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Posts Tagged ‘GIUSEPPE CAPORALE’

La visitaIL CASO/GIOVANNI LOLLI È IL VICEGOVERNATORE.

L’AQUILA. Il padre contro il figlio, a colpi di uova, raffiche di pietre e manganellate della polizia. Due giorni fa, durante la visita del presidente del consiglio Matteo Renzi alla città terremotata, il vice presidente della giunta della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, è stato centrato da un uovo ed ha schivato una raffica di sanpietrini. «Ho avuto fortuna, altrimenti sarei morto…» commenta amaro il vice governatore. E a guidare i manifestanti che hanno fatto partire la sassaiola c’era suo figlio, Mattia Lolli, che poi è anche finito all’ospedale per una serie di manganellate ricevute dalla polizia durante uno scontro consumatosi davanti all’ingresso della sede del “Gran Sasso Science Institute”, proprio dove il premier stava svolgendo il meeting sulla ricostruzione con il padre e altri amministratori locali.

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L'AquilaNella cricca l’ex vice di Bertolaso e una funzionaria dei Beni culturali Così avevano infiltrato un emendamento nella legge del governo Letta.

L’AQUILA – L’ultima cricca scoperta a L’Aquila era negli uffici regionali del ministero dei Beni culturali. E non prendeva solo mazzette (180 mila euro per un appalto da 19 milioni per la chiesa delle Anime Sante): era arrivata al punto di scrivere un emendamento a un’ordinanza della presidenza del consiglio sulle regole della ricostruzione. La correzione dell’articolo 2 — poi consegnata agli uffici dell’allora premier Enrico Letta — avrebbe reso la Curia aquilana stazione appaltante di 500 milioni di euro di lavori pubblici (per la ricostruzione di 195 chiese) senza dover rispettare il codice degli appalti. Luciano Marchetti, ex vicecommissario alla ricostruzione, Alessandra Mancinelli, funzionaria del Mibac, Giuseppe Di Girolamo, dirigente ministeriale, e gli imprenditori Massimo Vinci e Patrizio Cricchi erano quasi riusciti nell’intento attivando quella che uno di loro chiama «massoneria cattolica» — come emerge da una intercettazione effettuata dalla squadra mobile dell’Aquila — e soprattutto strumentalizzando tutti i vescovi dell’Abruzzo e del Molise, con un ruolo da protagonista per monsignor Giovanni D’Ercole, oggi vescovo di Ascoli e fino a poche settimane fa vescovo ausiliare dell’Aquila. (altro…)

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I rilieviAcqua contaminata in Abruzzo, parla il manager del pizzino che ordinava di negare il disastro ambientale “Tutte le aziende chimiche inquinano, in Italia tenere aperta una fabbrica ormai è diventato un crimine”.

L’INTERVISTA
PESCARA.
Per Leonardo Capogrosso, l’uomo che secondo la Procura di Pescara è l’autore del “pizzino” della Montedison con la consegna del silenzio («non dobbiamo spaventare chi non sa» era scritto a penna sul documento ritrovato nel suo ufficio) e che è sotto processo per avvelenamento delle acque e disastro ambientale (insieme a altri 18 imputati), la fabbrica dei veleni di Bussi non esiste. «Mi scusi, ma quante persone sono morte dopo aver bevuto quell’acqua? Glielo dico io, nessuna. Quindi, di quale fabbrica dei veleni stiamo parlando?». (altro…)

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L'Aquila“Destinata a tre politici”. E il leader Confcommercio si barrica per protesta nella sede di Bankitalia.

L’AQUILA— Una tangente da un milione di euro destinata a tre politici. Soldi del terremoto usciti dalle casse del Comune dell’Aquila, versati per un lavoro durato appena 20 giorni (i puntellamenti di palazzo Carli). Una mazzetta nascosta da una fattura “truccata”, necessaria per far finire i soldi su un conto “fittizio”, il conto di “servizio” di una banca, la Banca popolare di Verona. «È stato utilizzato un giro contabile tra l’azienda, la banca e il Comune per eludere la tracciabilità obbligatoria dell’operazione e far arrivare soldi su quel conto…», scrive la squadra mobile in una informativa. (altro…)

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La protesta

Al via i lavori in hotel per cambiare la Costituzione. “L’articolo 138 non si tocca”
Le riforme.

FRANCAVILLA AL MARE — «Allora, ce l’avete fatta a superare il sit-in di protesta…». Scherzano tra loro i trentacinque saggi del governo Letta, mentre fuori dall’hotel Sporting Villa Maria, 4Stelle Superior, c’è un clima d’assedio. I prescelti per cambiare la Costituzione arrivano alla spicciolata per il conclave che si terrà fino a domani in questo albergo in collina che si affaccia sul mare Adriatico. Costo del soggiorno: ventimila euro, a spese dello Stato. I sorrisi di circostanza provano stemperare la tensione. Ci sono forze dell’ordine dappertutto. A rovinare l’accoglienza ci pensa un gruppo di manifestanti, che davanti ai cancelli, con dei cartelli in mano, urla e intona slogan, seppure sotto gli occhi di una ventina di poliziotti, guidati dai dirigenti della Digos. E il rischio di scontri c’è ogni volta che arriva un auto in cui viaggia uno degli esperti scelti da Palazzo Chigi: volano insulti e c’è anche chi tenta di fermare l’auto. «L’articolo 138 della Costituzione non si tocca…» gridano. (altro…)

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