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Posts Tagged ‘impresentabili’

De LucaLei replica: “Accuse infondate”. E la Boldrini la difende Ma altri impresentabili, Lonardo e Passariello, la denunciano.

NAPOLI – come preconizzato dal premier Matteo Renzi, lo scontro sugli “impresentabili” finisce in tribunale. Appena eletto presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca è andato in questura, a Salerno, per presentare una denuncia querela contro la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi, che 48 ore prima del voto aveva comunicato alla stampa la “black list” dei candidati gravati da guai giudiziari non in linea con il codice etico di Palazzo San Macuto.
Secondo i legali di De Luca (che è finito nell’elenco perché a giudizio per concussione) la Bindi sarebbe andata oltre i compiti istituzionali e con la sua iniziativa avrebbe influito sulla formazione della volontà popolare.

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Foto Roberto Monaldo / LaPresse 30-07-2014 Roma (Italia) Cronaca Raffaele Cantone presenta i componenti dell'Anac Nella foto Raffaele Cantone Photo Roberto Monaldo / LaPresse 30-07-2014 Rome (Italy) Raffaele Cantone presents the Anac members In the photo Raffaele Cantone

Il presidente dell’Anticorruzione a Repubblica:”Non è scontato” che il governatore eletto in Campania “debba essere sospeso subito”. E sull’elenco dell’Antimafia spiega: “Basandosi solo su criteri giudiziari si rischia di dare il bollino blu a trasformisti e politici vicini all’area grigia”. Alfano: “Severino sarà applicata da primo a ultimo rigo”

Vincenzo De Luca deve avere tempo di nominare la giunta prima di essere sospeso per la legge Severino, se no di fatto la sospensione si trasformerebbe nella ben più grave decadenza. ERosy Bindi non avrebbe dovuto compilare la lista degli “impresentabili“. Chiusa la partita delle elezioni, Raffaele Cantone rompe il silenzio con un’intervista a Repubblica che affronta i temi più caldi del dopo voto, almeno dal punto di vista della lotta alla corruzione e all’illegalità. (altro…)

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Foto Daniele Leone / LaPresse 16/12/2014 Roma, Italia Cronaca 39º Congresso Nazionale Legacoop. Auditorium parco della musica Nella foto, Don Ciotti

Don Ciotti

Il fondatore di Libera difende la scelta di ufficializzare la lista dei candidati con problemi giudiziari alle prossime regionali: “Si può discutere di tempi e modi, ma non del merito”. Più cauto Raffaele Cantone: “Preoccupato che certe scelte le faccia un organo politico”.

Lo scontro sull’elenco dei candidati impresentabili “ufficializzato” dalla Commissione antimafia non va giù a don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e punto di riferimento della battaglia sulla legalità in Italia. “Lascia tanta amarezza la polemica suscitata dalle indicazioni della Commissione Antimafia”, afferma don Ciotti in un comunicato. “Da anni auspichiamo un rinnovamento della politica, una sua pulizia dal malaffare, dalla corruzione, e dai fiancheggiamenti con il crimine organizzato, e ora che la Commissione Antimafia esercita fino in fondo le sue funzioni si riduce tutto a una lotta di potere tra correnti di partito, benché le indicazioni riguardino sia il centrodestra che il centrosinistra e dunque non possono essere accusate di faziosità”. (altro…)

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De-Luca-Boschi

De Luca-Boschi

Il candidato del centrosinistra in Campania, sulla cui candidatura pende la spada di Damocle della legge Severino: “Denuncio la Bindi per diffamazione”. C’è anche Sandra Lonardo, moglie dell’ex ministro Clemente Mastella. “Sono stati inseriti nelle liste – ha spiegato la presidente della Commissione Bindi – perché portano voti, forse proprio perché sono impresentabili”. Il premier minimizzava: “Dibattito lontano dalla realtà”. Caldoro chiede un passo indietro al suo candidato.

Lista con sorpresa per il Partito Democratico. Nell’elenco dei 16 nomi la lista dei candidati “impresentabili” alle elezioni regionali del 31 maggio, resa nota dalla Commissione parlamentare Antimafia presieduta da Rosy Bindi, c’è anche quello diVincenzo De Luca, candidato del centrosinistra alla presidenza della Campania sul quale pende anche la spada di Damocle dellalegge Severino. Una sorpresa per il Pd, e in primis per Matteo Renzi che nei giorni scorsi prevedeva all’unisono con il vicesegretario Lorenzo Guerini: “Nessuno del Pd tra gli impresentabili”. “Mai visto dibattito così autoreferenziale e lontano dalla realtà – scriveva il premier nella sua Enews – nessuno di loro verrà eletto”. (altro…)

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Sotto esame

L’elenco sul tavolo della Commissione presieduta dalla Bindi si è arricchito di nuovi nomi inviati dalle prefetture campane.

ROMA – Gli ultimi quindici nomi della discordia. Anche quelli trasversali, tutti nella stessa regione: la Campania. Oggi la lista definitiva degli “impresentabili” sarà resa pubblica dal presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi. A una manciata di ore dalla chiusura delle campagna e dal silenzio pre elettorale.
Nelle ultime 48 ore le prefetture e le procure di Caserta, Benevento e Avellino hanno completato l’elenco aggiungendo altri nomi cerchiati in rosso. Buon’ultima, stando alle indiscrezioni, giusto la prefettura più «attesa», Caserta, ha inviato il suo dossier a quella di Napoli, responsabile della raccolta dati. La quindicina di nomi campani all’esame di Palazzo San Macuto sarà oggetto dell’ultima scrematura oggi in commissione, non è detto che tutti compariranno nella black list finale. Se fossero tutti confermati, sommati ai quattro pugliesi già ufficializzati martedì e che hanno già fatto sapere che non si ritireranno dalla corsa (Giovanni Copertino in una lista della Poli Bortone, Fabio Ladisa pro Emiliano, Massimiliano Oggiano e Enzo Palmisano con Fitto), alla fine si arriverebbe a un totale vicino alla ventina.

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IL SORDIDO traffico di nomi di candidati “impresentabili”, a pochi giorni dalle elezioni regionali, è un capolavoro (si spera involontario) di masochismo politico. Riesce infatti, in un colpo solo, a indebolire sia la posizione dei “manettari” che quella dei “garantisti”. Quella dei manettari perché brandire elenchi del genere ormai a ridosso del voto ha un inevitabile sapore di arma impropria, di mossa scorretta largamente fuori tempo massimo. Quella dei garantisti perché, per difendere l’autonomia della politica, sono costretti a difenderne anche la gaglioffagine, nonché (vedi Lanfranco Pace a Radiouno) il suo diritto a rappresentare anche l’elettorato colluso e “scambista”, perché la politica, sapete, non è cosa per educande (questa la si era già sentita). (altro…)

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Vice-impresentabiliSabato scorso, quando Lettino uscì dall’ufficio di Napolitano con la lista dei ministri, tenne subito a precisarne i tratti distintivi: “Competenza, ringiovanimento e record di presenza femminile”. Il capo dello Stato trattenne a stento le lacrime dinanzi a cotanta “novità, freschezza e competenza”. Per carità: per l’oste, il vino della casa è sempre ottimo. E poi Napolitano troverebbe fresco e giovane anche Andreotti. Ma il loro autorevole parere sui ministri, se non per la giovinezza e la freschezza, almeno per la competenza si rivela azzeccato anche per i viceministri e i sottosegretari. Gli uomini (e le donne) giusti nei posti giusti, all’insegna della più rigorosa meritocrazia. A cominciare dagli imputati. Filippo Bubbico del Pd, già governatore di Basilicata (una delle meglio amministrate non solo dell’Italia, ma del mondo), molto esperto anche in bachi da seta, già saggio della nidiata napolitana, ha un processo in corso in tribunale per abuso d’ufficio (e uno alla Corte dei conti) con l’accusa di avere sperperato 23.869 euro di fondi della sua regione per un’inutile consulenza esterna all’amministrazione che avrebbe potuto essere espletata all’interno. Dunque è viceministro dell’Interno.  (altro…)

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Sono portati in dono dal leader Udc Casini. E il professore deve fare i conti con “improponibili” che hanno fatto parlare di sé per indagini su brogli, riciclaggio e rapporti con la ‘ndrangheta. Sono in lista col Maie, il Movimento italiani all’estero di Riccardo Merlo con cui Scelta civica ha stretto un accordo elettorale.

Anche Mario Monti ha la sua bad company. Come nel caso del Pdl con Grande Sud, il professore dovrà fare i conti con alcuni impresentabili in lista alle imminenti elezioni: glieli porta in dote Pierferdinando Casini con il Maie, Movimento associativo italiani all’estero, il partito dell’onorevole Riccardo Merlo, parlamentare e responsabile Italiani nel mondo dell’Udc. Così, nella corsa per assicurarsi uno scranno nella “legione straniera”, 12 deputati e sei senatori eletti nella circoscrizione estero, al fianco di Fucsia, ex miss Padania, c’è gente che ha fatto parlare di sé per indagini su brogli elettorali, riciclaggio e rapporti con la ‘ndrangheta. Con una passione missina incarnata dal ricordo di Mirko Tremaglia, ministro repubblichino ed estensore della legge sul voto degli italiani all’estero. Mica male per il centro moderato di Monti e Casini. (altro…)

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L'Incredibile Parlamento Italiano

” Dopo 5 anni di scandali e ruberie di ogni ordine e grado
…eccoli ancora lì… di nuovo ai ranghi di partenza per rimettere le mani sul bottino.
Sanno che in nessun paese d’Europa potrebbero ripresentarsi…
ma sono altrettando speranzosi che la maggioranza di voi (popolo italiano) non si ribellerà .
E che li rivoterà.
Il nostro sito è nato (1 anno fa proprio oggi… ) per questo.
Per non essere più spettatori passivi di questa mattanza
Noi abbiamo fatto la nostra parte.
Sta a voi ora fare la vostra.
Divulgandolo ovunque nella rete: mail bombing, social network, blog, giornali online ecc..
Affinchè quelle liste (o almeno sopratutto chi ne ha ricandidati in quantita industriale) se ne pentano amaramente il 25 febbraio.

LA LORO IMPUNITA’ E’ DIRETTAMENTE PROPORZIONALE ALLA NOSTRA PASSIVITA’

Da perdere non abbiamo più NULLA

Un popolo che vota i corrotti non è vittima.

E’ COMPLICE.”

Da http://www.lincredibileparlamentoitaliano.yolasite.com

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ARRIVANO A 56 GLI IMPRESENTABILI PER GUAI GIUDIZIARI E POI CI SONO GLI IMPROPONIBILI CHE NON MOLLANO MAI.

Prosegue l’elenco degli impresentabili del Pdl, tra inquisiti, imputati e condannati. Tolti Cosentino, Dell’Utri e Scajola, non ricandidati, “il partito degli onesti” (copyright Alfano) resta una finzione: con la puntata di oggi sono 56, infatti, i nomi del centrodestra (Pdl e alleati) che hanno guai con la giustizia. Il record dei procedimenti riguarda soprattutto il Cavaliere. Questo non è un mistero. Subito seguito dal banchiere Denis Verdini, il fedele sherpa che ha curato la compilazione delle liste. L’altro giorno, alla web tv de ilfattoquotidiano.it  , l’ex berlusconiano Guido Crosetto ha detto: “Verdini non andava candidato come Cosentino. Solo che lui comanda”. Accanto agli impresentabili ci sono poi gli improponibili: quei candidati che non hanno problemi giudiziari ma che sono finiti in lista per i demeriti più vari.
ALLEATI IMPRESENTABILI/3
Salvino Caputo (Senato Sicilia). Candidato di Fratelli d’Italia-Centrodestra Nazionale, la formazione di Giorgia Meloni nata da una scissione nel Pdl. Condannato in Appello a un anno e 5 mesi per tentato abuso d’ufficio.
William Casoni (Senato Pie-monte). Candidato di Fratelli d’Italia. Indagato per concorso in abuso d’ufficio nello scandalo sulla riscossione del bollo auto. Tra le carte dell’inchiesta un soprannome: “L’uomo del 10 per cento”. (altro…)

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Impresentabili

La copertina di Santoro.

Che cos’è di destra e cosa è di sinistra, si chiedeva Gaber, facendo una colta ironia su un certo qualunquismo che cerca di annegare in un unico brodo idee di destra e di sinistra.
Con questo esordio è iniziata la scorsa puntata di Servizio pubblico, che si è poi concentrata sullo sccandalo Mps e le sue ripercussioni politiche. Col confronto tra Ingroia e le deputate Comi e Carfagna del Pdl.

“Nel porcellum sta morendo i bipolarismo” cui speravamo di approdare 20 anni fa: bipolarismo oggi ucciso da Grillo, secondo cui le idee non sono di destra o di sinistra, e che vorrebbe portare al governo una casaliga come Lenin.
E Monti, che pensa che nessun governo è possibile senza i tecnici illuminati dal suo spirito santo.
Infine Berlusconi che, come nel passato dice votatemi e poi penserò io a risolvere i problemi.
In mezzo Bersani che sta fermo e che è convinto di prendere il 51%. Per poi aprire a Monti.
Con la fine del bipolarismo si sta aprendo il fossato che divide chi protesta contro le tasse, l’Europa e una elite di dirigenti. (altro…)

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serviziopubblico_INTERNA

Il programma di Michele Santoro andrà in onda su La7 e in diretta streaming sul fattoquotidiano.it alle ore 21.10. Ospiti in studio il candidato premier di Rivoluzione civile Antonio Ingroia, l’onorevole del Pdl Mara Carfagna e l’eurodeputata azzurra Lara Comi.

Candidati indagati e condannati, ‘parenti di’ e imputati, tanti dei quali, ad eccezione di Marcello Dell’Utri, rimangono ancora in lista. E non solo. In Lombardia, ad esempio, dove si gioca la battaglia più importante per il controllo e il governo del Paese, scorrendo i nomi si trovano un gran numero di dipendenti di Fininvest, ex mogli, portaborse, dame bionde e persino l’insegnante dei figli di Berlusconi. Mentre il comitato dei Garanti del Partito democratico ha ritenuto “necessario il ricorso a valutazioni per la tutela dell’immagine e dell’interesse generale del Pd”, che hanno portato al ritiro di CrisafulliPapania e  Caputo(altro…)

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Da Nord a SudELIMINATI SOLTANTO GLI IMPRESENTABILI PIÙ NOTI DELL’UTRI: “LA MIA CANDIDATURA AVREBBE PORTATO VIA UN MILIONE DI VOTI? NON AVRANNO PIÙ I MIEI INVECE”.

Alfonso Papa, deputato incarcerato per la P4, oggi a processo e impresentabile escluso, ha detto: “Berlusconi ha distinto tra inquisiti di serie A e inquisiti di serie B”. Marcello Dell’Utri, anche lui fuori, ha aggiunto un altro tassello: “Berlusconi mi ha riferito che con la mia candidatura avrebbe perso un milione e mezzo di voti”. E ha precisato: “Sbaglia, io non ci credo, io in realtà pensavo di prenderli i voti, volete che non ci siano un milione e mezzo di delinquenti che mi votano?”. L’operazione liste pulite del Pdl è in realtà un disperato tentativo di marketing del Cavaliere piazzista, impegnato in campagna elettorale. I tre capri espiatori della “banda degli onesti” – Cosentino, Dell’Utri e Scajola – sono stati fatti fuori dai sondaggi, non dalla questione morale. Ecco perché. Questo l’elenco degli altri impresentabili.

Ignazio Abrignani (Camera Marche). Indagato per dissipazione post-fallimentare.

Antonio Angelucci (Camera Lombardia 2). Editore di Libero, imputato per associazione a delinquere, truffa e falso. Demetrio Arena (Senato Calabria). Ex sindaco di Reggio Calabria, sciolta per ‘ndrangheta, sottoposto alla procedura di incandidabilità del Viminale.   (altro…)

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Se in Campania l’esclusione di Nicola Cosentino dalle liste per le prossime elezioni politiche ha causato un vero e proprio terremoto nel Popolo della libertà, sull’Isola il partito di Silvio Berlusconi non ha riservato grosse sorprese. Così,se da una parte rinuncia il senatore palermitano, dall’altra restano in pole position D’Alì, Schifani, Caputo, Romano e Minardo.

Nessuna fuga e tutti al proprio posto, inclusi gli “impresentabili”. Se in Campania l’esclusione diNicola Cosentino dalle liste per le prossime elezioni politiche ha causato un vero e proprioterremoto nel Pdl, a metà tra la farsa e la tragedia, in Sicilia il partito di Silvio Berlusconi non ha riservato grosse sorprese. Nelle liste presentate dal Pdl sull’Isola, infatti, sono inclusi tutti gli esponenti del partito del predellino che nelle scorse settimane avevano rischiato di rimanere fuori dalla corsa per un seggio in Parlamento. (altro…)

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PDL e CosentinoA 4 ORE DALLA CHIUSURA DEGLI ELENCHI, IL COORDINATORE CAMPANO TENTA IL BLITZ. CORSA PER RITROVARE LE FIRME. LUI È FUORI.

Sceneggiata Casalese, con finale grottesco. Nicola Cosentino resta fuori dalle elezioni e fa sparire le liste del Pdl in Campania. Un inedito assoluto per la politica, mai accaduto, nemmeno ai tempi della Dc. L’incredibile escalation che ha portato all’esclusione dell’impresentabile più imbarazzante del berlusconismo (ex aequo con Dell’Utri) è un racconto noir lungo e denso. L’ultimo capitolo inizia nella notte tra domenica e lunedì a Palazzo Grazioli. Berlusconi convoca i vertici del partito per la chiusura delle liste. Si va avanti a oltranza. Ci sono Alfa-no, Verdini, Bondi, Cicchitto, Schifani, Ghedini. Alle quattro e mezzo, le luci nell’abitazione romana del Cavaliere sono ancora accese. La riunione è finita, Berlusconi è al telefono per informare gli esclusi di tutta Italia (questa la formula tipo: “Sono in difficoltà, per me è difficile anche dal punto di vista umano ma…”) e l’alba che sta arrivando non promette nulla di buono sul caso Campania. B. ha chiesto il passo indietro a Cosentino ma Nick ‘o mericano resiste senza cedere di un millimetro.   (altro…)

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Ma quale desistenza .. serve il voto utile, «Chi non sostiene il Pd fa un regalo a Berlusconi». Parla come Berlusconi, alla fine. E poi si arrabbiano se gli dici che sono tutti uguale, che stringi stringi, ci sono poche differenze.
Ma come, il voto è il momento massimo della democrazia per un cittadino, l’unico momento (o uno dei pochi) in ci può esprimersi, e uno deve sentirsi dire che non si deve votare per chi si vuole?

E poi, voto utile per chi?
Per gli impresentabli del Partito Democratico al sud? Crisafulli, Papania, Capodicasa in Sicilia. De Luca in Campania.
E in Calabria, dove a nessuno dei sindaci che più di altri si sono battuti contro le ndrine, rischiando la vita, è stata proposta una candidatura.
Ieri D’Alema alla presentazione del libro di Caldarola ha pure difeso Crisafulli:“Crisafulli? Ha fatto le primarie, ha vinto, è bravo, è giusto che ci sia. E querelerà il Fatto e vincerà”. Presenti alla serata Geronzi, De Gennaro, Colaninno, D’Alema.

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IL RÀS AGRIGENTINO DEFINÌ “CORVI E SCIACALLI” AGENTI CHE DEBELLARONO UN SISTEMA CRIMINALE.

Angelo Capodicasa non è un candidato ‘impresentabile’ (ovviamente a parere di chi scrive) qualunque. Se Mirello Crisafulli e Antonino Papania (già descritti in due rapporti dei Carabinieri pieni di intercettazioni inedite svelati dal Fatto negli ultimi giorni) sono i due pesi massimi del Pd a Enna e Trapani, Capodicasa non è solo il leader di Agrigento. Il deputato di Joppolo Giancaxio ha trascorso ben 50 dei suoi 63 anni di vita nel partito. Entrato nel Pci a 13 anni, primo ex comunista presidente della Regione nel 1998, viceministro con Prodi nel 2006, oggi terzo in lista alla Camera nel collegio Sicilia 1 grazie alle primarie, Capodicasa è il peso massimo del Pd siciliano. Una discussione sulla sua candidatura implicherebbe un’analisi seria della storia del partito degli ultimi decenni.   (altro…)

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Incandidabili

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