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Posts Tagged ‘impunità’

Anziché allontanare il condannato dalla politica, si attacca il giudice che si è permesso di condannare il reato di frode fiscale.
Sono giorni caotici, questi.

Non si può condannare un politico, la magistratura non può interferire in questo modo nella vita politica, ma nemmeno può entrare la vita delle imprese.
Interferendo su scalate, acquisizioni, sulla produzione.
L’Ilva di Taranto, le tangenti di Saipem, quelle di Finmeccanica.
La sentenza comprata per Mondadori.
I fondi neri rimpinzati da fatture gonfiate per frodare il fisco. (altro…)

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IL PD: MEGLIO UNA COMMISSIONE. I RADICALI AL MINISTRO: CHE FAI?

Il giudizio sui fatti della Diaz è ormai definitivo sul fronte penale. La Cassazione ha stabilito che diversi funzionari delle forze dell’ordine gestirono in modo del tutto inadeguato il G8 trasformandolo in violenza sanguinosa e immagine deleteria della democrazia italiana in tutto il mondo. Per questo l’onorevole Andrea Sarubbi, del Pd, ha chiesto al governo Monti le dimissioni del sottosegretario Giovanni De Gennaro, capo della Polizia all’epoca dei fatti. “Ho aspettato la sentenza di primo grado, poi l’appello, poi la Cassazione – spiega Sarubbi –. E, per essere proprio sicuro, vista la delicatezza dell’argomento, ho pure aspettato le motivazioni della sentenza. Ma ora non ci sono più motivi, almeno da parte mia, per non chiedere a Monti una risposta ufficiale sulla permanenza di Giovanni De Gennaro al governo, pur non avendo nulla contro la sua persona”. (altro…)

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Libertà e Giustizia.

Con stupefacente impudenza, un presidente del Consiglio, imputato in quattro processi per reati comuni, pretende di far ingoiare al paese l’introduzione di nuove leggi a suo uso e consumo, pomposamente etichettate come “riforma della giustizia”.

È sufficiente uno sguardo ai temi di questa presunta riforma per rendersi conto che essa in nessun modo affronta i problemi veri della giustizia italiana, quelli che interessano tutti i cittadini, rivolgendosi invece esclusivamente a lenire le ossessioni del presidente del Consiglio: i pubblici ministeri, le intercettazioni, la tanto inseguita e mai raggiunta impunità. Né il presidente del consiglio esita a stravolgere la Costituzione e attaccare la Corte Costituzionale per risolvere i suoi problemi giudiziari.

Poiché i membri del governo e la maggioranza parlamentare sembrano non rendersi conto della macroscopica anomalia e improprietà di questa iniziativa, spetta ai cittadini italiani far sentire la loro voce e chiedere che il governo e il parlamento, memori delle loro funzioni istituzionali di organi che devono operare nell’esclusivo interesse del Paese, rifiutino di farsi asservire all’utilità e al potere di un singolo imputato.
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mivergognodiessereitaliana.blogspot.com

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Mentre il nano bollito passa il suo tempo a guardarsi dai complotti di Fini e Casini, dei terribili “comunisti” del Pd, delle immancabili toghe rosse e dei terribili tupamaros della Corte costituzionale, e ora persino di Tremonti e di Feltri, gli sfugge qualcosa di terribilmente più grande e pericoloso che congiura contro di lui: il resto del mondo. Non passa giorno senza che le cronache dall’estero raccontino come funzionano i paesi normali, col rischio che i giudici della Consulta ne siano influenzati in vista della sentenza sul legittimo impedimento. L’altro giorno la condanna per stupro e molestie sessuali dell’ex presidente israeliano Moshe Katzav: “Ex” perché si era dimesso tre anni fa alle prime notizie sull’indagine. Rischia fino a 16 anni, cioè finirà certamente in galera. Un paio di mesi fa, le dimissioni del deputato ed ex ministro laburista inglese Phil Woolas, raggiunto da una gravissima accusa: avere mentito in campagna elettorale, additando un avversario politico come simpatizzante dell’estremismo islamico (più o meno quel che ha detto Gasparri di Obama il giorno della sua elezione). Per quella bugia la sua elezione è stata invalidata: Woolas ha dovuto lasciare la Camera, è stato scaricato dal suo partito e rischia pure l’arresto. L’altroieri – i particolari a pag. 19 – un altro ex deputato laburista inglese, David Chaytor, è finito in carcere dopo la condanna a 18 mesi in primo grado (ma lì le sentenze di tribunale sono immediatamente esecutive) per essersi fatto rimborsare dallo Stato la bellezza di 22 mila euro per l’affitto di un appartamento: il che sarebbe stato suo diritto, se non si fosse scoperto che la padrona di casa era sua figlia. “Ex” anche lui perché s’è dimesso dalla Camera, ha confessato tutto, è stato cacciato dai laburisti, si è ritirato dalla vita politica, ha restituito il maltolto con gli interessi e alla fine il giudice l’ha condannato senza sospensione condizionale della pena perché “lo scandalo dei rimborsi spese ha fatto vacillare la fiducia nel legislatore e, quando un pubblico ufficiale è colpevole di offese del genere, devono seguire sanzioni penali, così che le persone capiscano quant’è importante essere onesti per maneggiare fondi pubblici”. (altro…)

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