Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Governo Renzi’

Al Senato bocciati i testi del centrodestra e del M5s. E il premier sfida le opposizioni. A Forza Italia: “Siete sempre più divisi e sempre meno. Conflitto d’interessi? Da che pulpito”. Al M5s: “Attaccatevi a ogni pezzettino di fango, noi pensiamo all’Italia. E le inchieste le fanno i giudici, non il blog”. Incassa il sostegno di verdiniani e tosiani, ma non è decisivo.

Matteo Renzi le para tutte e i verdiniani almeno a questo giro c’entrano fino a un certo punto. Sul caso Boschi e Banca Etruria anche le mozioni di sfiducia presentate al Senato contro il governo – una del centrodestra e una del M5s – finiscono nel tritatutto, così come era avvenuto con quella individuale alla Camera, a dicembre. (altro…)

Read Full Post »

La mattina di sabato ascoltavoa Radio Radicale la diretta della votazione all’articolo 2, quello che definisce la fine del Senato e lo trasforma in un niente composto da niente, salvo afflusso di corruzione locale.   La radio è utile (soprattutto Radio Radicale, fedele alla propria missione nella buona e nella cattiva sorte) perché alle voci sovrapponi immagini evocate, più che dalle parole, dalla situazione: un’aula bloccata e costretta a lavorare anche di sabato al solo scopo di eliminare se stessa. E mentre ascoltavo ho rivisto quella strana sequenza di immagini del teatro Dubrovka di Mosca, occupato, una sera di ottobre del 2002,da donne cecene in nero, forse vedove di uccisi dai russi, apparse in mezzo al pubblico,preso in ostaggio.Credevano, in quel modo, di denunciare le stragi in Cecenia. (altro…)

Read Full Post »

Popolari

Il gruppo guidato da Mario Mauro – che conta tre senatori – abbandona l’esecutivo, ma si spacca subito. Il sottosegretario D’Onghia: “Resto nell’esecutivo”. Di Maggio va con i fittiani. Mauro resta nei Gal. Ma i numeri al Senato, in vista dell’esame del ddl Riforme e della legge sulla scuola, si assottigliano

I Popolari per l’Italia lasciano la maggioranza di governo. Niente paura, la forza di questa decisione non è tale da aprire unacrisi nell’esecutivo guidato da Matteo Renzi. Sulla carta gli scissionisti ex Scelta Civica sono 3 al Senato e alla Camera.Ma uno dei senatori ha già annunciato che rinuncia all’esperienza nel mini-partito per tenersi il posto da sottosegretario. Ad ogni modo se a Montecitorio la maggioranza è molto ampia, come al solito i numeri che ballano sono proprio a Palazzo Madama. Qui il governo ha una decina di voti di margine. Da oggi, senza iPopolari per l’Italia, Renzi potrà così contare su 174 sì (su 161): i 36 del Nuovo Centrodestra, i 113 del Partito Democratico, i 19 del gruppo Autonomie (Svp, Patt, Union Valdotaine e Upt, oltre ad alcuni senatori a vita) e 5 del gruppo misto, Sandro Bondi,Benedetto Della Vedova, Salvatore Margiotta (ex Pd, uscito dal gruppo dopo una condanna), Mario Monti e Manuela Repetti(altro…)

Read Full Post »

TsiprasA PRESADIRETTA un’inchiesta appassionante sulle ricette dell’austerity, che dall’inizio  della crisi economica a oggi, governano le nostre vite. Sono in molti ormai a dire che la scelta dell’economia del rigore non ha funzionato.
In questa puntata di PRESADIRETTA Riccardo Iacona ha intervistato il ministro dell’Economia e delle Finanze  Pier Carlo Padoan.

L’inchiesta di PRESADIRETTA ha esplorato le riforme del governo Renzi per capire se è possibile coniugare i severi parametri europei con la ripresa del paese. Per capire cosa c’è davvero dietro ai numeri degli economisti. (altro…)

Read Full Post »

renzi-berlusconi

Il ddl anticorruzione in discussione al Senato cancella le soglie di punibilità introdotte nel 2003
Ma un emendamento dell’esecutivo di Renzi le reintroduce tali e quali.

La denuncia dell’M5S.

Prima il governo annuncia di voler cambiare la normativa sulfalso in bilancio, che con una delle prime “leggi ad personam” la maggioranza di centrodestra modificò nel 2003, riuscendo anche a far assolvere l’allora premier Silvio Berlusconi in un processo milanese per quel reato. Ora, denuncia il Movimento 5 Stelle, presenta un emendamento al ddl anticorruzione in discussione al Senato, depositato in origine da Piero Grasso, che ripropone esattamente alla lettera lo stesso testo del 2003, tutt’oggi in vigore. (altro…)

Read Full Post »

BenigniRoberto Benigni torna in Rai ed è una bella notizia: un artista vero fa sempre bene, ancor più in tempi di pensiero debole. Due prime serate su RaiUno, 15 e 16 dicembre, che avranno un costo di circa due milioni e mezzo di euro (lo scorso anno per una sola ne prese 1, 8). Racconterà I Dieci Comandamenti. Ieri, nella conferenza stampa romana, ha garantito che nonostante le tematiche scelte è ancora quello di un tempo: “Ho fatto uno spettacolo sulla Divina Commedia di Dante, sulla Costituzione, sull’Inno e ora sui Dieci Comandamenti. Penserete che mi sono montato la testa. Il prossimo anno vi prometto l’esegesi dei sette nani”.

Il talento divulgativo di Benigni, 62 anni il prossimo 27 ottobre, è noto e i dieci comandamenti sapranno sicuramente esaltarlo.

(altro…)

Read Full Post »

Matteo Renzi e Sergio Marchionne in conferenza a Detroit

Mi ha sorpreso, durante il viaggio americano di Renzi, leggere delle lodi e del compiacimento dedicati al primo ministro italiano da Marchionne, che intanto, per precauzione, ha portato via la Fiat dall’Italia. E ascoltare l’elogio di Renzi al “Made in Italy” della nuova azienda ex italiana, insediata a Detroit (Michigan), e intanto spiegare a Marchionne che in Italia solo i “poteri forti” si oppongono alla sua legge contro il lavoro detta “Jobs Act”. Evidentemente i poteri forti sono Landini e Camusso, Fassina e Cuperlo (con i loro miti ritocchi). E intanto Renzi stava festosamente accanto alla persona che ha sottratto all’Italia l’intera tassazione Fiat. C’è un insegnamento in questa serie di modesti eventi. C’è la storia del come si liquida l’uguaglianza, mito e fatti. Provo a raccontare. (altro…)

Read Full Post »

delrio-renzi-padoan

Riforme istituzionali? A febbraio il testo si porta in Parlamento”. Riforma del lavoro? “Entro il 15 marzo”. Nuova legge elettorale? “A fine maggio”. Miliardi per i debiti della P.A? “A metà marzo”. Taglio dell’Irap? “Ai primi di maggio”. Sicurezza nelle scuole? “15 miliardi a giugno”. Garanzie per i giovani? “1,5 miliardi dal primo maggio”. La verifica, dati alla mano, di tutti gli annunci del premier.

E’ il 17 febbraio. Matteo Renzi – appena nominato e non ancora in carica – dice: “Entro il mese di febbraio compiremo un lavoro urgente sulle riforme della legge elettorale e istituzionali, nel mese di marzo la riforma del lavoro, in aprile la pubblica amministrazione e in maggio il fisco(Ansa). La formula annunciata è questa: portare a compimento una riforma ogni trenta giorni. E’ solo l’inizio, perché il premier sciorina una lunga serie di promesse anche il 24 febbraio mentre è inSenato a chiedere la fiducia e il 12 marzo, giorno della conferenza stampa con le slide in cui annuncia gli obiettivi economici in agenda. L’elenco è lungo: da “entro 15 giorni pagheremo tutti idebiti della P.A.” a “entro il 1° maggio -10% del costo dell’energia per le imprese”, passando per l’edilizia scolastica, il lavoro, i ‘mitici’ 80 euro, il piano casa e le ProvinceIlfattoquotidiano.itha esaminato tutti gli annunci e le promesse di Renzi. Ecco l’esame ragionato alla luce dei fatti delle sue dichiarazioni e quello che è successo dopo. (altro…)

Read Full Post »

grasso-e-renzi

Il presidente del Senato attacca frontalmente su Repubblica la riforma che domani dovrebbe essere approvata in cdm: “L’assemblea resti elettiva”. Il premier replica: “No a difesa dello status quo”. Poi Grasso rincara la dose a “In mezz’ora”: “Legge elettorale e riforma del Senato possono rappresentare un rischio per la democrazia”. Intanto Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio comunicano sul blog di aver firmato l’appello di Zagrebelsky e Libertà e giustizia contro le riforme di Renzi.

Uno dei primi dati è che la conquista dei sindaci dei luoghi del potere rischia di essersi già conclusa. La trasformazione del Senato in Camera delle autonomie composta da sindaci e governatori – prima ancora di essere approvata in consiglio dei ministri in programma domani 31 marzo – pare già destinata a rimanere nei progetti di Renzi e della sua band di ex amministratori. (altro…)

Read Full Post »