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Posts Tagged ‘il papa’

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LE PAROLE del Papa sui modi di produzione del cibo, che andrebbero «ripensati a fondo», difesi dagli eccessi della mercificazione, ricollegati alla «sacralità della terra e della vita umana», se pronunciate da chiunque altro provocherebbero gli sghignazzi di chi considera romanticherie patetiche, in blocco, tutte le considerazioni critiche sulla fortissima accelerazione in senso agroindustriale delle coltivazioni. La svendita di milioni di ettari a fondi di investimento che li destinano a colture non alimentari (per esempio biogas), la riduzione drastica delle specie coltivate in favore di poche perché più redditizie (a breve; l’ingordigia umana non valuta a medio e lungo termine l’impatto sui terreni e sull’ambiente), la perdita di sovranità alimentare di intere comunità agricole e di interi popoli: di tutto questo si vorrebbe e si dovrebbe discutere, e c’è perfino chi lo fa. (altro…)

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Lo storico incontro.DUE uomini in bianco inginocchiati davanti a una Madonna Nera: è la prima e forse ultima immagine indelebile di qualcosa che il mondo non aveva neppure osato pensare possibile.

Ed è l’immagine indelebile della successione fra successori viventi di Pietro. Nella pace e nella serenità di una storia che sta finendo e di un’altra appena cominciata senza scismi, traumi, sferragliare di spade, lotte di re e imperatori, abbiamo assistito al passaggio umano, non formale, fra un vecchio ex Papa in vita e uno nuovo. Alla resurrezione di un potere spirituale che i fedeli credono trascendente, ma che ieri si è incarnato in quelle due figure tanto diverse e tanto identiche. (altro…)

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Religioni nel mondo

Invito ai poveri per partecipare alla messa del giovedì Santo
Il Vaticano.

CITTÀ DEL VATICANO — Il dialogo con le altre religioni, la disponibilità verso i poveri, e un certo pragmatismo per i diritti degli omosessuali. A una settimana dall’elezione di Papa Francesco si delinea sempre di più il profilo di Jorge Mario Bergoglio. Con dettagli che, nuovamente, sorprendono.
Ieri ad esempio ha chiamato il patriarca ecumenico di Costantinopoli «fratello Andrea», ricordando così il legame di sangue fra i due apostoli, patroni delle due Chiese: Andrea per Costantinopoli, Pietro per Roma. È stato infatti il giorno dell’abbraccio con le altre fedi. Con i «fratelli» delle diverse Chiese cristiane. Ma anche con ebrei, musulmani, sikh, ed esponenti di altri credi. (altro…)

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Francesco I

CITTÀ DEL VATICANO
“Non abbiate paura della tenerezza” l’incoronazione del Papa semplice che dal trono sa chiedere “per favore”.

E Bergoglio scende dall’auto per abbracciare il disabile.

Il Pontefice

Bagno di folla per la cerimonia di piazza San Pietro. Sorrisi e baci per i bambini.

L’UOMO sulle cui spalle grava il compito di risanare la Chiesa porta la sua croce senza alcun affanno, al contrario sorride. Come ogni grande condottiero compare sul campo di battaglia da un luogo imprevisto, in un momento inatteso.LA CURIA romana, avvezza da millenni alle liturgie blindate del potere, non ha ancora cambiato passo né sguardo: sono tutti lì nella piazza, solenni nei ruoli assegnati e consunti, stanno seduti rigidi davanti al trono vuoto. Lo aspettano da destra, lui arriva da sinistra. Pensano che manchi ancora tempo, invece è adesso. Appare da un lato della basilica sugli schermi giganti come un punto bianco che rotola silenzioso: sembra una grande goccia di latte che scivola attraverso i corridoi lasciati vuoti dalle transenne. Occupa lo spazio come un liquido. Avanti diritto, poi a destra, poi a sinistra, poi di nuovo a destra. Sta in piedi sull’auto, non ha protezioni. La folla lo chiama per nome, Francesco, lui si volta e a ciascuno sorride, prende in braccio un bambino che piange, poi fa cenno al conducente di fermarsi, ha visto qualcosa, vuole scendere. C’è un uomo tenuto in braccio dalla sorella, un uomo disteso colpito da un male che gli rovescia indietro la testa, gli allarga la bocca. Si chiama Cesare Cicconi, è tetraplegico da quando aveva otto mesi, avvelenato dal vaccino antipolio. Francesco lo bacia sulla fronte, lo stringe in un abbraccio. Piano dice alla donna: per favore, pregate per me. (altro…)

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La Kirchner: interceda per le Falklands. Niente oro: avrà un anello d’argento.
Il pontefice.

Stamani in piazza San Pietro la cerimonia che darà il via ufficiale al pontificato: attesi fino a un milione di pellegrini.

CITTÀ DEL VATICANO
— A Buenos Aires la cattedrale dove Jorge Mario Bergoglio abitava fino a pochi giorni fa si trova proprio di fronte alla Casa Rosada, sede della presidenza argentina. Per anni lui e Cristina Kirchner si sono guardati a soli 100 metri di distanza, senza salutarsi. Ieri un giornale locale ricordava che la Presidenta aveva respinto «almeno 14 richieste di appuntamenti avanzate dall’allora arcivescovo della città». Per riconciliarsi, Bergoglio e la Kirchner hanno dovuto entrambi attraversare l’Oceano, incontrandosi a Roma, dove oggi si terrà la messa d’inizio pontificato dell’argentino Papa Francesco.
Sarà, questo, il giorno dell’abbraccio dei fedeli e del mondo attraverso i loro capi di Stato. La messa con cui Bergoglio avvierà il suo ministero petrino. (altro…)

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E lo stile del Papa contagia le istituzioni.

L’ALTRO ieri Laura Boldrini a via Fani senza la scorta, ieri da Napolitano a piedi. Se i segni non ingannano, procede dunque privo di armi, a piccoli grandi passi e con un sorriso femminile, il “cammino” delle istituzioni – tutte – verso un cambio di clima. POI sì, certo, è davvero troppo presto per segnalare, con la dovuta esultanza, il ritorno del francescanesimo in politica. Ma nell’imminenza della primavera, che in ogni caso arriva giovedì, e nonostante i temporali, ci si può forse sbilanciare dinanzi ai primi indizi. Al di qua del Tevere, cioè tra Montecitorio e Palazzo Madama, proprio perché già più chiaramente visibili al di là, dove il Papa Francesco non cessa di trasmettere segnali. (altro…)

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FrancescoIl gabbiano arrivato sul comignolo della Sistina non ha portato un papa. Ha regalato un parroco ai cattolici e al mondo. Roma assiste da cinque giorni ad una travolgente rivoluzione di stile e linguaggio da parte di Jorge Bergoglio. Messa celebrata in Sant’Anna, la chiesetta all’interno delle mura vaticane, a due passi dal torrione dello Ior. Francesco termina il rito e invece di sparire in sagrestia si mette davanti alla porta con i paramenti viola e saluta i fedeli. Stringe le mani, scambia una parola, ride, sorride, si lascia baciare e abbracciare. E a sua volta bacia ed abbraccia come un parroco di quartiere mamme, nonni, giovani, padri e bambini. Nessuno gli è estraneo, tutti guarda direttamente negli occhi. “Prega per me”, dice a un ragazzo carezzandogli la testa. “Ti chiami Riccardo?… Emanuele” apostrofa i bambini, che gli vengono presentati. “Prega per me, non contro”, stuzzica. Più volte si piega per baciare i piccoli. La folla grida, saluta, stende le mani, cerca un contatto, poi – sentendosi incoraggiata – gli si fa più vicino e se può lo strige forte. Lui va, viene, esce dal “confine” dello stato vaticano e si mescola ai pellegrini assiepati alla transenne sotto lo sguardo vigile, stupito ed emozionato del capo della gendarmeria Domenico Giani. (altro…)

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Tre giorni di ministero petrino per papa Francesco, molti gesti significativi ed eloquenti, tre interventi che sono «atti» di linguaggio. Tre giorni in cui lo stupore per la nomina inattesa continua, con un sentimento rinnovato da ciò che il nuovo Papa fa e dice.

Tre giorni in cui, essendo in viaggio, ho avuto modo di ascoltare molta gente in diverse città: «È come papa Giovanni», «ha un cuore come quello di papa Giovanni», «ci ha fatto piangere»…

Dopo mesi in cui, quando si parlava della Chiesa, lo si faceva senza sorridere, nella tristezza del susseguirsi di accuse e diffidenze, ecco di nuovo la possibilità di guardare alla Chiesa con simpatia, di riprendere fiducia verso un’istituzione che a molti appare lontana e poco affidabile. Il cristianesimo non fa che ricominciare, scriveva padre Alexander Men, il fuoco del vangelo sotto la cenere riprende ad ardere festosamente, la chiesa cattolica non è irreformabile. (altro…)

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Il potere e la Chiesa

CHI SCENDE E CHI SALE NEL POTERE VATICANO DOPO L’ELEZIONE AL SOGLIO PONTIFICIO DEL VESCOVO ARGENTINO.

L’ordine è semplice: precedenza assoluta ai valori di spirito, il potere temporale può attendere. Papa Francesco non ha confermato i capi dicastero, non ha risolto la pratica in due giorni a differenza di Benedetto XVI. E padre Federico Lombardi, gesuita come Bergoglio e portavoce vaticano, non ha nascosto la notizia, anzi l’ha condita con un certo orgoglio. La prudenza del pontefice, cioè le non scelte immediate, vanno interpretare: la Curia è complessa, ingarbugliata, e soprattutto l’ex cardinale argentino non la conosce. Prima di passare a bocciature e promozioni, papa Francesco vorrebbe leggere e approfondire la relazione su Vatileaks, custodita nel-l’appartamento papale per ordine di Joseph Ratzinger, a disposizione soltanto del suo successore. (altro…)

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LE COSE hanno due facce.
Almeno due. La prima è bella, affabile e piena di speranza. Loro il papa straniero l’hanno trovato. Straniero, benché non tanto. A Buenos Aires, mi pare, gli italiani li chiamano “tanos”, che è l’abbreviazione di “napolitanos”, ma ci fu un lungo tempo in cui arrivarono soprattutto dal Piemonte e dal Veneto. Il Piemonte di quelli che stanno in fondo alla campagna, e hanno visto Genova e il mare solo per salpare alla volta della fine del mondo.
Da lì all’Argentina partirono soprattutto i salesiani di don Bosco — lui no, lui prese la nave una sola volta, per Civitavecchia, ed ebbe un tal mal di mare da rinunciarci per sempre. Ci si aspetta un salesiano, dall’Argentina, e invece arriva un gesuita e prende il nome di Francesco. Gesuiti e francescani furono diversi come il chiodo e il nodo, gli uni per la guerra, per le paci gli altri. (altro…)

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formigoni-scolaCome i sondaggisti e i politologi dopo la vittoria di Grillo alle elezioni, i vaticanisti e i papologi sono rimasti a bocca aperta dinanzi a papa Bergoglio, inopinatamente sfuggito ai loro radar. Chi l’avrebbe mai detto? In effetti ci voleva lo Spirito Santo per immaginare che il secondo classificato al penultimo conclave, subito dietro Ratzinger, fosse almeno papabile. Strano che chi passa il tempo a ripetere “chi entra papa in conclave ne esce cardinale” non ci abbia pensato. Ma forse non è strano, visto che molti sedicenti esperti di Vaticano seguono la logica dei retroscenisti da buvette di Montecitorio: confondono le proprie speranze con la realtà. Solo così si spiegano i chilometri quadri di piombo dedicati dai nostri giornaloni al presunto favoritissimo Angelo Scola, tanto popolare tra i politici quanto impopolare fra i cardinali del resto del mondo, un po’ perché è italiano e dunque da evitare dopo tutti gli scandali di Curia, un po’ perché è Scola e dunque da evitare per i trascorsi nel clan Formigoni che produce un paio di arresti al giorno. (altro…)

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Possibile che un centinaio di anziani preti abbiano intercettato in pochi giorni il desiderio di cambiamento che i politici italiani si rifiutano da anni di vedere? Da quando papa Francesco è apparso al balcone, con quella faccia da «santo subito» che i primi gesti si sono incaricati di confermare, le persone normali non smettono di porsi questa domanda.

Chi crede nello Spirito Santo ha la risposta pronta. Gli altri arrancano, ma il buon senso giunge loro in soccorso. Suggerendo che ai cardinali giunti a Roma per l’elezione del successore di Ratzinger sia bastato annusare l’aria di Curia per capire che con un altro pontefice intellettuale si sarebbe rischiato il tracollo. Sesso, soldi, segreti, ricatti, il Vaticano precipitato in un brutto romanzo di Dan Brown. Per risollevare l’umore dei fedeli e la reputazione della ditta non serviva tanto un cesellatore di encicliche, quanto un uomo di cuore. Meglio se provvisto di mano ferma e di una certa energia vitale, per non prendere troppi raffreddori in quelle stanze piene di spifferi.    (altro…)

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“I ciellini si sono tenuti la Lombardia ma hanno perso il resto del mondo”, dice ghignando il mio perfido amico P, entusiasta dell’elezione di Bergoglio perché coincide con la sconfitta del cardinale Scola. I commenti di noi miscredenti sulle cose di Chiesa sono spesso divaganti, raramente congrui. D’altronde la Chiesa di Roma è anche (non solo, ma anche) un’entità mondana e una presenza politica, e questo ci autorizza, visto che la Chiesa si occupa attivamente della nostra vita pubblica e delle nostre leggi, a dire rispettosamente la nostra. (altro…)

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Da Paolo VI a Benedetto XVI, nessun pontefice aveva esordito così, affacciandosi per la prima volta alla piazza.

Dal braccio che si leva lento alle mani lungo i fianchi: lo stile che rompe col passato.
Il balcone

CITTÀ DEL VATICANO — Il braccio che si leva lento nella benedizione assomiglia un po’ a quello di Giovanni XXIII, ma forse è la sagoma robusta del nuovo papa che rinvia a quei filmati in bianco e nero. Nell’epoca delle visioni a distanza Francesco appare fermo, solido, abbastanza imperturbabile, ma soprattutto irriconoscibile rispetto alle immagini di repertorio — un uomo magro e così teso da sembrare febbrile — che subito dopo l’apparizione trasmettono i telegiornali.
Comunque assai più robusto di Paolo VI e di Papa Luciani, che anche al balcone, appena eletti, sembravano due gracili uccellini. (altro…)

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Ellekappa

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Francesco

NON HA FUNZIONATO L’ALLEANZA D’EMERGENZA TRA SODANO E BERTONE. HANNO PERSO ANCHE I CONSERVATORI RATZINGERIANI.

L’ironico gesuita Jorge Mario Bergoglio non adora la traversata che conduce a Roma, che scoperchia la cappa curiale, il governo temporaneo che i cardinali italiani gestiscono con avidità.

Ha un’immagine che, se fosse custodita nelle teche vaticane, potrebbe spendere: le messe celebrate in mezzo ai cartoneros, i poveri più disperati di Buenos Aires che vendono bottiglie e scatoloni recuperati nei cassonetti.

Non ha funzionato la rabberciata alleanza tra Angelo Sodano e Tarcisio Bertone, che per il Conclave, constatata la debolezza italiana, si sono riavvicinati per edificare un muro unico con le opposte fazioni. E non ha resistito nemmeno il blocco di Joseph Ratzinger, i conservatori più duri e puri come l’australiano Georg Pell e lo spagnolo Antonio Maria Varela, i teologici più sofisticati come l’austriaco Cristoph Schönborn.  (altro…)

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Francesco in metropolitanaDALLE POLEMICHE PER I SUOI PRESUNTI RAPPORTI COL REGIME DEI GENERALI ALLA PASTORALE MISSIONARIA PER I PIÙ POVERI NELLE FAVELAS AVEVA GIÀ SFIORATO IL PONTIFICATO OTTO ANNI FA: SECONDO DIETRO RATZINGER.

Un gesuita prende il nome di Francesco I ed è il primo segno della Chiesa che vuol cambiare. Per otto secoli i discendenti di Pietro non se la sentono di abbracciare una spiritualità nutrita dalla povertà. Insomma, Francesco nome impossibile per il carico di poteri che i secoli hanno costruito sulla cupola vaticana. Ed ecco che Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, si affaccia al balcone per cambiare la storia dimenticata. Chi lo conosce sorride disorientato: riuscirà a dormire nel sacro palazzo, marmi e stucchi dorati, quando ha lasciato vuoto il palazzo dell arcivescovado per il lusso che lo disorientava? Sceglie di vivere, assieme a un monsignore con gli acciacchi dell’età, in un piccolo appartamento, casa come milioni di case. (altro…)

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“Vengo quasi dalla fine del mondo. Ora un cammino di fiducia e fratellanza. Pregate per me”
SCHEDA: vescovo di Buenos Aires, ha 76 anni. Ha studiato da chimico, poi a 33 anni la vocazione
Nominato cardinale da Wojtyla nel 2001. Fu sfidante di Ratzinger al Conclave 2005.

L’argentino Jose Mario Bergoglio è il nuovo Papa. Si chiamerà Francesco I. Ha 76 anni, è l’arcivescovo di Buenos Aires ed è il primo Pontefice sudamericano, fa parte della Compagnia di Gesù e arrivò secondo dietro Ratzinger allo scorso conclave. E’ diventato prete ha 33 anni nel 1969 e prima di diventare gesuita ha studiato da chimico. Quando fu nominato cardinale nel 2001 ordinò ai suoi di non andare a Roma ma di dare i soldi per il viaggio in Italia ai poveri. Oppositore del lusso e degli sprechi, è di origini piemontesi ed è considerato uno dei favoriti del cardinale Martini. Vive da sempre in umiltà, infatti da quando è arcivescovo di Buenos Aires ha scelto un piccolo appartamento al posto di quello lussuoso adiacente alla cattedrale. E’ diventato molto popolare quando c’è stata la crisi economica in Argentina: un punto di orientamento rispetto alla reputazione di politici e burocrati del Paese. Nel 2000 ha chiesto alla Chiesa argentina un atto di pubblica penitenza per le colpe commesse durante gli anni della dittatura. E quando all’ultimo sinodo dei vescovi, nel 2001, gli chiesero di avere un ruolo di peso, lui rispose: “Per carità, in curia muoio”. E’ stato eletto al secondo giorno di Conclave e alla quinta votazione è arrivata la fumata bianca. (altro…)

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ConclaveChiusi nella Cappella Sistina, i cardinali elettori si preparano a una giornata faticosa per i nervi. Ora si entra nel vivo della contesa elettorale.

Ieri sera, sotto un cielo gonfio di pioggia, è esplosa dal comignolo alle otto meno un quarto una bomba di fumo nerissimo. Nulla di fatto. Dopo un grido irrazionale di speranza, la folla in piazza San Pietro si è lentamente dispersa. Intanto i cardinali, terminato il primo scrutinio, lasciavano la Sistina in pulmino per recarsi alla Casa Santa Marta. L’ex ospizio per i pellegrini del Medioevo rimodernato da Giovanni Paolo II in modo da ospitare comodamente i principi della Chiesa in conclave.

Cena leggera tra minestrone e verdure, contatti discreti a due, a tre. Chi voleva è andato in cappella a pregare. Poi presto a letto. Così era nell’aprile 2005.  (altro…)

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