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Posts Tagged ‘indagati’

Indagati

Sindaci, governatori, consiglieri ed esponenti del partito sul territorio: ecco perché Renzi ora attacca i pm.

Questione morale”. Sui blog degli elettori Pd quelle due parole pronunciate da Enrico Berlinguer nel 1981 tornano frequenti. Insieme con le polemiche sulle inchieste che toccano esponenti dem. Piemonte. Gli ultimi a finire a processo sono stati il sindaco di Vercelli Maura Forte e il consigliere regionale Giovanni Corgnati. Sono accusati di aver falsificato firme per le candidature alle Provinciali del 2011. (altro…)

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PdHa ragione Matteo Renzi: l’Italia cresce e anche con un’invidiabile velocità. Il guaio è che cresce dove non conviene. In due anni e mezzo di legislatura, nonostante la decadenza del pregiudicato Silvio Berlusconi, in Parlamento è cresciuto a dismisura il numero di indagati, imputati e condannati.
AGLI INIZI del 2013, catapultati con i listini blindati del Porcellum per il varo della nuova legislatura, superavano di poco i quaranta (42). Adesso sono ottanta. Senza considerare quelli che hanno problemi con la giustizia amministrativa e, in diversi casi, già hanno restituito dei soldi pubblici. (altro…)

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NapoliLe elezioni in Campania

Il candidato del centrosinistra aveva detto: non accetto spezzoni del vecchio ceto politico ma a suo sostegno ora ci sono numerosi impresentabili. Ecco le loro storie.

NAPOLI – Il “nuovo”, a volte, fa strani giri. E tende agguati alla rivoluzione renziana. Un impasto di contraddizioni e vecchia politica rischia di gravare sulle liste del candidato governatore Pd, Vincenzo De Luca. Duri battibecchi e aspre polemiche, soprattutto sui social network, infiammano la fase più calda della campagna elettorale per le regionali, dopo alcune storie ricostruite da Repubblica, alla chiusura delle dieci liste a sostegno dell’ex sindaco di Salerno, che tra l’altro rischia la sospensione dopo la condanna di primo grado, se eletto a Palazzo Santa Lucia.

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EllekappaA Largo del Nazareno sperano nell’archiviazione dopo l’incontro con i magistrati. Delrio resta a Palazzo Chigi.

ROMA – Il caso Emilia semina il panico nel Partito democratico. Se ci riesce, Matteo Renzi vuole «restarne fuori». La zattera a cui aggrapparsi, per ottenere questo risultato, ovvero mettere al riparo il premier e il governo, si chiama Stefano Bonaccini. «Voglio restarne fuori – ripete ai suoi collaboratori il premier -, ma su queste cose io seguo una linea garantista. Io sulla base di quegli elementi, non mi sarei ritirato».
Tutti dunque sperano che Bonaccini riesca davvero a ottenere in poche ore l’archiviazione per ripartire da lui, dopo la notizia choc dell’indagine sullo stesso Bonaccini e su Matteo Richetti per le spese della regione.

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Indagati

RICHETTI RINUNCIA ALLA CANDIDATURA. BONACCINI RESTA (PER ORA) IN CORSA ENTRAMBI DEVONO RISPONDERE PER LE “SPESE PAZZE” DEI GRUPPI REGIONALI.

Un altro diluvio nella terra rossa, dove il partito è quasi tutto. Il caos nel campo renziano, con un candidato, Richetti, uscito dalla pista e un altro, Bonaccini, con un piede mezzo e fuori. Dall’Emilia Romagna dove domenica Matteo Renzi si era autocelebrato con camicia bianca e tortellini in brodo, piovono pietre sul Pd. Quelli che erano i due principali candidati alle primarie per le Regionali del 28 settembre, i renziani Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, sono indagati per peculato nell’inchiesta della Procura di Bologna sulle spese pazze in Regione, assieme ad altri sei ex consiglieri del Pd. Un altro terremoto giudiziario per i Dem, che nel luglio scorso avevano perso il governatore Vasco Errani, dimessosi dopo la condanna in appello a un anno di carcere per falso ideologico.   UNA ROGNA gigantesca per Renzi, che ora pensa di lanciare Delrio come candidato unico, azzerando le primarie. (altro…)

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Manette zen

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tribunali e condanneRicordate Ncd, alias Nuovo Centro Destra, nato a novembre dalla scissione dei ministri Pdl che non volevano mollare le poltrone del governo Letta e infatti le conservarono nel governo Renzi? Alfano li battezzo con l’immortale definizione di “diversamente berlusconiani”, superata pero in umorismo da quella scalfariana di “nuova destra europea e repubblicana”. Bene, in meno di sei mesi di vita si sono affermati come la bad company di Forza Italia: infatti la sola caratteristica che li fa diversamente berlusconiani e che hanno collezionato qualche inquisito e detenuto piu dei berlusconiani. Pareva una missione impossibile, invece ce l’han fatta. Chapeau. Da Schifani indagato per mafia, a Gentile costretto a dimettersi da sottosegretario, a Formigoni rinviato a giudizio per corruzione, e’ tutto un florilegio. (altro…)

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Elezioni-Europee

Siccome, con l’Italicum, continueremo a votare per i deputati nominati dai partiti, mentre col Senato delle Autonomie verranno abolite direttamente le elezioni e i senatori li sceglieranno i consigli regionali cioè i partiti, e lo stesso accadrà con la finta abolizione delle province, teniamoci strette le elezioni europee, che rischiano di essere le sole democratiche con quelle comunali. Si vota col proporzionale e i candidati, ovviamente scelti dai partiti (a parte i 5Stelle, che li han fatti selezionare dagli iscritti al blog di Grillo), dovranno sudarsi le preferenze a una a una. È il caso dunque di conoscerli un po’ meglio e, nel caso, di evitarli. Salvo smentite, pare che le sole liste senza inquisiti né condannati siano 5Stelle, Verdi-Green Italia e la Lega Nord (l’Altra Europa con Tsipras schiera invece Luca Casarini, che rivendica le sue condanne per manifestazioni proibite, blocchi ferroviari e comizi troppo accesi,nulla a che fare coi soldi).  (altro…)

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IndagatiNon tutta la riforma costituzionale targata Renzi è da buttare. Oltre ai pericoli autoritari e funzionali insiti nel combinato disposto fra Italicum e Senato di serie B, c’è anche qualcosa di buono: la riforma del Titolo V della Costituzione per eliminare le follie della Bassanini del 2001 che – per compiacere la Lega – regalava troppe competenze alle Regioni e creava un’infinità di conflitti con lo Stato; e soprattutto l’abolizione dei rimborsi ai gruppi consiliari (rubati a man bassa da quasi tutti i partiti, come dimostrano le “Rimborsopoli” che vedono 18 consigli regionali su 20 indagati, perlopiù in blocco, per le varie Rimborsopoli) e la riduzione delle indennità sotto quella del sindaco del capoluogo. Il sospetto, però, è che si tratti del solito pacco dono rutilante e infiocchettato per occultare la sorpresa nascosta all’interno. (altro…)

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Maramotti

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I salvati

PER IL MINISTRO CRITICHE SUI SOTTOSEGRETARI INDAGATI E RIFORME FERME AL PALO.

Camera dei deputati, banchi di governo. Graziano Delrio, trafelato, fa un movimento verso sinistra con la mano appiccicata al mento per scongiurare letture di labiali. I centristi Gregorio Gitti e Andrea Romano s’affacciano con la premura dei pensionati al mercato Vucciria che assistono al traffico di spigole e branzini. Il sottosegretario Silvia Velo guarda oltre l’emiciclo in tenuta da sommossa. E Denis Verdini aspetta con impazienza verdiniana un incontro. Col tacco dodici, perfetta anche la rivestitura in giaguaro oppure con le più comode ballerine, che assicura di custodire in borsetta, il ministro Maria Elena Boschi sperava di essere altrove. (altro…)

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EllekappaMa chi li scrive i testi a Maria Elena Boschi? Si potrebbe capirla se fosse stata colta alla sprovvista dalla domanda volante di un cronista da strada. Ma l’altroieri rispondeva alla Camera a un’interrogazione del M5S sui cinque membri del governo inquisiti, dunque si era preparata la risposta per tempo e per iscritto, ufficialmente, a nome del governo e del premier Renzi. E se n’è uscita con queste testuali parole: “Non è intenzione di questo governo chiedere dimissioni di ministri o sottosegretari solo sulla base di un avviso di garanzia, ma solo per problemi di opportunità politica”. (altro…)

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NatangeloIL MINISTRO BOSCHI ALLA CAMERA: I SOTTOSEGRETARI NON SI TOCCANO.

In un’aula vuota e sorda pure, la Boschi rosa e renziana, dal colore della camicia, completa la mutazione genetica del Pd. Gli indagati di governo non si toccano. Punto. Barracciu, per l’occasione, ma anche De Filippo, Bubbico e Del Basso De Caro. Salvarne una per salvare gli altri tre. La questione morale è morta e sepolta. Con tanto di timbro parlamentare, nasce la questione della doppia morale della sinistra. Il Cinghiale calabro e censore, alias Tonino Gentile di Ncd, a casa ma gli altri no. Nel caso della Barracciu la doppia morale ha persino una variante ad personam, come spiega una deputata grillina, Emanuela Corda: “Noi vorremmo capire secondo quali criteri Matteo Renzi abbia considerato l’onorevole Barracciu non candidabile alla carica di governatrice ma notevolmente idonea invece a ricoprire l’incarico di sottosegretario. Vogliamo capire perché l’avete prima accompagnata alla porta e poi la fate rientrare dalla finestra”.  (altro…)

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Renzi cambia verso

A dimostrazione di come il potere non sia solo “il più grande afrodisiaco” (parola di Henry Kissinger), ma di come dia pure alla testa, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ci mette meno di quattro minuti per demolire, agli occhi dell’Europa e dei cittadini, un altro pezzo di credibilità del governo Renzi. Quando il M5S le chiede come mai sia stata nominata sottosegretario Maria Teresa Barracciu, fatta ritirare proprio da Renzi dalla corsa per la presidenza della Sardegna perché sotto inchiesta per peculato,lei non spiega.Ma dice che Barracciu è un’amministratrice esperta, che è stata pure europarlamentare, e che in ogni caso l’esecutivo “non chiede le dimissioni di ministri e parlamentari sulla base di un avviso di garanzia”. Per tutti loro “vale il principio di innocenza” e le loro eventuali dimissioni saranno valutate solo al termine dell’inchiesta penale. Diventa insomma chiaro che per l’esecutivo promuovere sottosegretari, ministri e viceministri degli indagati o degli imputati – ce ne sono altri 4 – non è stato uno sbaglio, ma una scelta. Nonostante i tanto pubblicizzati buoni propositi di Renzi (“dobbiamo ridare credibilità alla politica”, “dobbiamo essere degni di onore”) non passa nemmeno tra i sedicenti rottamator il’idea che chi ricopre cariche pubbliche abbia degli oneri diversi rispetto a quelli dei normali cittadini. E che il principio di non colpevolezza debba sempre valere in tribunale, ma che nelle istituzioni del secondo paese più corrotto d’Europa sia invece necessario ricorrere a criteri di elementare buon senso. Cose del tipo: non fa carriera chi non ha ancora chiarito la propria posizione. Intendiamoci, questo non è grave tanto per gli elettori. Loro, intanto, ai gattopardi e ai bugiardi ci hanno fatto il callo. È pericoloso invece per il Paese. Renzi, nel giorno in cui la Ue retrocede l’Italia tra le nazioni il cui debito rischia di finire fuori controllo, invia un segnale devastante: non siamo cambiati. Anzi siamo peggiorati. E questo per chi vive in Capitali dove ci si dimette per aver pagato in nero la colf, è peggio di un downgrade. Perché nessuno darà mai credito e fiducia agli impegni di un governo che,a torto o ragione, sospetta essere come sempre popolato da ladri e da corrotti. Povera Italia. E poveri italiani.

Da Il Fatto Quotidiano del 06/03/2014.

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La doppia morale a sinistra esiste, nelle cose piccole e in quelle grandi. Cominciando dalle piccole: si può essere sollevati nell’apprendere che al culmine della crisi ucraina la ministra Pinotti abbia trovato il tempo per andare a sgranchire le gambe sue e della sua scorta in una maratona a Ostia. Ma non ci si può fare a meno di domandarsi che cosa avremmo detto se un ministro della Difesa di Berlusconi, magari proprio Gnazio La Russa, avesse lasciato curvo sui dossier euroasiatici qualche generalissimo secchione e se ne fosse andato allo stadio con il figlio Geronimo e gli amici Malanimo e Boro Seduto.   (altro…)

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I personaggi

Grillo: “ Bene Ncd, ora Renzi cacci i suoi”. Alfano: valutino loro.
La polemica.

ROMA — La Barracciu? Non risponde nemmeno al telefono. De Filippo? «Mi viene da ridere, qui stiamo parlando di 1.200 euro di francobolli acquistati dalla mia segreteria…». Del Basso De Caro? «Se mi chiedono il passo indietro? Sono un uomo di partito». Ma si dimette? «La vicenda mi ha un po’ seccato, ho anche più di 60 anni». Ma Grillo…? «Io non sono Grillo, mi chiamo in un altro modo». Antonio “Tonino” Gentile ormai è storia. Ma sugli altri quattro sottosegretari del Pd, che hanno un’indagine addosso, si scatenano Grillo in persona e i suoi parlamentari, ma anche Sel e la sinistra del Pd. Basti questa battuta del Dem Felice Casson, ex giudice istruttore, senatore intransigente: «Devono fare un passo di lato, nel governo ci entreranno la prossima volta». (altro…)

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Indagati

SONO BARRACCIU, DEL BASSO DE CARO, DE FILIPPO E I RICONFERMATI BUBBICO E LUPI: 4 DEMOCRAT E IL MINISTRO DIVERSAMENTE BERLUSCONIANO.

Fabrizio Cicchitto, mentre ancora il suo compagno di partito Antonio Gentile era inchiodato alla poltrona di sottosegretario, avvertiva il Pd del rischio di “non vedere la trave nel proprio occhio, ma solo la pagliuzza nell’occhio altrui”. Più o meno tutti quelli del Nuovo centrodestra – con significative differenze di stile espressivo – si schieravano sulla stessa trincea.  (altro…)

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Gentile

Tonino Gentile aveva ragione: “Io sono trasparente”. Tutto nella sua storia era chiaro e lampante: chi è Gentile, che cos’ha fatto a L’Ora della Calabria, perché Alfano l’ha voluto sottosegretario e perché Renzi non poteva cacciarlo. Il nostro eroe è un ex craxiano poi berlusconiano ora alfaniano che controlla pacchetti di voti con i soliti metodi e ha sistemato l’intera famiglia nei posti pubblici che contano: il fratello Pino è assessore regionale ai Lavori pubblici; il fratello Raffaele è segretario della Uil; il fratello Claudio è alla Camera di commercio; il figlio Andrea è revisore dell’aeroporto di Lamezia e superconsulente dell’Asl (ora indagato per truffa, falso, abuso e associazione a delinquere: la notizia che non doveva uscire); la figlia Katya era vicesindaca di Cosenza, cacciata per una struttura affidata all’ex marito; la figlia Lory è stata assunta senza bando alla Fincalabra dallo stampatore che poi non ha stampato il giornale. (altro…)

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Piscedda e RenziCAPPELLACCI (FI) E PIGLIARU (PD) TENGONO IN LISTA I POLITICI SOTTO INCHIESTA PER I FONDI REGIONALI. MENTRE L’INDAGINE LI MINACCIA.

Quel signore che vedete nella foto fare le feste a Matteo Renzi si chiama Valter Piscedda ed è il sindaco di Elmas, comune alle porte di Cagliari che ospita l’aeroporto del capoluogo sardo. Lo sguardo perplesso di Francesco Pigliaru, candidato del centrosinistra alla carica di governatore, è forse dovuto al fatto che Piscedda, renziano sfegatato, ha ottenuto un posto nelle liste Pd per il consiglio regionale (collegio di Cagliari) nonostante sia indagato per abuso d’ufficio. Piscedda, secondo la Procura di Cagliari, avrebbe dato il via libera al progetto del presidente del Cagliari, Massimo Cellino, di costruire un nuovo stadio a pochi metri dalla pista. (altro…)

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Sono volati ceffoni e spintoni alla Regione Piemonte (ieri) e in Campidoglio (ieri l’altro). Zuffe istituzionali. Uomini sull’orlo di una crisi di nervi che si afferrano per la cravatta. Ecco una possibile risposta a chi si domanda come mai, con una situazione economica e sociale così drammatica, la gente non si scanna per le strade. La gente non si scanna per le strade perché, in sua vece, si scannano i consiglieri comunali e regionali, e presto, forse, deputati e senatori. (altro…)

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