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Posts Tagged ‘guerra’

sponsor

“Colin Powell tifa Clinton” titola Il giornale, in un articolo che occupa la testa della home page.

“Sponsor della guerra in Iraq, ora vuole Hillary presidente”: non sfugge nulla al giornalista.
Eccetto il fatto che anche l’allora presidente del Consiglio, nonché proprietariodel quotidiano, fosse favorevole alla guerra .
E che parte delle prove false, per rafforzare la tesi delle armi di distrazioni di massa gliele ha fornite proprio il Sismi di Pollari. (altro…)

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Blob
Nel 2001, in quell’11 settembre, il giorno in cui il mondo conobbe al Qaeda e Bin Laden, mentre guardavo le immagini dell’attacco alle Torri gemelle, non mi rendevo conto che stavo vivendo un momento importante della storia.
Quelle due torri in fiamme colpite in modo così preciso erano qualcosa che andava oltre al reale conosciuto, sembravano effetti speciali di un film, un qualcosa che fino ad allora era difficile da concepire, di allora riusciva a concepire.

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Di Battista

Renzi sembra un “Badoglio al contrario”. Quello del 1943 trattava la pace mentre diceva che la guerra andava avanti. Questo di oggi dice nel suo “incontro bilaterale con Barbara D’Urso” che non si va in guerra in Libia ma poi, di fatto, ci pensa eccome ed è pronto ad assecondare le pressioni francesi. (altro…)

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Nel corso dei secoli in cui finora si sono dipanate le vicende umane, sono stati fatti quasi tutti i tipi di guerra: d’aggressione, di difesa, di convenienza, di colonizzazione, d’indipendenza, di liberazione, di rivoluzione, di prevenzione e così via.

Ultimamente però ci stiamo specializzando nella guerra stupida.

Intendo stupida proprio secondo il celebre Quadrante di Cipolla: apporta danni agli altri senza alcun vantaggio per se stessi, anzi procurando grandi svantaggi anche a chi la dichiara. (altro…)

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Vauro

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Biani

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PariPrima di discutere di un eventuale coinvolgimento italiano nel bombardamento dell’Is, a me piacerebbe una cosa.

Ma piccola.

E cioè che tutti coloro che 13 anni fa erano favorevoli alla guerra in Iraq – quella che ha creato l’Is – chiedessero scusa e poi tacessero.

No, perché io me li ricordo tutti, o almeno parecchi: dai deliranti articoli di Giuliano Ferrara (che chiamava “pacifascisti” i contrari all’intervento) fino agli interventi belligeranti qui in redazione di Giampaolo Pansa, che aveva già iniziato il suo triste viaggio verso la destra peggiore. E mi ricordo di Blair e Aznar, ma più in piccolo anche del nostro Giuliano Amato – interventista “in nome dell’Occidente” – per non dire dei capataz della destra berlusconiana, dai Gasparri ai La Russa, tutti ultrà bushisti senza se e senza ma, con tanto di propaganda sul sito, e naturalmente la Lega schierata a ruota, e Libero che distribuiva le bandiere americane, e Panorama che voleva indire una manifestazione pro guerra. (altro…)

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Raid

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casa loroSe davvero gli aerei italiani inizieranno a sganciare bombe in Iraq, Matteo Renzi dovrà cancellare il ricordo di quando digiunava per la pace seguendo le consegne di papa Giovanni Paolo II.   Era il gennaio 2003 e si avvicinava una giornata che, all’epoca, segnò molto la vita politica italiana e internazionale, la grande manifestazione contro la guerra in Iraq del 15 febbraio. Quel giorno si dispiegò una partecipazione enorme per le vie di Roma,tanto che il New York Times fu indotto a parlare di una “seconda potenza mondiale” indicando con questo termine il movimento pacifista.In piazza San Giovanni, quel giorno, accanto ai “no global” e al mondo cattolico si schierarono tutti i dirigenti dell’allora Ulivo: da Massimo D’Alema a Walter Veltroni, da Piero Fassino a Francesco Rutelli.   Le cronache non dicono se in piazza ci fosse anche Matteo Renzi, ma il partito di cui era coordinatore a Firenze, la Margherita, si schierò con quella piazza sapendo che si trattava di una prova generale per andare alla resa dei conti con il governo Berlusconi.   (altro…)

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tornadoLo scambio con gli Stati Uniti nello scacchiere geopolitico desiderato dal premier.

Non c’è ancora un orientamento preso dal governo”, ma l’Italia ha già deciso “con i nostri alleati di contrastare con forza il Daesh”.Ilministro della Difesa, Roberta Pinotti, chiarisce così, durante una conferenza stampa con il capo del Pentagono, Ash Carter, a che punto è la questione bombardamento in Iraq. La decisione formalmente non è presa, e il governo assicura che ci sarà un voto del Parlamento,maMatteoRenzi un impegno di massima con l’alleato americano l’ha preso a New York, durante l’Assemblea generale dell’Onu.   Un’offerta di “sostegno risoluto”, che gli Usa hanno accolto con favore, ma non hanno particolarmente sollecitato. Perché poi, si parla di armare 4 Tornado, che nell’ambito di un’operazione come quella in Iraq sono abbastanza irrilevanti. (altro…)

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biani“Sapete per caso con chi stanno oggi gli italiani?”. La celebre frase di Otto von Bismarck torna in mente ogni volta che l’Italia entra in guerra, vista la nostra luminosa tradizione in materia: prima ci dichiariamo neutralisti o pacifisti o “non belligeranti”; poi partiamo in quarta su un fronte, di solito quello che perderà; infine chiudiamo in bellezza alleandoci con l’altro fronte, di solito quello che sta vincendo. Fu così nella Prima guerra mondiale, e anche nella Seconda. Ma anche, a ben vedere, nella catastrofica missione in Libia: eravamo (dai tempi di Andreotti e Moro a quelli di B.) amici di Gheddafi e finimmo col bombardarlo. In Afghanistan e Iraq facemmo ancora meglio: riuscimmo a essere contemporaneamente alleati dei nostri amici e dei nostri nemici, mettendoci d’accordo sia coi talebani sia coi terroristi che fingevamo di combattere, perché ci lasciassero relativamente in pace. (altro…)

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Segnali

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Il bivio

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Ellekappa

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Ellekappa

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Gino StradaL’ARCOBALENO PERDUTO Parla Gino Strada (Emergency).

“Nel 2003 erano tutti a manifestare in piazza, ora hanno cambiato idea perché sono tornati al governo. L’Isis? Dei sanguinari. I kalashnikov ai curdi? Pericoloso, è il regalo per gli amici del momento”.

L’intervista Gino Strada, Emergency.

“Jihadisti sanguinari, ma sono anche il prodotto della politica delle armi”.

Una volta che ho deciso di andare ad ammazzare qualcuno, la modalità è secondaria perché sto facendo la più grande cazzata che un essere umano possa fare”. Gino Strada vive e lavora in Sudan, ma è in contatto quotidiano con i medici della sua Emergency che gestiscono ospedali e campi profughi ad Arbat e Choman (nel Kurdistan iracheno), dove sono confluiti   migliaia di sfollati in fuga dalle regioni sotto   attacco dell’Isis e   dalla guerra civile   in Siria.   Che cosa sta succedendo in Medio Oriente?   Ho vissuto tre anni e mezzo nel kurdistan iracheno. Era il 1996 ed era in corso una guerra civile tra le due fazioni curde: il Pdk di Masoud Barzani (l’attuale presidente del Kurdistan iracheno, ndr) e l’Upk di Jalal Talabani. Quando il Pdk stava per essere sconfitto, chiamò in aiuto i carri armati di Saddam Hussein. (altro…)

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Daniel“Colpo di mortaio partito da una scuola dell’Onu” Nella Striscia i “collaborazionisti” fucilati in pubblico.

ASHKELON – Un bambino di cinque anni ucciso in un kibbutz da un colpo di mortaio (sparato da una scuola dell’Unrwa, secondo lo Stato ebraico), una sinagoga distrutta da un razzo, missili in tutto il sud e su Tel Aviv. E diciotto “collaborazionisti” assassinati a sangue freddo a Gaza. Il venerdì della vendetta, promessa da Hamas dopo che gli israeliani avevano ucciso tre comandanti militari (e probabilmente anche il capo delle brigate Ezzedin al-Qassam Mohammed Deif) è andato come a Gaza avevano programmato. Forse, dal loro cinico punto di vista, anche meglio, con il primo morto di Israele dopo la rottura della tregua decisa da Hamas martedì scorso. Oltre cento razzi sono partiti da Gaza e la risposta israeliana non si è fatta attendere. (altro…)

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Cecigian

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NetanyahuA ventiquattr’ore dalla scadenza del cessate-il-fuoco, le posizioni sul piano studiato al Cairo si irrigidiscono Netanyahu pronto a concessioni su frontiere e zona di pesca. Ma il leader della Striscia: “Non basta”.

GERUSALEMME – A ventiquattr’ore dalla scadenza del cessate-il-fuoco le posizioni (almeno a parole) si irrigidiscono. Israele ed Hamas sembrano lontane da un accordo e il piano di pace per una tregua più duratura discusso al Cairo (sponsor gli egiziani) rischia di restare lettera morta.
Il premier israeliano Netanyahu ha fatto diverse concessioni (la zona di pesca allargata fino a 9-12 miglia, riapertura delle frontiere con controllo dei palestinesi di Abu Mazen, l’ingresso di aiuti umanitari e per la ricostruzione) ma è stato netto su una cosa: Hamas «non può sperare di compensare una sconfitta militare con un successo politico» e Israele non accetterà mai una proposta di tregua che non tenga conto degli interessi di sicurezza di Gerusalemme (quindi niente più razzi e missili lanciati dalla Striscia di Gaza). Hamas nega la sconfitta militare (che in realtà c’è stata), accusa il premier israeliano di «nascondere le ingenti perdite» subite dall’esercito e minaccia: «Il prossimo round si gioca ad Ashkelon», ovvero in territorio israeliano. (altro…)

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Curdi

Mosul, i caccia Usa bombardano l’Is che assedia la diga Violenti combattimenti. I curdi: “Abbiamo vinto noi”.

TALSQUF (KURDISTAN IRACHENO) – SPALLEGGIATI dai caccia e dai droni di Washington, per i peshmerga è stata una passeggiata la riconquista della malconcia cittadina di Talsquf, sulla sponda orientale della più grande chiusa irachena, la diga di Mosul, ex diga Saddam, che i leader dello Stato islamico hanno più volte minacciato di far esplodere. «Con i loro guerriglieri abbiamo giocato d’astuzia: ci siamo ritirati da qui due giorni fa e loro, sicuri della nostra disfatta, sono entrati trionfanti con le jeep appena rubate nella base militare di Mosul. A spazzarli via, ci hanno pensato i caccia di Obama », racconta compiaciuto il giovane combattente curdo Alwand Balaki. (altro…)

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