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Posts Tagged ‘hollywood’

Con la Taylor scompare l’ultima grande star di Hollywood. Gli esordi da diva bambina, le grandi interpretazioni degli anni Cinquanta accanto ad attori come James Dean e Paul Newman, i due Oscar. E la tumultuosa dimensione privata: la collezioni di mariti, il grande amore con Burton, l’amicizia con Michael Jackson. E l’impegno nella lotta all’aids.

E’ UN PERSONAGGIO davvero a due facce Liz Taylor, l’ultima grande star della vecchia Hollywood morta oggi a 79 anni. La prima è la carismatica, bellissima attrice dagli occhi viola, il due volte premio Oscar – per Venere in Visone (1960) e per Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966) – che abbiamo ammirato in tante indimenticabili interpretazioni. La seconda è l’inquieta protagonista delle cronache rosa e del gossip, la celebrità famosa per i suoi amori folli (vedi Richard Burton), per i suoi numerosi mariti, per l’amicizia fedele a star cadute in disgrazia (Michael Jackson) e per la partecipazione instancabile a iniziative benefiche di vario tipo. (altro…)

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I premi assegnati dalla stampa straniera di Hollywood decretano il trionfo della pellicola di Fincher su Facebook tra i drammi, e “I ragazzi stanno bene”. Firth e Portman migliori attori. “Io sono l’amore” di Guadagnino battuto dalla Bier.

NIENTE da fare. Ancora una volta, l’Italia registra un’amara sconfitta, nella cosiddetta “awards season” hollywoodiana: alla cerimonia di consegna dei Golden Globe  –   i premi assegnati dalla stampa straniera di Los Angeles, considerati la più importante e credibile  anticipazione degli Oscar – Io sono l’amore di Luca Guadagnino, candidato come miglior film straniero, è stato battuto da In un mondo migliore della danese Susanne Bier.

Per il resto, la serata ha rispettato tutte le aspettative della vigilia: a prevalere su tutti, in questa edizione numero 68, è The Social Network. Il film sulla nascita di Facebook ha portato a casa il premio più importante, quello per il miglior film drammatico. insieme ai globi per il miglior regista, David Fincher, per il miglior sceneggiatore, Aaron Sorkin, e per la migliore colonna sonora. The Fighter, dramma sul mondo della boxe, vince invece grazie ai suoi interpreti non protagonisti, Christian Bale e Melissa Leo. Ancora, I ragazzi stanno bene di Lisa Cholodenko, che racconta la crisi di una coppia lesbica e della loro non convenzionale famiglia, ha vinto la statuetta per la migliore commedia e ha visto Annette Benning vincere fra le attrici brillanti, battendo la sua partner sullo schermo stessa costar Julianne Moore.

Prevedibilissima anche la scelta di Colin Firth come migliore attore drammatico per la sua interpretazione di Giorgio VI in Il discorso del re: l’attore dal palco ha ringraziato la moglie italiana Livia “senza la quale la giornata non ha senso”. Scontata pure la vittoria di Natalie Portman nella analoga categoria femminile per la sua interpretazione di una ballerina psicopatica in Black Swan di Darren Aronofsky: l’attrice, tra l’altro, è in dolce attesa, aspetta un bimbo col Banjamin Millepied, conosciuto proprio sul set. Tra gli attori brillanti, ha vinto Paul Giamatti per La versione di Barney lasciando a bocca asciutta Johnny Depp che era presente con due candidature, per Alice in Wonderland e The Tourist. (altro…)

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La figlia Jamie Lee annuncia in tv la scomparsa dell’attore, indimenticabile partner di Lemmon e della Monroe (con cui ebbe anche una vera love-story) nel cult di Billy Wilder. Ma il pubblico italiano lo ha amato anche a fianco di Roger Moore in “Attenti a quei due”.

CHI AMA il cinema non potrà mai dimenticarlo vestito da improbabile donna, seduttore di una Marilyn Monroe al massimo del suo splendore. Ma ora Hollywood piange la scomparsa di uno degli ultimi esponenti della sua epoca d’oro: Tony Curtis è morto oggi a Las Vegas, al termine di una lunga malattia. Aveva 85 anni. Con lui se ne va un classico eroe brillante da commedia americana, l’allegro playboy del cult intramontabile A qualcuno piace caldo. Ma anche l’eponente di una famiglia d’arte che ha dato tanto al cinema: tra le sue mogli c’è stata la diva di Psyco Janet Leigh, la figlia Jamie Lee Curtis ha seguito le sue orme ed è diventata una star. 

Ed è stata proprio lei, Jamie Lee, a dare la notizia, alla tv americana, della morte del padre. Attore amatissimo anche qui in Italia, grazie ai personaggi ironici, sorridenti, affascinanti interpretati in carriera: uomini quasi sempre personaggi raffinati, ricchi di humor. Non solo sul grande schermo, ma anche in tv: in coppia con Roger Moore, nella mitica  serie Attenti a quei due.

Nato nel cuore del Bronx newyorkese da genitori poveri e immigrati, col vero nome di Bernard Schwartz, a dieci anni il futuro attore viene affidato dai genitori, insieme ai due fratelli più piccoli, alle cure dello Stato. Un’infanzia difficile, in cui impara precocemente a contare solo su se stesso, e in cui accumula frustrazione per la sua situazione ma anche una voglia matta di uscire dall’anonimato, dall’indigenza. Così, dopo una parentesi in Marina, si trasforma in James, poi Anthony, poi Tony Curtis, e comincia la sua avventura nel mondo difficile dello showbiz. Emigrando, ovviamente, nella Mecca del cinema: a Hollywood.

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Talvolta Hollywood ti sorprende. Favorevolmente.
Quest’anno almeno un film ha vinto meritatamente il premio, anche se si è trattato dell’oscar per il miglior film straniero.
Del regista (Campanella) avevo già visto un bel film, “il figlio della sposa” che consiglio caldamente anche se di genere assai diverso, ma questo è stato una vera sopresa.
E’ un film che sfrutta la storia di un orrendo delitto per raccontarci molto altro.
Amore, per esempio, in sue varie forme, di come può cambiare, degenerare, di come ci può influenzare, ma niente di banale o superficiale.
E’ un film sulla memoria, sull’amicizia, sulla speranza e sulla disperazione. E’ un film su vari aspetti della natura umana. (altro…)

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