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Posts Tagged ‘guzzanti’

L'espresso

Un invito colorito e sui generis ai romani a ‘pagare i biglietti dell’autobus’ e una minaccia ai turisti tedeschi “che arrivano in Italia e buttano la carta per terra”. Sono loro i destinatari del video messaggio in cui Sabina Guzzanti torna a vestire i panni di Giorgia Meloni, candidata al Campidoglio. (altro…)

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guzzantiSabina Guzzanti Ritorna a teatro con “Come ne venimmo fuori”, spettacolo autoprodotto: “Scelta obbligata”.

Con una redingote e un paio di pantaloni ampi come quelli del Signor Bonaventura, Sabina Guzzanti sale sul palco trepidante per pronunciare il discorso celebrativo sulla fine dell’età più buia dell’umanità, il periodo dal 1990 al 2041, e spiegare Come ne venimmo fuori. Sabina Guzzanti torna al teatro, ovvero a casa, ma torna anche al futuro. Debutta venerdì prossimo a Bergamo (poi in tourné e fino al 6 aprile,tutte le date su sabinaguzzanti.it ) il suo nuovo monologo scritto e realizzato in totale autarchia: “Autoprodurre Come ne venimmo fuori è stata una scelta quasi obbligata, altrimenti mi toccherebbe dire le stesse cose che dicono gli altri. E nello spettacolo cerco di spiegare perché”. (altro…)

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La trattativaSe il film La Trattativa di Sabina Guzzanti fosse già uscito nelle sale, si eviterebbero molti equivoci. Almeno per chi è interessato alla storia che racconta. Non per i poveracci che l’hanno recensito senza vederlo o degli onanisti della penna alla Battista, che sguazzano compiaciuti nella presunta rissa fra “forze del Bene”, infischiandosene dell’oggetto del contendere: i fatti e le sentenze che documentano inoppugnabilmente la trattativa Stato-mafia. Come se il contrasto fra Sabina e Caselli potesse inficiare un fatto storico gravissimo che i negazionisti alla vaccinara seguitano a gabellare per “eventuale, problematico, immaginato”, addirittura “fiction” solo perché finalmente è diventato un film. La polemica è nata dalla proiezione di alcuni frammenti del film alla festa del Fatto. (altro…)

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SOLIDARIETÀ a Sabina Guzzanti, che ha firmato l’appello sbagliato credendo di firmare quello giusto, se ne è accorta, ha twittato “ho fatto una cazzata”. L’appello è il dazio che le persone note devono pagare alla loro dubbia fama, pare che il titolo di “primo firmatario” equivalga, nell’araldica del prestigio pubblico, almeno quanto Arciduca, “promotore” è quasi una salita al trono, firmare nel mucchio è meno rilevante ma il nome in lista, specie se in grassetto, dà comunque prestigio. Ne ho firmati una manciata anche io, alcuni per vanità, altri per sfinimento (alla decima telefonata si pensa che è meglio cedere piuttosto che prolungare il tormento, come la donna di mondo che dice “e va bene, facciamolo” pur di levarsi di torno l’importuno), un paio addirittura per autentica convinzione, ma ogni volta che li ho riletti ho pensato “mah, sarà poi giusto?”; e ho trovato consolazione solo nella certezza che l’erosione del tempo è una formidabile medicina, cancella quasi ogni cicatrice, figuriamoci il tuo nome in un corteo di altri nomi.  (altro…)

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Cosa blocca il paese?
La presenza dell’articolo 18?
Il meccanismo delle pensioni retributivo?
Il welfare, la scuola pubblica, gli asili pubblici, la sanità per tutti?

Oppure è qualcos’altro che ci sta portando verso la miseria?
Una tassazione così alta per cui la Svizzera è in questo momento invasa da piccoli imprenditori, professionisti, persone che cercano di mettere al riparo i loro soldi.

Un livello di corruzione così profondo per cui la riforma appena approvata sembra qualcosa di epocale (leggetevi i commenti di Bruno Tinti su Il fatto).  (altro…)

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Auditel: un’altra puntata record. Il tema dei rifiuti di Napoli. L’elenco del ministro Maroni.

Vieni via con me non finisce di stupire. Anche la terza puntata, infatti, andata in onda ieri sera ha fatto regostrare ascolti altissimi.
La media, secondo l’Auditel, è stata di 9.671.000 spettatori. Ancora una volta si tratta del programma più visto della prima serata di ieri e la cosa più sorprendente è che la puntata è stata piena di “difficoltà”, passando dai rifiuti di Napoli, alla criminalità, ai problemi degli handicappati.
Ma il programma di Fazio e Saviano continua a raccogliere audcience da partite della nazionale di calcio (quelle importanti, perché le altre le ha già superate).
A distanza, gli altri programmi: in 6.153.000 hanno visto I soliti ignoti su RaiUno e in 5.219.000 il Grande fratello su Canale 5. 
Roberto Maroni, che alla fine – come da accordi – ha letto un elenco di 3 minuti (qui il video su YouTube) sulle iniziative per contrastare le mafie.
Di Roberto Saviano, che tiene incollati allo schermo con il suo monologo sui rifiuti e i veleni (qui il video della Rai). E poi c’è la comicità di Corrado Guzzanti, il cui video (qui potete vederlo), e anche di questo ne siamo certi, domani figurerà tra i più cliccati.
 

 L’elenco di Maroni: “Ingiuste le parole sulla Lega” (video)

Verso le 22 entra in studio il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Per lui, come per gli altri, un elenco della durata di 3 minuti (qui il video su YouTube).
Il ministro legge la lista degli interventi fatti contro la mafia. Cita nomi, fatti, persone. Solo alla fine, arriva al “punto dolente”, il monologo della scorsa settimana di Roberto Saviano. “Le parole sui legami tra Lega e ‘Ndrangheta – dice Maroni – sono state ingiuste”.
Finisce così. Ma Fabio Fazio, alla fine della lettura, lo incalza: “Ministro, noi abbiamo solo detto che la mafia interagisce con il potere. E non c’è dubbio che la Lega, al Nord, è tra i partiti al potere”.
“Giusto”: risponde Maroni. “Ma visto che la percezione era stata un’altra era giusto fare chiarezza”. (altro…)

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