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Posts Tagged ‘governo’

tassisti

Come se niente fosse, il governo prima ha fatto passare l’ennesima proroga al decreto attuativo su NCC (quello che li costringerebbe a rientrare in garage ad ogni fine corsa), facendo incazzare i tassisti (e gli ambulanti, per la Bolkenstein).
E poi, dopo le giornate di mobilitazione, le proteste, lo sciopero e le tensioni culminate nella giornata di ieri, l’ennesimo rinvio: il ministro Delrio ha garantito ai rappresentanti dei tassisti che entro 30 giorni ci sarà un decreto sul tema. (altro…)

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gentilonigov-via

Da vauro.wordpress.com

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gentiloni

Il ministro degli Esteri uscente convocato al Quirinale. A ruota di Rutelli, poi vent’anni in parlamento, infine l’approdo tra i renziani che gli è valso il secondo ministero. Cattolico progressista con una non comune vocazione al martirio. Il suo nome è l’unico che ancora collega Renzi, Franceschini e Bersani. Ecco come e perché.

Dopo l’incendiario Renzi il pompiere Gentiloni. Non c’entrava nulla col ministero degli Esteri, dove non lascia segni particolari. Giusto, perché non farlo premier? Venute meno le quotazioni di Dario Franceschini, impegnato nella trincea del Pd dilaniato, è stato convocato al Quirinale per traghettare il Paese verso una legge elettorale pur che sia e verso il voto, chissà quando. Paolo Gentiloni era il favorito per il post-Renzi, tanto che il 10 dicembre era a colloquio con lui e Franceschini a Palazzo Chigi, dove è pure tornato in serata. Rullo di tamburi per lui, un renziano più di fatto che di fede. (altro…)

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consultazioni

“Se vince il No, si torna indietro di 30 anni” aveva detto il premier. E più che una minaccia, è stato un anatema. I partiti d’accordo sul sistema elettorale su cui si fondarono i 50 anni di Dc. In queste ore i 26 colloqui a cui stato costretto il presidente della Repubblica per la presenza di gruppi parlamentari improbabili. E soprattutto il premier che dice di volersene andare ma non se ne va. E anzi vuole mettere l’impronta su chi verrà dopo.

Quella di Renzi non era una minaccia. Non era l’ultima spiaggia per convincere gli indecisi. Era un anatema. “Se vince il No, torneremo indietro di trent’anni!”. A cercare negli archivi degli strazianti sei mesi di campagna elettorale, in realtà la frase esatta del presidente dimissionario non viene fuori. Ma poco importa: “Si tornerà trent’anni indietro” era il senso di tutto. Ha girato per giorni la battuta nostalgica: “Magari! La Vespa, la minigonna, 15 chili in meno…”. (altro…)

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inquinamento-ariaL’Eeb stima che una simile scelta comporterebbe 15.000 morti premature aggiuntive in Italia

Cittadini per l’Aria, per la direttiva Nec al 2030 ambizioni ridotte: -8% per l’ammoniaca e 10% per il PM

La Nec (National emission ceilings) è una normativa istituita a livello europeo, che interviene sulla quantità di inquinamento atmosferico – particelle sottili come molti altri elementi, dal biossido di zolfo al mercurio – che i paesi dell’Ue possono emettere in un dato anno: la Nec, a seconda dei parametri adottati, può dunque consentire o meno di fare da traino alle politiche per la qualità dell’aria nei prossimi 15 anni in Europa, e un primo passo fondamentale è la negoziazione fra il Consiglio, il Parlamento e la Commissione europea, che parte in questi giorni. (altro…)

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disoccupatoaffitto

“I dati sull’occupazione tra i 25 e i 34 anni sono rivelatori. A novembre 2015 il tasso di disoccupazione è infatti in discesa del 2,1%, ma nello stesso tempo il tasso di inattività è in crescita del 2,2%, mentre l’occupazione in quella fascia d’età cala del 0,2%. I dati complessivi sul mondo del lavoro non sono molto diversi. È vero che il tasso di disoccupazione è calato nell’ultimo anno dal 13,1% (massimo storico) all’11,3%, ma nel frattempo il tasso di inattività è salito dal 35,8% al 36,3%, e in termini assoluti di +139 mila unità, con un aumento dell’occupazione molto meno accentuato di quanto fa intendere il Governo (+206 mila unità, contro il quasi mezzo milione che vanta il Governo sbandierando il calo del tasso di disoccupazione). (altro…)

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Lo studio di Openpolis per Repubblica spiega che su 10 leggi approvate, 8 arrivano dal governo: il nuovo corso della repubblica, non più parlamentare ma bloccata attorno all’esecutivo, è già in corso, senza dover aspettare l’esito del referendum sul DDL Boschi.
Già oggi, insomma, il Parlamento è composto da peones che magari si conquistano un giorno da leoni con un emendamento a favore del governo (vedo caso Cociancich).
Ma non solo il Parlamento che ha mutato pelle: tutto il paese si è adeguato al nuovo corso.
I giovani senza lavoro, quelli laureati fanno fatica a trovare un posto, quando possono se ne vanno all’estero. (altro…)

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chiusopercrisi

“Nel 2015 il bilancio tra aperture e chiusure di negozi, bar e ristoranti sarà in rosso, con un saldo negativo di oltre 29 mila imprese. È la stima dell’Osservatorio Confesercenti. «Un crollo meno grave di quello registrato nel 2014 (-34mila) ma comunque peggiore delle attese». Tra le regioni a fare peggio è stata la Sicilia, dove hanno chiuso più di 16 mila esercizi commerciali.
Il calo delle chiusure, il primo in cinque anni, è quasi annullato dalla frenata delle aperture: quest’anno si stima che inizieranno l’attività circa 37 mila nuove imprese, contro le oltre 42 mila dello scorso anno. Il 2015 è il quinto anno consecutivo di contrazione per il commercio in sede fissa, la ristorazione ed il servizio bar, spiega Confesercenti. (altro…)

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giannelli

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Negli ultimi 10 giorni questo Governo ha :

– soppresso il Corpo Forestale dello Stato che era in prima linea per la lotta alla Terra dei Fuochi
– tagliato 2,5 miliardi di euro alla sanità, ci saranno meno esami diagnostici per i cittadini
– lottizzato la RAI peggio di Craxi: il premier ha piazzato il suo spin doctor nel consiglio d’amministrazione.
– emanato un decreto attuativo del Jobs Act che istituisce il controllo a distanza dei lavoratori dipendenti: modello grande fratello!
– bocciato la nostra proposta di dimezzare lo stipendio dei Parlamentari
– salvato dall’arresto il Senatore Antonio Azzolini
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Giornali

BALLE AL MEGAFONO.

PAGINATE PER I 79 MILA NUOVI POSTI, IN PICCOLO LA NOTIZIA CHE NON ESISTONO. E COSÌ PER IL PIL, LA SCUOLA, L’EXPO…

Ben ultima è arrivata la figuraccia del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, costretto nel giro di pochi giorni a una clamorosa retromarcia. Ma l’abitudine di sparare dati incompleti per incassare titoli a effetto sui giornali è ormai la cifra distintiva del governo di Matteo Renzi. Il motivo è semplice: nessuna smentita, anche la più autorevole, avrà poi lo stesso spazio sulla grande stampa. Così, in 13 mesi di governo, la lista delle “sparate” è cresciuta di giorno in giorno. Eccone un breve bestiario.
Lavoro, dato (falso) buono
scaccia dato negativo
Magnificare gli effetti del jobs act genera strafalcioni. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ne ha commessi diversi in pochi mesi. Il 29 novembre, per coprire il tonfo degli occupati certificato dall’Istat, parla di “400 mila nuovi contratti stabili”. Fioccano i titoloni. (altro…)

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DelrioL’attuale sottosegretario sostituirà Lupi. Al suo posto corsa tra Lotti e Richetti. Tra oggi e domani le nomine.

Sarà oggi o al massimo domani, ma il ministro delle Infrastrutture, quello che prenderà il posto di Maurizio Lupi, c’è già: sarà Graziano Delrio, attuale sottosegretario a palazzo Chigi. Matteo Renzi ha deciso di accelerare, di chiudere questa partita piazzando a Porta Pia un fedelissimo per rimettere ordine in una struttura che sembra andata fuori controllo. Ma qui finiscono le certezze.
Nemmeno un vertice pomeridiano tra il premier e Angelino Alfano (presente anche Maurizio Lupi) è bastato per sciogliere il nodo politico della faccenda. Ovvero, quale sarà la compensazione per i centristi? Renzi e Alfano un’intesa non l’hanno ancora trovata. «Noi — ha detto il ministro dell’Interno al premier — ti proponiamo Quagliariello per un ministero del Sud. Un nuovo ministero che metta insieme gli Affari regionali e la delega sulla coesione territoriale ».

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corteo-fiom-milano

Manifestazioni in 25 città, scontri a Padova e Milano: feriti studenti e poliziotti. Roma, uova contro l’ambasciata tedesca. Camusso: “Mediazione? Non c’è tutela”. In 30 sulle impalcature del Colosseo. A Napoli bloccata la tangenziale.

E’ il giorno dello “sciopero sociale“: Fiom, Cobas, sindacati di base, organizzazioni studentesche, precari e attivisti dei centri sociali in piazza a Roma, Milano, Napoli e in altre città (25 in tutto quelle principali) contro le politiche di austerità della Ue e del governo Renzi, contro il Jobs Act e l’abolizione dell’articolo 18. Ma anche, per quanto riguarda la scuola, per l’assuzione dei precari e un no secco al piano del governo. (altro…)

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Renzi

Che nostalgia. Nostalgia del Renzi che vinceva – nel partito, nel paese e nelle urne (europee)   – promettendo più democrazia, più pulizia, più trasparenza e più partecipazione per uscire insieme dalla crisi. Nostalgia del Renzi che non cercava scuse né alibi e si assumeva preventivamente ogni responsabilità: “Se falliremo, sarà soltanto colpa mia”. Otto mesi a Palazzo Chigi sono bastati a trasformarlo nel suo contrario: izneR oettaM, l’Ogm di se stesso, una via di mezzo fra un ducetto e una macchietta che ogni giorno si fa nuovi nemici e, se non li trova, se li inventa. Il tutto per cercare di frenare una crisi di consensi che comincia a notarsi pure nei sondaggi, conseguenza inevitabile di promesse al vento, logorrea smodata, arroganza rancorosa, ignoranza al potere e risultati catastrofici. (altro…)

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Punto per punto

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Colate

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Le banche ringraziano il governo

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Ellekappa

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Natangelo

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AltanDa eccesatira.blogspot.it

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