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La Repubblica

 

La Repubblica del 17/04/2014.

Il Fatto Quotidiano

Il Fatto Quotidiano del 17/04/2014.

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Punti di vista

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La rassegna stampa

“Scusate. Io non ci posso stare più! Non ci posso stare! Il M5S non può permettersi di perdere le elezioni contro dei mistificatori della realtà, non è possibile! O voi diventate giornalisti di voi stessi e vi appendete per i piedi e guardate le notizie al contrario, perché non si possono leggere queste cose qua! Ormai c’è la menzogna unica. Il Parlamento promuove la sua menzogna e i giornali e i mezzi di comunicazione e le televisioni la loro menzogna.
Ora l’abolizione delle province è su tutti i giornali: “abolite le province”. Non è vero! Noi quando abbiamo iniziato non ci siamo candidati alle provinciali, mai! Non ci siamo mai candidati perché le volevamo abolire. L’unica legge costituzionale che è stata presentata in Parlamento è stata fatta da noi! Andatevela a leggere! Non ne parla nessuno! Abolite le province?! Non è vero! Mistificano in una cosa vergognosa, con tutti i giornali e i giornalisti dalla loro parte! (altro…)

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Lacrime e saliva

Quei giornali inzuppati di lacrime e saliva
DOLORI E PARADOSSI DELLA STAMPA ITALIANA DAVANTI ALLA CONDANNA DI B. DAL MISTICO “RISORGERÒ” DI LIBERO AL COMICO SARDO CHE DÀ LA COLPA A GRILLO.

Dopo la lunga veglia funebre nella Camera ardente e nel Senato al dente, dopo la processione a Palazzo Grazioli dei vedovi e delle vedove inconsolabili immortalati in una foto tipo Quarto Stato anzi Quinto Braccio, dopo il monitino sfuso di Sua Maestà re Giorgio I opportunamente villeggiante in Val Fiscalina (si trattava pur sempre di frode fiscale), dopo il coro di prefiche e il torneo di rosari allestiti nella cripta di Porta a Porta da un Bruno Vespa in gramaglie prossimo all’accascio, dopo la faticosa ricomposizione della salma imbalsamata in una colata di fard e cerone modello Raccordo Anulare per il videomessaggio serotino a reti unificate con smorfiette di finta commozione, sono finalmente usciti i giornali del mattino. Da leggersi rigorosamente con i guanti, per non macchiarsi le mani di un ributtante impasto di lacrime, salive e altri liquidi organici.  (altro…)

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Immagini che non vedremo mai nei tg

Ieri il Pronto Intervento Vaselina (PIV) ha avuto il suo daffare per sminuire, minimizzare, indorare,edulcorare, sopire e troncare le scene eversive di sabato a Brescia, dove un noto delinquente condannato a 4 anni per frode fiscale, che è anche il leader del secondo partito di governo, ha arringato una piccola folla di fan esagitati minacciando la magistratura sotto gli occhi estasiati del vicepresidente del Consiglio nonché ministro dell’Interno, del ministro delle Riforme istituzionali e del ministro delle Infrastrutture e Trasporti. Scene che anche in Mozambico avrebbe provocato, nell’ordine: l’intervento del capo dello Stato e del presidente del Consiglio, con immediata revoca delle deleghe ai tre gaglioffi e caduta del governo. (altro…)

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Ieri mattina, il nostro Gianni Barbacetto ha vissuto una tragicomica avventura. Invitato nella trasmissione Coffee Break, su La7, poco prima dell’inizio è stato avvertito dall’imbarazzatissima conduttrice che un altro ospite, l’ex ministro Brunetta in presenza del giornalista del Fatto minacciava di abbandonare lo studio. Insomma: o io o lui. In un paese normale e con un’informazione normale, uno con i problemi di Brunetta sarebbe stato prontamente sedato, accompagnato alla porta e affidato a una comunità di sostegno. Invece il piccolo prepotente l’ha avuta vinta ed è stato Gianni (con sommo piacere, viste le circostanze) a fare dietrofront.

Episodio minimo, ma rivelatore dello stato confusionale (per non dire peggio) in cui versa, con poche eccezioni, il nostro sistema mediatico. In questi giorni abbiamo visto di tutto. Stuoli di giornalisti trafelati che brandendo microfoni e telecamere inseguono l’uomo mascherato urlando frasi sconnesse sulla fiducia al governo, che Grillo ha detto fino alla nausea che non voterà mai. E mentre si corre dietro alle notizie fantasma, quelle reali scompaiono d’incanto. (altro…)

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Corazzieri, palafrenieri, ciambellani, aiutanti di campo, assistenti al Soglio, guardie svizzere, marchesi del Grillo, magistrati democratici, giuristi, costituzionalisti, fuochisti, macchinisti, ferrovieri, uomini di fatica, ma soprattutto frenatori e pompieri sono pregati di convergere al segnale convenuto in piazza del Quirinale, possibilmente muniti di bandierine tricolori o pavesati di vessilli biancorossoverdi, e di cingere di un cordone protettivo il Sacro Palazzo a protezione dell’Illustre Inquilino, assediato da pm irresponsabili che intercettano falsi testimoni e “alcuni quotidiani” che “riempiono pagine con conversazioni telefoniche intercettate in ordine ad indagini in corso sugli anni della più sanguinosa strage di mafia”, dando per giunta “interpretazioni arbitrarie e tendenziose e talvolta versioni perfino manipolate”. L’ora è grave. Mai, nemmeno dopo la disfatta di Lissa, il disastro di Adua, la rotta di Caporetto, la Patriafu altrettanto in pericolo. Il nemico ci ascolta: si ponga dunque prontamente mano alla lungamente auspicata legge bavaglio che, mai come ora che ascoltano anche noi, si è resa così urgente. Dunque si attivi la mobilitazione generale e non si escludano misure estreme come il coprifuoco e la serrata delle edicole. Radio e tv, già opportunamente anestetizzate, trasmettano marce militari o, in caso di incursioni nella musica pop, brani esclusivamente tratti dal repertorio dei Tiromancino. Per motivi di ordine pubblico, è abolita dal dizionario la parola “trattativa”. (altro…)

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