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Posts Tagged ‘inciuci’

Fuaga dai partiti.Chi ha visto i tg e i talk di lunedì e ha letto i giornali di ieri s’è fatto l’idea che gli italiani, improvvisamente impazziti tre mesi fa quando andarono in massa a votare Grillo, siano prontamente rinsaviti precipitandosi a premiare il Pd e le sue larghe intese col Pdl. A parte una quota crescente di elettori che, in preda a una non meglio precisata “disaffezione” o “distacco” dalla politica, è rimasta a casa. Corriere : “Vince l’astensione, perde Grillo, sale il Pd”. Repubblica : “La rivincita del Pd, crolla Grillo”. La Stampa: “Fuga dal voto, flop dei grillini, il Pd risale”. L’Unità: “Avanti centrosinistra”, “La spinta per ripartire”. Libero : “La tenuta del Pd allunga la vita al governo Letta”. Poi uno legge i numeri e scopre che non ha perso solo Grillo. Han perso tutti. Chi molto, chi moltissimo. (altro…)

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Credo che a questo punto anche un cieco possa vedere nitidamente la strategia del Cavaliere: partecipare come comprimario garantito a un progetto di governone il cui garante mediatico – nelle intenzioni – dovrebbe essere lo stesso Monti, o se il professore si fa troppo pregare l’ambizioso Passera. L’idea è semplice e parte da tre presupposti: il Pdl da solo non va più da nessuna parte, e nemmeno con la Lega, quindi insistere sulla strada del 2008 lo porterebbe all’opposizione; Berlusconi teme più di tutto un governo in cui non può avere più alcuna influenza (o se preferite forza di ricatto) per quanto riguarda i suoi affari personali; quindi, l’unica strada per stare più o meno al potere è allearsi con chi adesso ha il maggior appeal, cioè il governo in carica, assommando quanto resta dei propri consensi (un 20-25 per cento) con quel 20-25 per cento a cui potrebbe arrivare una ipotetica forza centrista guidata da esponenti dell’attuale esecutivo. (altro…)

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Dopo aver scampato la condanna per il caso Mills Berlusconi vuole tornare in campo accordandosi con Monti

Tra la primavera e l’estate del fatidico 2013, Giorgio Napolitano avrà 88 anni, Silvio Berlusconi 76, Romano Prodi 73, Mario Monti “appena” 70. All’indomani delle elezioni politiche (le prime della Terza Repubblica o le ultime della Seconda?), sarà questa la griglia per il nuovo settennato del
Quirinale. E la novità principale riguarda il ritorno di B. nella rosa degli aspiranti dopo il triennio a luci rosse degli scandali sessuali. Il Fatto Quotidiano ne aveva parlato il 7 febbraio scorso e ieri il Giornale di famiglia (Sallusti direttore, Paolo Berlusconi editore) ha messo l’imprimatur a quella che è ormai più di una suggestione: “E adesso il Cavaliere può pensare al Quirinale”. Firmato Paolo Guzzanti. È il primo effetto del dopo Mills, che rilancia il Cavaliere salvato dalla prescrizione nel ruolo di padre nobile del centrodestra. (altro…)

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B. ALLA RISCOSSA LA SCALATA AL QUIRINALE

Oggi il via del Pdl alle consultazioni sulla legge elettorale Le aperture del Caimano verso il Pd spiazzano i suoi, che ora dicono: “Lui guarda al Colle”. Una legge per l’elezione diretta del Capo dello Stato La nuova strategia del Caimano: offre l’inciucio e dialoga con tutti.

Nella primavera di due anni fa, fu chiamato “lo spirito di Onna”. Silvio Berlusconi, in una delle località simbolo dell’Abruzzo disastrato dal terremoto, tenne un discorso pacificatore e bipartisan nel giorno della Liberazione. Le cronache di allora raccontarono di un indice di gradimento dell’85 per cento, trampolino di lancio perfetto per lo “statista” B. al Quirinale. Una manciata di giorni però e a fine aprile scattò quella che secondo l’ex ministro Gianfranco Rotondi fu “una congiura per frenare l’ascesa del premier”. Da Noemi Letizia in poi, uno scandalo sessuale dopo l’altro, che nel gennaio di un anno fa a Cortina d’Ampezzo fecero dire a Vittorio Feltri, da direttore di Libero: “Spero che il prossimo presidente della Repubblica non sia Berlusconi: immaginate cosa potrebbe succedere con le escort al Quirinale”. (altro…)

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Me l’hanno appena comunicato via mail: è l’ultimo rapporto-shock di Openpolis, si chiama “Opposizione che salva la Maggioranza“, e risponde molto bene alla domanda che vi ho appena posto. Ecco qui i punti chiave.
Di cosa si occupa il rapporto?

Il rapporto, attraverso l’analisi di tutte le votazioni elettroniche d’aula, si concentra sulle votazioni con maggioranza salvata, ovvero quelle in cui la maggioranza di Governo è riuscita a far approvare le sue proposte grazie ai voti e alle assenze dei parlamentari di opposizione. In questi casi quindi, se tutti i parlamentari di opposizione fossero stati presenti e avessero votato contro la maggioranza, quest’ultima sarebbe stata battuta nella votazione.

Di che cifre stiamo parlando?

Più di un voto su tre. Il non-voto dell’opposizione è talmente ricorrente da assumere un carattere sistemico rispetto l’attività parlamentare. Infatti, finora in questa legislatura su un totale di 14.494 votazioni le situazioni di maggioranza salvata sono state 5.098, ovvero il 35%. Opposizione part-time.

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