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Posts Tagged ‘il giornale’

VauroEppure non è poi così difficile capirlo che difendere la libertà di espressione non significa condividere tutto quello che pensano, dicono, scrivono e disegnano quelli che se ne avvalgono. Non è poi così difficile capire che difendere la satira senza limiti non vuol dire che chi la fa non possa avere limiti (tutti ne abbiamo, e sono unici al mondo: dipendono dallo stile, dalla cultura, dall’educazione, dalla sensibilità, dall’eventuale fede di ciascun individuo). Vuol dire che quei limiti non possono e non devono essere fissati per legge, con tanto di sanzione a chi li viola: fermo restando il Codice penale per punire chi commette violenze, o istiga a commetterle, ma non chi esprime un pensiero, foss’anche il più bieco e ributtante. Giovedì a Servizio Pubblico e venerdì sul Fatto ho ricordato come i nostri politici e i loro servi hanno risolto in Italia il secolare dibattito sulla satira: abolendola dalla Rai. (altro…)

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Il Giornale“LIBERO ” E “IL GIORNALE” CHIAMANO IN CAUSA I COMMENSALI CHE AVREBBERO ASCOLTATO L’ODIO DEL GIUDICE, CHE PERÒ SI CONTRADDICONO.

A Scalea, rinomata meta turistica della costa calabrese, fino a due giorni fa si parlava solo dell’esordio in campionato del Napoli. La località è infatti buon ritrovo, da anni, di villeggianti partenopei. Il sollazzo estivo, tra pronostici e scaramanzie, è stato rotto dal caso Castiello e da oltre 48 ore fra tavolini e ombrelloni non c’è altro a tenere banco nella calura estiva. Quel racconto, consegnato al Giornale, della cena con Antonio Esposito, giudice che ha presieduto la sezione feriale della Corte di Cassazione che ha avuto l’unica colpa di aver confermato la condanna a Silvio Berlusconi. Ora emergono nuovi particolari su quella tavola imbandita mentre gli altri commensali smentiscono le frasi riportate da Castiello. Il tutto assume i toni di una commedia se non fosse che è stata tirata in ballo l’onorabilità del giudice. (altro…)

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Il GiornaleNella bizzarra convinzione che sputtanando il giudice si assolva il condannato, il Giornale pubblica ogni giorno a puntate le avventure del giudice Antonio Esposito: l’avvincente feuilleton si avvale di testimoni super partes, che disinteressatamente accorrono a compiacere B. narrando ai segugi sallustiani le gesta dell’alto magistrato fin dalla più tenera età. Ne emerge la figura di un supereroe da cartoon giapponese, dotato di uno stomaco di ghisa (è sempre lì che mangia con qualcuno) e ossessionato sin dall’infanzia dall’incubo B. (non parla d’altri che di lui, come Sherlock Holmes di Moriarty, come Eliot Ness di Al Capone, come Basettoni di Macchianera). Ieri sul Pornale, nell’ultima puntata della saga, il commissario Zuzzurlo ha scovato un tale Massimo Castiello da San Nicola Arcella (Cosenza) che dal 2011 non vedeva l’ora di liberarsi di un terribile segreto: una cena a casa sua, ospiti d’onore l’attore Franco Nero in arte Django e naturalmente lui, SuperEsposito, che per l’intero pasto avrebbe ammorbato i commensali con feroci invettive contro B.: “Mi sta proprio sulle palle… Si salva sempre.. gli avvocati… la prescrizione… Ma se mi dovesse capitare a tiro gli faccio un mazzo così…”. Già che c’era, il nostro eroe avrebbe tirato in ballo anche Wanna Marchi, da lui condannata nel 2009 subito dopo un’altra cena a Verona – anch’essa svelata dal Pornale – in cui avrebbe sparlato di lei e di B. (dunque, secondo la logica arcoriana, innocente pure lei). Esposito smentisce con tanto di testimoni. In attesa che l’ennesimo processo per diffamazione chiarisca chi mente fra i Sallusti boys e il giudice (noi un’ideuzza ce l’avremmo), siamo in grado di rivelare i prossimi episodi della serie. Con nuovi, mirabolanti colpi di scena.  (altro…)

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DiffamazioneQualcuno dovrebbe far qualcosa per Alessandro Sallusti. Stargli vicino, assisterlo nel momento del bisogno, magari visitarlo senza farsene accorgere. Da quando il suo padrone è stato condannato a 4 anni per frode fiscale, vive ore difficili e manifesta costanti segni di peggioramento. Perde colpi persino nell’arte della diffamazione, che lo vedeva primeggiare incontrastato in tutta la categoria. Il suo bersaglio, com’è noto, è il presidente della sezione feriale della Cassazione Antonio Esposito che il 1° agosto ha condannato B. assieme ad altri 4 giudici. L’indomani, come da contratto, Zio Tibia ha sguinzagliato i suoi segugi alle calcagna del malcapitato per scovargli qualche scheletro nell’armadio. I poveretti han setacciato fascicoli, compulsato sentenze, violato la privacy e il segreto bancario, auscultato portoni, interrogato edicolanti, perlustrato bar, importunato passanti, scoperchiato avelli, ispezionato cassonetti. E, col materiale raccolto, riempito una trentina di pagine, nel tentativo di dimostrare che il giudice è un poco di buono, dunque B. è un santo. Peccato che le accuse fossero tutte false. Falso che Esposito abbia barattato la richiesta di archiviazione per suo figlio, scoperto a cena con la Minetti, in cambio della condanna di B. (la richiesta di archiviazione per il figlio è di gennaio, l’assegnazione del processo Mediaset di luglio). Falso che a tavola alzi il gomito (è astemio). Falso che tenga lezioni a pagamento nella scuola della moglie all’insaputa del Csm (insegna gratis con l’ok del Csm). Falso che si appropriasse di processi altrui per finire sui giornali (sostituiva doverosamente colleghi assenti). Falso che faccia vita da nababbo (la presunta prova, una Mercedes, è un ferrovecchio del 1971 acquistato nel ’77 con 300mila km). Falso che fosse odiato per la sua faziosità quand’era pretore a Sapri (era odiato solo dai suoi imputati). Falso che fosse stato trasferito per affari loschi (il Tar annullò il provvedimento perché le accuse erano fasulle).  (altro…)

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Il linciaggio

IL QUOTIDIANO DI FAMIGLIA DEL CONDANNATO DI ARCORE SCRIVE MENZOGNE CONTRO IL PRESIDENTE DELLA CASSAZIONE CHE LO HA GIUDICATO SULL’EVASIONE MEDIASET: ECCO QUALI.

Dopo la condanna di Silvio Berlusconi a 4 anni di carcere Il Giornale di Alessandro Sallusti ha dedicato una ventina di pagine al 72enne presidente della sezione feriale della Cassazione. Il 3 agosto parte Stefano Lorenzetto con un articolo basato sul suo ricordo di una cena del 2009 con il giudice Antonio Esposito: “Così infangava Berlusconi il giudice che l’ha condannato” è il titolo. Il pezzo viene pubblicato solo dopo la condanna, nonostante il direttore Sallusti fosse informato da giorni. Quando il magistrato Ferdinando Imposimato, presente alla cena, dice al Fatto di non aver sentito nulla del genere, Lorenzetto lo fulmina: Imposimato era lontano e poi è troppo amico di Esposito per essere credibile. La prova? “Una fonte affidabile mi assicura che il figlio fu registrato all’anagrafe con il nome di Ferdinando proprio in onore di Imposimato”. La fonte è attendibile perché intrattiene ‘relazioni confidenziali ’ con Esposito. Peccato che non abbia svelato a Lorenzetto un altro segreto: Ferdinando è il nome del padre di Antonio. (altro…)

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Libero (altro…)

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Il giornaleVoleva colpire i politici ma ha sparato ai carabinieri.
Era senza lavoro in crisi, era disperato, ma non è uno squilibrato. Anche se avrebbe gridato sparatemi sparatemi.
Il PDL non ha perso l’occasione, alla faccia della pacificazione, per prendersela con Grillo. L’unica opposizione rimasta al governissimo.
Sale la tensione nelle piazze, titola “Il giornale” e ora mi è chiaro perché questa scelta per il Viminale.

Il resto ancora lo dobbiamo capire.
Qualche mese fa un signore si diede fuoco davanti Palazzo Chigi, preso dalla disperazione.
Mesi fa un signore si barricò dentro una sede dell’Agenzia delle entrate. (altro…)

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Due anni fa, le parole di Saviano a Vieni via con me causarono la reazione infuriata della Lega e del centrodestra: lo scrittore aveva affermato che le mafie parlano con chi ha potere e al nord questo potere è rappresentato anche dalla Lega, che amministra molti comuni e regioni al nord.

Il ministro Maroni ottenne uno spazio alla puntata successiva. E Il giornale (quello silente sui casi Cosentino e Dell’Utri) iniziò una campagna di firme.
Abbiamo visto quali erano i fatti: le ndrine comprano per i politici eletti in Consiglio regionale lombardo pacchetti di voti.
Con cui condizionano l’azione degli eletti: come quel Zambetti, a disposizione del boss Costantino.
E questi sono fatti. (altro…)

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Da fan sfegatati dello zio Tibia, al secolo Alessandro Sallusti, ci sia consentito dire che lo troviamo un po’ giù di corda. Non è l’impegno che gli manca, anzi dà sempre il massimo. Ma i risultati, purtroppo, non sono più quelli di un volta. Le campagne contro le toghe rosse, Boffo, Veronica ela D’Addario, o su casa Tulliani a Montecarlo, sono un lontano ricordo. Va subito precisato che la colpa non è sua: è che gli ordini da Arcore non arrivano più chiari e nitidi come un tempo. Il Cainano è in stato confusionale, con grave nocumento per gli esecutori materiali. Un giorno dice che Monti l’ha inventato lui, un altro minaccia di staccargli la spina. Un giorno fa annunciare da Alfano “una novità politica destinata a rivoluzionare la politica italiana”, l’indomani tiene un comizietto in un bar sport di Monza davanti a quattro gatti, peraltro ignari della minaccia (erano lì per farsi un bianchetto). Così, non sapendo più che pesci pigliare, Zio Tibia procede a targhe alterne: nei giorni pari attacca il governo, in quelli dispari lo esalta, nella speranza di sincronizzare i voltafaccia con quelli del padrone. Ieri, esausto, ha deciso di riposarsi un po’ e ha sparato in prima pagina uno scoop sensazionale – “Nasce la prima tv solo per cani” – corredato dalla foto-poster di un cane davanti a un teleschermo. (altro…)

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Il parlamento europeo si esprime in favore delle nozze gay, “no a definizioni restrittive di famiglia allo scopo di negare protezione alle coppie gay e ai loro figli” … e questa è la prima pagina de Il Giornale che sdegnato richiama ai valori della famiglia …

Quale famiglia mi chiedo? quali valori? quelli che ha fatto votare al parlamento Italiano che la prostituta marocchina (allora minorenne), Ruby Rubacuori, fosse la nipote dell’ex presidente egiziano Mubark?

Da stopcensura.com

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Da nonleggerlo.blogspot.com

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Ieri, per solennizzare il Giorno della Memoria, il Giornale è uscito con un numero da collezione, per soli amatori. Titolo di prima pagina: “Lettera ai tedeschi. A noi Schettino a voi Aushwitz”. E gigantografia della copertina dello Spiegel: una nave da crociera con la scritta “Kreuzfahrt in die Katastrophe”. Scrive Sallusti, noto germanista di madrelingua: “…copertina sul caso Concordia e un titolo che non lascia spazio a equivoci: ‘Italiani mordi e fuggi’ letteralmente, ma traducibile come ‘italiani codardi’”. Non sappiamo chi sia l’interprete dal tedesco di Sallusti, forse il dottor Kranz tetesco ti Cermania. Ma il titolo di copertina dello Spiegel non lascia spazio a equivoci: “Crociera nella catastrofe” letteralmente, ma traducibile come “crociera
nella catastrofe”. L’articolo anti-italiano, peraltro paradossale, è uscito sul sito del settimanale. Ma il meglio è l’argomento (si fa per dire) usato da zio Tibia per replicare: “È vero, noi italiani alla Schettino abbiamo sulla coscienza una trentina di passeggeri della nave, quelli della razza di Jan Fleischauer (autore dell’articolo) di passeggeri ne hanno ammazzati 6 milioni… (altro…)

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La vergogna.

nonleggerlo.blogspot.com

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Alessandro Gilioli ha appena lanciato l’appello, qualcuno lo aiuti. Ecco cos’ha scritto Giuliano Ferrara sul Giornale di oggi, davvero:

Cavaliere, torni a stupire l’Italia! … Berlusconi potrebbe far correre una ventata di energia politica nuova, decisiva, necessaria. Dare un orizzonte alla politica democratica. Parlare, dire la verità. Impegnarsi per un patto di riforma serio del sistema, sollecitarlo, e costruire un orizzonte credibile e responsabile per la ripresa e il rilancio della democrazia offuscata. Berlusconi potrebbe fare del 2013 una scadenza felice, un’opportunità, potrebbe diventare il padre nobile della Repubblica a venire, e un coautore decisivo della salvezza nazionale e di una Europa della quale si possa pensare che non esiste solo per una astratta e punitiva disciplina fiscale …

In poche parole. La destra liberale italiana incarnata per tanti anni dall’anomalo leader Berlusconi potrebbe diventare una destra di governo per il futuro … Berlusconi può stupire gli italiani una seconda volta, diventare il padre nobile, e forte, di una nuova e definitiva stabilizzazione, proporre lui una fase di coesione nazionale, e praticarla in nome delle riforme di sistema e di un progetto per il futuro.

Da nonleggerlo.blogspot.com

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La più imponente sentenza contro la criminalità organizzata al Nord arriva in tarda serata, dopo una camera di consiglio durata quasi due giorni, tra le proteste degli imputati. Alle otto, mentre i boss stavano per inscenare una nuova protesta, il gup Roberto Arnaldi arriva con il suo lungo elenco di nomi e articoli del codice penale: centodieci condanne e otto per i boss della ‘ndrangheta che ha dominato la Lombardia negli ultimi anni, soltanto otto le assoluzioni, tre delle quali nei confronti di personaggi già condannati in altri processi come Vincenzo Rispoli, il padrino di Legnano che voleva mettere le mani sugli appalti di Expo 2015.  (Repubblica).

La prima pagina de ‘Il Giornale’ del 18 novembre 2010, dopo le accuse di Roberto Saviano dei forti legami tra la ’ndrangheta e il nord Italia.

stopcensura.com

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Ad occhio e croce il nostro nuovo Premier, Mario Monti, non è tipo da avere molti scheletri nell’armadio. Ma per Dio, qualcosa bisogna trovare. Come si permette, questo “Professore”. Prendere il posto del Cavaliere. Tzé. Per fortuna “Il Giornale” della famiglia Berlusconi è già sul pezzo. Roba grossa. Uuuh, sapeste. Tenetevi pronti a rimpiangere Silvio. Ma lo sapete almeno che Mario Monti era un “imbranato in ginnastica”? Prendeva sempre “cinque”. E poi era “noiosetto”. Ah, e poi una volta ritornato da un viaggio in Russia “scrisse un articolo troppo entusiasta” sul loro sistema scolastico. Quel comunista.

Da nonleggerlo.blogspot.com

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1) Il Giornale del 20 ottobre 2006: Standard & Poor’s declassa l’Italia, al Governo Romano Prodi (in carica da pochi mesi, dopo i 5 anni di Berlusconi). La notizia viene sparata in apertura, a titoli cubitali, e riempie le prime tre pagine del quotidiano, al grido di “Dai Fiaschi ai Fischi, governo inadeguato“, “Le agenzie retrocedono Prodi in serie B“, “Berlusconi licenzia Prodi: se ne vada, prima di fare altri danni“.

2) Il Giornale del 21 settembre 2011: Standard & Poor’s declassa l’Italia, al Governo Silvio Berlusconi. La notizia, che oggi apre le prime pagine di tutti i quotidiani italiani, dal Sole 24 Ore al Manifesto, passando per il Corriere della Sera, scompare dalla prima pagina del quotidiano della famiglia presidenziale. Ricomparirà, per modo di dire, a pagina 8, ma solo con i seguenti titoli: “Palazzo Chigi contesta il taglio: frutto di un giudizio politico“, “Credit Suisse promuove l’Italia: l’economia non va così male“, “Le borse snobbano i rating“, “La classe degli asini non può dare voti“.

nonleggerlo.blogspot.com

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Si allunga disperatamente a destra la lista degli «ingrati», categoria politica inevitabile quando la politica diventa gentile e arbitraria concessione di benefici da parte di un Capo assoluto ma buono, anzi «bonaccione», come lo definisce oggi sul “Giornale” Giancarlo Perna, a cui l’azienda ha dato il compito di fucilare mediaticamente l’ultima traditrice, Renata Polverini.

Ed ecco che così, magicamente, Polverini (sostenuta fino a ieri anche nelle sue più grottesche esibizioni) diventa «Renata l’ingrata»,  una «di sinistra», «l’opposto di una liberale», che «si è attaccata al Cav come una cozza allo scoglio», «molto più affine al mondo finiano che al Berlusca», «femminista», una che «mente sapendo di mentire», insomma «meglio perderla che trovarla».

Una volta le esecuzioni ai traditori le facevano a Verona, oggi le fanno sul Giornale.

Da Piovono rane di Alessandro Gilioli.

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Montanelli al Giornale.

Non è vero che leggere Il Giornale e Libero sia inutile. Anzi, è un divertente gioco di società: ricchi premi a chi trova una notizia vera. A volte qualcuna scappa anche a loro, per sbaglio. Ma la nascondono bene. L’altro giorno il Giornale pubblica un’impeccabile cronaca sull’indagine aperta dal Csm sul caso Ciancimino. Peccato che il titolo dica: “Anche il Csm sbugiarda Ingroia”. Il Csm, avendo appena iniziato a indagare, non ha sbugiardato nessuno. E quell’“a n ch e ” fa intendere che altri abbiano “sbugiardato” Ingroia, che invece non è stato sbugiardato da nessuno, ma è stato proprio lui a sbugiardare Ciancimino facendolo arrestare su due piedi per un documento falso. Altro esempio: Masi incassa una buonuscita supplementare dal Corriere, che in un’intervista imbarazzante (soprattutto per il Corriere) gli lascia raccontare una balla sesquipedale: “Santoro fa lo spiritoso. Ma non lo era l’estate scorsa quando trattava con me un contratto-quadro da 14 milioni”. Naturalmente la cifra non era per Santoro, ma per produrre 14 docufiction di prima serata (che su Rai2 costano in media 1 milione a puntata). (altro…)

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