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Posts Tagged ‘Giorgio Meletti’

Nel marzo del 2014 – Appena arrivata al governo, l’allora ministro ha ricevuto i vertici di Veneto Banca e dell’istituto di papà per arginare la vigilanza.

Un sabato di marzo del 2014 Flavio Trinca, presidente di Veneto Banca, e Vincenzo Consoli, amministratore delegato, sono saliti in macchina e hanno percorso di gran carriera i 330 chilometri che separano Montebelluna in provincia di Treviso (sede della banca) da Laterina in provincia di Arezzo. Lì hanno suonato il campanello della villa di Pier Luigi Boschi, consigliere di amministrazione di Banca Etruria, che li attendeva con il presidente Giuseppe Fornasari. I rapporti sono oliati. (altro…)

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Il governo Gentiloni vuole imporre all’Italia la libera concorrenza a colpi di voti di fiducia. Ma il disegno di legge “concorrenza” che domani va in aula al Senato sta spaccando lo stesso Pd. Il relatore Salvatore Tomaselli vuole che il testo torni in Commissione. Gli scissionisti di Articoli 1-Mdp, guidati in questa vicenda da Pier Luigi Bersani, stanno contrattando il loro voto di fiducia chiedendo concessioni al ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda che sta scrivendo il maxi-emendamento per il voto di fiducia. (altro…)

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ponte

Favori – Il premier si rivolge a Salini, che doveva costruire l’opera tra Messina e Reggio: “Se ci siete, noi sblocchiamo”. Così aiuta l’impresa “amica”, che vuole 1 miliardo dallo Stato.

Matteo Renzi ha rilanciato ieri per l’ennesima volta l’idea di fare il Ponte sullo Stretto di Messina. Sarebbe sbagliato attribuire la replica di un liso copione già caro a Silvio Berlusconi alla mancanza di fantasia. Il premier, con una mossa ben studiata, centra tre obiettivi: introduce un tema che ritiene produttivo per la campagna referendaria al Sud, fa l’ennesimo favore all’amico costruttore Pietro Salini, manda un segnale incoraggiante agli imprenditori nostalgici del laissez faire berlusconiano. (altro…)

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MpsL’operazione – Il fondo Atlante userà le ultime risorse, 1,6 miliardi, per sgravare la banca da 27,7 miliardi di crediti a rischio. Resta il nodo della garanzia pubblica

La vigilanza Bce ha approvato ieri il piano di salvataggio presentato dal Monte dei Paschi di Siena. È una vittoria per l’amministratore delegato Fabrizio Viola e per il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che lo ha seguito nelle scorse settimane sul percorso scelto. Ma ci vorrà ancora tempo per capire se il successo di ieri dovrà essere archiviato come definitivo o solo ricordato come provvisorio. (altro…)

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Metro C

L’elenco delle vergogne coperte dalla prescrizione. La Procura di Roma attivata solo nel 2014 per uno scandalo iniziato dieci anni prima.

La storia della Metro C di Roma è uno scandalo di proporzioni gigantesche che non avrà mai una sanzione giudiziaria. Se gravi reati sono stati commessi sono tutti prescritti. La Procura di Roma, attivata nel 2014 dal segretario dei Radicali italiani Riccardo Magi, dal sindaco Ignazio Marino e dall’assessore alla Mobilità Guido Improta, può occuparsi solo dei fatti più recenti. (altro…)

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AlemannoOlimpiadi, metrò, multiutility: a Roma e Torino le grilline fanno saltare il banchetto.

Quanti euro valgono i 770 mila voti che hanno portato Virginia Raggi al Campidoglio? E i 200 mila voti di Chiara Appendino a Torino? Almeno 20 miliardi di affari in fumo per i soliti noti. Le Olimpiadi e il nuovo stadio di Roma, la metro C, la nuova Città della salute di Torino, gli affari ramificati nelle multiutility Acea e Iren, poltrone, gettoni, subappalti, pezzi di ricambio dell’Atac, influenza sulla Compagnia di San Paolo. Stimare il danno in 20 miliardi è una stima prudente. La società dei magnaccioni (“fatece largo che passamo noi”) che a Roma ha prodotto in vent’anni un debito di 10-12 miliardi sta già facendo i conti. La prima sindaca donna della storia di Roma ha snocciolato le prime cifre: 200 milioni dagli immobili affittati agli amici, 400 milioni dall’Imu del Vaticano. Sono solo assaggi. (altro…)

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Renzi

Ieri abbiamo pubblicato le mail con l’esultanza del parente imputato: “Mio fratello comanderà a Roma quanto di più utile per noi”. Guardia di Finanza in subbuglio.

Lo scontro politico sul Comandante generale della Guardia di finanza Giorgio Toschi si riaccende e coinvolge le diverse anime delle fiamme Gialle, un corpo diviso nel quale alcuni settori non hanno digerito la nomina di Toschi, decisa dal premier Matteo Renzi lo scorso 29 aprile ignorando le perplessità dello stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Le mail di Andrea Toschi, fratello minore del generale, ai suoi colleghi e superiori del gruppo Sopaf erano da mesi al centro dei sussurri della politica. Il finanziere si vantava della sua arma segreta, “il mio fratellone con greca e stelle d’argento”. La loro pubblicazione sul Fatto di ieri ha rimesso in moto malumori di variegata natura, anche se tutte le parti in gioco sembrano aver stretto un tacito accordo: nessuno fiata in attesa del risultato dei ballottaggi di oggi. Utile allo scopo anche il compatto silenzio di tutti i media. (altro…)

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L’ex segretario del Pd spiega al premier che non può dimenticare l’economia e pensare solo al referendum. Il Made in Italy deve essere anche siderurgia e industria, non solo cibo e bellezza.

C’è il referendum costituzionale a ottobre, ma adesso c’è l’economia che non va. Matteo Renzi dice che è tutto a posto: “Prima riporteremo l’economia ad avere un segno più davanti e poi otterremo un successo al referendum”. Pier Luigi Bersani è perplesso: “Gran parte della gente con quel segno più non ci campa. Consiglio di mostrarne consapevolezza. È impressionante che l’ossessione sia sempre quella di vincere, mai di risolvere”. (altro…)

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ue

Se l’Antitrust non si muove, i ricorsi sono bloccati: solo ai clienti italiani scippati 16 miliardi.

Altro che sofferenze e bail in. Per tutte le banche europee, e non solo per quelle italiane, c’è una grana che potrebbe costare, in teoria, centinaia di miliardi di euro e che la Commissione europea, in grave imbarazzo, non sa come gestire. Si tratta della gigantesca truffa sull’Euribor, il tasso di riferimento a cui sono agganciate le rate dei finanziamenti a tasso variabile. Nel dicembre 2013 l’Antitrust europea, guidata dal vicepresidente della Commissione Joaquìn Almunia, ha multato per 1,7 miliardi di euro quattro grandi banche, Barclays, Deutsche Bank, Royal Bank of Scotland e Société Générale, per un accordo di cartello finalizzato a manipolare l’Euribor. Da allora quella sentenza è segretata. La sua pubblicazione aprirebbe le cataratte dei risarcimenti. Un avvocato italiano, Andrea Sorgentone, collegato all’associazione Sos Utenti, sta preparando un ricorso alla Corte di Giustizia europea contro il successore di Almunia, la commissaria Margrethe Vestager. (altro…)

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L’inutile commissione di inchiesta sull’operato delle banche, quando basterebbe leggersi le relazioni dei commissari bankitalia.
L’inutile richiesta di sfiducia del ministro Boschi, usata dal centrodestra per mostrare un po’ i muscoli al governo.
L’inutile ragioneria dello stato che dovrebbe bollinare i conti della manovra, comprese le mancette dell’ultimo minuto per tenersi buone le lobby.
L’inutile difesa del governo che si vanta ora di aver difeso le banche in crisi, i conti dei risparmiatori, i posti di lavoro.
Che ora si nasconde (e nasconde il cattivo operato di Consob e Bankitalia) dietro il decreto dei risarcimenti, l’aiuto umanitario, i collegi arbitrali che dovranno decidere caso per caso se è stato il singolo che se l’è andata a cercare. (altro…)

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Favori Passa un emendamento che consente di tenere “in house” il 20% dei cantieri.

In seduta notturna la commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera ha trovato un compromesso con il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e abolito l’obbligo di gara per tutti i lavori delle concessionarie di lavori o servizi. In pratica salta la misura che era stata decisa dal Senato nell’ambito della riforma del Codice degli appalti e che aveva portato a una dura protesta soprattutto le concessionarie autostradali.   MENTRE all’esterno delle aule parlamentari ancora risuona il frastuono della battaglia del Senato sulla riforma della Costituzione, la Camera riscrive dunque il comma partorito da palazzo Madama e accontenta i signori delle autostrade, anche se è probabile che il successo conseguito mercoledì sera in commissione non basti alla lobby. (altro…)

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alfano-ponte-messinaLa Camera approva, col parere favorevole del governo, una mozione che resuscita l’opera cara a Berlusconi. Alfano festeggia, Delrio frena: “Il dossier non è sul tavolo.

Con uno spregiudicato blitz parlamentare il governo allunga la vita al ponte sullo Stretto di Messina sul quale, apparentemente, il governo Monti aveva messo la parola fine tre anni fa. Continua così l’agonia per i contribuenti italiani. Ma per loro il finale è scritto: dovranno pagare a titolo di penale al teorico costruttore di un’opera impossibile (il consorzio Eurolink, guidato dalla Salini-Impregilo) una cifra oscillante tra 600 milioni e un miliardo di euro.   È stato il sotto segretario alle Infrastrutture Umberto Del Basso De Caro a esibirsi ieri in una specie di gioco delle tre carte, più precisamente il gioco delle tre mozioni. (altro…)

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stazioneSUL BINARIO MORTO Una volta i governatori protestavano per i disservizi sofferti dai viaggiatori. Ora non più: fanno società miste con le Ferrovie per dividere affari e guadagni.

Il caso limite è in Sardegna,dove la Regione autonoma ha pensato di mettere una pezza al deludente servizio di Trenitalia andando in giro per il mondo a comprarsi un treno più veloce, e si è messa nei guai. Ma è tutto il sistema ferroviario regionale, quello dei pendolari, che si sta avvitando in una spirale di cui un giorno conteremo i danni. Troppo tardi, secondo il costume nazionale. Mentre si blatera di liberalizzazione e mercato come sante medicine in grado di ridare efficienza ai trasporti pubblici, Regioni e le Fs stanno blindando un nuovo monopolio fondato sull’alleanza tra il colosso statale e il ceto politico locale.   Nel 2008 il governatore sardo Renato Soru – oggi europarlamentare e segretario regionaledelPd–annunciòla sua idea geniale. Visto che per fare i 257 chilometri di treno tra Cagliari e Sassari si impiegavano non meno di tre ore, causa curve e salite da ferrovia andina, decise di comprare un treno spagnolo tipo “pendolino” che, piegandosi in curva come una moto, avrebbe impiegato meno di due ore. Furono spesi 78 milioni di euro per otto nuovi convogli di tre carrozze. L’attuale governatore Francesco Pigliaru l’anno scorso si è insediato e ha scoperto che nessuno si era preoccupato di chiedere l’omologazione all’Agenzia per la sicurezza ferroviaria, procedura complessa e necessaria, visto che un treno non è una Panda. (altro…)

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diacetti

MARCIO SU ROMA.

Roberto Diacetti, recordman delle buonuscite, alla presidenza di Eur Spa.

Forse è l’effetto del commissariamento di fatto del comune di Roma. Forse hanno contribuito anche le ferie prolungate del sindaco. Fatto sta che mentre Ignazio Marino limava le sue memorie ai Caraibi il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan gli ha fatto uno scherzo che non l’ha fatto ridere. Ha nominato alla presidenza di Eur Spa Roberto Diacetti, che solo due anni fa Marino aveva cacciato dal vertice dell’Atac, la disastrata azienda tranviaria della Capitale.   Eur spa è un carrozzone pubblico (90 per cento Tesoro, 10 per cento Campidoglio) che da sempre attira appetiti non sempre limpidi. La società è proprietaria del quartiere dell’Eur, è dunque una gigantesca società immobiliare.Si è svenata per costruire la cosiddetta Nuvola dell’architetto Massimiliano Fuksas, palazzo dei Congressi di indubbia bellezza e di dubbia utilità. È una celebre incompiuta, mancano 100 milioni per finirla e Eur Spa li deve trovare vendendo (o svendendo) immobili. Gli sciacalli aspettano solo che si apra il banchetto.  (altro…)

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GIOCHI DI POTERE.

Lotto BallsL’ex capo dei Servizi, ora al Consiglio di Stato, sta sfidando Palazzo Chigi e la lobby del Lotto.

La posta in gioco è un affare da 3,5 miliardi di euro, destinato nei prossimi nove anni a sostenere i bilanci di Lottomatica, una delle aziende lobbisticamente più forti in Italia. Stavolta però a insinuare che il bando di gara per la concessione del Lotto sia fatto su misura per chi controlla da 22 anni il lucroso business non è un focoso oppositore del governo Renzi. È sceso in campo niente meno che il Consiglio di Stato, facendo esplodere sotto Ferragosto uno scontro istituzionale senza precedenti.   (altro…)

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smaltimento rifiutiL’offensiva Due incappucciati il 28 maggio a Pontedera, un commando di sei uomini vicino Milano a luglio. È iniziata la guerra alle aziende ecologiche.

L’attacco è partito due mesi e mezzo fa, la notte tra mercoledì 27 e giovedì 28 maggio, a Pontedera, città industriale in provincia di Pisa dove ha sede la Piaggio. Due uomini incappucciati sono entrati nel piazzale della Mansider, che si occupa di smaltimento di rifiuti industriali, e hanno dato fuoco a 70 mila pneumatici. Il 2 giugno ha preso fuoco a Roma l’impianto Tmb (trattamento meccanico biologico) della municipalizzata Ama, provocando pesanti danni a una struttura decisiva per la raccolta differenziata nella Capitale. (altro…)

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Il fattoInteressi in guerra Per aiutare i termovalorizzatori contro la raccolta differenziata il ministro Galletti commissaria i governatori.

È una guerra. Guerra economica, ma guerra vera, feroce. E il governo, con il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, impegnatissimo, non è neutrale. La preda in palio è l’immondizia, in gergo tecnico Rsu (rifiuti solidi urbani), un tesoro attorno al quale si muovono interessi miliardari. D a u n a parte c’è il partito della raccolta differenziata, del trattamento e del riciclaggio. Un partito fatto da aziende specializzate con i loro interessi, spalleggiato dagli ambientalisti. Dall’altra c’è il partito delle discariche e degli inceneritori: grandi aziende (molte municipalizzate), grandi interessi e collegamenti densi con i partiti di governo,quali che siano. Le regole del gioco, in nome del bon ton istituzionale, impongono di ignorare l’esistenza della criminalità organizzata, che della partita è protagonista sempre più ingombrante e sfrontato.   (altro…)

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renziDai 50 miliardi di Passera ai 43 del premier ai 15 di Delrio. Solo annunci in libertà.

Danno i numeri, letteralmente. Una festosa tradizione alla quale si è unito il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio: “In 20 mesi sbloccheremo opere per almeno 15-16 miliardi”, ha detto in un’intervista a Repubblica.   L’ARMA SEGRETA è il verbo “sbloccare”, che dà l’idea di un Paese governato con lo Svitol. Non a caso lo slogan pubblicitario del popolare lubrificante è “Serve sempre!”. Ma che cosa vuol dire sbloccare? Niente, come ha spiegato ieri autorevolmente uno dei maggiori sbloccatori di sempre, Corrado Passera: “Il governo non fa che riannunciare opere già annunciate e comunque già sbloccate da governi precedenti”,ha detto ieri il ministro delle Infrastrutture del governo Monti. (altro…)

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ignazio-marino-versione-neroneLA RETORICA DELLA CITTÀ COME IRREDIMIBILE CASINO È DA INTERESSI OPACHI. IL SINDACO DEVE METTERE IN DISCUSSIONE IL MODELLO DI GOVERNO BASATO SOLO SULLA SPECULAZIONE.

Attraverso la nebbia di polemiche interessate, se non in malafede, si possono vedere alcuni fatti utili a capire il presente e il futuro della capitale d’Italia.   Il primo è che la retorica di Roma come perenne e irredimibile casino è alimentata da interessi opachi.   Il secondo è che il sindaco Ignazio Marino è un marziano solo quando scollega i neuroni della ragion politica e si dimentica da dove viene. Il noto chirurgo è stato portato al Campidoglio dalle cosche vincenti di una guerra per bande che da decenni si contendono il potere di spolpare le casse comunali e che l’inchiesta Mafia Capitale ha solo in parte smascherato. (altro…)

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Autostrade per l'Italia

Anziché impazzire sui 600 articoli del Codice degli appalti – comprensibili solo a chi li ha scritti – il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio farebbe prima a sfogliare l’al – bum di famiglia del ministero che Matteo Renzi gli ha mollato, il più opaco di tutti, roba da fare invidia ai servizi segreti. Con un’occhiata alle foto più toccanti familiarizzerebbe subito con la facce che lo circondano e con gli scandali che è chiamato a disboscare. C’è per esempio un’istantanea datata 28 luglio 2011. A Castiglion de’ Pepoli (Bo) entra in funzione la più grande fresa del mondo. Deve scavare la galleria Sparvo, gioiello della cosiddetta Variante di Valico, la nuova autostrada tra Bologna e Firenze, destinata a sostituire l’esausto tratto appenninico dell’Autostrada del Sole. Alla commovente cerimonia partecipano i rappresentanti di Autostrade per l’Italia, il committente, la Toto Costruzioni, fornitrice della fresa, il capo della vigilanza Anas sulle concessionarie autostradali, Mauro Coletta, e l’ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi, presente non per nostalgia ma perché la sua Rocksoil ha progettato il tunnel. (altro…)

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