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Posts Tagged ‘Green economy’

Approvato il collegato ambientale dopo due anni di iter parlamentare. “Per l’Italia è un importante passo avanti nella direzione dell’accordo raggiunto a Parigi e dell’impegno europeo verso l’economia circolare”, ha commentato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

Dalle multe per chi getta a terra i mozziconi di sigaretta alle misure per la mobilità sostenibile. La Camera ha approvato in via definitiva il ddl sulla Green economy: il pacchetto di misure è passato con 169 sì, 32 no e 11 astenuti. Il collegato ambientale, dopo due anni di iter parlamentare, è legge. “Per l’Italia è un importante passo avanti nella direzione dell’accordo raggiunto a Parigi e dell’impegno europeo verso l’economia circolare”, ha commentato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. (altro…)

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greeneconomyL’Italia deve rivedere i propri modelli di crescita e promuovere la green economy, perchè può contrastare la crisi e dare slancio all’economia. Partono da questo assunto alcune “priorità e urgenze” che le Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera suggeriscono al Governo indicando di metterle anche al centro dell’agenda europea durante il semestre di presidenza italiana. “La programmazione 2014-2020 – affermano – è una straordinaria opportunità per fare passi avanti nella giusta direzione”. L’ambiente “da vincolo deve diventare opportunità economica”, è il ragionamento che sorregge la ‘proposta di documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulla green economy’ (avviata dalle due Commissioni il 30 ottobre scorso) che sarà sottoposto a votazione alla ripresa dei lavori, a settembre. (altro…)

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Rinnovabili“Dannoso per la green economy”, “causa di almeno 10.000 licenziamenti” e, last but not the least, “incostituzionale”. Le associazioni ambientaliste e del settore delle rinnovabili sono sul piede di guerra per il provvedimento in fase di definizione da parte del governo Renzi che, con l’obiettivo di ridurre la bolletta energetica delle PMI del 10%, andrebbe a penalizzare l’industria delle energie verdi. L’esecutivo, infatti, sarebbe orientato ad approvare una norma di spalma-incentivi obbligatorio sugli impianti fotovoltaici, allungando il periodo di incentivazione da 20 a 25 anni, con la conseguente riduzione retroattiva dell’incentivo annuo. In alternativa, le aziende potrebbero avere la possibilità di pagare una tassa. (altro…)

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ecologiaLe PMI europee stanno contribuendo al graduale passaggio alla green economy offrendo prodotti e servizi in linea con gli obiettivi di sostenibilità.

Le PMI europee si stanno realmente impegnando per cambiare le sorti del comparto e traghettare l’intero settore verso la green economy. E’ stato infatti riconosciuto che dallo scorso anno è notevolmente cresciuto l’impegno delle piccole e medie imprese, che hanno saputo dimostrare maggiore attenzione ambientale e un utilizzo più razionale delle risorse. (altro…)

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andrea-orlandoIl Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro dell’Ambiente e tutela del territorio e del Mare, Andrea Orlando, il ddl collegato alla legge di Stabilità in materia di ambiente, green economy e uso razionale delle risorse naturali (il cosiddetto Collegato Ambiente).

Il disegno di legge, che il Governo definisce una vera e propria “Agenda Verde”, introduce un pacchetto di norme che puntano a semplificare il quadro normativo e tagliare i costi. Cercando di promuovere la green economy. Nell’ottica della semplificazione, ad esempio, è prevista l’unificazione delle Commissioni Via, Vas e Aia. Un provvedimento che dovrebbe rendere la vita più facile alle imprese, accelerare i tempi della burocrazia e ridurre la spesa pubblica, anche grazie a un ribasso dei compensi per la Commissione unificata. (altro…)

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AmbienteA Milano il 3 ottobre conferenza sul rapporto tra strutture e capitale naturale. Gagliardi, segretario Unioncamere: “Un’impresa su 4 fa già investimenti green ed è in questo gruppo che si trovano punte di eccellenza nell’export e una capacità d’innovazione più che doppia rispetto alla media delle aziende”.

La natura come alleato nella battaglia contro il caos climatico. L’economia italiana può ripartire da qui. Anzi è già ripartita da qui: pochi se ne sono accorti perché, nel quadro generale di crisi, questa spinta positiva per ora è riuscita a ridurre la misura della recessione, non ad annullarla. Ma, per dirla con le cifre del segretario di Unioncamere Claudio Gagliardi, un’impresa su 4 fa già investimenti green ed è in questo gruppo che si trovano punte di eccellenza nell’export e una capacità d’innovazione più che doppia rispetto alla media delle aziende. (altro…)

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green-economy-economia-verdeProgressi nell’uso efficiente delle risorse, tuttavia manca un riferimento ai limiti delle risorse stesse.

La legislazione dell’Unione europea ha stabilito più di 130 distinti target ambientali ed  obiettivi da raggiungere tra il 2010 e il 2050, secondo il rapporto “Towards a green economy in Europe – EU environmental policy targets and objectives 2010–2050″, pubblicato dall’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), «Insieme, questi possono fornire traguardi utili per sostenere la transizione dell’Europa verso la “green economy”».

Presentando il corposo rapporto di 50 pagine l’Aea sottolinea che «La “green economy” è emersa come una priorità nella discussione politica degli ultimi anni. Ma cosa significa, in pratica, questo concetto e come si può misurare il progresso verso questo obiettivo strategico?». Il nuovo rapporto tenta proprio di rispondere a queste due domande e fornisce alcune risposte attraverso una panoramica completa degli obiettivi ambientali e degli obiettivi stabiliti dalle normative dell’Ue per il quarantennio 2010-2050, fornendo esempi di analisi dei progressi realizzati. Una definizione a nostro avviso corretta, ma interpretabile in quanto non sembra presupporre il concetto di limite. Ad esempio l’uso per quanto efficiente di una risorsa può comunque condurne al sovra sfruttamento. Minando quindi gli equilibri di un pianeta che resta finiti nei suoi limiti fisici. (altro…)

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Legambiente

Portiamo al Forum le ragioni dell’ambiente, dalla tutela dell’ecosistema marino alle politiche energetiche, le potenzialità  della green economy e dello sviluppo rurale.

Partecipiamo al Forum Sociale Mondiale di Tunisi, dal 26 al 30 marzo, per promuovere un’alleanza ambientalista per un Mediterraneo solidale e sostenibile. Crediamo alla necessità di stabilire e consolidare relazioni di cooperazione tra le ONG dei paesi del bacino del Mediterraneo, una rete che sviluppi una nuova politica ambientalista in un’area che, negli ultimi anni di intensa globalizzazione, ha visto crescere la propria importanza nella geopolitica mondiale. Il Forum sociale mondiale, organizzato per la prima volta quest’anno in un paese del Maghreb, è un’occasione da non perdere per costruire un’azione comune tra i soggetti che animano la società civile delle sponde del Mediterraneo, perché questo diventi un mare di diritti, pace, solidarietà, cultura e rapporti economici più equi e sostenibili. (altro…)

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C´è un “cartello verde”, né partito né movimento, che si mobilita in queste elezioni per presentare nei prossimi giorni alle forze politiche un´Agenda ambientalista in 12 punti. È composto da sette fra le principali associazioni ecologiste: WWF, Legambiente, Greenpeace, Fai (Fondo ambiente italiano), Federazione nazionale Pro Natura, Cai (Club alpino italiano) e Touring Club. Un milione di iscritti per un´area d´opinione ben più vasta. E a memoria d´uomo è la prima volta che un tale schieramento riesce a coalizzarsi per promuovere la Ri/Conversione ecologica del Belpaese.

Se qualcuno pensa ancora che si tratti di una questione accessoria o marginale, di retorica paesaggistica o peggio di fondamentalismo verde, si sbaglia di grosso. Qui si parla di ecologia ed economia. Vale a dire di sviluppo sostenibile, compatibile con la difesa dell´ambiente e della salute collettiva. Quindi di investimenti, lavoro, servizi, patrimonio culturale e risorse naturali, mobilità e infrastrutture, turismo e agricoltura. Un programma di governo, insomma, per il futuro del Paese. (altro…)

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ObamaSi riaccende l’entusiasmo per l’Obama paladino della green economy.

Clima ed energie pulite in cima all’agenda di Barack Obama: «L’America non può resistere a questa transizione, dobbiamo guidarla». 

E’ stato davvero travolgente il discorso con il quale il presidente Usa Barack Obama ha inaugurato il suo secondo mandato. «Noi, il popolo – ha dichiarato, ponendo l’accento sul sentimento della collettività  – crediamo ancora che i nostri obblighi in quanto gli americani non siano solo per noi stessi, ma per tutti i posteri.  Rispondere alla minaccia del cambiamento climatico, sapendo che il non farlo sarebbe tradire i nostri figli e le generazioni future. Qualcuno può ancora negare la sentenza schiacciante della scienza, ma nessuno può evitare l’impatto devastante degli incendi che infuriano, della siccità paralizzante e delle tempeste più potenti.Il cammino verso le fonti di energia sostenibile sarà lungo e talvolta difficile. Ma l’America non può resistere a questa transizione, dobbiamo guidarla. Non possiamo cedere ad altre nazioni la tecnologia di una nuova energia che crea posti di lavoro e nuove industrie, dobbiamo rivendicare questa promessa. In questo modo manterremo la nostra vitalità economica ed i nostri tesori nazionali: i nostri boschi e cosi d’acqua, i nostri campi coltivati e i picchi innevati. Così preserveremo il nostro pianeta affidato alle nostre cure da Dio. Questo è ciò che darà un senso alla fede dichiarata dai nostri padri». (altro…)

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Bene il disegno di legge italiano contro il consumo di suolo, anche se era meglio un decreto.

Il drammatico quadro della perdurante crisi economico e finanziaria spinge i governi verso ulteriori deregolamentazioni in campo ambientale. Tanto per cambiare le problematiche ambientali, più che mai in un momento di crisi, sono ancora una volta considerate come un lusso che non ci si può permettere.

La cultura economica opera ancora in un’ottica culturale  che resta permeata dal mito dell’incremento della crescita materiale e quantitativa e che continua a ignorare la centralità del capitale naturale e la finitezza biofisica delle capacità rigenerative e ricettive dei sistemi naturali della nostra meravigliosa Terra. (altro…)

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Il 5 giugno si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Quella del 2012 si terrà in Brasile a Rio de Janeiro e come slogan porterà un quesito: “Economia verde: ti include?”.

La manifestazione impone a tutti gli abitanti della Terra una riflessione sul livello di implicazione di ciascuno in questo nuovo settore dell’economia, quanto meno perché, in un contesto di crisi mondiale, potrebbe rappresentare una boccata d’aria fresca.
Il rapporto dell’Ilo (Organizzazione internazionale del Lavoro) e Unep (United Nations Environment Program), pubblicato il 4 giugno, annuncia che nei prossimi vent’anni “La transizione verso la green economy avrà ripercussioni su almeno la metà della manodopera mondiale (1,5 miliardi di persone)”. Un cambiamento che interesserà l’agricoltura, l’industria forestale, la pesca, il settore dell’energia, l’industria manifatturiera ad alta intensità di manodopera, il riciclaggio dei rifiuti, le costruzioni e i trasporti, così che l’economia verde potrebbe portare nei prossimi vent’anni tra i 15 e i 60 milioni di nuovi posti di lavoro nel mondo. Saranno le economie emergenti e i paesi in via di sviluppo a trarne i maggiori benefici perché, a differenza dei paesi industrializzati, non dovranno riconvertire le proprie infrastrutture. (altro…)

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Il mercato ha già scelto: ecco come cambierà la nostra vita.  Il ministro dell´ambiente Clini: “Lavoriamo per le tecnologie eco-efficienti”. 

DURBAN – Tra non paper, i documenti scritti per restare nel vago, e sigle come Mrv (il monitoraggio delle emissioni serra) o Lulucf (l´impatto ambientale della deforestazione) la trattativa sul clima rischia di apparire un dibattito lunare. Eppure alla conferenza Onu di Durban si discute di cose molto concrete: il livello di comfort delle case in cui abitiamo, il modo in cui andiamo a lavorare e i veleni che respiriamo nel tragitto, la presenza di cumuli di rifiuti vicino a casa o la possibilità di riciclarli creando lavoro.
Molto probabilmente il mondo andrà nella direzione indicata dai flussi di investimento privati, che dal 2008 premiano le rinnovabili rispetto ai combustibili fossili, e dalla capacità di pianificazione di Pechino, che nei prossimi 5 anni investirà 250 miliardi di euro nelle tecnologie per ridurre le emissioni di anidride carbonica. Ma un fallimento della conferenza, prodotto dalla resistenza del cartello che fa capo agli Stati Uniti, rallenterebbe la riconversione industriale proprio mentre il caos climatico accelera moltiplicando alluvioni e siccità devastanti. (altro…)

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