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Posts Tagged ‘greenpeace’

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Attivisti sulla ciminiera: è ora di uscire dalle fonti fossili!

Questa mattina un gruppo di nostri attivisti è entrato nell’impianto della ex Liquichimica Biosintesi, a Saline Joniche, in provincia di Reggio Calabria, dove potrebbe sorgere una nuova centrale a carbone.

Hanno scalato la ciminiera e ora si trovano proprio in cima, dove stanno componendo la scritta “STOP CARBONE”, lunga circa 70 metri, che sarà leggibile anche a due chilometri di distanza.

Già alle prime luci dell’alba i nostri attivisti hanno scritto “NO AL CARBONE”– con la tecnica del light painting ai piedi della ciminiera, mentre altri hanno aperto uno striscione sul quale si legge “STOP CARBONE, ACCENDIAMO IL SOLE”.

 

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attivisti
Bloccata in porto una nave che trasporta olio di palma

Da questa mattina alcuni dei nostri attivisti stanno impedendo l’attracco al porto di Rotterdam di una nave che trasporta olio di palma importato dall’azienda malese IOI, il colosso che distrugge le foreste primarie indonesiane e viola i diritti umani, come rivelato proprio oggi nel nostro nuovo rapporto “Un costoso trade off“.

La nostra Esperanza è infatti ormeggiata sul retro della raffineria e sta impedendo lo scarico di olio di palma. Tra gli attivisti ci sono anche due indonesiani che hanno sofferto in prima persona gli effetti degli incendi appiccati per espandere le piantagioni di palma. Entrambi sono stati addestrati da Greenpeace per individuare, prevenire e spegnere gli incendi.

 

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accendiamo-il-sole
I nostri volontari nelle piazze: con rinnovabili guadagnano l’ambiente e i cittadini!

Questa mattina centinaia di nostri volontari hanno installato simbolicamente dei pannelli fotovoltaici, per chiedere al Governo un impegno concreto in fatto di rinnovabili e ricordare a tutti che l’energia solare è un vantaggio, sia economico che ambientale.

Proprio poco tempo fa, grazie alla nostra campagna “Accendiamo il sole”, abbiamo raccolto in appena due settimane i fondi necessari a realizzare un impianto fotovoltaico da 40 kW sull’isola diLampedusa: un impianto che farà risparmiare al Comune circa 200mila euro ed eviterà l’immissione in atmosfera di quasi 300 tonnellate di CO2, l’equivalente di 1 milione di km percorsi in auto!

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Fermato il progetto che minacciava il cuore dell’Amazzonia

L’Istituto Brasiliano delle Risorse Naturali Rinnovabili e Ambientali (IBAMA) ha annunciato ieri l’annullamento della licenza di costruzione del mega-progetto di São Luiz do Tapajós, una gigantesca diga idroelettrica che avrebbe stravolto il cuore dell’Amazzonia brasiliana.

La diga avrebbe causato danni irreversibili per l’ambiente e minacciato le terre e la sopravvivenza del popolo indigeno Munduruku.

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Greenpeace

Il ministro non risponde, eppure smettere di usare fossili per le piccole isole sarebbe nell’interesse (anche economico) di tutti gli italiani. Le cosiddette isole minori italiane infatti oggi producono la propria energia quasi interamente dal petrolio, energia estremamente inquinante e anche parecchio costosa.

Siamo infatti tutti noi cittadini a farcene carico, con oltre 60 milioni di euro l’anno che gravano sulle nostre bollette energetiche. Soldi che potrebbero essere risparmiati e magari investiti per fare delle nostre isole un modello di sviluppo 100% rinnovabile. (altro…)

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Blitz di Greenpeace questa mattina presso una sede di Siemens Italia, a Milano, per chiedere all’azienda di non partecipare alla costruzione di una mega diga idroelettrica nella foresta amazzonica. (altro…)

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Grenpeace

40 sindaci europei: «Non daremo l’assenso ad alcun accordo che non tenga conto delle città».

Sit-in STOP-TTIP/CETA davanti alla sede del Consiglio Ue a Bruxelles.

I ministri del commercio dell’Unione europea sono riuniti per decidere se i parlamenti nazionali saranno autorizzati a ratificare il CETA prima della sua applicazione. In agenda anche le discussioni sul TTIP, nei cui confronti è in aumento l’opposizione pubblica,  dopo che  il 2 maggio Greenpeace Olanda ha svelato una parte dei testi negoziali, rimasti fino quel momento segreti e proprio Greenpeace ha reso noto che «La presidenza olandese del Consiglio dell’Unione europea ha respinto questa mattina la richiesta di Greenpeace e di altre voci della società civile di trasmettere in streaming i colloqui ministeriali in programma oggi a Bruxelles sul TTIP e sul CETA, gli accordi sul commercio che la Ue sta negoziando rispettivamente con gli Stati Uniti e il Canada». (altro…)

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Greenpeace
Basta proclami: agli impegni presi all’estero seguano i fatti in Italia!

In occasione dell’incontro previsto oggi a New York per firmare gli accordi sul clima presi lo scorso dicembre a Parigi, abbiamo inviato una lettera aperta al premier per chiedere che alle promesse seguano fatti concreti!

Nonostante gli impegni presi a livello internazionale, una volta rientrato “a casa” Renzi ha sempre smentito se stesso, perseverando in politiche tutt’altro che attente ai cambiamenti climatici.

 

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Spettacolare striscione di 150 metri quadri nella galleria Umberto I

Mai più. È quello che pensiamo quando ci tornano in mente le angoscianti immagini dell’incidente della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico. Oggi lo abbiamo detto a tutti: i nostri attivisti hanno aperto un enorme banner dove è raffigurato il disastro, accaduto nel 2010, con la scritta “MAI PIÙ” e l’invito a votare Sì al referendum del 17 aprile.

Cosa accadde

Nel disastro morirono 11 persone e vi fu la fuoriuscita incontrollata, per 106 giorni, di una quantità dipetrolio ancor oggi imprecisata, tra i 3 e i 5 milioni di barili. Quell’incidente rimane il peggiordisastro ambientale della storia degli Stati Uniti, che per anni hanno chiesto alla BP 34 miliardi di dollari di danni. La compagnia ne pagherà invece 20.

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MuskRenziprovoca, Greenpeace risponde: il botta e risposta è sui Social Network . Ieri, il premier Matteo Renzi in diretta su Facebook e Twitter con l’hashtag #matteorisponde, ha detto all’associazione ambientalista di essere pronto a affrontare un confronto pubblico su trivelle e rinnovabili. “Renzi è convinto, come ci ha risposto con un tweet, che il solare non possa fare più del 7%. Eppure, numerosi studi dimostrano il contrario. Elon Musk, l’imprenditore che ha lanciato la Tesla, ​ ​sostiene che il solare può coprire il fabbisogno energetico dell’intera Cina”, ha risposto Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia. (altro…)

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renzi-nevada

L’associazione replica a distanza alle dichiarazioni del premier dal Nevada: “Il capo del governo è dalla parte delle lobby fossili, non inganni gli italiani. È insopportabile che si faccia vanto persino dei primati italiani in fatto di rinnovabili, quando ci sono migliaia e migliaia di lavoratori che in quel settore hanno perso il posto per causa delle sue politiche sbagliate e vecchie”.

Sorpresa, Matteo Renzi torna fan delle rinnovabili (a parole), maGreenpeace non ci sta. Il presidente del Consiglio è volato Stillwater (in Nevada) “per visitare la centrale di energie rinnovabili più innovativa del mondo. Che è italiana, anche se spesso il nostro Paese sembra fare tutto per nascondere le proprie eccellenze”, ha spiegato in un post su Facebook. Il riferimento è alla mobilitazione trasversale per il sì al referendum sulle trivelle. E fra le ragioni del sì e del no in queste settimane si è discusso anche di rinnovabili, come fonte di energia alternativa a quelle tradizionali costituite da idrocarburi. (altro…)

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Greenpeace

Da nord a sud, mobilitazione dei nostri volontari per il referendum del 17 aprile.

È probabile che qualcuno di voi li abbia incontrati in piazza stamattina… i nostri volontari  in versione “oil men” sono infatti entrati in azione in 22 città italiane per ricordare ai cittadini che si avvicina l’appuntamento con le urne: il 17 aprile potranno smentire la strategia energetica del governo ed esprimersi per difendere il mare!
Vestiti di nero e con il volto e le mani sporchi di una sostanza simile al petrolio hanno animato dei flash mob per richiamare l’attenzione delle persone, esponendo striscioni con il messaggio “Il mare non si trivella” declinato, di città in città, nel dialetto locale.
È paradossale che una sostanza con la quale non vorremmo sporcarci mai sia invece serenamente ammessa nei nostri mari! Con una media di 38 milligrammi per metro cubo, il Mediterraneo è il mare più inquinato dagli idrocarburi al mondo.

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Greenpeace

Gli spot partiranno (forse) a 28 giorni dalle urne: la legge ne prevede almeno trenta.

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Referendum
Mobilitazione dei nostri volontari in 23 città a sostegno del referendum del 17 aprile

La bellezza del nostro Paese e le trivelle sono incompatibili.

I nostri volontari l’hanno mostrato a tutti, esponendo in 23 diverse città italiane un’immagine metaforica del Paese sporcato di petrolio per rendere evidente, in modo surreale, in cosa rischierebbe di trasformarsi l’Italia petrolizzata e diffondere un chiaro messaggio: “L’Italia non si trivella”!

 

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Mappa_piattaforme
Non abbiamo indizi, ma prove: le piattaforme in Adriatico inquinano oltre i limiti di legge

Sostanze chimiche pericolose, con un forte impatto sull’ambiente e sugli esseri viventi, si ritrovano abitualmente nei sedimenti e nelle cozze che vivono vicino le piattaforme offshore in Adriatico. Spesso in concetrazioni al di sopra dei limiti previsti per legge.

È quanto emerge dal nostro nuovo rapporto “Trivelle fuorilegge” in cui, per la prima volta, vengono resi pubblici i dati ministeriali relativi all’inquinamento generato da oltre trenta trivelle operanti nei nostri mari.

 

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Ecco la nostra campagna per il referendum: il 17 aprile tutti a votare Sì per fermare le trivelle!

Il nostro Paese non ha bisogno delle trivelle nei mari, ma di cittadini informati e consapevoli che lo mettano in salvo dai petrolieri. Per questo stamattina siamo entrati in azione a Piazza Venezia, a Roma, proprio davanti all’Altare della Patria: per protestare pacificamente contro la strategia energetica del governo e invitare gli italiani a votare al referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile!

Quale luogo migliore per ricordare ai cittadini che il referendum del prossimo 17 aprile riguarda l’Italia nella sua interezza?

I nostri attivisti sono andati “in piazza” con 30 piccole trivelle e uno striscione sul quale si leggeva“L’ITALIA NON SI TRIVELLA!”

Il loro appello è anche per te: da oggi puoi entrare in azione anche tu, firmando il tuo impegno a votare sì al referendum e scaricando l’action kit per diffondere la campagna referendaria!

 

Per raggiungere il quorum e dire No una volta per tutte alle trivelle, c’è bisogno del tuo voto! 

Le trivelle non sono “solo” una grave minaccia per i nostri mari, ma rappresentano un indirizzo energetico insensato, che condanna l’Italia alla dipendenza dalle fonti fossili. Un favore alle lobby del petrolio che espone a rischi enormi economie importanti come il turismo e la pesca.

Se non fermeremo le trivelle, i nostri mari finiranno nelle mani dei petrolieri: informati ora e contribuisci a diffondere la campagna sul referendum del 17 aprile

Da greenpeace.org

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Greenpeace

Comincia la campagna referendaria di Greenpeace in vista della consultazione fissata per il 17 aprile sulla durata delle concessioni petrolifere: una scritta umana di trecento metri quadri, composta da 105 persone sulle spiagge di Barletta, per mandare un messaggio inequivocabile: No oil. (altro…)

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PFC
Siamo passati nel negozio in Galleria San Carlo, per protestare contro l’uso di PFC

Basta sostanze chimiche pericolose nella produzione di abbigliamento e accessori! Stamattina abbiamo voluto dirlo forte e chiaro al marchio statunitense: i nostri attivisti hanno condotto un’azione dimostrativa impiegando coriandoli rossi –simbolo dei composti PFC – all’interno e davanti al negozio del noto marchio.

Come evidenziato nel nostro rapporto”Tracce nascoste nell’outdoor”, nel quale sono stati analizzati 40 prodotti, il sacco a pelo “The North Face” ha mostrato una delle concentrazione più elevate di PFOA, un PFC a catena lunga collegato a numerose patologie gravi tra cui il cancro.

 

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trivelle

Sergio Mattarella ha firmato il decreto sulle norme in materia ambientale che indice il referendum sulle trivelle per il 17 aprile. Il suo atto rimanda a un responsabilità gravissima, quella di Renzi e dei suoi ministri: lo spreco di soldi pubblici – che si sarebbe potuto evitare con l’Election Day – coincide in questo caso con una sottrazione di democrazia ingiustificabile.

Andando a votare il 17 aprile, la durata della campagna referendaria risulterà compressa al limite della legge: è possibile, ad esempio, che non vi siano i tempi tecnici per garantire almeno i 45 giorni previsti dalle norme sulla par condicio. (altro…)

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electionday
Il Governo propone il voto al 17 aprile: un regalo ai petrolieri a spese degli italiani

Come affossare la democrazia in Italia? Un esempio per tutti è quello che ci ha offerto ieri sera il Governo, che ha indicato come data per il referendum sulle trivelle il 17 aprile. Così si comprimono drasticamente i tempi per la campagna referendaria, che serve a tutti i cittadini per essere consapevoli e informati; e si sprecano oltre 350 milioni di euro di soldi pubblici.

Quella di Renzi e dei suoi ministri è una decisione “da furbetti”, antidemocratica e scellerata, una truffa pagata coi soldi degli italiani. Il primo ministro sta giocando sporco, svilendo la democrazia a spese di tutti noi. È chiarissima la sua volontà di scongiurare il quorum referendario, non importa se così si sprecano centinaia di milioni degli italiani per privilegiare i petrolieri.

 

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