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Posts Tagged ‘grasso’

Il Parlamento

ULTIMO GIRO.

La scelta Niente discussione preliminare, Palazzo Chigi vuole subito la prova di forza e sfida il Parlamento: “I numeri li abbiamo”.

Tra Palazzo Chigi e Senato l’attività è frenetica, la strategia si raffina di ora in ora. Oggi le riforme costituzionali arrivano nell’Aula di Palazzo Madama. Momento topico, atteso da mesi.E dopo un’estate di trattative sotto traccia, l’accordo politico non c’è.   Il colpo di scena arriva nel primo pomeriggio. Il capogruppo leghista, Roberto Calderoli ritira i suoi 500 mila emendamenti in Commissione. Toglie l’alibi al governo che vuole andare immediatamente in Aula, visto che in Commissione Affari costituzionali i numeri non ce li ha. “Tutta politica. Politica la presentazione, politica il ritiro”, dice il presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda. (altro…)

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Restano con l'assegno

LA DELIBERA APPROVATA DAL PARLAMENTO SALVA PIÙ DI QUELLI CHE PUNISCE. E IL PRESIDENTE DEL SENATO CONFESSA: “LA MIA PROPOSTA ERA PIÙ RIGOROSA, MA IN POLITICA SERVE IL CONSENSO”.

Un compromesso, una decisione cerchiobottista”. La definisce così Massimo Villone – costituzionalista dell’Università Federico II di Napoli, già parlamentare di Pds e Ds – la delibera che prevede la possibilità per i condannati che ottengono la riabilitazione di ricevere nuovamente il vitalizio e che è stata votata dal consiglio di presidenza del Senato e dall’ufficio di presidenza della Camera.   (altro…)

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In attesaPARTE AL SENATO LA DISCUSSIONE, MA L’EMENDAMENTO DI PALAZZO CHIGI È AGGANCIATO A UNA LEGGE NON ANCORA IN GAZZETTA UFFICIALE.

Dopo ben due anni è approdato in aula a Palazzo Madama il disegno di legge anticorruzione, a firma del presidente del Senato Pietro Grasso.   Ma ci sono dietro almeno un paio di beffe.   La prima è sicuramente che il testo originario è stato stravolto al ribasso con emendamenti e stralci che hanno spuntato le armi contro i corruttori e i riciclatori, la seconda beffa è che si rischia un voto non valido se ci sarà prima del 2 aprile. Un emendamento del ministro della Giustizia Andrea Orlando, approvato in commissione Giustizia, sul falso in bilancio, si aggancia alla legge sulla tenuità del fatto che non è ancora effettiva: il governo a quanto pare si è dimenticato di scrivere sulla Gazzetta Ufficiale che sarebbe entrata in vigore dal giorno dopo. Invece lo sarà dal 2 aprile, dopo i canonici 15 giorni.  (altro…)

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Ieri le ovazioni al neopresidente sulla lotta al sistema della tangenti. Oggi il voto compatto contro la richiesta M5S di portare in aula il ddl Grasso che prevede pene più dure. Votano sì solo grillini, Sel e Misto. Cioffi: “Anche la Lega di Salvini difende i corrotti”.

Scrosciano gli applausi da tutti i partiti quando il neopresidente della Repubblica Sergio Mattarella esorta alla lotta contro il sistema delle mazzette, ma gli stessi partiti bloccano per l’ennesima volta la discussione del ddl anticorruzione giacente in Senato da ormai un paio d’anni. L’aula di palazzo Madama ha bocciato con 134 voti contrari e 49 favorevoli (Movimento 5 Stelle, Sel, Misto) la discussione urgente del testo originariamente depositato da Piero Grasso nel primo giorno di questa legislatura. (altro…)

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GrassoIL PRESIDENTE DEL SENATO “SUPPLENTE” PER ALMENO 15 GIORNI MA LA PARTITA RISCHIA DI DURARE MOLTO PIÙ A LUNGO E NON È ESCLUSO CHE NON NE ESCA VINCITORE PROPRIO LUI.

Nelle mani di Pietro Grasso. Per almeno quindici giorni, ma di certo molti di più, l’Italia sarà nelle mani del presidente del Senato, non appena Giorgio Napolitano avrà ufficializzato le sue dimissioni, previste il 14 gennaio prossimo. Succederà così: che non appena Napolitano avrà chiuso la busta con la lettera, consegnandola nelle mani dei corazzieri motociclisti che dovranno scortarla dal Quirinale in prima battuta alla Camera, poi al Senato, dalla Batteria del Viminale (ufficio preposto alla comunicazione d’urgenza con il governo e le più alte cariche dello Stato) partirà la comunicazione “informale” dell’inizio del nuovo corso. Matteo Renzi, insomma, insieme con Alfano, con il presidente della Corte costituzionale e, appunto, con Grasso e Boldrini, saranno i primi a essere informati ufficiosamente dell’avvenuta firma dell’atto. (altro…)

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pietro-grassoDopo la presidente della Camera Laura Boldrini e la ministra dalla Difesa Roberta Pinotti, molto favorevoli a un Presidente donna (specie se rispettivamente denominato Boldrini e Pinotti), s’è fatto vivo il presidente del Senato Piero Grasso con un appello alle forze politiche per una rapida intesa sul nuovo capo dello Stato (preferibilmente Grasso). Nell’attesa che ciò avvenga, ma soprattutto che Re Giorgio abdichi e liberi il trono – la qual cosa nessuno sa né se né quando accadrà, ma gli aruspici di corte assicurano che ci siamo quasi –, fervono in casa Grasso i preparativi per il “mese bianco” di reggenza, o supplenza: quando cioè, fra Capodanno e l’Epifania o giù di lì, la seconda carica dello Stato subentrerà provvisoriamente alla prima e s’insedierà al Quirinale per fare le veci del dimissionario finché non sarà eletto e intronato il successore. (altro…)

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ViolanteANCHE IL M5S PROTESTA.

OGGI PD E FI CI RIPROVANO CON VIOLANTE (CHE RISCHIA)   B. DECISO A SOSTENERE BRUNO. E FITTO, DOPO L’UNO-DUE ROSSI-PASCALE, NON REAGISCE.

Oggi i discepoli del Nazareno, quelli che incarnano e praticano il patto totale di Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, dovranno scrivere i nomi corretti per i 2 posti vacanti in Consulta e i 5 al Csm. Non possono disobbedire a una rigida volontà dei capi, diffusa dai mediatori toscani Denis Verdini e Luca Lotti (con la partecipazione speciale di Maria Elena Boschi): ma l’urna segreta è un’imboscata perenne, e le tattiche non richiedono fretta. Di fretta, però, ne trasmette Piero Grasso. Il presidente di palazzo Madama implora il triplice fischio: “Spero che si trovi una soluzione altrimenti il problema diventa ancora più grave: abbiamo bisogno di riprendere gli altri lavori parlamentari perché le aule non si possono fermare in attesa delle intese”. (altro…)

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Metodi illegali

Se la politica italiana fosse un fumetto, e non un filmaccio trash-horror, Piero Grasso sarebbe Gastone, il cugino fortunato di Paperino. E non solo perché uno del suo livello sia assurto nientemeno che alla seconda carica dello Stato. Ma per tutto il resto della carriera, di magistrato e poi di politico. Una continua altalena fra pochi atti nobili, come la sentenza del maxi-processo alla Cupola scritta nel 1987 da giudice a latere, o come il rifiuto di salvare Mancino dall’inchiesta sulla Trattativa su richiesta del Colle; e molti slalom a zigzag per non scontentare nessuno.Come il rifiuto di firmare nel  1980, giovane pm a Palermo, gli ordini di cattura per il clan Gambino-Spatola-Inzerillo spiccati dal procuratore Gaetano Costa, lasciato solo e assassinato poco dopo. Come la mancata firma sull’appello contro l’assoluzione di Andreotti e la guerra aperta ai pm “caselliani” nei cinque anni di procuratore a Palermo. Come l’ascesa a Procuratore Antimafia grazie a tre leggi targate B. che eliminavano il suo concorrente Caselli. (altro…)

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GrassoL’EMENDAMENTO CANDIANI (LEGA) SUI TEMI ETICI METTE IN CRISI LA MAGGIORANZA E ALLORA IL PRESIDENTE DECIDE DI BLINDARE L’ALTRA VOTAZIONE SENSIBILE COL VOTO PALESE.

Andremo alla Camera e ragioneremo su quell’articolo delle riforme su cui il governo è andato sotto al Senato. Io personalmente non sono molto d’accordo, ma saranno i deputati a valutarlo”. La direzione del Pd convocata per ieri pomeriggio si trasforma in un paio d’ore di “Vangelo secondo Matteo”. A 360 gradi. Il premier in streaming, dunque in diretta nazionale, fornisce al paese anche il “suo” racconto della giornata di ieri, non esattamente brillante. Sceneggiatura correttiva.   SONO da poco passate le 11 quando il governo va sotto a Palazzo Madama su un emendamento del leghista Candiani: si stabilisce che il Senato possa legiferare sui temi etici. Grasso concede il voto segreto. (altro…)

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Di Maio

“Presidente Piero Grasso, in questi giorni sto seguendo le sedute del Senato della Repubblica italiana, da Lei presieduto, durante la discussione delle cosiddette “riforme costituzionali”. Prima ancora del pericolo di un Senato non elettivo o di un Senato soppresso, ieri sera ho assistito con la paura del cuore alla definitiva scomparsa degli organi di garanzia del Paese.
Non è un mistero l’opinione del MoVimento 5 Stelle sull’evanescente imparzialità e autorevolezza di Laura Boldrini e di Giorgio Napolitano. Ma in Lei riponevo ancora un briciolo di fiducia.
Sono discorsi complicati, lo so. Bisognerebbe spiegare in queste ore, ad un’Italia che –giustamente- vuole riposare dopo un anno di lavoro (o di sua ricerca infinita), qual è il valore aggiunto dell’imparzialità del Presidente del Senato nel dibattito tra maggioranza e opposizione. (altro…)

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Grasso - NapolitanoIncontro tra il capo dello Stato e il presidente del Senato Sì ad alcuni voti segreti. Il rischio di un rinvio in autunno.

ROMA – Giorgio Napolitano ieri pomeriggio ha ricevuto al Quirinale Pietro Grasso, salito al Colle per spiegargli cosa accade a Palazzo Madama sulla riforma costituzionale e soprattutto sull’ostruzionismo che paralizza i lavori.
Fatto che preoccupa molto il capo dello Stato. Così fonti della presidenza della Repubblica hanno fatto sapere che «il presidente della Repubblica ha insistito con il presidente del Senato sul grave danno che recherebbe al prestigio e alla credibilità dell’istituzione parlamentare il prodursi di una paralisi decisionale su un processo di riforma essenziale ai fini di una rinnovata funzionalità del sistema istituzionale». (altro…)

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Presidente GrassoNell’aprire la mesta cerimonia di estinzione dell’attuale Senato, il presidente del Senato Piero Grasso ha detto: “Mi sembra di essere un capotreno che chiede ai passeggeri di salire su un treno in corsa…”. Carino, ma poteva fare di meglio. Per esempio: mi sembra di essere un capotreno di un treno fuori servizio. O cancellato. O su un binario morto. O rottamato (allusivo). Poteva ricorrere a paragoni ippici: mi sembra di essere un cavaliere in sella a un cavallo morto. Gastronomici: un cuoco con la dispensa vuota. Artistici: un pittore senza tela e senza pennelli.
Avrebbe potuto anche prendere la cosa molto sul serio e dire qualcosa del genere. (altro…)

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Mancino-GrassoIeri Piero Grasso, seconda carica dello Stato, diversamente dalla prima ha testimoniato al processo sulla trattativa Stato-mafia davanti alla Corte d’Assise di Palermo senza fare tante storie. La sua testimonianza verteva sulle pressioni di Nicola Mancino sull’allora procuratore nazionale antimafia Grasso e sul Quirinale e da questo (tramite Napolitano, il segretario del Quirinale Donato Marra e il consigliere giuridico Loris D’Ambrosio, poi scomparso) sul Pg della Cassazione Gianfranco Ciani e sullo stesso Grasso per scippare alla Procura di Palermo l’inchiesta sulla trattativa, o almeno per normalizzarla con un “coordinamento” invasivo dall’alto. Grasso – va detto a suo merito – respinse le pressioni. Ma ieri, anziché rivendicare con orgoglio la sua impermeabilità a quei veri e propri abusi di potere del Quirinale e dalla Procura generale, ha fatto di tutto per sminuirli. “Mancino – ha detto – si sentiva perseguitato” dai pm di Palermo. (altro…)

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Oggi in Consiglio dei ministriIl presidente di palazzo Madama: “Non ha i voti” Nuovo altolà di Berlusconi. E il Pd è diviso.

ROMA- «Non cambieremo una virgola. E nemmeno ci prenderemo una pausa di riflessione. Qui la sfida è tra conservazione e cambiamento. Noi stiamo sempre dalla stessa parte». Matteo Renzi porterà il disegno di legge sulla riforma del Senato in consiglio dei ministri oggi alle 15. Nessuna delle osservazioni di Pietro Grasso, espresse nell’intervista a Re-pubblica, verrà accolta. Il testo è pronto. Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ci ha lavorato fino a notte e lo ha trasmesso in via riservata a Giorgio Napolitano. Con il presidente della Repubblica i contatti sono stati quotidiani negli ultimi giorni e il Quirinale ha espresso il suo sostanziale via libera. Il presidente della Repubblica non è spaventato dalla fine del bicameralismo perfetto, non lo è nemmeno per un Senato composto solo da eletti di secondo livello, ossia scelti dagli enti locali. Significa che sostiene l’idea dell’assemblea di Palazzo Madama non elettiva. (altro…)

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GrassoANTONIO D’ALÌ (PDL) È ACCUSATO DI CONCORSO ESTERNO: CONFERMATO A RAPPRESENTARE L’ITALIA A BRUXELLES.

Palermo- La nomina non l’ha colto di sorpresa e aveva probabilmente le valigie pronte visto che da ieri il senatore Antonio D’Alì (Pdl), imputato a Palermo di concorso esterno in associazione mafiosa, è a Bruxelles a rappresentare il Parlamento italiano in seno all’Apem, l’Assemblea Parlamentare Euro Mediterranea riunita stamane in seduta plenaria dopo le riunioni di commissione svolte ieri. D’Alì è stato confermato nell’organismo parlamentare europeo dal presidente del Senato Pietro Grasso, che ha raccolto un’indicazione del gruppo parlamentare del Pdl. Senza alcun imbarazzo da Palazzo Madama fanno sapere che la nomina è solo una ‘’presa d’atto’’ e che il potere discrezionale del Presidente è pari a zero, ma in realtà la decisione finale spetta proprio all’ex Procuratore nazionale antimafia, che ha liberamente scelto di mandare in Europa a rappresentare le Camere un senatore imputato di concorso esterno alla mafia. (altro…)

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Caselli - GrassoEx commissario Csm Francesco Menditto.

È l’attuale procuratore di Lanciano, Francesco Menditto, il magistrato a essere chiamato in causa, senza mai essere citato per nome, in questi giorni di polemiche scaturite dalle critiche del vicedirettore del Fatto Marco Travaglio al presidente del Senato, Piero Grasso, ex procuratore nazionale antimafia.

Grasso e “grassiani” hanno sostenuto che nel 2005 il plenum del Csm, come chiesto da 13 consiglieri, avrebbe potuto votare per il procuratore nazionale antimafia prima che la legge anti Gian Carlo Caselli (voluta dal centrodestra) escludesse, in pieno iter, il procuratore generale di Torino. Alla Quinta commissione del Csm, presidente Menditto, c’era già stato il voto, finito 3 a 3, fra Grasso e Caselli. Il pm Giuseppe Fici, allora consigliere al Csm del Movimento per la Giustizia, accusa Menditto di aver rallentato la pratica e quindi di aver impedito il voto prima che la legge anti Caselli fosse promulgata.  (altro…)

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adriano_celentanoNaturalmente Celentano è liberissimo di pensare – e di scrivere su Repubblica – che un giornalista deve “fermare la lingua”, “azzerare il passato” e “soprassedere”, rinunciando a dire ciò che sa del nuovo presidente del Senato, perché siamo in un “momento così delicato”. Se invece non lo fa, anzi insiste a raccontare in perfetta solitudine la biografia della seconda carica dello Stato, non è perché il mestiere di giornalista consiste appunto nel dare notizie vere e documentate; ma “per sminuire l’ascesa di Grasso alla presidenza del Senato” e per “appesantire l’aria”. A suo dire, “Travaglio deve aver pensato: perché lasciare intatta la credibilità del nuovo presidente del Senato, che potrebbe fare qualcosa di buono e dopo noi ci intristiamo?”. Ora, se queste scemenze appartenessero solo al nostro amico Adriano, che purtroppo s’informa poco e nulla sa di Grasso né del perché è arrivato fin lì, anche se potrebbe con poco sforzo informarsi, pazienza (altro…)

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Ospiti Cacciari e Sgarbi. E Marco Travaglio risponde a Grasso.
In studio anche Laura Puppato e Nunzia De Girolamo. Il vicedirettore del Fatto replicherà al monologo che il presidente del Senato ha fatto lunedì a Piazzapulita. La diretta streaming su ilfattoquotidiano.it alle ore 21.10.

E’ passato più di un mese dalle elezioni, eppure l’Italia non ha ancora un nuovo governo e la strada per il presidente incaricato Pierluigi Bersanispecie dopo il no alla fiducia del Movimento 5 Stelle, è ancora tutta in salita.

“Ancora qui” è il titolo della nuova puntata di Servizio Pubblico, la trasmissione di Michele Santoro in onda giovedì 28 marzo su La7 e in diretta streaming su ilfattoquotidiano.it alle ore 21.10. Ospiti in studio Laura Puppato, senatrice del Pd e premiata da Grillo nel 2007 come primo sindaco “a cinque stelle”, Nunzia De Girolamo, deputato Pdl, Vittorio Sgarbi e il filosofo Massimo Cacciari, che a seguito del risultato elettorale si era espresso molto duramente nei confronti della dirigenza democratica. (altro…)

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A Piazza Pulita abbiamo ascoltato il presidente del Senato Grasso pronunciare la seguente frase: “La sera della trasmissione ho trovato mia moglie agitata come la trovai quando, ai tempi del maxi-processo, citofonarono da giù e le dissero: ‘I figli si sa quando escono, ma non si sa quando rientrano’”. La trasmissione in questione è l’ormai famoso Servizio Pubblico di giovedì scorso e, se l’ex procuratore intendeva tracciare un’infame quanto ridicola analogia tra le minacce degli assassini mafiosi e le critiche legittime che gli ha rivolto Marco Travaglio, ci è riuscito perfettamente. La frase, tuttavia, si presta ad alcune brevi considerazioni sullo stato mentale di certa classe politica
di cui Grasso è un’eminente new entry. Prima di tutto lo sgomento che li assale  ogni qualvolta il loro finissimo orecchio coglie qualche nota in dissonanza con il consueto concerto per flauti e archi che li accompagna su tutta la stampa nazionale. Chi osa esprimere un dubbio su cotanto cristalline carriere sarà certamente un manigoldo o un emissario di Cosa Nostra. (altro…)

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GrassoTutte le bugie di Grasso, il furbo che piace a tutti.
PURE A PIAZZAPULITA IL PRESIDENTE DEL SENATO HA MENTITO SENZA TEMA DI SMENTITA.

Nelle quasi due ore di intervista concordata per rispondere ai tre minuti che gli avevo dedicato a Servizio Pubblico, Corrado Formigli e Piero Grasso hanno detto moltissime cose. Tralascio, per palese irrilevanza, quelle dette da Formigli (a parte il rivendicare come “la cosa più normale del mondo” convocare con un tweet notturno un confronto fra la seconda carica dello Stato e un giornalista di un’altra testata, che fra l’altro non frequenta twitter). E passo immediatamente al presidente del Senato, che si conferma purtroppo un pubblico mentitore e approfitta del fatto che i suoi colleghi della Procura di Palermo non possono andare in tv a sbugiardarlo. Se però mi vorrà querelare, sono in molti che verrebbero volentieri a testimoniare sotto giuramento come sono andate le cose e dove sta la verità. Balla n. 1: appello Andreotti. (altro…)

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