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Posts Tagged ‘Gianni Barbacetto’

L’inchiesta – Turbativa d’asta per il primo cittadino che autorizzò lo stralcio dell’appalto sugli alberi contro il parere di altri manager.

Giuseppe Sala autorizzò lo stralcio – illegittimo – dell’appalto sugli alberi di Expo, contro il parere di tutti gli altri manager che si occupavano dell’appalto. E sapeva che stava per compiere un atto fuorilegge, un falso, quando retrodatò la nomina di due commissari supplenti della gara per assegnare il più grande degli appalti Expo. È quanto emerge dalle intercettazioni e dai documenti depositati dalla Procura generale di Milano al termine delle indagini sulla “piastra” che il procuratore generale Roberto Alfonso aveva tolto alla Procura, ritenuta “inerte”. Tra gli indagati c’è anche Sala, in quanto commissario e amministratore delegato di Expo spa. (altro…)

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Il caos per la Juve – I Dem hanno cercato di influenzare la Procura – denigrandola – per far indagare il sindaco sui fatti di piazza San Carlo.

Il Pd all’attacco della Procura di Torino. Accusata di non cercare la verità sui fatti del 3 giugno 2017, quando la folla che in piazza San Carlo stava assistendo alla finale di Champions tra Juventus e Real Madrid è rimasta vittima del panico provocato forse da un falso allarme. Esito: un morto e 1.500 feriti. “A Torino non esiste la serenità necessaria per perseguire la verità e la giustizia”, ha dichiarato qualche giorno fa il segretario del Pd cittadino, Fabrizio Morri. (altro…)

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Amnesie – Il Caimano torna sulla scena come interlocutore dell’ex rottamatore per fare la legge elettorale e da argine al “populismo”. Ma il suo passato è tutto una macchia.

Silvio torna. Sì, Berlusconi si prepara a essere di nuovo al centro della vita politica italiana. Come leader del suo schieramento, che non ha trovato un “federatore”. Ma anche come interlocutore privilegiato, anzi unico, del centrosinistra di Matteo Renzi, per fare la legge elettorale. Intendiamoci: nel centrosinistra per vent’anni hanno ripetuto che non bisognava demonizzarlo. Ma allora almeno qualcuno c’era a ricordare ogni giorno i conflitti d’interessi, le amicizie pericolose, le indagini penali. Del resto, occupava la scena politica e parlare con lui, se non trattare con lui, poteva apparire scelta obbligata. (altro…)

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Giovanni Falcone ci ha insegnato che cosa è l’atomizzazione: prendi un’inchiesta, un fatto, un fenomeno, li spezzetti nelle loro diverse componenti e finisci per non capirci più niente. Era il trucco che usavano in Sicilia per non arrivare a condannare Cosa nostra. Ma è un metodo che funziona sempre, anche oggi, quando non si vuole affrontare la realtà di un fatto. Si parva licet, scendendo a cose minute, l’atomizzazione è stata usata per non capire quello che è successo in Consiglio comunale a Milano il 27 febbraio 2017. (altro…)

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boschiSi scandalizzano soltanto per Roma – Dalla Boschi che si occupa della banca del padre a Sala che nomina assessore il socio: mai un’obiezione.

Il conflitto d’interessi? È stato il tormentone di vent’anni di vita politica italiana. Per due decenni si è parlato molto degli incroci incestuosi tra incarichi pubblici e affari privati, contemplando una montagna su cui era seduto un imprenditore, padrone della tv in Italia, che si era fatto anche politico e capo del governo. Molte parole e pochi fatti, tanto che stiamo ancora aspettando una legge che lo regoli davvero, il conflitto d’interessi. (altro…)

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revelliMarco Revelli – “Quella che i media chiamano sinistra dimentica ‘lo scandalo della disuguaglianza’. E il popolo le volta le spalle”. Il sociologo: “In Francia utile provocazione, da noi sulla povertà solo elemosina”.

La proposta di “reddito universale” avanzata da uno dei candidati socialisti alle primarie presidenziali in Francia? “Nella sua radicalità è una proposta provocatoria: positivamente provocatoria”, dice Marco Revelli, storico, sociologo, politologo, per qualche anno presidente della Commissione di indagine sull’esclusione sociale. “Una provocazione che cade in un terreno già arato, perché in Francia esiste già una forma di reddito integrativo”. (altro…)

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generaleGiuseppe Bottillo – Promosso e trasferito in Friuli il capo del valutario: coordinava le indagini sulla Kering (dove compare papà Renzi).

Poco prima di Natale aveva ricevuto la promozione prevista: da generale di brigata era stato nominato generale di divisione. Meno prevedibile il trasferimento pressoché immediato, senza preavviso, in una sede giudicata non proprio centrale: il comando regionale Friuli Venezia Giulia della Guardia di finanza. Così ieri, 9 gennaio, il generale Giuseppe Bottillo ha preso immediato possesso della sua nuova sede, a Trieste. Tradizionale cerimonia di avvicendamento con il generale Giuseppe Gerli (destinato ad assumere il comando regionale dell’Emilia Romagna), presso la caserma triestina Campo Marzio, alla presenza del comandante interregionale dell’Italia nord-orientale, il generale di corpo d’armata Flavio Zanini. (altro…)

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National Day della Gran Bretagna a Expo Milano 2015 con Primo Ministro David CameronIl sindaco di Milano è accusato di falso materiale per il maxi-appalto della Piastra. Ieri il gip ha dato l’ok alla richiesta di proroga. A novembre l’indagine era stata avocata dalla Procura generale.

Altri sei mesi per indagare sul più grande appalto di Expo e sul suo commissario, Giuseppe Sala, che nel frattempo è diventato sindaco di Milano. Il giudice delle indagini preliminari Lucio Marcantonio ha detto sì: la Procura generale ha tempo fino al 10 giugno 2017 per proseguire l’inchiesta che la Procura voleva archiviare. (altro…)

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Silenzio – Quasi ignorate le inchieste su Eni e Consip, ma anche le tre su Beppe Sala.

Come dare una notizia scoperta da un giornale concorrente? Difficile riprenderla con rilievo, specialmente se disturba i manovratori della politica o i vertici di una potente azienda di Stato (con ricchi budget pubblicitari per la stampa).

 

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sala_brindisiGiuseppe Sala è tornato sindaco. Dopo quattro giorni, ha sospeso la sua autosospensione (giuridicamente insostenibile), dicendosi soddisfatto per l’incontro avuto in Procura generale dal suo avvocato, Salvatore Scuto: “Sereno e proficuo”, lo ha definito il legale. In verità, l’incontro è stato del tutto inutile, tanti sorrisi di circostanza e nessuna informazione sulle indagini, che i magistrati non possono dare. Non hanno offerto neppure garanzie su quando Sala sarà interrogato: lo decideranno loro. Quando mai chi indaga si fa dettare i tempi dall’indagato? Ma il sindaco di Milano doveva trovare un modo per uscire dall’impasse, dopo la strana autosospensione decisa d’impulso appena saputo di essere indagato. E allora la visita di Scuto in Procura generale è stata il pretesto da dare alla stampa per spiegare il ritorno. (altro…)

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conteIn corso il processo civile avviato da un cittadino. Potrebbe decadere per aver firmato i bilanci come commissario.

Non c’è solo il procedimento penale sul falso nell’inchiesta Expo – che avrà tempi lunghi e prescrizione rapida. A impensierire Giuseppe Sala c’è anche un procedimento civile già avviato a Milano – che potrebbe essere rapidissimo e fulminante: e portare alla sua decadenza da sindaco entro due o tre mesi. (altro…)

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napolitano-renzi

Botte da orbi – L’ex procuratore capo e la battaglia contro il suo aggiunto Il ruolo del presidente emerito della Repubblica.

Mai colpo di scena fu più prevedibile: Giuseppe Sala è indagato. Per il più grosso degli appalti Expo, quello della “piastra” su cui è stata costruita tutta l’esposizione. Colpo di scena, perché riapre i giochi che la Procura di Milano voleva chiudere e provoca un terremoto politico, con la strana “autosospensione” del sindaco di Milano. Prevedibile, perché tutto era già stato scritto. In una indagine giudiziaria che ora è esplosa in uno scontro di fatto tra Procura di Milano e Procura generale, dopo essere stata azzoppata, nel 2014, da un altro scontro, interno alla Procura. (altro…)

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expoNell’inchiesta sul più grosso lavoro dell’esposizione 2015, l’imprenditore Baita descrive la sistematica divisione degli appalti tra coop, costruttori e Compagnia delle Opere.

Milano è “capitale dell’antimafia”, ha detto ieri il sindaco Giuseppe Sala. È ritornata capitale morale, diceva qualche tempo fa lo zar dell’Anticorruzione Raffaele Cantone. Non sembra, a sentire uno del ramo: “La piazza di Milano non è una piazza semplice, ma assai chiusa per la presenza di un sistema spartitorio degli appalti. Nel senso che vi è una spartizione di massima con riguardo al settore della sanità e del settore delle infrastrutture e costruzione di grandi opere; il primo settore controllato dal sistema delle cooperative e dalla Compagnia delle Opere, la seconda dal gruppo delle grandi imprese nazionali di costruttori, con prevalenza di quelle milanesi”. (altro…)

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renziNelle pieghe del documento, nuovo buco di Expo: servono altri 23 milioni.

La Roma di Virginia Raggi, si sa, è il male. La Milano di Giuseppe Sala, invece, è il bene. E Matteo Renzi plana sotto la Madonnina a celebrare il bene, a dar manforte all’eroe di Expo e ad annunciare un fantastico “Patto per Milano” che promette investimenti per 1,5 miliardi – che nel corso dell’incontro, ieri, sono diventati addirittura 2,5. Poi, a leggere la tabella nel documento firmato da Renzi e Sala, si scopre che i soldi previsti per il periodo 2016-2018 sono solo 644 milioni.

 

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Milano: premier Renzi arrivato a Palazzo MarinoIl dossier – Mille e una grana – Prima sotto inchiesta, poi la nomina del socio come assessore al Bilancio. E ancora, doppio capo di gabinetto e segretario lampo: in poco più di 2 mesi.

Quiz. Chi è il sindaco di una grande città italiana che è iscritto nel registro degli indagati, che ha avuto problemi con la nomina di qualche suo assessore e polemiche feroci sulla scelta del suo staff? Virginia Raggi, direte voi. Sì, ma ce n’è un altro le cui vicende, a differenza di quelle del sindaco di Roma, non sono state raccontate da alcun giornale (tranne il Fatto Quotidiano): è Giuseppe Sala, primo cittadino di Milano. Raggi/Sala: due pesi e due misure. (altro…)

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ExpoExpo in liquidazione – Il rappresentante del ministro Padoan contro il commissario del premier.

Drammatica, l’assemblea dei soci Expo di giovedì 28 luglio. Il collegio dei liquidatori, guidato da Alberto Grando, ha preparato un piano di liquidazione da cui risulta che la società ha ancora bisogno di 43 milioni per chiudere tutti i rapporti, i contenziosi e le attività. Ha calcolato che 20 arriveranno in entrate, ne mancano dunque 23, che devono essere versati dai soci, ciascuno in proporzione alle quote possedute: 40 per cento il Mef (ministero dell’economia), 20 per cento ciascuno la Regione Lombardia e il Comune di Milano, 10 ciascuno la Camera di commercio di Milano e la Provincia di Milano (ora diventata Città metropolitana). (altro…)

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AppendinoL’anti-Fassino: “A Torino il ballottaggio non si vedeva da 15 anni”.

La descrivono come una secchiona, 31 anni, bocconiana, laurea in Economia, mamma da tre mesi. È una torinese a enfasi zero, eppure Chiara Appendino ha fatto il miracolo di far diventare il Movimento 5 stelle il primo partito della città (30 per cento, con il Pd al 29,7). E di costringere il sindaco uscente, Piero Fassino, al ballottaggio. “A Torino non succedeva da 15 anni”, dice. “Mi rendo conto che è un risultato storico. Siamo molto felici e questo ci dà la carica per continuare nei prossimi 15 giorni il lavoro che abbiamo fatto negli ultimi cinque anni”. (altro…)

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salaIl giurista Marini: “Si è dimesso da commissario, ma ha continuato a esercitarne i poteri. Per la legge è in carica, non può fare il sindaco”.

Un gomitolo – Carlo Emilia Gadda direbbe gnommero – avvolge Giuseppe Sala. Gioca tre ruoli in partita: candidato sindaco, commissario Expo, consigliere di Cassa Depositi e Prestiti. Difficile districare i tre fili in cui si è aggrovigliato. “Ho dato le dimissioni da commissario Expo il 10 gennaio”, sostiene l’aspirante primo cittadino del centrosinistra a Milano. “Le abbiamo ratificate il 18 gennaio”, dice Palazzo Chigi. “Manca però un atto d’accettazione delle dimissioni da parte del governo”, rispondono Marco Cappato e Gianluca Corrado, candidati sindaco dei Radicali e dei Cinque Stelle, che fanno partire esposti e ricorsi. (altro…)

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SalaPer candidarsi doveva lasciare il ruolo di commissario all’Esposizione universale. Palazzo Chigi: via da gennaio. Ma un mese dopo il suo nome è ancora lì.

Nuova caduta di Giuseppe Sala nella Via Crucis verso Palazzo Marino. Il candidato sindaco del Pd a Milano, secondo il settimanale Panorama, è ineleggibile: perché è di fatto ancora commissario di governo per Expo. Ha dato le dimissioni dal consiglio d’amministrazione (mandandole al Comune di Milano che lo aveva indicato), ma non si è dimesso da commissario governativo, sostiene il giornale. Rispondono fonti di Palazzo Chigi: le dimissioni sono state presentate alla presidenza del Consiglio il 15 gennaio 2016 e protocollate il 18 gennaio. Dunque tutto a posto. (altro…)

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bertolasoTra le mirabolanti promesse di Expo, c’era anche un aumento record dei posti di lavoro. Nel dossier di candidatura presentato nel 2006, s’ipotizzava che l’esposizione universale mettesse in moto nuova produzione per 20,6 miliardi, con un valore aggiunto per il Paese (l’effettivo aumento del Pil e di salari e profitti) di 10,2 miliardi, con 240 mila nuovi posti di lavoro stabili, oltre ai quasi 70 mila a termine per realizzare e gestire l’evento. Erano tutte balle. A Milano e in Lombardia l’occupazione non è affatto aumentata, ma è anzi diminuita. Ora i sindacati cercano di fare i conti e offrire qualche cifra precisa su questa promessa non mantenuta. (altro…)

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