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Posts Tagged ‘incalza’

Incalza e Lupi

Il 18 dicembre 2000 a Porta a Porta, Silvio Berlusconi traccia le direttrici delle grandi opere italiane con la consulenza personale di Ercole Incalza. Un anno dopo, il ministro Lunardi vara la Legge Obiettivo nella quale vengono inserite tutte le principali opere del paese, dall’Alta Velocità alle autostrade, dalle metropolitane al Mose. Il 16 marzo scorso, il Tribunale di Firenze ha arrestato l’imprenditore Stefano Perotti lo stesso che da Ercole Incalza, direttore generale del Ministero delle Infrastrutture, otteneva la direzione lavori delle più importanti opere pubbliche, stimate oltre 25 miliardi di euro. In cambio di tanta manna, Perotti, secondo i magistrati, aveva assunto il figlio del ministro Maurizio Lupi e ricompensava con consulenze e gratifiche Ercole Incalza. In seguito all’inchiesta, il Ministro Lupi, che non è indagato, ha dato le dimissioni. (altro…)

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Metro C

È l’incompiuta di Roma: un ministero e due amministrazioni coinvolte 12 stazioni e 17 chilometri in meno. Nessuna certezza sulla fine dei lavori.

ROMA – Chi è responsabile di una delle più macroscopiche dissipazioni di denaro pubblico del dopoguerra? Come è stato possibile che, nell’inerzia del ministero delle Infrastrutture, del Cipe, di due diverse amministrazioni comunali, la linea C della metropolitana di Roma sia oggi, a 14 anni dal suo inserimento nell’elenco delle opere strategiche della “Legge Obiettivo”, un’Incompiuta per la quale si è passati da 2,7 a 3,7 miliardi di saldo? Quale gioco di prestigio ha reso possibile pagare tra il 30 e il 60 per cento in più la realizzazione di un progetto che ha visto restringersi le dimensioni iniziali (da 42 stazioni per 42 chilometri di tracciato alle attuali 30 per 25,6 chilometri)? (altro…)

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Natangelo

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Francesco GioiaGRANDI OPERE: PERQUISITO PADRE FRANCESCO GIOIA, TROVATO UN CONTO CORRENTE “CONSISTENTE”.

Gli investigatori stanno analizzando la movimentazione bancaria di un conto corrente acceso allo Ior. È quello di monsignor Francesco Gioia, ex arcivescovo di Camerino, presidente della Peregrinatio ad Petri Sedem, l’istituzione che organizza l’accoglienza dei pellegrini nel Vaticano. Il monsignore è anche l’alto prelato in stretto contatto con la “cricca” delle Grandi opere, in particolare con il super direttore dei lavori Stefano Perotti e l’ex capo della Struttura di missione, Ercole Incalza. Quando i carabinieri del Ros, undici giorni fa, si sono presentati in casa sua per perquisirlo, il monsignore ha quasi avuto un malore e ha chiamato il suo avvocato di fiducia, Claudio Coggiatti, che da buon amico s’è precipitato ad assisterlo, nonostante il prelato non sia indagato.
Alla ricerca del legame
tra il religioso e gli indagati
Gli investigatori cercavano agende, rubriche, documentazione informatica che riguardasse il legami del monsignore con gli indagati. (altro…)

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Derubano gli alluvionati

DOPO LE TRAGEDIE LIGURI, INCALZA AL TELEFONO TEMEVA IL TAGLIO DEI FONDI IL MANAGER E IL MINISTRO AVEVANO PAURA DI RENZI E SOPRATTUTTO DI CANTONE.

Persino l’alluvione che ha devastato la Liguria preoccupa Ercole Incalza. Non per le vittime o i danni ambientali, ma perché c’è il rischio che i fondi destinati all’opera del Terzo Valico ferroviario della Milano-Genova possano essere dirottati alla ricostruzione, come propongono alcuni parlamentari. Ma il ministro Maurizio Lupi lo rassicura condividendo le preoccupazioni del fidato tecnico: anche io sono contrario. Tutto sarà sistemato. Per non parlare dei pensieri che crea la nomina di Raffaele Cantone all’Anticorruzione, le sue dichiarazioni sul Mose e gli annunci del premier, Matteo Renzi, sull’uso di un miliardo già indirizzato verso alcune Grandi Opere ma poi promesso ai Comuni.   A togliere il sonno a Incalza riesce anche il ministro Dario Franceschini che propone di sottrarre il 3% dei fondi per le infrastrutture e trasferirli alla Cultura: “Digli di evitare, assolutamente”. Incalza è attento a tutto ciò che accade. E se qualcosa gli sfugge interviene Lupi.  (altro…)

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A MONTE delle beghe tecnico-legali, Lupi doveva dimettersi per ragioni basiche di etica (pubblica e privata) che rendono quel gesto quasi automatico. Così come è automatico, in circostanze analoghe, snocciolare gli infiniti esempi di ministri inglesi o tedeschi che hanno levato il disturbo anche per molto meno. E questo è il punto A. Poi c’è un punto B. E sono certi commenti politici, certi titoli di giornale, certi schiamazzi internautici a leggere i quali pare che “i Lupi”, intesi come famiglia, siano tal quali i Soprano. (altro…)

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Lupi

Forse una visita guidata al Museo Lombroso di Torino, che espone i crani imbottigliati in formalina dei manigoldi più famosi, non guasterebbe. La criminologia fisiognomica sarà pure una teoria superata, ma – visto come siamo conciati   – può ancora servire a riconoscere dalla faccia certi ladroni che periodicamente finiscono nelle patrie galere, poi rientrano nel giro, poi vengono riacchiappati, poi acciuffano una prescrizione e riagguantano la poltrona, per poi tornare nel loro habitat naturale: la cella di isolamento. Prendiamo Ercole Incalza: ex Psi (corrente sinistra ferroviaria), l’aveva fatta franca in ben 14 processi, fra prescrizioni, assoluzioni e norme ad hoc (gli errori giudiziari più diffusi sono le assoluzioni dei colpevoli). (altro…)

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IncalzaPER LUPI È UN MANAGER CHE “L’EUROPA CI INVIDIA”. COME NO? IL “SUO” TAV È IL PIÙ “LENTO” E PIÙ CARO DEL MONDO.

Era il migliore nel suo campo. La scelta di conservare Ercole Incalza alla guida della struttura tecnica di missione del ministero dei Trasporti ha una spiegazione: aveva 18 procedimenti giudiziari alle spalle, ma “è uno dei tecnici più stimati nel settore, in Europa ce lo invidiano”, ha spiegato ieri il ministro Maurizio Lupi a Repubblica. Secondo la Procura di Firenze, invece, è il ras del sistema corruttivo che gonfiava i costi delle Grandi opere.   In principio fu la legge obiettivo di Silvio Berlusconi e Pietro Lunardi – anno 2001 – per semplificare le procedure per le grandi infrastrutture. Lunardi chiama Incalza a tessere la tela dalla cabina di regia. Risultato? A 14 anni di distanza, degli 285 miliardi di opere inserite, quelle ultimate valgono solo l’8,6%, mentre i costi sono saliti del 40%. Stesso incremento stimato dai pm di Firenze per le opere affidate alla direzione del suo braccio destro, Stefano Perotti, anche lui arrestato.   Ma è come manager che Incalza dà il meglio di sé. (altro…)

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Dimissioni

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Renzi-Lupi

LA MOZIONE DI SFIDUCIA DELL’OPPOSIZIONE PRONTA IN PARLAMENTO. IL PREMIER STA ZITTO PER NON ROMPERE CON NCD. E NE APPROFITTA PER ATTACCARE I GIUDICI.

Lo Stato non dà schiaffi a magistrati e carezze ai corrotti. Sostenere questo avendo responsabilità istituzionali o a nome di categorie, è triste. È una frase falsa, ingiusta, fa male ma non per il governo di turno, per l’idea stessa delle istituzioni”. Inizia così la giornata di Matteo Renzi. Con una risposta netta, che suona come un attacco frontale, al presidente dell’Anm, Sabelli. Era lui che lo aveva appena accusato di schiaffi ai magistrati e carezze ai corrotti. Inizia così, parlando agli alunni della scuola superiore di Polizia. (altro…)

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ScalfarottoLo scandalo è bello grosso e infatti di prima mattina eccoli paracadutati nei talk show per difendere l’indifendibile, negare l’evidenza, confondere le acque. In missione per conto di Renzi, in quel di Agorà (Rai3), la parola all’onorevole Ivan Scalfarotto, trascorsi decorosi per i diritti civili, oggi detergente multiuso. Prova “schifo” Ivan Mastro-lindo e vorrei vedere voi a passare lo straccio sul sistema Incalza, 35 anni di appalti, 14 inchieste, un vorace amico detto Pigliatutto. Niente paura, l’ottimo governo lavora indefesso per il bene comune e la puzza diventa odor di gelsomino. Nello studio delle facce di bronzo “siamo tutti garantisti” che per l’uso smodato del termine ricorda il patriottismo secondo Samuel Johnson, ultimo rifugio dei farabutti. (altro…)

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RenziQuando parla un politico, viene sempre da domandarsi: “Ma chi glieli scrive i testi a questo?”. Le intercettazioni della Banda Larga ci regalano una risposta sul ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, un tipo così sveglio e competente da stare lì sia con Letta sia con Renzi: il suo paroliere era Ercole Incalza. Il che spiega perché il sosia di Mariangela Fantozzi se lo tenesse ben stretto, anche da pensionato, con consulenze co.co.co. E perché minacciasse di far cadere il governo nel caso in cui la sua struttura fosse stata smantellata. Senza Ercolino, Lupi si sentiva perduto. Gli mancava la parola. Incalza stava a Lupi come Mogol e Panella a Battisti. Solo che Battisti, di suo, ci metteva le musiche, e che musiche. Lupi ci metteva gli errori, e che errori. Il 28 dicembre 2013 il presunto ministro deve dare un’intervista al Corriere sulle opere pubbliche. E, pur seguendole da 8 mesi, non ne sa una beneamata cippa. Così telefona a Incalza per le ripetizioni, come i concorrenti dei telequiz che chiedono l’aiutino all’amico a casa o comprano una consonante. Incalza, paziente, cerca di spiegargli qualcosa. (altro…)

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I tentacoli

PEROTTI DIRETTORE, RITENUTO COMPIACENTE, DI COMMESSE PER 25 MILIARDI DI EURO. LE ACCUSE, CANTIERE PER CANTIERE.

Foto di gruppo con tangente. Partendo dall’inchiesta sul tunnel sotto Firenze dell’Alta velocità ferroviaria, che il 13 settembre 2013 portò all’arresto, tra gli altri, della ex governatrice dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti, la Procura della Repubblica di Firenze ha ricostruito in dettaglio il meccanismo corruttivo che gonfia il costo delle opere pubbliche. Nell’ordinanza di custodia cautelare per Ercole Incalza, Stefano Perotti, Sandro Pacella e Francesco Cavallo, il gip Angelo Pezzuti spiega che all’origine di tutto c’è la Legge Obiettivo di Silvio Berlusconi e Pietro Lunardi, che nel 2001 introdussero le procedure semplificate per le grandi opere. (altro…)

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Di Battista - incalza

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Noi non conosciamo i tecnocrati di Stato, questa casta segreta di dirigenti pubblici che le statistiche internazionali considerano la meno efficiente e la più pagata del mondo. Non li conosciamo perché si rifiutano scaltramente di andare in televisione: l’assenza di volto è per loro garanzia di impunità e di durata.

Chi di voi, fino a ieri, sapeva dell’esistenza di Ercole Incalza, da trent’anni burattinaio delle grandi opere, colui che decide cosa si fa e soprattutto chi lo fa? Proviene dalla Cassa del Mezzogiorno, la «cantera» dello spreco italico, e da lì è passato ai Lavori Pubblici, dove ha comandato da monarca assoluto con gli ultimi sette governi di destra, sinistra e centro.  (altro…)

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La banda dei soliti noti

Finora, a ogni scandalo, abbiamo sempre riconosciuto che Matteo Renzi e il suo governo non c’entravano, perché erano appena arrivati. Da ieri, con l’arresto di Ercole Incalza, non è più così. Il governo c’entra eccome. Il premier vede platealmente rottamata la sua presunta rottamazione e deve spiegare molte cose, al Parlamento e all’opinione pubblica. E il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi (Ncd) se ne deve andare alla svelta. Il fatto che non sia indagato non vuol dire nulla: per molto meno Renzi due anni fa, quando era ancora un aspirante segretario del Pd, chiese la testa di due ministri del governo Letta, Alfano e Cancellieri, che non erano indagati, ma certamente responsabili di condotte ritenute incompatibili con le loro funzioni (sequestro Shalabayeva e teleraccomandazioni alla figlia di Ligresti).  (altro…)

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