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Posts Tagged ‘giustizia’

Natangelo

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Il procuratore generale di Palermo: “Dalla Banca Romana del 1893 a oggi, l’eterna Tangentopoli con la stessa impunità”.

Roberto Scarpinato, procuratore generale di Palermo, il suo collega e presidente dell’Anm Piercamillo Davigo è nel mirino da giorni perché ha osato accusare il mondo politico di inerzia complice contro una corruzione ancor più diffusa e spudorata di prima. Lei finora è rimasto in silenzio. Come la pensa?

Chi conosce la storia italiana sa che la corruzione è una componente stabile della costituzione materiale del Paese. Dallo scandalo della Banca Romana del 1893 a oggi, viviamo in un’eterna Tangentopoli. Le vicende di oggi sono la replica, mutatis mutandis, di quelle di ieri e dell’altroieri, anche nei loro esiti finali di sostanziale impunità. Vuole una prova? Il numero di colletti bianchi oggi in carcere per espiare la pena è irrilevante come ai tempi dell’Italia monarchica e di quella fascista. Le statistiche sulla composizione della popolazione carceraria dimostrano che, oggi come ieri, in galera a scontare le condanne finiscono solo i soliti ‘brutti, sporchi e cattivi’, mentre ‘lorsignori’ la fanno franca in un modo o nell’altro. (altro…)

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Legnini, vicepresidente del Csm: “Parole che rischiano di alimentare un conflitto di cui il Paese non ha bisogno”. Il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati durante la lectio magistralis al master in prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e corruzione dell’ Università di Pisa: “Dire che i magistrati devono parlare solo con le loro sentenze equivale a dire che devono stare zitti”.

Piercamillo Davigo torna a puntare il dito contro i fenomeni di corruzione nella politica. E l’affondo è durissimo: “La classe dirigente di questo Paese quando delinque fa un numero di vittime incomparabilmente più elevato di qualunque delinquente da strada e fa danni più gravi”, ha detto il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati durante la lectio magistralis al master in prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e corruzione dell’ Università di Pisa(altro…)

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renziLe nuove norme finiranno nel dimenticatoio. Non ci sono i numeri: manca l’accordo con gli alleati di governo, Ala e Ncd.

La riforma della prescrizione si avvia a essere rimandata alla prossima legislatura, quella delle intercettazioni, invece va avanti. Il giorno dopo l’attacco a “25 anni di barbarie giustizialista” di Matteo Renzi nell’aula del Senato, che in un colpo solo ha preso le distanze da Mani Pulite e riabilitato Berlusconi, la direzione di marcia in materia di giustizia sembra chiara. Non ci sono prese di posizione ufficiali. Ma l’osservazione dei fatti: “Visto che abbiamo non vinto le elezioni del 2013, la prescrizione dovremmo farla con Ncd e Verdini. (altro…)

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I precedentiOrlando: “Escluderemo i giornalisti dalla norma sulle registrazioni. Il governo interverrà in seguito nella delega”.

ROMA . Il Guardasigilli Andrea Orlando, nella sua La Spezia, ha passato una domenica tranquilla. Quando, a tarda sera, gli si chiede che fine farà l’emendamento blocca Jene lui giura di non avere ancora la soluzione pronta in tasca. Annuncia due alternative: «O lo ritocchiamo per escludere i giornalisti oppure ne facciamo un punto della delega sulle intercettazioni più generico, comunque a tutela della privacy dei cittadini». Ma chi gli ha parlato in questi giorni sa bene che il ministro della Giustizia preferirebbe la seconda soluzione, un’indicazione più generica che lasci poi al governo margini di manovra per trovare, nel futuro decreto legislativo sulle intercettazioni, una strada che accontenti anche Ncd. Gli alfaniani ormai ne fanno una questione di principio, al punto da dire: «Non siamo disponibili a prendere a scatola chiusa la proposta del Pd. Se i principi restano intatti va bene, ma non accettiamo una marcia indietro».
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La prima legge punisce i giudiciMASSIMA PRIORITÀ.

MATTARELLA CHIEDE LEGALITÀ LORO VOTANO CONTRO I GIUDICI. PASSA A MONTECITORIO LA LEGGE SULLA RESPONSABILITÀ CIVILE DELLE TOGHE PRESENTI SOLO 379. I FAVOREVOLI SONO 265. 51 I CONTRARI. 63 GLI ASTENUTI (DI FI).

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ieri mattina era in visita (rigorosamente con mezzi pubblici) alla Scuola Superiore della Magistratura di Scandicci, a Firenze. Da quel pulpito il capo dello Stato ha ribadito come la magistratura nazionale debba recuperare efficienza. “Recupero necessario – ha chiarito – per rispondere efficacemente al bisogno di legalità fortemente avvertito nel Paese”. A quell’uditorio di futuri magistrati Mattarella ha anche chiarito come per lui debba intendersi il ruolo: “Un compito né di protagonista assoluto nel processo né di burocratico amministratore di giustizia”. (altro…)

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Uniti nelle critiche

Nei discorsi inaugurali dell’anno giudiziario, a Milano ma anche in tante altre sedi giudiziarie, non sono mancati gli accenni polemici nei confronti della riforma della giustizia avviata dal governo di Matteo Renzi. Duro l’intervento dell’Avvocato generale dello Stato di Milano, Laura Bertolè Viale, contro la norma salva-Berlusconi, proposta e poi “congelata” da Renzi, che stabilisce delle percentuali di evasione fiscale sotto le quali non scatta la punibilità: “La clausola chiamata giornalisticamente anche ‘licenza a delinquere’ avrebbe quale effetto principale quello di creare una sostanziale differenza di trattamento tra i contribuenti di minori e quelli di maggiori dimensioni, aumentando in maniera abnorme la forbice di tolleranza”. (altro…)

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GiannelliUn tempo, quando almeno fingevamo di essere un paese normale, a ogni scandalo seguiva una legge per dare almeno la parvenza di un’inversione di rotta. Nel 1974, dopo il caso petroli, il Parlamento approvò la norma sui fondi pubblici e privati ai partiti, con il reato di finanziamento illecito per chi sgarrava. Nel 1993, in piena Tangentopoli, fu abolita l’autorizzazione a procedere per le indagini (la cosiddetta immunità parlamentare) e innalzata ai due terzi la maggioranza necessaria per amnistie e indulti. Poi, per vent’anni, gli scandali produssero annunci di giri di vite, regolarmente seguiti da colpi di spugna. Ora sono spariti anche gli annunci: non solo non si fa nulla per prevenire e reprimere più efficacemente o meno inefficacemente la corruzione, ma non si parla più neppure di farlo. L’altra sera, mentre affettava orrore per lo scandalo di Mafia Capitale (“manca solo Jack lo Squartatore”), Renzi ha teorizzato che “non c’è bisogno di nuove leggi, basta applicare quelle che ci sono”, prima di partire con la supercazzola sulle virtù taumaturgiche di Cantone e del commissario Orfini, e con l’autobeatificazione per l’eroico “commissariamento del Mose nel silenzio dei giornali” (bella forza: quelli del Mose sono tutti dentro).   (altro…)

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IERI IN CDM.

Fino all’ultimo le voci si sono rincorse affannosamente: sì, si discuterà in Consiglio dei ministri di prescrizione. No, non si discuetrà. Forse. Tutto questo trambusto perché nella maggioranza c’è maretta, Ncd vuole trattare in concomitanza prescrizione e intercettazioni. Alla fine resta fermo il progetto proposto dal ministro Andrea Orlando il 29 agosto scorso, che non piace ai magistrati: la prescrizione si blocca se c’è una condanna di primo grado al massimo per due anni e in Appello e in Cassazione al massimo per un anno. Se i processi non si celebrano in quei tempi la prescrizione torna a correre. Resta da capire, quando arriverà in Commissione Giustizia della Camera, dove il Governo è forte, come e se il ddl verrà modificato anche con suggerimenti dell’Anm perché la legge “abbia maggiore efficacia”.   PROPRIO DOMANI in Commissione si discuterà di prescrizione: ci sono tre testi: del Pd, di M5s e di Scelta civica. (altro…)

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Magnasciutti

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OrlandoPRESCRIZIONE, FALSO IN BILANCIO, PROCESSO CIVILE: COSÌ IL GOVERNO HA MESSO LA RETROMARCIA SULLE RIFORME.

Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, assicura che molti provvedimenti sono già pronti. E nel Cdm di oggi sarebbe dovuto entrare il decreto sull’“improcedibilità per tenuità del danno arrecato”. Quello che stabilisce che vengano archiviati automaticamente, senza processo (a meno che la parte offesa non presenti ricorso entro 10 giorni) i cosiddetti reati “bagatellari”: caso di scuola, gli anziani che in tempo di crisi rubano una scatoletta di tonno al supermercato. A condizione che il comportamento non sia abituale. Un modo per snellire e semplificare i tempi della giustizia. Il decreto dovrà attendere: Renzi stasera sarà a Bologna a chiudere la campagna di Stefano Bonaccini, che corre per la presidenza dell’Emilia Romagna. Prima va a Parma. Visita alla “Pizzarotti Costruzioni”, alla “Dallara Automobili” di Varano dè Melegari, poi al Comune con il sindaco Federico Pizzarotti e con gli amministratori dei Comuni delle zone alluvionate. (altro…)

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BerlusconiBerlusconi ha fondato FI per salvare le sue aziende e ora lo sta distruggendo per lo stesso motivo. Il patto del Nazareno serve a evitare la messa in discussione del sistema radiotelevisivo che oggi favorisce Mediaset e ad ammorbidire le eventuali condanne nei processi che ancora lo attendono. Se poi ci fosse anche la grazia per mano di Napolitano sarebbe perfetto. (altro…)

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Buono-bebè

LE PROMESSE DEI CENTO GIORNI SONO ORMAI ALLE SPALLE E LE RIFORME COSTITUZIONALI IMPANTANATE ALLE CAMERE. PER QUESTO NE FA DI NUOVE.

E al 50esimo giorno, arrivò l’annuncio: ottanta euro al mese per ogni nuovo nato nel 2015. Diceva Matteo Renzi che “la presenza del count down è la vera rivoluzione della politica italiana”. É il numerino che si aggiorna ogni 24 ore, sta sul sito passodopopasso e oggi segna 51. “Mi spiego meglio – chiariva il presidente del Consiglio – Nel momento in cui sei accusato di annuncite, noi rispondiamo con l’elenco che dà una data alla quale siamo evidentemente autocostretti”. Però, alla squadra di governo, i panni dell’aucostrizione vanno evidentemente stretti. Così, l’orizzonte delle promesse, dai 100 giorni è passato ai mille. E al di là della vittoria incassata con gli 80 euro, ormai non si sbilancia su nulla che non sia il maggio del 2017. Eppure, era febbraio del 2014, sembrava tutto così facile. Mignolo, anulare, medio. Matteo sciorinava provvedimenti partendo dal dito più piccolo, a marcare la differenza. Tutto doveva succedere in tre mesi: “100 giorni di lotta durissima per cambiare”, disse illustrando le slide della “svolta buona”. (altro…)

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I puntiROMA – L’autoriciclaggio passa oggi alla Camera, ma ancora una volta i magistrati non sono soddisfatti. Parlano di «reato svuotato». Tutto per colpa di una frase, già votata ieri sera, suggerita da Ncd, modificata dal Pd per evitare fratture, bocciata però dalle toghe. Dice il presidente dell’Anm Rodolfo Maria Sabelli: «Così si limita e si circoscrive troppo l’autoriciclaggio». La Pd Donatella Ferranti, ex magistrato e presidente della commissione Giustizia, ribatte: «Non è vero, qui non si alleggerisce niente». Soddisfatto il vice ministro della Giustizia Enrico Costa, esponente di Ncd: «Così la norma è sensibilmente migliorata ». Ma i pm esperti di reati finanziari già dicono che, in questo modo, «non potremo perseguire chi crea un fondo nero all’estero per poi pagare una tangente o addirittura pagare un killer».

Non c’è pace sull’autoriciclaggio, il reato più contestato di questa stagione tra toghe e politica. Inserito nel ddl sul rientro dei capitali, da ieri è in aula a Montecitorio. Ma prima ecco una riunione della maggioranza per superare le lamentele degli alfaniani che minacciano di non votare il testo. Di mezzo c’è una frase che Ncd pretende di cambiare. Laddove è scritto: si applica la pena a chi «sostituisce, trasferisce, ovvero impiega in attività economiche o finanziarie il denaro della commissione di un delitto». Ncd non ci sta soprattutto perché in commissione Finanze è passato un emendamento del Pd Pastorino che esclude il reato «fuori dai casi dei commi precedenti» per chi usa il denaro a fini personali. Si favoleggia che la modifica sia suggerita dalle toghe. Ncd impone la modifica. Ieri parte la trattativa. C’è l’Ncd Alessandro Pagano, che firma l’emendamento, ci sono Ferranti, il responsabile Giustizia del Pd David Ermini, il relatore Giò Sanga, il Guardasigilli Andrea Orlando con il suo staff di giuristi. Si arriva alla mediazione: è punito chi «impiega, sostituisce, trasferisce, in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro». Pagano aveva proposto solo «in attività economiche e finanziarie». I Pd insistono per ampliare. Si chiude sulla nuova frase. Sono d’accordo anche Pippo Civati e Pastorino che hanno seguito da presso l’iter del reato. (altro…)

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La protesta a novembre: “Dal governo solo slogan e provocazioni”.
Toghe
ROMA  – I magistrati bocciano, gli avvocati applaudono.
Orlando si «stupisce» dei primi, gradisce la standing ovation dei secondi per lunghi minuti a Venezia. Ma le toghe dell’Anm guastano la giornata a lui e a Renzi.
«Solo slogan sulla giustizia». «Politica in vacanza da tempo». «Favole che non diventano più vere solo perché raccontate più spesso» (detto degli stipendi tagliati).
«Mortificante riforma della responsabilità civile».
«Prescrizione deludente». Ancora le ferie, quel taglio da 45 a 30 giorni per decreto. «Un’inutile provocazione».
Una lunga doglianza che, nelle parole del presidente dell’Anm Sabelli e del segretario Carbone, diventa un atto d’accusa contro il governo retto dal segretario Pd.

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Orlando
IL GUARDASIGILLI SI PIEGA A RENZUSCONI: IMPOSSIBILE ANCHE L’AUTO-RICICLAGGIO.
Antonio Di Pietro è rimasto in un angolo, quasi invisibile. In netta minoranza. Poi è andato via. Sul palco, il guardasigilli Andrea Orlando, leader dei giovani turchi filorenziani del Pd. Sansepolcro, in provincia di Arezzo. L’Italia dei Valori ricomincia laddove tutto iniziò sedici anni fa. Ma con qualche sorpresa. Per esempio, la pubblica ammissione del ministro della Giustizia sull’impossibilità di fare una seria riforma della giustizia nell’attuale paesaggio politico. Orlando evoca solo le mediazioni dentro la maggioranza, alludendo al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano.   IL VERO CONVITATO di pietra è però il patto segreto del Nazareno tra il premier e il Pregiudicato. Il falso in bilancio? Orlando dixit: “Sarà difficile reintrodurre il reato falso in bilancio, anche perché dobbiamo relazionarci con i nostri partner nell’esecutivo”. Altro esempio: l’auto-riciclaggio, finito sotto tutela dell’ineffabile coppia composta dalla renziana Maria Elena Boschi e dal berlusconiano Niccolò Ghedini. Orlando, ancora, ai limiti dell’impotenza: “Non è semplice, anche in considerazione dell’attuale quadro politico in cui convivono, diciamo, sensibilità diverse”.

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Renzi

L’altra sera da Fazio, Matteo Supercazzola ha voluto mostrare a tutti come sono ridotte le facoltà di Giurisprudenza, o forse rincuorare i somari: se han dato la laurea a lui, c’è speranza per tutti. Purtroppo però il dottore in Legge Matteo Renzi, che non distingue la sospensione feriale dei termini processuali dalle ferie dei magistrati e degli avvocati, fa il presidente del Consiglio e sta riformando la Giustizia. Come se uno che non conosce la differenza fra un bisturi e un paracarro riformasse la chirurgia, o se la Boschi riformasse la Costituzione. La sospensione feriale dei termini dal 1° agosto al 15 settembre non c’entra nulla con le ferie dei magistrati, semmai con quelle degli avvocati: che, se dovessero depositare i loro atti e ricorsi (scadenza 30 giorni) pure d’estate, non andrebbero mai in vacanza. Ora il governo l’ha ridotta dal 6 al 31 agosto. Ergo “giudici e avvocati lavoreranno di più”, come ha detto il premier da Fazio? Neanche per sogno. (altro…)

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OrlandoDRIBBLING DEL GUARDASIGILLI ALLA COPPIA BOSCHI-GHEDINI IL REATO COMPARE NEL TESTO PRESENTATO DEL MINISTRO CHE, COLPO DI SCENA, REINTRODUCE PURE IL FALSO IN BILANCIO.

La lotta alla corruzione è diventata un labirinto di norme, leggi e commi che vengono annunciati, proposti, discussi, incardinati, ritirati, emendati, modificati, riproposti. Oggi la commissione Finanze e tesoro della Camera affronterà per esempio il testo (già passato anche al vaglio della commissione Giustizia) che vara la “voluntary disclosure”, cioè le norme per favorire il rientro volontario dei capitali occultati all’estero, e introduce, contestualmente, il reato di autoriciclaggio, per punire chi reimpiega i soldi che ha egli stesso accumulato attraverso un reato.   ARRIVA però anche un testo del governo, intitolato “Misure volte a rafforzare il contrasto alla criminalità organizzata e ai patrimoni illeciti”. È una parte della riforma della giustizia promessa dal ministro Andrea Orlando. Finalmente vediamo un testo definito, e non soltanto slides e annunci. (altro…)

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Il pattoRenzi che mangia il gelato. Renzi che si tira una secchiata d’acqua in testa. Renzi che brandisce una sciabola. Renzi che gioca a tennis. Renzi che va in bici. Renzi che inaugura cantieri immaginari col caschetto giallo. Renzi con la faccia da budino (immagine raccapricciante subito ritirata). Renzi che riceve Cottarelli dopo aver tagliato il tagliatore di sprechi al posto degli sprechi. Fra i tanti selfie con cui ammorba il paesaggio italiano (si attendono con ansia quelli di Renzi a cavallo, Renzi al balcone e Renzi che trebbia il grano a torso nudo), il presidente del Consiglio dimentica curiosamente i due più interessanti: Renzi che incontra il pregiudicato Berlusconi nella sede del Pd o a Palazzo Chigi (in Parlamento l’interdetto non può metter piede) e Renzi che sigla con il delinquente il Patto del Nazareno, magari con una zoomata sul testo dell’ignoto papello. Di queste scene-madre che inquinano da sei mesi la politica italiana all’insaputa degl’italiani, manca purtroppo qualunque documentazione visiva e cartacea. (altro…)

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OrlandoIL DECRETO SUL CIVILE NON È ANCORA ARRIVATO AL QUIRINALE: NEL TESTO ANCHE MENO FERIE PER I MAGISTRATI (MA SI ATTENDE L’ANM). INTANTO IL GOVERNO LITIGA SULLA RIFORMA PENALE.

Il decreto sulla giustizia civile non è ancora arrivato al Colle. Nel perfetto stile dell’esecutivo Renzi è passata una settimana dal Cdm del 29 agosto e il provvedimento è ancora in fase di gestazione. D’altra parte, il metodo ormai è chiaro: vengono approvati “salvo intese” e poi si continua a discutere e a limare. Sulla carta. In realtà, molte cose vengono cambiate completamente e se ne introducono altre che prima non c’erano. Se invece è per i disegni di legge sulla giustizia penale (falso in bilancio, intercettazioni, prescrizione) sono ancora oggetto di trattativa nella maggioranza di governo. E come saranno alla fine è tutta un’incognita. La materia più incandescente resta il falso in bilancio. Durante il Consiglio dei ministri del 29 Federica Guidi, ministro dello Sviluppo economico, aveva cercato di farlo derubricare. (altro…)

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