobre 2015, chirurgo, professore universitario, ex senatore indipendente nelle liste dei Ds (2006-2008) e poi Pd (2008-2013), già candidato alla segreteria del Pd nelle primarie del 2009, partito a cui è ancora formalmente iscritto (ma – dice – «mi prenderò una pausa di riflessione fino a quando partirà il prossimo tesseramento»). Autore di diversi libri di cui l’ultimo è “Un marziano a Roma” uscito per Feltrinelli il 31 marzo scorso: un duro atto di accusa verso il Pd che lo ha messo alla porta e una orgogliosa rivendicazione di quello che ha fatto nei due anni e mezzo in cui è stato sindaco della capitale d’Italia. (altro…)

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Nel nulla

Nel 1973 Richard Nixon, già in mezzo al casino del Watergate, ebbe la pessima notizia che il suo vice Spiro Agnew era stato beccato per aver evaso le tasse. Due scandali erano troppi da reggere, così Nixon sacrificò Agnew e chiamò al suo posto un deputato di terza fila ma di riconosciuta rettitudine, Gerald Ford. L’onesto Ford, che serviva per cercare di migliorare l’appannatissima immagine della Casa Bianca.

Mi è tornata in mente questa vicenda di tanti anni fa leggendo della tribolata campagna di Roberto Giachetti, a Roma. (altro…)

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GiachettiRoberto Giachetti. Il piddino “ribelle”.

I numeri per approvare la legge elettorale alla Camera ci sono, per farcela basta un mese. Ma finché non spostano tutto a Montecitorio continuo il digiuno”. Il deputato Roberto Giachetti oggi tocca il 59° giorno di sciopero della fame contro lo stallo sulla legge.

Giachetti, la discussione potrebbe traslocare alla Camera: quello che chiedevate voi renziani.

Finalmente tutti ammettono che in Senato non ci sono i numeri per una nuova legge elettorale. E che non c’è mai stata la volontà di farla.  (altro…)

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Giachetti

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L’UE ha tolto l’Italia dalla lista dei paesi cattivi (assieme a Lituania e Romania), chiudendo la procedura di infrazione, perché il rapporto debito pil è sceso sotto il 3%.
Questa notizia è un pò come la fine della tempesta, della poesia di Leopardi: finisce la crisi, finisce l’austerità, si può tornare alle care e vecchie abitudini.
E’ finita la tempesta: e ora il governo delle larghe intese anziché chiedersi delle ragioni che ci hanno portato alla crisi, può pensare alle riforme che interessano solo la casta.
Nemmeno la legge elettorale cambieranno: la bocciatura dell’emendamento di Giachetti nè la prova. Nemmeno nel PD si vuole abolire il porcellum.

Questo governo continuerà col solito giro di promesse: miliardi qua e miilardi là. Taglio delle tasse, sgravi per chi assume, investimenti nelle grandi opere. (altro…)

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