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Posts Tagged ‘Giuseppe Pipitone’

Dalle offese di Carnevale agli attacchi in diretta televisiva fino all’ultima provocazione di Berlusconi. A 25 anni dalla strage di Capaci ecco i nomi di chi ha provato in tutti i modi a rendere difficile l’esistenza del magistrato palermitano. Come Lino Jannuzzi che ai tempi della Superprocura definiva lui e De Gennaro “i maggiori responsabili della débâcle dello Stato di fronte alla mafia. Una coppia la cui strategia ha approdato al più completo fallimento”.

C’è chi non si è pentito delle offese lanciate persino quando l’avevano già assassinato, ma anche chi ha chiesto scusa. Chi ha fatto delle scelte poi rivelatesi errate e adesso porta in tribunale i giornali che le ricordano, chi non ha mai più commentato certe critiche lanciate a favor di telecamera e chi invece nega persino le sue stesse parole. Sono i nemici di Giovanni Falcone, quelli che lo hanno osteggiato in vita rendendogli impossibile l’esistenza. Una categoria che non viene mai – o quasi mai – citata nelle decine di eventi organizzati ogni anno per commemorare il giudice palermitano. (altro…)

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accorinti

Intervista al sindaco di Messina Renato Accorinti: “Ho visto il premier poco tempo fa in Calabria e diceva che non era totalmente contrario al Ponte ma che prima ci volevano le infrastrutture. In ogni caso posso assicurare che non si farà mai. E’ bastato un semplice No di Virginia Raggi e le Olimpiadi di Roma sono evaporate. La teoria dei posti di lavoro? Ha rotto”.

“Io spero che quella di Matteo Renzi sia una battuta, anzi lo sarà sicuramente”. Altrimenti? “Altrimenti è un atteggiamento ingiusto oltre che offensivo”. È furioso Renato Accorinti, il sindaco di Messina che si è visto piovere dal nulla la riapertura da parte del premier alla costruzione del Ponte sullo Stretto. “Renzi l’ho visto poco tempo fa in Calabria per l’inaugurazione dell’elettrodotto Terna: diceva che non era totalmente contrario al Ponte ma che prima ci volevano le infrastrutture. Quindi o quella di oggi è una battuta o ci prende in giro”, dice il primo cittadino peloritano, raggiunto al telefono da ilfattoquotidiano.it. (altro…)

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Leggi per le lobby

Gli esempi di norme a misura di gruppi pressione varate negli ultimi due anni non mancano certo. E se in alcuni casi il premier può opporre, con il dovuto imbarazzo, di non essersi accorto di ciò che accadeva in casa sua, non può certo dire di aver cercato di mettersi al riparo imprimendo un’accelerata alla legge sulle lobby che giace in un cassetto da un anno.

“Col nostro governo è cambiato il clima e mi scappa da ridere quando ci dicono che siamo noi quelli delle lobby. Mi fa schiantare dalle risate, lo dico con un tecnicismo fiorentino“. Davanti alle telecamere della tv di Stato, domenica 3 aprile, Matteo Renzi non è arrivato alle iperboli del ministro Maria Elena Boschi, secondo la quale l’esecutivo è attaccato dai poteri forti “proprio perché non siamo schiavi dei poteri forti”, ma ha negato vigorosamente che nei provvedimenti presi dal suo governo ci sia lo zampino delle lobby. (altro…)

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L’inchiesta riguarda il trasferimento da Enna del prefetto Fernando Guida, che aveva avviato le procedure sfociate nel commissariamento della fondazione Kore, a cui fa capo l’omonima università. Grande sponsor dell’ateneo è stato l’ex senatore Pd Vladimiro Crisafulli, anche lui indagato. Alfano: “Caso superato e smentito dai fatti. Decisione condivisa con l’interessato”.

Il trasferimento a sorpresa del prefetto di Enna alla vigilia di Natale fa finire sotto inchiesta il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Nel giorno in cui il leader del Nuovo Centrodestrafesteggia la vittoria del suo partito nel braccio di ferro interno al governo sul ddl Cirinnà, deve infatti fare i conti con un avviso di garanzia per abuso d’ufficio. Insieme ad Alfano sono indagati dalla procura di Roma anche il viceministro dell’Interno, il dem Filippo Bubbico, il suo segretario particolare Ugo Malagnino, l’ex senatore del Pd Vladimiro Crisafulli e l’ex presidente dell’università Kore di Enna, Cataldo Salerno. (altro…)

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Per la prima volta, la Commissione bicamerale approfondirà carriere, attività e bilanci di chi si erge a paladino della lotta alle cosche. Il vicepresidente Fava: “Bisogna smascherare le autocelebrazioni e i poteri personali costruiti su questo fronte”. La decisione dopo una serie di inchieste, da Confindustria Sicilia al giudice Saguto. Primo intervento, quello dello storico Salvatore Lupo. L’addio polemico di Franco La Torre a Libera.

In via informale la chiamano “antimafia dei pennacchi”, e sarebbe poi quel proliferare di carriere e fortune protette dall’ombra di una fraudolenta battaglia contro Cosa nostra. Un cortocircuito pericolosissimo quello della legalità diventata vessillo protettivo per potenti che lucrano con gli stessi metodi mafiosi, e che adesso diventa per la prima volta materia d’indagine per il Parlamento. (altro…)

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BerardiRuby ter Chiuse le indagini: ecco il diario della Berardi – allora minorenne – che parla di orge. E i pezzi da 500 euro alla marocchina.

Milano – Andava ad Arcore, partecipava al bunga bunga e poi tornava a casa, appuntando ogni dettaglio di quelle serate sul suo diario, come tutte le adolescenti. Non c’era solo una minorenne ai festini a luci rosse andati in onda nella dimora di Silvio Berlusconi: oltre a Karima el Mahroug, infatti, anche Iris Berardi non aveva ancora compiuto 18 anni quando partecipò per la prima volta a una serata in casa dell’ex presidente del Consiglio. Una ricostruzione già ipotizzata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal sostituto Antonio Sangermano nel primo filone dell’inchiesta Ruby, che però non era finita nel dibattimento per mancanza di fonti di prova.

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Palermo

IL DISASTRO INIZIA NEL 2005. CINQUE GIORNI FA L’INCIDENTE SULL’AUTOSTRADA, TRAFFICO DEVIATO SU IMPROBABILI STATALI, LE DUE CITTÀ MAI COSÌ LONTANE: QUATTRO ORE IN AUTO.

Una frana vecchia di dieci anni, nessuna azione di messa in sicurezza e un pilone dell’autostrada che alla fine cede: così la Sicilia si è spezzata in due. Una disastro che comincia nel 2005, quando dal monte Sciara, sulle Madonie, la terra inizia a franare: nessuno fa nulla per dieci lunghi anni e ora il crollo è arrivato ad inghiottire un pilone del viadotto Himera sull’autostrada 19, la più importante della Regione, quella che collega Palermo a Catania. L’isola è spaccata, è tornata indietro agli anni 50 e la frana travolge anche il presidente di Anas Pietro Ciucci, che si è dimesso dopo aver rassicurato il governatore Rosario Crocetta (a sua volta in polemica con Palazzo Chigi) sui tempi di demolizione del viadotto crollato. Secondo i tecnici la ricostruzione del ponte potrebbe durare anni, mentre la Procura di Termini Imerese ha aperto un’inchiesta ipotizzando il disastro colposo. La viabilità borbonica, sconsigliata quando è buio Nel frattempo Palermo e Catania non sono mai state così lontane: fino a pochi giorni fa erano collegate da 200 chilometri di autostrada, che si percorrevano agilmente in due ore. (altro…)

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Gli investigatori più esperti sulle indagini antimafia sostituiti tutti nello stesso momento. I principali ufficiali dell’Arma dei Carabinieri trasferiti lontano da Palermo e rimpiazzati di punto in bianco da colleghi con minore esperienza sul campo: se non è l’anno zero delle indagini su Cosa Nostra, poco ci manca. Quel che è certo è che in autunno, a Palermo, andrà in scena un vero e proprio giro di vite sul fronte antimafia: sono ben cinque gli alti ufficiali dei Carabinieri che saranno destinati ad altri incarichi. Nomi importanti che rappresentano la memoria storica dell’Arma nella lotta alla mafia. (altro…)

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