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Posts Tagged ‘giornalismo’

Forse molti avranno notato una mutazione del giornalismo italiano negli ultimi anni. La lunga stagione berlusconiana dell’innominato conflitto di interessi ha subito una sosta durante i due brevi governi di transizione Monti e Letta. Ma quando Renzi ha debuttato dichiarando nemici o gufi tutti coloro che non avrebbero approvato le sue decisioni, e i suoi progetti col nome in inglese,si è da prima creato l’equivoco di un nuovo Berlusconi, poi si è capito che il fenomeno era un altro: non è il potere che ti impone di approvare, tra seduzione e minaccia. No. È lui che ha ragione.   (altro…)

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giornalistiLa notte di Capodanno non guasterebbe un minuto di raccoglimento per la scomparsa del giornalismo. Una categoria che, pur generalmente malfamata, nel secolo scorso vide l’Italia primeggiare nel mondo con fuoriclasse come Montanelli, Bocca, Biagi, Rinaldi. E oggi si può dichiarare, salvo sparute eccezioni, ufficialmente estinta. Costretti (spesso da se stessi) a scodinzolare appresso a Re Giorgio e alla Regina Clio mentre fanno gli scatoloni per lo Storico Trasloco (più o meno come nel 2013: il Quirinale costa il triplo di Buckingham Palace, ma i bagagli se li fanno loro da soli); ridotti ad applaudire per la seconda volta una conferenza stampa di Sua Eccellenza Renzi che li aveva appena sbeffeggiati,anziché alzarsi e lasciarlo lì a parlare da solo di Fonzie, Al Pacino e Newsroom; (altro…)

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VadelfioSiccome non se n’era accorto nessuno, Francesco Merlo tiene a precisare sulla prima pagina di Repubblica che tra le vittime della “gogna di Grillo” c’è anche lui. Mo’ me lo segno, direbbe Troisi. Naturalmente quella che lui chiama gogna è un mini-post molto asciutto e asettico in cui Grillo, anziché insultarlo come sciaguratamente fece con Maria Novella Oppo, gli rende forse il servizio peggiore: lo cita. Riporta alcuni passi deliranti del suo commento al caso Oppo, paragonava il leader di 5Stelle ai “terroristi, camorristi, mafiosi” che assassinarono rispettivamente Tobagi, Siani e Fava. Cioè usava frasi infinitamente più violente di quelle mai usate da Grillo, che pure non scherza. (altro…)

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Se n´è andata una ragazza. Una vecchia e grande ragazza che ha combattuto battaglie civili per tutta la vita, volontaria, militante, giornalista e soprattutto persona. Con allegria. L´allegria di chi sa di compiere un dovere e di esprimere in quel modo il suo amore verso gli altri. Senza dimenticare l´amore verso se stessa che si chiama dignità.Insieme a tanti altri sentimenti intensamente vissuti, Miriam Mafai aveva nel sangue anche la capacità e la voglia di comunicare; il giornalismo per lei fu dunque una passione e una vocazione prima ancora che una professione. Una passione che favorì l´incontro tra la sua militanza di parte e lo sforzo di capire le ragioni degli altri che è la pre-condizione per il dialogo senza pregiudizi e quindi la possibile sintesi che assicura la convivenza sociale al tempo stesso dialettica e dinamica. (altro…)

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La giornalista reintegrata alla conduzione dal giudice del lavoro risponde alle dichiarazioni del direttore Minzolini: “Mi avevano messo a far niente, e la Rai non ha potuto dimostrare il contrario. E ora mi accusano di essere vecchia” .

Al Tg1 lo scontro continua. A Tiziana Ferrario, che ha vinto la sua battaglia in tribunale per tornare al suo posto, non sono piaciute le dichiarazioni del direttore 1 Augusto Minzolini “perché non ha detto la verità”. Così la conduttrice del Tg1, reintegrata in redazione 2 dal giudice del lavoro, stamattina è andata a Saxa Rubra e ha appeso al muro una lettera in cui spiega ai colleghi per filo e per segno come sono andate le cose, quali sono sono state le offerte professionali di Minzolini, si dice amareggiata dalla notizia che la Rai farà ricorso contro l’ordinanza, facendo notare che quelle contro di lei e i suoi trent’anni di conduzione del telegiornale sono accuse che nascondono un atteggiamento maschilista “perché sono stata offesa come donna accusata pubblicamente sui giornali di essere vecchia”. Una lettera appassionata in cui chiede rispetto per la sua storia professionale.

Il testo della lettera. “Nessuna lesa autonomia del direttore, nessun trionfo della gerontocrazia, nessun baronato, nessuna inamovibilità del conduttore”. Inizia così la lettera della Ferrario ai colleghi. “L’ordinanza con la quale sono stata reintegrata nei ruoli che svolgevo al Tg1 prima della mia brutale rimozione, ha semplicemente stabilito che non posso stare senza lavorare e che mi devono essere assegnate mansioni adeguate alle mia professionalità di cui la conduzione è una componente molto importante. In un anno e mezzo di direzione Minzolini”, continua la lettera, “la Rai non ha potuto mostrare al giudice alcun documento che provasse il mio utilizzo, nessuna trasferta tranne quella ordinatami  in fretta e furia a novembre quando la direzione – solo dopo essere venuta a conoscenza della mia causa e dell’udienza fissata per il 26 novembre scorso – mi ha chiesto di sostituire per 15 giorni il corrispondente di New York. Per dimostrare la mia totale disponibilità sono partita chiedendo al giudice un rinvio dell’udienza, che  avevo atteso con ansia. Il foglio di viaggio a New York è stato l’unico documento esibito come prova del mio utilizzo in un anno e mezzo. Un po’ poco e anche un po’ troppo costoso visto che sono regolarmente pagata  tutti i mesi. Il giudice”, continua la Ferrario, “ha deciso che non posso stare dietro una scrivania senza fare niente. Devo lavorare e poiché dopo la rimozione dai ruoli che ricoprivo al Tg1 non mi è stata fatta alcuna proposta seria  equivalente, e proprio perché i giudici non possono stabilire gli organigrammi né gli incarichi, per il momento devo tornare a svolgere quello che facevo, in attesa che la Rai mi proponga un nuovo ruolo equivalente. Chi parla di inamovibilità è in malafede”. (altro…)

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pazzoperrepubblica

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