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Posts Tagged ‘Giuseppe Lo Bianco’

Di Maio e Di Battista chiudono la campagna per le Regionali a Termini Imerese: “Non abbiamo vinto”.

Il regolamento del Comune sull’abusivismo edilizio? “Per le questioni comunali chieda al sindaco”, dice Alessandro Di Battista mentre cammina, sigaretta in mano, verso la ringhiera del belvedere di Aspra che si affaccia su uno dei panorami più suggestivi di Sicilia. (altro…)

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alfanoA Corleone mafiosi in manette, nelle intercettazioni l’idea di uccidere il ministro “come Kennedy” ma solo “quando non avrà più la scorta”.

Palermo – Sono mafiosi corleonesi, sono vicinissimi a Totò Riina e si sentono “traditi” dal ministro Angelino Alfano. Al punto di ucciderlo: “Dovrebbe fare la fine di Kennedy e se c’è l’accordo gli cafuddiamo (sferriamo, ndr) una botta in testa”, dicevano a telefono due boss che avevano pensato di uccidere il ministro dell’Interno e leader del Ncd, “portato qua con i voti degli amici” e poi ritenuto responsabile del mantenimento del 41 bis.Volevano ammazzarlo solo dopo che gli fosse stata tolta la scorta, cosa che “al momento non è pensabile”, come dice il procuratore di Palermo Franco Lo Voi per il quale parlare di progetto di attentato “è un’espressione avanzata: si tratta – ha detto Lo Voi – di uno sfogo di cui bisogna valutare il significato”.   ARRIVANO SEGNALI inquietanti dal Corleonese rivolti al ministro dell’Interno proprio nel giorno in cui Berlusconi annuncia il ritorno di Gianfranco Micciché alla guida di Forza Italia in Sicilia.

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autocisterneAltro che Ponte sullo Stretto La regione di Sciascia e Pirandello fa acqua da tutte le parti, tranne che dai rubinetti dei cittadini.

Palermo – A Sambuca di Sicilia c’è una piscina olimpionica di 50 metri dove fino a qualche tempo fa gli allevatori portavano le vacche ad abbeverarsi. Ad Altavilla Milicia c’è uno stadio ormai abbandonato costruito in un paese che non aveva neanche la squadra di calcio. A Cefalù il Palazzetto dello sport “Marzio Trico-li”,costato 8 milioni di euro,ha il parquet coperto da teloni di plastica da agosto: infiltrazioni d’acqua dal tetto l’hanno reso inagibile. A Giarre il teatro è un cantiere aperto da 50 anni, lo stadio, la piscina e la casa di riposo sono scheletri in costruzione da più di vent’anni.

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i sogni della mafia

Nino Di Matteo Il magistrato contrario alle modifiche del governo all’articolo 4 bis: “Lo volle Falcone, è a rischio la legislazione sui pentiti”.

Palermo – La revisione dell’articolo 4 bis? “Mi sembra un passo pericoloso nella direzione dell’ulteriore svilimento del principio della certezza e dell’efficacia della pena. Non vorrei che oggi nel silenzio, nel disinteresse o nella sottovalutazione generale si iniziasse a realizzare ciò che da sempre ha costituito uno scopo politico essenziale delle mafie”. Dopo che il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti ha manifestato la sua “assoluta contrarietà” alla revisione dell’art. 4 bis dell’ordinamento penitenziario, da ieri in discussione alla Camera,è assai perplesso anche il pm del processo della trattativa Stato-mafia, Nino Di Matteo:“Oggi–dice–potremmo assistere alla realizzazione di una delle aspirazioni fondamentali delle menti raffinatissime degli strateghi di Cosa Nostra”.  

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TRA PROCESSI E INCHIESTE Da Mafia-Capitale con Carminati e soci, fino alla nuova indagine sulle presunte mazzette e i regali per ottenere gli appalti della televisione di Stato e a Palazzo Chigi.

Oltre tre milioni e mezzo di procedimenti in corso in tutta Italia. Sono le inchieste e i processi (in primo grado, in Appello e in Cassazione) sui tavoli di giudici e magistrati. È questa la fotografia delle affollate aule di giustizia e dei corridoi delle procure da Norda Sud.Da Mafia Capitale alla Trattativa con Cosa Nostra, ma anche inchieste ancora in corso. Ecco cosa avverrà durante l’anno giudiziario.   La capitale   tangenti e mafia   Si preannuncia piena di novità l’indagine della procura di Roma su un presunto giro di mazzette e regali per ottenere lavori alla Presidenza del consiglio dei ministri, ma anche alla Rai. (altro…)

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Palermo – Da dieci anni Teresa Principato, procuratore aggiunto della Dda di Palermo, dà la caccia all’ultimo corleonese stragista rimasto in circolazione: Matteo Messina Denaro. L’operazione di ieri ha spezzato la rete siciliana dei “postini” contribuendo all’isolamento del boss nel suo territorio.Ma il capo dell’ala stragista di Cosa Nostra, ha rivelato il magistrato, a differenza dei suoi predecessori corleonesi, viaggia con il passaporto in tasca: “Si sposta fuori della Sicilia e anche al di là dei confini nazionali”.   Dove?   Abbiamo riscontri della sua presenza in Brasile, in Spagna, in Gran Bretagna, in Austria. Si sposta per affari ad altissimo livello,ormai in Sicilia torna con cadenze irregolari sempre più rade.  

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crocettaInchiesta per scardinare la guerra sottotraccia tra apparati A Palermo procura blindata. Un pm: ”Siamo a buon punto”.

Palermo – E ora la bufala si è trasformata in una spy story, con una trama che coinvolge un settimanale il cui editore ha in tasca la tessera Pd,lambisce il governo siciliano sostenuto dai Dem al cui vertice Crocetta,il primo a parlare di“poteri occulti che minacciano la democrazia”,continua a restare saldamente in sella applaudito dai parlamentari cui l’indignazione per la frase fantasma ha fatto dimenticare in fretta le ragioni delle dimissioni di Lucia Borsellino.   In una Procura off limits per i giornalisti per buona parte della giornata, dove un pm si lascia sfuggire solo una frase: “Stiamo lavorando e siamo a buon punto”, circolano senza conferme i nomi degli“altiufficiali”(epersino di un magistrato) coinvolti nel “Crocettagate” che avrebbero già smentito, tabulati e riscontri alla mano, di avere insufflato ai due reporter, Piero Messina e Maurizio Zoppi, la “polpetta avvelenata”.

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Mattarella

L’OMAGGIO A MATTARELLA Il commissario figlio del giudice Borsellino: “Non era previsto che parlassi, ma sono qui per lei presidente”.

Palermo – Nell’aula magna Falcone – Borsellino blindata da un servizio di sicurezza imponente a protezione del capo dello Stato seduto in prima fila, la voce di Manfredi è rotta dalla commozione: “Non sarò io a commemorare mio padre, per me è sempre vivo”. E subito dopo arriva la bordata contro Crocetta: “Intervengo per Lucia, la sua lettera di dimissioni ha prodotto il silenzio sordo delle istituzioni, soprattutto regionali. Ma quella lettera dice tutto e andrebbe riletta mille volte”. Manfredi Borsellino interviene a sorpresa a nome di tutta la famiglia rivolgendosi al capo dello Stato: “Sono qui per lei, presidente Mattarella, non era previsto che parlassi, lei è sempre stato un punto di riferimento per la mia famiglia,ricordo due telefonate fatte dallo studio alle quali ho assistito in cui mio padre si rivolgeva a lei con la deferenza,il garbo,la delicatezza che deriva dalla stima sconfinata che nutriva nei suoi confronti per come ha vissuto il dolore che anni dopo avremmo vissuto noi”.  

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Crocetta“Bisogna farla fuori come il padre” L’orribile frase su Lucia Borsellino (che Tutino avrebbe detto a Crocetta) innesca veleni e sospetti di dossieraggio illegale.

Palermo – E ora si indaga sullapubblicazione di una frase fantasma chel’Espresso continua a difendere,considerandola una“verità scomoda,diversa da quelle ufficiali”.La Procura di Palermo ha aperto un fascicolo “a modello 45”, senza reati né indagati,per chiarire le radici della diffusione sull’Espresso delle orribili parole di Matteo Tu-tino accompagnate dal silenzio di Crocetta, che per 24 ore sono state il segno di un’infamia che ha fatto vacillare il governatore, immediatamente autosospeso, a due giorni dall’anniversario più tormentato della strage di via D’Amelio. 

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PD

ALTRO CHE QUESTIONE MORALE: NON SOLO ISCHIA, DA NORD A SUD È RECORD DI INQUISITI. MAFIA CAPITALE, CORRUZIONE, DISASTRI AMBIENTALI E SPESE PAZZE.

Il Partito democratico di epoca renziana è come non mai al centro di vicende giudiziarie da nord a sud, isole minori comprese (dopo il caso Ischia). Lo scandalo più grosso è sicuramente quello di Mafia Capitale, per cui in Campidoglio risultano indagati nell’inchiesta “Mondo di mezzo” Mirko Coratti e Daniele Ozzimo (il primo dimessosi da presidente dell’Assemblea capitolina a inizio dicembre, entrambi autosospesi dal partito). Il vicesegretario nazionale, Lorenzo Guerini, pochi giorni prima della retata del 2 dicembre, cercò di convincere, senza riuscirci, Ignazio Marino a nominare proprio Coratti vicesindaco. Si è autosospeso anche il consigliere regionale Eugenio Patanè. In Regione Maurizio Venafro, coinvolto nell’inchiesta, ha lasciato l’incarico di capo di gabinetto del governatore Nicola Zingaretti. (altro…)

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Politici corrottiCITAZIONI STORICHE, LEGGI SPECIALI E “TARIFFE NOTTURNE” PER GONFIARE LE PRESENZE IN COMUNE. A SIRACUSA SI SPENDONO 700 MILA EURO, A BERGAMO 54 MILA.

Palermo – Si riunivano in continuazione, in agosto e di domenica, anche per “decidere se adottare o meno una decisione”: rimborsi tutti, anche per i capigruppo presenti senza alcun titolo, e il recordman del presenzialismo a gettone è il consigliere comunale Elio Di Lorenzo che, nell’aprile 2014, ha collezionato ben 47 presenze in commissione e altre cinque in consiglio arrivando a totalizzare 52 presenze (e relativi gettoni) in un mese, la media di due al giorno. Come ha fatto lo scoprirà la Procura di Siracusa che sulla “gettonopoli” comunale ha aperto un’inchiesta inviando la Digos a sequestrare i fogli di presenza dei consiglieri comunali più stakanovisti (e più pagati) d’Italia: a fronte dello stesso numero di abitanti, nel 2014 al consiglio comunale di Bergamo si sono registrate 736 presenze, in quello di Siracusa quasi 12 mila. Costo: 54 mila euro a Bergamo, oltre 700 mila a Siracusa.

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I superstiti

L’AGENZIA ONU PER I RIFUGIATI: OLTRE AI 29 ASSIDERATI, C’ERANO ALTRI DUE GOMMONI PIENI, FORSE TRE I PM: “ANCORA NESSUN RISCONTRO”. I SUPERSTITI: “SIAMO PARTITI SOTTO LA MINACCIA DELLE ARMI”.

Palermo

   Li hanno costretti a imbarcarsi sotto la minaccia di bastoni e di armi, li hanno imbrogliati spacciando che il mare sarebbe stato calmo, per la traversata gli hanno fatto pagare un “biglietto” di 650 euro e li hanno mandati a morire a poche decine di miglia dalla riva di partenza: in duecento, forse trecento. I racconti di due dei nove sopravvissuti nel centro di accoglienza trasformano l’ultima tragedia di Lampedusa in una vera e propria orribile ecatombe con circa 300 morti. Tra le lacrime nel centro di accoglienza i due hanno raccontato agli operatori umanitari di Oim e Save the Children che il primo gommone si è bucato e ha cominciato ad afflosciarsi, trascinando in acqua il suo carico umano. (altro…)

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Don CiottiIL FONDATORE DI LIBERA.

Due aggettivi e un paragone bruciante: “Questo prete è una stampa e una figura che somiglia a padre Puglisi”. E poi il via libera all’omicidio: “Ciotti, Ciotti, putissimu puru ammazzarlo”. Nel mirino di Totò Riina e delle sue minacce ripetute questa volta è finito don Luigi Ciotti, il fondatore e Presidente di Libera, che sul territorio si occupa della gestione dei beni confiscati, materia che preoccupa assai i boss mafiosi, come emerge dalla replica di Alberto Lorusso, l’interlocutore di Riina nell’ora d’aria del carcere di Opera, a Milano: “Sai, con tutti questi sequestri dei beni”.   LA MINACCIA arriva il 14 settembre dello scorso anno, e subito dopo, in gran segreto, la scorta del sacerdote è stata immediatamente rafforzata. Questa volta le parole di Riina colpiscono “quel modello di uomo di Chiesa di cui la mafia ha paura – come dice il pm di Palermo Roberto Tartaglia – quel modello a cui tutti gli uomini di Chiesa, senza più alcuna forma di ambiguità, devono scegliere di ispirarsi”. (altro…)

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BerlusconiLE CONFESSIONI DEL CAPO DEI CAPI, IN CARCERE, AL CO-DETENUTO LORUSSO ”AI CATANESI DICEVO: SE NON PAGA, BRUCIATEGLI LA STANDA. SALDAVA OGNI 6 MESI”.

Berlusconi? “…si è ritrovato con queste cose là sotto, è venuto, ha mandato là sotto a uno, si è messo d’accordo, ha mandato i soldi a colpo, a colpo, ci siamo accordati con i soldi e a colpo li ho incassati’’. Quanti soldi? “A noialtri ci dava 250 milioni ogni sei mesi”. Parola di Totò Riina, che il 22 agosto dello scorso anno nell’ora d’aria nel carcere di Opera smette di parlare di Berlusconi in termini politici, generici o rancorosi (“È un buffone’’) e racconta al co-detenuto Alberto Lorusso la sua verità sul rapporto tra l’ex presidente del Consiglio e Cosa Nostra fin dagli anni 80, ormai consacrato in una sentenza della Cassazione: il pagamento di un “pizzo” milionario a fronte di un patto per ottenere reciproci e futuri vantaggi.   La conversazione depositata agli atti del processo per la trattativa Stato-mafia, parte dalla sorte giudiziaria di Berlusconi, in bilico in quei giorni di agosto dell’anno scorso, e il discorso cade subito sulle somme versate dall’imprenditore milanese ai boss palermitani e sulle analoghe richieste provenienti dai catanesi.  (altro…)

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Di MatteoNINO DI MATTEO, NELL’ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI VIA D’AMELIO, ATTACCA IL COLLE: “IL CONSIGLIO NON È AUTONOMO E INTANTO SI TENTA DI SOTTOPORRE IL PM ALL’ARBITRIO DEL PROCURATORE CAPO”.

Palermo – Davanti all’Ulivo con centinaia di cappellini bianchi appesi ai rami, nel tratto di asfalto squarciato 22 anni fa dal tritolo agevolato dalle complicità di Stato che da allora coprono una verità ancora lontana, il j’accuse del pm Nino Di Matteo è duro, frontale e duplice: “Non si può ricordare Paolo Borsellino e assistere in silenzio al preminente tentativo di trasformare il magistrato inquirente in un semplice burocrate sottoposto alla volontà e all’arbitrio del proprio capo, di quei dirigenti degli uffici sempre più spesso, purtroppo, nominati da un Csm che rischia di essere schiacciato e condizionato nelle sue scelte di autogoverno dalle pretese correntizie e politiche e dalle indicazioni sempre più stringenti del suo presidente”.

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Migranti

SCAFISTI INTERCETTATI, SI GIUSTIFICANO COSÌ: “MORTI IN 366?
COSÌ HA VOLUTO ALLAH”. SGOMINATA CELLULA ERITREA IN ITALIA.

Sequestri di persona, segregazioni, stupri di donne poi rimaste incinte, torture con scosse elettriche, richieste di riscatto: 30 mila intercettazioni compiute dallo Sco e dalle squadre mobili di Palermo e Agrigento sulle due sponde del Mediterraneo svelano il volto criminale del traffico di migranti: business alimentato dalle politiche di contenimento dei flussi migratori che hanno determinato – scrivono i pm – “come effetto collaterale, che la criminalità organizzata decidesse di investire risorse sempre più ingenti nella gestione illegale di tali flussi”. Con l’operazione Glauco scattata ieri notte, la polizia ha sgominato un’organizzazione con base in Sudan, appoggi ad Agrigento e a Roma e conosciuta persino in Australia: la Dda di Palermo ha fermato cinque tra eritrei, etiopi e sudanesi e altri quattro sono ricercati, due in Africa, l’etiope Ghermay Ermias, ritenuto il capo, e il sudanese John Mahray, uno in Svezia, l’altro a Roma. (altro…)

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Cuffaro6MILA EURO AL MESE ALL’EX GOVERNATORE: TUTTO SECONDO LE NORME REGIONALI.

Tra Totò Cuffaro e la Sicilia il rapporto è indissolubile, anche dopo le dimissioni da governatore e la condanna definitiva a sette anni per favoreggiamento alla mafia. Dall’aprile di tre anni fa, ogni mese, anche adesso che è rinchiuso in una cella di Rebibbia, l’ex governatore riceve un bonifico di seimila euro lordi a ricordargli la munificenza della sua terra. Unico limite, l’impossibilitàdi ottenerli direttamente: la condanna in giudicato gli impone la presenza di un procuratore, indicato da lui stesso, che incassa le somme, frutto del vitalizio che la regione siciliana gli riconosce per la sua militanza ultradecennale all’Assemblea regionale.  (altro…)

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La Legge

INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO, IL PG SCARPINATO CONTRO “LE NORME CHE SMONTANO LA RISPOSTA DELLO STATO” IL PRESIDENTE DELLA CORTE D’APPELLO TACE SUI PM MINACCIATI.

Chi si aspettava un cenno di solidarietà nei confronti dei pm minacciati da Riina, tutti presenti ieri nell’aula magna del palazzo di Giustizia di Palermo, è rimasto deluso. Davanti al presidente del Senato Pietro Grasso, venuto a esprimere “solidarietà e vicinanza ai magistrati palermitani che continuano a trovarsi nel cono d’ombra delle minacce e delle intimidazioni mafiose”, il presidente della Corte di appello Vincenzo Oliveri ha inaugurato l’anno giudiziario ignorando tensioni e minacce di morte del boss corleonese, legate al processo sulla trattativa. (altro…)

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Davide FaraoneREGIONE SICILIA Palermo, 97 inquisiti per 10 milioni di spese personali a carico dei contribuenti.

 BORSE VUITTON E AUTOMOBILI REGIONE SICILIA: 97 INDAGATI 83 SONO DEPUTATI. C’È PURE IL RENZIANO FARAONE, RESPONSABILE WELFARE PD.
Cravatte e borse firmate Louis Vuitton, ma anche biancheria intima griffata, soggiorni in alberghi a cinque stelle, gioielli, argenteria e persino l’acquisto di un’auto con trasferimenti di denaro nei conti correnti personali: c’è il campionario un po’ abusato del lusso più sfrenato nelle spese pazze dei gruppi parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana costate un avviso di garanzia per peculato inviato a 13 capigruppo della scorsa legislatura e un’iscrizione nell’elenco degli indagati per 83 deputati delle ultime tre legislature. Tra questi anche Davide Faraone. Al deputato a Montecitorio e responsabile del Welfare nella segreteria di Renzi sono contestate spese per 3.380 euro. (altro…)

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FaraoneIL RESPONSABILE SCUOLA E WELFARE.

Davide Faraone l’ho allevato io, difendendolo nella lunga serie di minchiate che ha combinato’’, aveva detto, allargandosi un poco, Mirello Crisafulli. E una di queste l’hanno tirata fuori ieri i grillini per dargli il benvenuto nella segreteria renziana. Sul sito del gruppo M5S alla Camera hanno citato Martin Scorsese e il suo film Quei bravi ragazzi per disegnare il profilo di Faraone: 38 anni, una figlia di nove, neo-responsabile del welfare del Pd e fan di Renzi della prima ora. “Ecco il nuovo che avanza – recita il sito sotto un titolo che richiama il film di Scorsese – ha incontrato persone poi condannate per mafia mentre raccattava voti per la città per la campagna elettorale per le regionali del 2008”. (altro…)

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