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Posts Tagged ‘Giampiero Calapà’

Aula bunker Rebibbia – Dopo 240 udienze oggi la giudice Ianniello metterà la parola fine al processo di 1° grado: la Procura ha chiesto pene per 515 anni.

Come ha detto il loquace imputato Salvatore Buzzi, in una delle 240 udienze del processo all’organizzazione definita Mafia Capitale dalla Procura di Roma, “non devi guardare se il gatto è bianco o nero, l’importante è che prenda il topo”. Applicando queste parole a quello che accadrà oggi nell’aula bunker del carcere romano di Rebibbia, il gatto diventa la Procura di Roma guidata da Giuseppe Pignatone e il topo sono i protagonisti del “Mondo di mezzo” alla sbarra. Per prendere il topo il gatto avrà dovuto provare che dal “nero” Massimo Carminati al “rosso” Buzzi, dai politici agli imprenditori coinvolti, questa sia una storia di mafia e non di semplice criminalità e corruzione romana. (altro…)

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Alfonso Sabella – L’ex pm di Palermo: “Non possiamo escludere sia una vanteria”.

“Se quanto dice Giuseppe Graviano sulla notte passata con la moglie in carcere fosse vero rimarrei devastato, erano gli anni a cui affidavo la mia vita agli agenti del Gom, il corpo che sorvegliava la sua detenzione al 41 bis”. Alfonso Sabella, dal 1993 al ’99 pm a Palermo, poi al Dap fino al 2002 e di nuovo al Dap dal 2011 al 2014, sospira: “Dovrei rivedere la mia storia personale”. (altro…)

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bollettino-valanghe

Allerta della Forestale a Prefettura e Comune il 17: “Mai visto”. Ora l’allarme dighe.

L’aggiornamento dell’orrore del Rigopiano, spazzato via dalla valanga il 18 gennaio, nella notte passata conta 6 morti, l’ultimo trovato ieri sera, 23 dispersi, uno in più: un ragazzo senegalese che lavorava nell’albergo di cui nulla era stato detto prima. La contabilità dei salvati è a quota undici.

I bollettini di Meteomont, il servizio sul rischio valanghe della Forestale, sono stati sequestrati dai carabinieri del nucleo investigativo, serviranno all’indagine dei pm Cristina Tedeschini e Andrea Papalia. (altro…)

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neve

Dopo la valanga – Sindaco e capo della Provincia hanno chiesto inutilmente l’invio delle turbine per raggiungere l’hotel, quella in dotazione era ferma: rotta dal 6 gennaio.

La turbina della Provincia di Pescara preposta alla pulizia delle strade anche per la zona di Farindola era ferma in officina a Penne, undici chilometri più a valle, dal 6 gennaio per la rottura del cambio e dell’asse di trasmissione. Questa turbina è il mezzo che con tutta probabilità prima di ogni altro, se non fosse stato guasto già da 12 giorni, avrebbe proceduto sulla strada provinciale 72 verso l’albergo Rigopiano, dopo gli allarmi scattati mercoledì 18. (altro…)

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Carcere

Il sottosegretario – Gennaro Migliore in visita alla Casa circondariale de L’Aquila svela l’intenzione di depotenziare il 41-bis: “Irrinunciabile ma va rivisto”.

Maggiore flessibilità sul 41-bis, i principi costituzionali e i diritti umani non sono rinunciabili. Bisogna riconsiderare gli aspetti solo afflittivi. Pensiamo anche a innovazioni tecnologiche come Skype al posto delle schede telefoniche”. Parole del sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore (Pd). Parole dedicate ai 732 super criminali, storici e più attuali, rinchiusi al 41-bis in dodici carceri: L’Aquila (136), Parma (62), Tolmezzo (19), Roma Rebibbia (44), Viterbo (57), Milano Opera (84), Ascoli Piceno (43), Cuneo (21), Novara (68), Sassari (88), Spoleto (83) e Terni (27). (altro…)

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FassinoIl ministro in tv: “Con i Cinque Stelle Torino perderà 250 milioni per la Città della Salute”. Fassino: “Non era sua intenzione”.

Se vince l’Appendino Torino perde 250 milioni di euro stanziati dal governo per creare il parco della Salute. Di questo mi preoccuperei”. Manca poco all’ora di pranzo quando ieri Maria Elena Boschi dà fuoco alle polveri, intervistata da Maria Latella su SkyTg24. Il ministro irrompe nel ballottaggio di Torino che fra sei giorni vedrà contrapposti il sindaco uscente, Piero Fassino, e Chiara Appendino. (altro…)

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Renzi: “Non facciamo gli schifiltosi con chi porta voti”. Poi attacca i talk show e gli “editoriali pensosi”. Cioè critici.

Matteo Renzi non molla niente, anzi rivendica gli ingressi nel partito di mondi un tempo lontani, come i siciliani che furono alla corte di Totò Vasa Vasa Cuffaro. E lo fa davanti a una platea di 370 giovani, riuniti in una sorta di nuove Frattocchie, che lo ascoltano silenti e ammirati.

Ecco la frase che diventerà simbolo di un’epoca, pronunciata all’ora di pranzo di una domenica romana: “Chi fa lo schifiltoso con i voti perde le elezioni, dovremmo imparare dalle nostre vicende”. Eccolo il manifesto fondativo del Partito della Nazione caro a Denis Verdini, anche se Renzi questo non vuole ammetterlo: “Il Partito della Nazione è il dibattito più assurdo di queste ore. Se uno ti dice in casa c’è un fantasma, tu gli dici: cerca il fantasma.

 

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L’ex assessore alla Legalità: “Da luglio chiedo la relazione sui dirigenti. Invano”.

È tra questi 101 che c’è “il milieu di amministratori e funzionari pubblici – come riportato nella relazione della commissione d’accesso – che sono stati funzionali ai disegni di infiltrazioni di Mafia Capitale”.Sonoancoratuttioquasiai loropostinell’amministrazione capitolina, mentre il sindaco “accoltellato” Ignazio Marino si alza e se ne va dal Campidoglio. I nomi della carica dei 101 sono elencati tutti, per filo e per segno, nella relazione consegnata dalla commissione d’accesso (prefetto Marilisa Magno,viceprefetto Enza Caporale e dirigente del Ministero dell’Economia Massimiliano Bardani) al prefetto di Roma Franco Gabrielli il 16 giugno 2015, dopo un lavoro di ispezione cominciato a metà dicembre 2014.   (altro…)

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La piazza di Marino

Alla sfida Capitale col Pd il sindaco cita Che Guevara: “Siamo realisti, esigiamo l’impossibile”.

Mi chiedete di ripensarci? Ci ripenso e non vi deluderò”, Ignazio Marino ha lanciato la sua sfida finale così   – tra migliaia di romani accorsi per sostenerlo – a Matteo Renzi e all’establishment del Pd che lo vorrebbe cacciare da tempo. La folla ha risposto esultando come a un gol di Francesco Totti.   “MATTEO stai sereno”, “Renzi, adesso fai vedere le tue ricevute”, sono solo alcuni degli slogan che ieri mattina hanno animato una piazza del Campidoglio gremita, la Roma che vuole convincere Ignazio Marino a proseguire alla guida della città contro tutto e tutti, Vaticano compreso,si è stretta attorno al suo sindaco. (altro…)

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O Renzi è disponibile a riaprire una fase di dialogo vero con il suo stesso partito per un ripensamento che ci riporti alle nostre origini uliviste oppure è inevitabile che a sinistra di questo Pd nasca una forza di governo, non residuale. E il tempo a disposizione non è molto, le cose saranno già chiare a settembre con il percorso parlamentare delle riforme costituzionali”. Rosy Bindi, ulivista da sempre, attuale presidente  della commissione Antimafia, non esclude nessuna  ipotesi quindi, neppure la più drammatica, perché “non possiamo continuare a essere  così schiacciati su proposte di centrodestra, dal lavoro alla scuola, dalla sanità al fisco”.   (altro…)

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Curzio MalteseCURZIO MALTESE.

No, non ci posso credere… ma sono davvero questi i nomi? Stai scherzando?”. Curzio Maltese, giornalista esperto di televisione, europarlamentare della Sinistra, in vacanza negli Stati Uniti, è incredulo alla notizia dei nominati nel Cda Rai. “La televisione di Stato è il vero specchio del costume politico italiano, da sempre. Non abbiamo mai toccato il fondo così”.   Maltese,sì,i nomi sono proprio questi: Siddi, Diaconale, Guelfi, Messa, Mazzuca,   Borioni e… Freccero.   L’unica cosa positiva è che Sel e Movimento cinque stelle abbiano votato il nome di un grande professionista. Certo mi chiedo di cosa potrà discutere al tavolo con questi altri… credo che si dimetterà molto presto, anche se lui magari adesso dirà il contrario.   (altro…)

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landiniSognerei una Cgil più democratica, dove gli iscritti sono coinvolti, non come all’ultimo Congresso: l’80 per cento non partecipò”. Ecco il mea culpa di Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, con tanto di stoccata alla segreteria Camusso della Cgil:“I confederali hanno firmato accordi che mettono in discussione la loro stessa esistenza”.   Antonio Padellaro ha scritto   su questo giornale: “Com’è   stato possibile che la gloriosa parola sindacato venga   pronunciata oggi con tanto   livore e disprezzo, confusa   con le mille sigle di un sindacato ricattatorio che spadroneggia nei pubblici servizi   imponendo a milioni di cittadini disagio e infelicità?”.   Negli eventi di questi ultimi giorni rilevo un tentativo da parte del governo Renzi di realizzare un’operazione politica reazionaria. Dopo la cancellazione dell’articolo 18 si continua con il blocco dei contratti e la limitazione al diritto di sciopero. (altro…)

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renziL’INTERVISTA.

Giacomo Vaciago L’economista giudica il “patto” di Renzi e avverte: “Tagliare le tasse buona notizia per chi le paga, il problema sono gli altri”.

L’annuncio all’Expo davanti allo stato maggiore del Pd è stato pirotecnico: cancellati nei prossimi cinque anni 50 miliardi di tasse,addio all’Imu sulla prima casa: dopo il“contratto con gli italiani”di Berlusconi ecco che arriva il “patto con gli italiani” di Renzi.La dissidenza interna è rappresentata dalle parole di Miguel Gotor, Roberto Speranza e Alfredo D’Attorre: “È incredibile la disinvoltura di Renzi: si colloca in piena continuità con quella che è da sempre la posizione di Berlusconi, imitato anche nello stile dell’annuncio”.Per un esperto,come il professor Giacomo Vaciago, la mossa di Renzi “è buona se accompagnata da un serio provvedimento sull’evasione fiscale, altrimenti resteremo un porto franco per la corruzione, come la Grecia”.   (altro…)

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SpinelliL’INTERVISTA   Barbara Spinelli Eurodeputata.

Inammisibile e quanto meno irrituale l’ennesimo tentativo tedesco di interferire nella politica greca”. Una volta c’erano i colonnelli, oggi l’austerità della Germania, la Grecia è sempre la vittima e Barbara Spinelli, eurodeputata della Sinistra europea, figlia di Altiero, padre dell’Europa, accusa: “È in atto un tentativo di colpo di Stato post-moderno”.   Le ultime ore sono concitate. Juncker riapre, Tsipras avanza nuove   richieste. Si riavviano le trattative, ma interviene la Merkel: “No al   terzo salvataggio prima del referendum”. Cos’altro vuole la Germania? Il sangue greco?   È un intervento gravissimo. Non può e non deve essere il cancelliere, l’interlocutore di Atene. (altro…)

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Fazio-Berlusconi

TUTTO IL REPERTORIO.

Silvio Berlusconi da Fabio Fazio riesce quasi a non far toccare palla al conduttore, anche se stanco e appesantito dagli anni, si guadagna anche tre applausi del pubblico in studio e fa andare in onda su Rai3 una sorta di “il meglio di…” con la storia vista da Arcore già sentita mille volte. Neppure una domanda di Fazio sull’origine poco chiara di Forza Italia nel ’94, su Marcello Dell’Utri e la mafia. Tutto liscio come l’olio, invece, un vecchio conduttore che intervista un vecchio politico.   PER IL GRAN FINALE Fazio chiede: “In questi giorni ha postato foto con il suo cane, Dudù che ormai è più famoso di Rex, per alcuni sono foto di un uomo solo, ma lei si sente felice?”. (altro…)

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ManifestazioneIL 25 APRILE DEL PRESIDENTE CONTRO LA MALAPOLITICA. TAFFERUGLI A MILANO.

È stato il 25 aprile di Sergio Mattarella – “la democrazia oggi è la lotta alla corruzione” – e degli strascichi della polemica nata lo scorso anno al corteo romano, e continuata ieri a Milano, tra portabandiera della Brigata ebraica, rappresentanze di comunità palestinesi e centri sociali.
Il presidente della Repubblica, che nel giorno dell’elezione come primo atto da capo dello Stato si recò alle Fosse Ardeatine, ha cominciato la giornata con l’omaggio all’Altare della patria, assieme al presidente del Senato Pietro Grasso e al premier Matteo Renzi. Qualche ora dopo, Mattarella è arrivato al Piccolo Teatro di Milano, 70 anni fa sede della caserma fascista Ettore Muti, accolto dalle note di Bella ciao. “Come è bella Milano – ha cominciato Mattarella –, imbandierata a festa, città guida della Resistenza, il cui ritorno alla libertà civile segnò, con l’insurrezione del 25 aprile 1945, annunciata da Sandro Petrini da Radio Milano Libera, la fine della guerra, il recupero dell’unità nazionale e l’avvio di un nuovo percorso democratico per il popolo italiano”. (altro…)

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PD

ALTRO CHE QUESTIONE MORALE: NON SOLO ISCHIA, DA NORD A SUD È RECORD DI INQUISITI. MAFIA CAPITALE, CORRUZIONE, DISASTRI AMBIENTALI E SPESE PAZZE.

Il Partito democratico di epoca renziana è come non mai al centro di vicende giudiziarie da nord a sud, isole minori comprese (dopo il caso Ischia). Lo scandalo più grosso è sicuramente quello di Mafia Capitale, per cui in Campidoglio risultano indagati nell’inchiesta “Mondo di mezzo” Mirko Coratti e Daniele Ozzimo (il primo dimessosi da presidente dell’Assemblea capitolina a inizio dicembre, entrambi autosospesi dal partito). Il vicesegretario nazionale, Lorenzo Guerini, pochi giorni prima della retata del 2 dicembre, cercò di convincere, senza riuscirci, Ignazio Marino a nominare proprio Coratti vicesindaco. Si è autosospeso anche il consigliere regionale Eugenio Patanè. In Regione Maurizio Venafro, coinvolto nell’inchiesta, ha lasciato l’incarico di capo di gabinetto del governatore Nicola Zingaretti. (altro…)

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CofferatiLasciato il Pd l’ex segretario entra nella Coalizione sociale: “Fondo un’associazione”.

Un Mutuo soccorso dell’associazionismo più bello e sano del Paese per recuperare un’azione politica fondamentale. È un’idea ottocentesca, l’unica possibile ora, ma bisogna dare delle risposte precise alla piazza di sabato a Roma”. Sergio Cofferati, dopo il trionfo della manifestazione della Fiom, ritrova l’entusiasmo perduto a causa della sconfitta alle primarie per la scelta del candidato del Pd alle regionali della Liguria; avvenuta per mezzo, ha sempre sostenuto, “di evidenti brogli”.
Cofferati, era dai tempi del suo Circo Massimo (23 marzo 2002, un milione di persone per dire “no” all’abolizione dell’articolo 18) che non era così contento? (altro…)

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OPPOSITORI SI NASCE.

BersaniITALICUM, RIFORME COSTITUZIONALI E JOBS ACT: SONO LE ULTIME TAPPE DEL DISSENSO A PAROLE CHE FINISCE AL MOMENTO DEL VOTO IN AULA.

Non è facile dire di “no” a Matteo Renzi, o meglio, c’è chi lo fa a parole, ma poi nella sostanza pigia il tasto giusto e vota tutto quello che il premier desidera. D’altra parte intenzioni di voto smentite al momento decisivo non sono una novità arrivata con il renzismo.   Prima di tutto: la lealtà verso la ditta   Partiamo dall’acerrimo nemico interno Pier Luigi Bersani: “L’Italicum va cambiato. Produce una Camera di nominati. Non sta in piedi. Il combinato disposto tra norme costituzionali e legge elettorale rompe l’equilibrio democratico. Se è deciso che la riforma della Costituzione non si può modificare, io non accetterò mai di votare questa legge elettorale senza modifiche. Ormai credo si sia vista la mia estrema lealtà verso la ‘ditta’, ma i partiti sono uno strumento. Prima viene l’equilibrio democratico. Questo combinato disposto non lo voterò mai”. E una riflessione sul jobs act: “Penso sia fuori dall’ordinamento costituzionale”. (altro…)

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MarinoDalle stalle alle stelle.

Dalle stalle – in cui lo avevano cacciato tra Tor Sapienza e lo scandaletto Panda multata – i dirigenti del Pd ora portano Marino alle stelle. Come Debora Serracchiani: “Al fianco della magistratura e insieme a Marino, con l’obiettivo di tutelare i cittadini e la stragrande maggioranza delle persone oneste del Pd”. Per Matteo Orfini “Marino e Pd sono la stessa cosa”. E lo stesso Marino dichiara: “Il partito è sempre stato saldo intorno a me”. È proprio così? L’eurodeputato David Sassoli ieri dichiarava: “Le dimissioni di Marino sarebbero un regalo alla criminalità”; ma solo l’8 novembre al Messaggero affermava che Marino è un “sindaco inadeguato”. Ecco il partito saldo intorno al sindaco.   (altro…)

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