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Posts Tagged ‘grandi opere’

vauro

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Corruzione e associazione a delinquere negli appalti di A3, Terzo valico e il Mover di Pisa. In manette Monorchio jr, indagato il figlio di Lunardi.

La vecchia tangente questa volta non c’è: nell’inchiesta romana che ha portato a 21 arresti la corruzione si alimentava con le assegnazioni dei lavori. È finito in carcere Giampiero De Michelis, classe ’62, direttore dei lavori di una serie di opere pubbliche, accusato con altri – tra i quali il socio Domenico Gallo – di associazione a delinquere e corruzione. Per i pm, il responsabile dei lavori certificava la regolarità delle opere, a prescindere da come venivano eseguite, in cambio di subappalti e forniture a società a lui riferibili. Nel mirino ci sono lavori per oltre 5 milioni di euro, ma anche quell’“Amalgama”, per dirla con le parole di un indagato, indispensabile tra stazione appaltante e imprese. I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione, alla tentata estorsione. (altro…)

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La scarsa qualità dei materiali è evidente, in primo luogo a chi dovrebbe vigilare sulla regolarità dei lavori. Dalle intercettazioni si comprende che questo tipo di problemi potrebbe riguardare i lavori sulla autostrada Salerno Reggio Calabria. A parlare è l’imprenditore calabrese Domenico Gallo, che il gip di Genova nella complementare indagine ligure descrive come personaggio che “risulta avere contatti con soggetti legati alla criminalità organizzata”. Parlando dell’opera la definisce “non collaudabile”. (altro…)

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In manette imprenditori e dirigenti. Nel mirino i lavori della Tav Milano-Genova e della Salerno-Reggio Calabria. Pm Ielo: ‘Scarsa qualità dei materiali utilizzati’. Le accuse: corruzione e associazione a delinquere.

Una nuova retata per irregolarità nella gestione degli appalti delle Grandi Opere. Ventuno arresti per corruzione nei lavori della Salerno-Reggio Calabria e del People Mover di Pisa, 14 invece per la realizzazione del Terzo Valico ferroviario Genova-Milano. La prima indagine è stata condotta dalla Procura di Roma e gli arresti effettuati dai carabinieri della Capitale; nel secondo caso le ordinanze di custodia cautelari sono state emesse dal Gip del Tribunale di Genova ed eseguite dalla Guardia di Finanza. Il legame tra le due operazioni sono quattro persone e secondo quanto si apprende, la prima nasce da uno stralcio di Mafia Capitale. (altro…)

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Autostrade

Il ladro più odioso per antonomasia è il Robin Hood alla rovescia, quello che ruba ai poveri per dare ai ricchi. Le grandi opere italiane, soprattutto quelle messe in cantiere dal 2001 in poi con la berlusconiana e criminogena legge Obiettivo, sono come una gigantesca foresta di Sherwood dove si sono annidati per anni e continuano ad annidarsi tanti Robin Hood al contrario contornati da bande di manigoldi. Quante risorse hanno sottratto allo Stato italiano e quindi a tutti noi? Quanti quattrini negati per utilizzi più certi e socialmente vantaggiosi sono stati incanalati verso la costruzione di quelle oltre 400 infrastrutture in larga parte considerate utili soltanto da chi le fa e da chi, politici in prima fila, le ha volute senza uno straccio di studio sul rapporto tra costi e benefici, senza uno scopo preciso che non fosse quello dell’arricchimento di pochi e il conseguente impoverimento di molti? Quante cose utili per la vita dei cittadini si sarebbero potute fare con i quattrini rimasti appiccicati alle mani di direttori lavori accomodanti, politici felloni, facilitatori, intermediari, mazzettari di professione?   Costi aumentati del 40 per cento   Si potevano fare più investimenti nella ricerca medica che nel nostro paese è vergognosamente a livelli di povertà, per esempio. (altro…)

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Incalza e Lupi

Il 18 dicembre 2000 a Porta a Porta, Silvio Berlusconi traccia le direttrici delle grandi opere italiane con la consulenza personale di Ercole Incalza. Un anno dopo, il ministro Lunardi vara la Legge Obiettivo nella quale vengono inserite tutte le principali opere del paese, dall’Alta Velocità alle autostrade, dalle metropolitane al Mose. Il 16 marzo scorso, il Tribunale di Firenze ha arrestato l’imprenditore Stefano Perotti lo stesso che da Ercole Incalza, direttore generale del Ministero delle Infrastrutture, otteneva la direzione lavori delle più importanti opere pubbliche, stimate oltre 25 miliardi di euro. In cambio di tanta manna, Perotti, secondo i magistrati, aveva assunto il figlio del ministro Maurizio Lupi e ricompensava con consulenze e gratifiche Ercole Incalza. In seguito all’inchiesta, il Ministro Lupi, che non è indagato, ha dato le dimissioni. (altro…)

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Cecigian

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Natangelo

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CorruzioneL’altra sera a Servizio Pubblico quel farfallone di Testa di Chicco faceva lo spiritoso: “Ora Renzi metterà Cantone al posto di Lupi, così anche Travaglio sarà contento”. Non so se sia vera l’intenzione che alcuni giornali attribuiscono al premier di nominare ministro delle Infrastrutture un magistrato a scelta fra Raffaele Cantone, attuale capo dell’Autorità Anticorruzione, e Nicola Gratteri, procuratore aggiunto antimafia a Reggio Calabria. Se lo fosse, personalmente, penso che non sarebbe una buona idea. Cantone e Gratteri sono due ottimi magistrati e due persone specchiate. Conoscendo la macchina giudiziaria, sarebbero perfetti come ministri della Giustizia per disincepparla e farla finalmente funzionare. Renzi aveva avuto il merito di proporre Gratteri come Guardasigilli, ma poi – dinanzi all’indecente diniego di Napolitano – aveva subito battuto in ritirata, facendosi imporre Orlando, brava persona per carità, ma assolutamente inadeguato al ruolo.Le Infrastrutture cioè i Lavori Pubblici e i Trasporti–sono tutt’altra materia:necessitano di scelte politiche radicali, possibilmente in controtendenza con quelle che ammorbano l’Italia da trent’anni indipendentemente dal colore dei governi, dominate dal partito delle grandi opere, cioè delle mazzette e delle mafie. (altro…)

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MannelliChe Maurizio Lupi se ne dovesse andare – per il lombrosario di cui si è circondato, per le balle che ha raccontato, per i favori che ha chiesto e ottenuto per il figlio e per quelli che ha accettato per sé e per la moglie, per i suoi interventi a favore di Perotti, per la sua conclamata incompetenza che faceva di lui il burattino nelle mani di Incalza & his band senz’alcuna possibilità di controllo, alla faccia del “primato della politica” – era ovvio. E infatti oggi se ne andrà, ora che è stato scaricato non solo da Renzi, ma pure da Alfano che non può permettersi di perdere la ragione sociale del suo partito: le poltrone di governo e sottogoverno. Ma, se il premier pensa di cavarsela con così poco (l’eventuale testa di Lupi), sbaglia di grosso. Spetta a lui, infatti, e non solo a Lupi, spiegare in Parlamento alcune cosucce.   1) Perché un ministero-chiave del suo governo come le Infrastrutture, gran mangiatoia di spesa pubblica, era rimasto nelle mani di Ercole Incalza che, oltre alle 14 indagini collezionate in trent’anni, era indagato dall’ottobre 2013 per il Tav Firenze-Bologna, per tacere della casa della figlia pagata in gran parte dalla Cricca della Protezione civile.  (altro…)

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TUTTI condannano la corruzione. E fin qui: ci mancherebbe altro. Poi però, nel dibattito oramai endemico sull’altrettanto endemico fenomeno, si formano grosso modo due correnti di pensiero: una diciamo così “governativa” che non ritiene logico né giusto ritardare o sospendere qualsivoglia opera pubblica per il solo fatto che mette in tentazione (come si è visto) imprenditori e funzionari dello Stato; l’altra diciamo così “antagonista” che vede le opere pubbliche, e specialmente le grandi opere, quasi come fossero la componente organica di una macchinazione criminale a scopo corruttivo. (altro…)

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TavLa previsione di spesa dell’opera passa da 2,9 a 7 miliardi di euro Esposito (Pd): “Lupi spieghi, nelle cifre opache si annida la corruzione”.

TORINO – Costi impazziti per il tunnel della Torino- Lione. In una manciata di anni la spesa prevista per l’Italia è passata da 2,9 miliardi a 7,7 miliardi. A spanne è il 165 per cento in più. Fino a ieri nei documenti del governo la cifra è sempre stata sotto i 3 miliardi, come è indicato nel progetto definitivo della Tav all’esame del Cipe. A scoprire l’impennata dei costi è stato il vicepresidente della Commissione Trasporti di Palazzo Madama, Stefano Esposito (Pd), che ha chiesto un’audizione urgente dei vertici di Ferrovie e del ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi. «Se le cifre sono queste io chiedo al governo di sospendere i lavori, rinunciare all’opera e pagare le penali alla Francia», dice Esposito, da sempre in prima linea a favore della Torino-Lione, posizione che gli è costata minacce di morte. L’11 novembre i dirigenti di Rfi verranno ascoltati dalla commissione e dovranno spiegare perché nel contratto di programma firmato ad agosto con il ministero e inserito nel decreto «Sblocca-Italia » il costo della Tav è cresciuto in questo modo. (altro…)

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La mappa del malaffare

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Il cantiere

TERZO VALICO COME VALSUSA.

Valle Scrivia, Val Polcevera e Val Lemme. Presto milioni di italiani scopriranno dove sono. Come la Valsusa, diventata famosa dopo le proteste No Tav. 

La storia del Terzo Valico ferroviario dei Giovi tra Liguria e Piemonte è stata a lungo dimenticata, nonostante gli ingredienti siano gli stessi del Tav: un’opera che costerà miliardi, le polemiche sulla sua utilità. E migliaia di abitanti preoccupati per i danni ambientali che il traforo rischia di provocare.   (altro…)

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IncalzaCONFERMATO A CAPO DEL DIPARTIMENTO MINISTERIALE CHE SI OCCUPA DELLE INFRASTRUTTURE, È ACCUSATO DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA ALLA CORRUZIONE.

L’ultimo regalo del ministro Lupi per il governo Renzi è la conferma per tutto il 2014 del capo della struttura tecnica di missione che cura le grandi opere: Ercole Incalza. Il decreto porta la data del 17 febbraio 2014, quattro giorni fa. Mentre Renzi riceva l’incarico, il direttore generale del ministero delle infrastrutture Marcello Arredi approvava con decreto “la graduatoria di merito trasmessa con nota capo dipartimento Infrastrutture n. 1259 del 17 febbraio 2014, consegnata dalla Commissione per la selezione delle domande presentate ai sensi dell’avviso pubblico del 28 ottobre 2013”. Incalza è stato confermato, con un concorso ad hoc, per tutto il 2014 nel suo ruolo, nonostante Renzi. La procedura di selezione privilegiava l’esperienza di coordinamento delle grandi opere. Incalza, 69 anni, guida quell’ufficio da molti anni e ha sbaragliato i tre rivali con 93 punti contro i 47 del secondo: Henry Del Greco, 53 anni.  (altro…)

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Vauro

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presadirettaQuesta sera Presa diretta cercherà di mettere in discussione un altro tabù italiano, ovvero quello delle grandi opere.
Con questa sera si conclude il primo ciclo di puntate, dove si è parlato di ricchi e poveri, della Patrimoniale che non si fa.
Delle vie della corruzione intrecciate a quelle dell’evasione.
Settimana scorsa, la medicina dell’austerity che non ha curato il malato, anzi. E nemmeno nella Germania dove gli italiani emigrano in cerca di lavoro, sono tutte rose e fiori.
Ci sono anche qui precari, stipendi ridotti per la competitività, fasce di povertà.
Ma i tedeschi si sono tenuti stretta la Merkel: quello che succede nel resto dell’Europa fa troppa paura. (altro…)

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154645845-412856ec-1063-4e9d-b0a0-ff5693e68bbaDomani la firma, i preti non benedicono gli scavi.

FINO a questo punto non si era mai arrivati. Tutto quello che accadrà da oggi in poi nell’infinita vicenda della Tav è come un passo in più oltre le colonne d’Ercole. Non solo perché domani, in un salone della prefettura di Lione, Monti e Hollande diranno un nuovo sì all’opera. Ma perché da due giorni circola una fotografia che il premier italiano consegnerà ai francesi per dimostrare che anche sul versante est del Moncenisio si scava. Nessuno lo aveva mai fatto. Quando, nel dicembre 2005, erano arrivate le pale meccaniche per provarci, era scoppiata la rivolta di Venaus. Così la manifestazione di domani organizzata dai No tav italiani e dal piccolo gruppo di loro colleghi francesi, rischia di essere l’ultima grande battaglia contro il supertreno. (altro…)

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Pare (lo sostiene Le Figaro), che il governo Hollande abbia scoperto che non ci siano i soldi per tutte le grandi opere avviate da Sarkozy e che occorra stabilire delle priorità. Tra i progetti in forse c’è anche la linea ferroviaria Torino-Lione, malamente soprannominata Tav. Apriti cielo! Ma non era un progetto irrinunciabile, da cui non si poteva tornare indietro, e che la Francia tutta voleva realizzare? Anche Hollande si era espresso a favore durante la campagna elettorale. Ma poi, forse, un qualche realismo ha prevalso, anche indipendentemente dalla crisi. Molti studiosi francesi indipendenti avevano infatti già espresso forti dubbi, esattamente come in Italia; e anche lì altrettanto inascoltati, dato il peso degli interessi intorno a queste “fontane di soldi pubblici”.
É UN BENE per l’Italia? Non sappiamo ancora, né sappiamo se la Torino-Lione uscirà dall’elenco o no. Ma sicuramente è un bene che si evidenzi l’assoluta necessità di determinare una gerarchia tra progetti. C’è da sperare che questa gerarchia sia determinata sulla base di valutazioni economiche e finanziarie trasparenti, democraticamente conoscibili e discutibili. (altro…)

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