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Posts Tagged ‘Grecia’

Sarà per età o sarà per disincanto, ma all’indomani della prima vittoria di Tsipras scrivevo che in Grecia non stava certo iniziando il radioso futuro del socialismo, bensì una sfida inedita, difficilissima e complicata. E mi chiedevo, rispetto ai tentativi di cambiamento dei dogmi dominanti in Europa, cosa gli avrebbero lasciato fare, a Tsipras.

Niente, gli hanno lasciato fare, come noto: e nella trattativa con Merkel e Schaeuble hanno stravinto questi ultimi, con una capitolazione di Atene che ha lasciato smarriti quanti credevano che alla nuova opposizione europea anti Troika bastasse una vittoria elettorale in un Paese, oltretutto piccolo e sfigato, che per debiti mostruosi e pochezza economica partiva da rapporti di forza tra i peggiori possibili. (altro…)

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tsiprasIl reportage.

Alle elezioni Nea Demokratia non è riuscita a rimontare Sarà un esecutivo “fotocopia” di quello uscente, con i nazionalisti di Anel. “Non ci dovremo preoccupare del fuoco amico dei traditori di Unità popolare”.

ATENE – “AVANTI popolo, alla riscossa, bandiera rossa bandiera rossa! ». Atene, Piazza Korai, ore 22.30. Il pericolo è scampato. E i militanti di Syriza, dopo una campagna in sordina e al cardiopalma, possono finalmente abbandonarsi al canto liberatorio. Alexis Tsipras non lascia, anzi raddoppia. Il 41enne enfant prodige della politica ellenica è risorto dalle sue ceneri. «Siamo duri a morire », ride lui in versione Bruce Willis salutando la folla in festa sotto il gazebo elettorale. Ha tradito le promesse («troika e austerity sono cose del passato»), ha portato il partito alla scissione. I greci però hanno deciso di dargli un’altra chance.

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Migranti

Nell’Egeo naufraga un barcone: tra i 39 morti 15 piccoli Dodicimila arrivi a Monaco.Oggi il vertice sulle quote.

BERLINO- Undici bambini, sei maschietti e cinque bimbe, e quattro neonati: erano con le famiglie nel viaggio della speranza su una nave degli scafisti affondta nell’Egeo.
Sono morti annegati al largo dell’Isola greca di Farmakonisi. Nuova strage di innocenti ieri, 39 i morti, mentre altri migranti sono stati salvati. Poche ore dopo è arrivata la decisione di Berlino: la Germania sospende temporaneamente gli accordi di Schengen e ripristina i controlli alla frontiera per far fronte al fiume di profughi: d’ora in poi si entrerà nella Repubblica federale solo dopo il controllo di documenti validi. Berlino chiede agli altri europei di fare di più: ripartirsi meglio i profughi, costruire subito in Italia zone d’attesa per i migranti, come ne esistono già in Grecia.

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Ue

Domani al Bundestag il voto sugli aiuti. Schaeuble ai parlamentari: “Dite sì”. Merkel incasserà il via libera ma i dissidenti del partito potrebbero raddoppiare aprendo una stagione difficile per la cancelliera.

BERLINO – Alla fine, nessuno dubita che il terzo pacchetto di aiuti per la Grecia, pari a 86 miliardi di euro, sarà approvato. Ma il voto di domani al Bundestag non sarà comunque una passeggiata per la Cancelliera, che ha voluto persino anticipare la visita in Italia per prepararlo. Nell’ultima intervista alla tv Zdf, Angela Merkel ha cercato di ridimensionare l’appuntamento, sottolineando che l’emergenza profughi «è molto più preoccupante» delle difficoltà di Atene, e ha ribadito che conta sul sostegno del Fondo Monetario Internazionale. (altro…)

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grecia-ue

Intesa tra la Grecia e i creditori dopo un negoziato no-stop di 20 ore. Nei prossimi giorni il voto dei parlamenti. Concessi oltre 80 miliardi in cambio di 35 riforme da realizzare in tempi prestabiliti.

MILANO- La Grecia e i creditori hanno raggiunto l’intesa («per ora solo tecnica», sottoliena la Ue) per il terzo piano di salvataggio di Atene. Il compromesso siglato al termine di una maratona di 20 ore di negoziati prevede la concessione di altri 83-86 miliardi di aiuti ad Atene in cambio di 35 riforme da realizzare in tempi stabiliti. L’accordo sarà votato nel Parlamento ellenico domani e verrà sottoposto venerdì all’Eurogruppo. Se si arriverà – come auspicano tutti – all’ok politico, l’intero pacchetto sarà approvato in aula da Germania, Finlandia e Olanda e la prima tranche di finanziamenti potrebbe essere sbloccata entro il 20 agosto, in tempo per pagare il prestito da 3,5 miliardi della Bce in scadenza ed evitare il default. Il governo di Alexis Tsipras spera di incassare subito – malgrado le resistenze di Berlino almeno 25 miliardi, la cifra necessaria per rimborsare il prestito ponte da 7 miliardi dell’ex Troika, onorare gli impegni con Eurotower e stanziare subito 10 miliardi per ricapitalizzare le banche togliendo, se possibile, quei controlli sui capitali che hanno messo ko l’economia.

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DALL’EUROPA non arrivano novità di rilievo, sempre la solita solfa, ma la situazione di base è terribile. La Grecia vive una crisi peggiore della Grande Depressione e gli attuali sviluppi non offrono alcuna speranza di ripresa. La Spagna viene portata ad esempio perché l’economia è finalmente in crescita, ma resta il 22 per cento di disoccupazione. E all’estremità superiore del continente si delinea un arco di stagnazione: la Finlandia vive una depressione paragonabile a quella dell’Europa meridionale, la Danimarca e l’Olanda se la passano altrettanto male.
Come mai questo sfacelo? Semplice, è quello che accade quando i politici si autoingannano, ignorano l’aritmetica e gli insegnamenti della storia. No, non sto parlando della sinistra in Grecia o altrove, ma di personaggi rispettabilissimi di Berlino, Parigi e Bruxelles che da un quarto di secolo cercano di governare l’Europa sulla base di principi di fantaeconomia.

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GreciaAlla fine di questa settimana che ha segnato uno spartiacque nella storia d’Europa, risulta tragicamente ridicola tutta questa cosa del debito greco.

Quello che principalmente chiedeva Tsipras da anni – cioè il taglio o almeno una sua robusta dilazione nel tempo – gli è stato ripetutamente negato fino a farlo capitolare. Ma adesso sia il Fondo monetario, sia la Bce, sia il governo Usa dicono all’unisono: oh cazzo, ma questo debito è così gigantesco che un’economia così debole non potrà mai ripagarlo nei tempi stabiliti; oh cazzo, ma più gli chiediamo di rispettare le scadenze più strangoliamo quell’economia già debole, quindi non ci conviene; oh cazzo, l’unica cosa possibile per riavere indietro almeno una parte dei soldi è tagliare il debito o dilazionarlo robustamente nel tempo! (altro…)

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TsiprasUn ministro e 9 membri dell’esecutivo sostituiti.Verso le elezioni in autunno.

ATENE. Ci mancava solo il fuoco a complicare la vita di Alexis Tsipras. Un violentissimo incendio scoppiato ieri sul Monte Imitto e arrivato a sfiorare il quartiere di Iliopoli (per fortuna non ci sono state vittime) ha costretto il premier a rimandare il rimpasto di governo per correre a coordinare gli interventi di emergenza. L’annuncio in tarda serata, però, valeva l’attesa. Il presidente del Consiglio non solo ha dato l’ok alla riapertura delle banche lunedì, ma ha deciso pure di tirare dritto per la sua strada e di tagliare i ponti con l’ala più radicale del suo partito, accelerando così con ogni probabilità la corsa verso le elezioni in autunno.

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Gabbia«Si è data una tale lezione a Tsipras che per un po’ nessuno in Europa avrà voglia di imitarlo», scrive oggi Guido Tabellini sul “Sole 24 Ore”: e questo è il grande tema politico che ci accompagnerà per un bel po’.

La questione è affrontata oggi anche dall’economista James Galbraith sul Manifesto.

Galbraith è stato uno dei consiglieri di Varoufakis, sta ancora con l’ex ministro («al Parlamento greco ieri avrei votato no») e tra le altre cose dice che se in un altro Paese vincesse un partito alla Syriza «assisteremmo alla stessa sequenza semi-automatica di eventi a cui abbiamo assistito in Grecia: le banche del nord taglierebbero credito a quelle del Sud, a quel punto dovrebbe intervenire la Bce con la liquidità di emergenza, questo spingerebbe la gente a portare i capitali fuori dal Paese e in poco tempo il governo si troverebbe a gestire una crisi bancaria». Quindi «qualunque partito di sinistra che aspiri a governare un paese europeo dev’essere pronto a questo». (altro…)

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ellekappa

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NON mi riconosco nell’Europa nata tra il 12 e il 13 luglio. Sembra che l’Unione abbia abbandonato l’ambizione di costruire il suo popolo.

DI QUESTO dovrebbero essere consapevoli soprattutto quelli che hanno molto investito nell’Europa unita come grande progetto politico, e che oggi solo partendo da queste amare considerazioni realistiche possono ancora coltivare un’estrema speranza di riacchiappare un filo che appare ormai spezzato.
Abbandoniamo ipocrisie e luoghi comuni. Onorevole compromesso, né vincitori né vinti, ora è il momento della crescita, risolta la questione greca ora vi è la questione Bruxelles, serve più Europa politica. Come non vedere che attraverso la questione greca si è voluto risolvere proprio la questione Bruxelles, annunciando con inusitata durezza quale Europa politica ci attende per quanto riguarda leadership, forze politiche, contenuti? Sull’indubbia supremazia tedesca è inutile insistere, se non per sottolineare quanto sia debole la tesi dell’importante mediazione di Hollande.

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grexitSOLO UN RINVIO.

PIACCIA O NO SARÀ GREXIT.

C’era una volta la lira. E il franco francese, il marco, il peso. E la dracma. Le monete nazionali. Ogni Paese se le stampava e le utilizzava per la gestione economica nazionale: strutture, stipendi, pensioni. Ma occorreva anche comprare beni e servizi all’estero; e qui il costo era diverso. Un barile di petrolio poteva costare 50 marchi tedeschi ma, a pagarlo in lire, ne costava 50000. Era il tasso di cambio. Più il Paese era solido e affidabile, più la sua moneta era richiesta: occorrevano molte monete dei Paesi meno ricchi per comprarne una. Il meccanismo era lo stesso del tanto noto spread: i titoli di Stato emessi dalla Germania offrono interessi bassi perché vi è certezza di riscuotere il credito,la domanda è alta e non è necessario stimolarla con tassi di interesse elevati; mentre quelli emessi dall’Italia e da altri Paesi simili (Spagna, Grecia, Portogallo etc) garantiscono interessi più alti perché minore è la fiducia nella restituzione del capitale e degli interessi: sono più rischiosi.   (altro…)

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TsiprasOGGI IL PARLAMENTO deve votare le misure dell’accordo raggiunto a Bruxelles. Il premier in tv prima della maratona politica: “Europei vendicativi”. Varoufakis: “Come il golpe dei Colonnelli”.

Atene – Quello che l’Europa propone è inaccettabile, ma lo accetteremo”. La sintesi di quanto sta accadendo in questi giorni ad Atene la fa Grigoris, mentre apre la sua terza lattina di birra in attesa del discorso di Alexis Tsipras. “In poche settimane è la quarta volta che parla alla nazione – continua Grigoris – al primo giro era un leader che informava ai suoi cittadini, ora parla a nome di parte del suo partito a dei pensionati in coda ai bancomat”. In questi termini sembrerebbe che Tsipras non goda dell’appoggio dei greci, ma è esattamente il contrario, il suo gradimento è ancora alto. “Lo rivoterei domani mattina, siamo un popolo orgoglioso e lui ci sta difendendo, o almeno ci prova”, dice Dimitri, anche lui con gli occhi piantati sullo schermo.  

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In epoca post ideologica, col tramonto dei comunisti e dei capitalisti alla Paperone, si pensava che la classe dirigente e politica potesse ragionare in base ai numeri, alle teorie basate su fatti e non su verità dogmatiche.
E invece …
Il Fondo monetario da una parte siede al tavolo dove chiede alla Grecia di fare in tre giorni le riforme che dovrebbe fare (se le farà) in una legislatura.
Dall’altra fa uscire un report in cui mette nero su bianco come l’attuale debito del paese sia insostenibile.
Come a dire, o lo tagliamo, oppure anche con queste cure non riuscirà a diminuire (e forse a restituire i prestiti). (altro…)

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ellekappa

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Colpetto di stato

L’Europa, intesa come i poteri forti e non eletti, ha trovato l’accordo: i soldi dal fondo salva stati serviranno per restituire i soldi prestati al fondo monetario e alla BCE (una specie di partita di giro).

“Al di là dei dettagli, quello che si sta consumando a Bruxelles è uno scontro che rivoluzionerà l’Unione. L’Europa chiede ad Atene di compiere in tre giorni la riforma delle pensioni e dell’Iva, e addirittura quella del codice civile per snellire i processi. Non solo, ma pretende di rimandare la troika nella capitale greca (il testo parla di “normalizzare pienamente i metodi con le istituzioni, incluso il necessario lavoro sul campo, per migliorare l’implementazione e il monitoraggio del programma”) e chiude ad ogni possibile haircut, concedendo al massimo solo un possibile allungamento del periodo di grazia”. (altro…)

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TsiprasBeni per 50 miliardi in pegno alla Troika, che deciderà quanto valgono.

Cancellare la maggior parte del valore nominale del debito con una conferenza europea”; “rimborsi sui prestiti in scadenza legati alla crescita economica”; “un aiuto della Bce con acquisti di titoli di Stato”; “restituzione del prestito forzoso della Banca centrale greca durante l’occupazione nazista”; “salario minimo a 751 euro; “un piano di rilancio da 11,8 miliardi”;“niente più Troika”.   Conquestepromesse-ilfamoso “programma di Salonicco” – il 25 gennaio Alexis Tsipras vinceva le elezioni politiche. (altro…)

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Le tappeCosì si sono inasprite le condizioni imposte alla Grecia dall’Europa Dall’Iva alle pensioni, ecco il pesantissimo calendario che dovrà affrontare Tsipras nei prossimi giorni.

BRUXELLES. . La rappresaglia dei governi europei contro la Grecia di Tsipras prende forma nelle sette pagine approvate ieri dai leader dei Diciannove al termine del summit più lungo della storia dell’Unione. Diciassette ore consecutive, con epilogo alle nove di ieri mattina, che lievitano se si considera l’Eurogruppo dei ministri iniziato sabato pomeriggio. Tsipras è stato umiliato per avere bloccato i negoziati per cinque mesi, per essersi regolarmente rimangiato gli impegni, per avere convocato il referendum a tempo scaduto e schierandosi contro un compromesso che sarebbe andato incontro a diverse richieste greche. E per avert dato dei «terroristi » ai partner. La cui reazione è stata però inaspettata: già venerdì scorso Tsipras era capitolato accettando un accordo molto simile a quello bocciato dai suoi cittadini.

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Eurosummit-Tsipras

Dopo oltre 16 ore di trattative, raggiunta l’intesa tra Atene e i creditori: ad Atene 35 miliardi. E’ stato il vertice più lungo della Storia dell’Unione Europea. A dare l’annuncio il premier belga Michel su Twitter: “Agreement”. Sul tavolo fibno all’ultimo minuto il fondo in cui Atene dovrebbe far confluire 50 miliardi di asset a garanzia del futuro prestito e il coinvolgimento del Fmi. Tusk: “Accordo unanime, pronti aiuti del Fondo Salva-Stati”.

Il vertice più lungo della Storia per la crisi peggiore della storia dell’Unione Europea. Sono state necessarie oltre sedici ore, poi alle 8.40 il premier belga Charles Michel dà l’annuncio su Twitter con una sola parola: “Accordo“. E’ stato un negoziato infinito quello che va avanti a Bruxelles sulla Grecia. Il premier greco Alexis Tsipras, con un piede già fuori dal palazzo del governo, ha incontrato in incontri bilaterali la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese François Hollande e il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk per trattare fino all’ultimo minuto con gli ultimi brandelli di capacità contrattuale rimastagli sui due i principali temi sul tavolo: il fondo in cui Atene dovrebbe far confluire 50 miliardi di asset a garanzia del futuro prestito e il coinvolgimento del Fondo monetario internazionale. (altro…)

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Giannelli

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