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Posts Tagged ‘Giuliano Amato’

ControffensivaSe c’era, dormiva O era alla toilette.

Dopo aver regalato nel 1987 l’Alfa Romeo alla Fiat a prezzi di saldo, lo Stato nel 1992 prepara un altro gradito dono miliardario al gruppo Agnelli-Romiti, a sua volta molto prodigo di mazzette ai partiti di governo: 3 mila miliardi di fondi pubblici per il nuovo stabilimento di Melfi, in Basilicata.   Fiat, Amato Sicuro. I retroscena li racconterà quattro anni dopo l’ex vicesegretario socialista Giulio Di Donato dinanzi al gup torinese Francesco Saluzzo, nel processo con rito abbreviato a Romiti per falso in bilancio e finanziamento illecito al Psi.   Gup: “Le è mai capitato di parlare con Balzamo (lo scomparso tesoriere del Psi, ndr) dei canali di finanziamento del partito?”.   Di Donato: “Mah, in maniera molto generica: Balzamo non rivelava le fonti del finanziamento, né di quello lecito né di quello non lecito. Credo che lui avesse un rapporto di questa natura con il vicesegretario vicario, Giuliano Amato. (altro…)

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Amato

Il primo Salva-Berlusconi, la Fiat e la Sme.

Nella Torino dei primi anni 80 il professorino Giuliano Amato, che Giampaolo Pansa ed Eugenio Scalfari chiamano il Dottor Sottile per l’affilatezza delle sue tesi giuridiche e del suo fisico da roditore, può permettersi di fare l’intellettuale socialista. Tanto, a occuparsi delle prosaiche cose di questo mondo, comprese le faccende di vil danaro, provvedono per lui i capatàz della sinistra del Psi subalpino.   Il Cartòfago. Li abbiamo già visti all’opera nella raccolta dei finanziamenti da un miliardo di lire per fargli conquistare nel 1983 il suo primo seggio da deputato. Uno è Francesco Coda-Zabet, profumiere e ras delle tessere, che si vanta spesso di riuscire, volendo, a “far eleggere una pompa di benzina”. (altro…)

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giulianoamato

Giuliano Amato ha un’unica strada per evitare di trascinare in un colpo solo nel fango la presidenza della Repubblica e la Corte costituzionale: rinunciare al suo incarico di giudice della Consulta.

Qualunque persona di buon senso e in buona fede dopo aver ascoltato il nastro del suo colloquio telefonico con la vedova del senatore socialista, Paolo Barsacchi, scovato dal nostro valente collega Emiliano Liuzzi, non può arrivare a conclusioni diverse. Invitare una testimone in un processo per tangenti a non fare nomi per tenere fuori da uno scandalo i vertici del proprio partito è un comportamento incompatibile con la funzione di giudice costituzionale.

L’obiezione secondo cui il colloquio, registrato dalla signora Barsacchi, è molto antico (risale al 1990), non vale. Nella carriera dell’ex vicesegretario del Psi, due presidenze del Consiglio e più volte ministro, ci sono altri episodi del genere. Storie spesso diverse tra loro che dimostrano però come il caso Barsacchi, per Amato, non sia stato un incidente di percorso, ma la regola. (altro…)

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La candidatura di Giorgio Napolitano, 87 anni, alla presidenza della Repubblica certifica il comatoso delirio di onnipotenza in cui si trovano i partiti. Di fronte alla decomposizione economica e sociale del Paese una classe politica di nominati è capace solo di replicare lo status quo. In molti gridano al golpe. E non è difficile capire perchè.

I cittadini chiedevano il cambiamento: volevano nelle istituzioni uomini e idee nuove perché quelle vecchie avevano portato l’Italia alla deriva. Invece, dopo il Colle, ci sarà un governo con tutti dentro:seguendo il programma dei 10 saggi. Nessun taglio al finanziamento pubblico ai partiti, riforme contro giudici, stampa e intercettazioni. Niente colpi d’ala nell’economia. (altro…)

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Il nuovo che avanza

Governo, l’ipotesi con Enrico Letta premier. Alfano vice e Monti agli Esteri.

I partiti hanno già pronta la squadra per un esecutivo di larghe intese. L’ossatura è quella dei “saggi” (ma non quelli tecnici). Agli Interni resterebbe la Cancellieri, Quagliariello alle Riforme, Violante alla Giustizia. Ma Napolitano potrebbe scegliere un’opzione pienamente “istituzionale”.

Enrico Letta presidente del Consiglio, Angelino Alfano vicepremier, Luciano Violante alla Giustizia, Mario Monti agli Esteri, Giancarlo Giorgetti viceministro all’Economia, Gaetano Quagliariello alle Riforme. Non è uno scherzo. Forse una provocazione, ma non uno scherzo. E’ la rosa di nomi che i partiti avrebbero pronta per formare il governo di transizione, possibile con il secondo mandato di Giorgio Napolitano che – cosa non secondaria – fino a qualche settimana fa non aveva la possibilità di scogliere le Camere, ma ora da “nuovo” capo dello Stato riassume la pienezza dei poteri. (altro…)

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RIMANDATA A DOPO LE AMMINISTRATIVE LA PRESENTAZIONE DEL TESTO BASE

Il testo base sulla trasparenza dei partiti e sulla riduzione del finanziamento? Rimandato a dopo le elezioni. Il super tecnico, Giuliano Amato testè nominato per procedere alla riforma dei partiti? In Commissione Affari costituzionali nessuno l’ha visto, né sentito. Tantomeno è arrivato a presenziare i lavori della Commissione. “Non sono un commissario – ci ha tenuto adire in serata – lavorerò a fianco del Parlamento”.IERI i relatori della legge per Pd e Pdl, Gianclaudio Bressa e Peppino Calderisi dovevano presentare il “testo base” su cui discutere. Nulla di fatto, ancora una volta:nessun testo è stato partorito e i due si sono impegnati a farlo per lunedì. Nella miglior tradizione della telenovela a cui questa vicenda assomiglia sempre di più.Breve riassunto delle puntate precedenti:Alfano, Bersani e Casini escono da un vertice fiume annunciando non solo un grande progetto per la trasparenza dei bilanci dei partiti, ma anche la rinuncia alla rata di luglio dei rimborsi elettorali. Passa qualche giorno la promessa di non incassare i soldi pubblici viene prontamente smentita. (altro…)

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Giuliano Amato nominato super-consulente da Rigor Montis sui soldi pubblici ai partitiè uno schiaffo agli italiani. Una pernacchia. Un potente vaffanculo della Casta. Una provocazione. E’ come buttare un fiammifero acceso in un pagliaio. Qualche volta mi chiedo se Monti e il Trio Lescano che lo appoggia abbiano veramente capito dove si trovano, in quale momento storico. L’Italia è sull’orlo del collasso economico, dopo il quale può succedere di tutto. Al confronto di Rigor Montis, di Alfano, Bersani e Casini,Maria Antonietta, alla quale venne attribuita la frase “Se non hanno pane, mangino brioches!“, rivolta al popolo affamato durante la Rivoluzione francese, è una statista. (altro…)

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Lamberto Dini, l’uomo dell’austerity previdenziale, ha due pensioni dal 1994: una Inps da quasi 7 mila euro al mese, un’altra della Banca d’Italiada oltre 18 mila. Entrambe per 13 mensilità. In sostanza, 27 mila euro ogni 30 giorni. Il tutto da aggiungere all’indennità da senatore.
Dini, che negli stessi giorni in cui tuonava contro i privilegi delle generazioni più anziane si assicurava due introiti a vita, nel 2008 ha ricevuto dalle casse pubbliche ben 521.682 euro. Cioè quasi 40 mila netti al mese.
 (Lettera43)

Insomma circa 520000 l’anno per il “povero” Dini!

O prendete ad esempio l’ex Premier Giuliano Amato, che arriva a fine mese ad intascare la bellezza di 31411 euro mensili. Infatti dal 1998 percepisce 22.048 euro (lordi) al mese dipensione Inpdap (come docente universitario), a cui vanno aggiunti i suoi 9.363 eurocome parlamentare (senza dimenticare che continua ad essere presidente della Treccani, presidente del Comitato dei garanti per il 150esimo dell’Unità d’Italia e senior advisor di Deutsche Bank).

E questi sono solo due dei tantissimi esempi di come vengono buttati i nostri soldi … quanti sono i politici che paghiamo a caro prezzo (soldi pubblici) quando poi ci sono famiglie di 3-4 persone costrette a vivere con neanche mille euro al mese ?

Questo è rubare soldi agli Italiani!

stopcensura.com del 23/08/2011.

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