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Posts Tagged ‘india’

IndiaIn India ogni anno migliaia di minori scompaiono inghiottiti dal traffico di esseri umani: a portarli via dalle loro case sono spesso uomini senza scrupoli Ma a volte gli stessi genitori scelgono di cederli in cambio di soldi o della speranza in un futuro migliore Per fermare la spirale, l’Unicef ha formato comitati di protezione infantile in moltissimi villaggi. Un’azione fondamentale per regalare un domani diverso alle vittime: ecco la loro testimonianza.
SHARIPARA (WEST BENGALA) – AL CAPO orientale dell’India, nel West Bengala, c’è il villaggio di Sharipara, nella comunità di Sandeshkhali, distretto 24 Parganas Nord. Una stradina lastricata di mattoni rossi e sgangherati corre come un argine fra le vasche di acqua separate da muretti di argilla. L’acqua fa per tutto: risaie, piscicoltura, abbeveratoi per le bestie, abluzioni per gli umani e lavanderia per i loro panni, sguazzatoio per i piccoli nudi. E’ vicino il Golfo del Bengala, inondazioni e cicloni incombono, l’acqua salata brucia le colture, l’arsenico delle falde avvelena. E le facce di ragazze e bambini radunati sono piene di sorrisi.

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Spose bambine
BENISAR (INDIA)
IL VILLAGGIO si chiama Benisar, è nel deserto di Thar, nel Rajasthan favoloso. Il primo appuntamento è in uno stanzone della scuola. Ci sono una sessantina fra bambine, ragazze e giovani donne, qualcuna col proprio bambino. Non conoscono la bella condizione di Virginia Woolf, “una stanza tutta per sé”, ma se la sono conquistata. La loro bandiera è l’abolizione del matrimonio infantile. Una metà dei matrimoni segue ancora questa triste tradizione, benché una benedetta legge abbia fissato nel 2006 l’età minima per sposarsi a 18 anni per le donne e 21 per gli uomini.
BUONE leggi ci sono, il problema è attuarle: come per il divieto di conoscere in anticipo il sesso dei nascituri. Il divario fra legge e fatti si riduce proprio in villaggi come questo, apparentemente i più immuni ai cambiamenti. Bambine e ragazze parlano a turno, e si vede che ci hanno preso confidenza: avevano cominciato prendendosi uno spazio per lo sport, come i maschi. Poi per discutere del proprio destino. La canzone che cantano è rivolta ai padri. Hanno disegnato cartelloni: uno mostra in 4 quadri successivi come avviene l’aborto delle bambine.

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IndiaOgni sedici minuti un Intoccabile è vittima di un crimine. Come Surekha, uccisa perché aveva lottato per i suoi diritti. Perché, chiede la scrittrice Arundhati Roy, il mondo si mobilita contro le ingiustizie, ma non censura il sistema sociale induista?
MIO PADRE era un Indù riformato, un Brahmo. L’ho conosciuto solo da adulta. Sono cresciuta con mia madre nella sua famiglia cristiana siriana del villaggio di Ayemenem, in Kerala, nell’India sud occidentale. Allora governavano i comunisti, ma vivevo tra le divisioni del sistema delle caste che squarciava e crepava il tessuto sociale. Ayemenem aveva la sua chiesa “Paraiyan”, in cui sacerdoti “Paraiyan” predicavano ai fedeli “intoccabili”. La casta si evinceva dal nome delle persone, da come si riferivano le une alle altre, dal lavoro che facevano, dagli abiti che indossavano, dai matrimoni che combinavano, dalla lingua che parlavano. Ma da studentessa in nessun testo scolastico trovai menzione del concetto di casta, mai. Fu leggendo Annientamento della Casta il testo scritto per una conferenza del 1936 da BR Ambedkar, autore e pensatore indiano, che mi resi conto, allarmata, della falla esistente nel nostro universo pedagogico.

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MaròVICENDA MARÒ.

Staffan De Mistura? Chi era costui? Sembra passato un secolo da quel lontano 28 novembre del 2012 quando Federica Mogherini, all’epoca semplice emergente franceschiniana del Pd, twittava serena contro l’attuale premier: “Ok, Renzi ha bisogno di studiare un bel po’ di politica estera, non arriva alla sufficienza, temo! #csxrai #terzaelementare”. Bei tempi. Quelli di oggi, invece, narrano di una Mogherini neo ministra degli Esteri saldamente insediata fin da ieri alla Farnesina (at work, ha twittato felice) con in mano il dossier dei due marò. Decisa a risolverlo, “costi quel che costi”. (altro…)

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MaròNON SOLO PENA DI MORTE.

Chennai (India) – Gli italiani visti dall’India attraverso il caso marò assomigliano a damerini un po’ arroganti che non hanno capito quanto il peso della loro nazione nel mondo sia diminuito. Pasticcioni che promettono una cosa, poi non la mantengono, e infine, costretti, si adeguano. “Sì, gli indiani si sono resi conto che il caso sta durando troppo, ma pensano anche che l’India sia stata troppo accondiscendente”. Così la vede l’opinionista del Mint & Wall Street Journal e militante per i diritti umani, Salil Tripathi. “Quando ai marò fu concesso di tornare a casa per Natale e poi annunciarono che non sarebbero rientrati in India, l’opinione pubblica si scatenò. (altro…)

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La ragazza stuprata dal branco era incinta: slogan contro la polizia.

A POCO più di un anno dallo stupro su un autobus di Mumbai, che fece scattare un’ondata di proteste in tutto il paese, l’India ripiomba nell’incubo della violenza contro le donne. Protagonista dell’ultimo fatto di cronaca è una studentessa 16nne di Calcutta, stuprata due volte ad ottobre da un branco e poi arsa viva qualche giorno fa dagli stessi aggressori che volevano impedirle di testimoniare in tribunale contro di loro. La ragazza è morta per le ferite il 31 dicembre e ieri centinaia di persone a Calcutta sono scese in piazza nel suo nome, in una manifestazione che nei modi e nella rabbia ricorda molto da vicino quelle che accesero il paese un anno fa. (altro…)

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India, sconfitta Big Pharma via libera dei giudici all’anti-cancro low cost.
Storica sentenza contro la svizzera Novartis.

NEW DELHI – La Corte Suprema dell’India boccia le pretese del gigante svizzero Novartis e stabilisce che la patente per un farmaco anti cancro, il Glivec, non ha valore sul suolo del Paese: dunque il farmaco si può riprodurre tranquillamente. Il motivo della sentenza è soprattutto umanitario: garantire l’accessibilità immediata della medicina a chi ne ha bisogno. Entusiasta Vandana Shiva, simbolo della lotta indiana in difesa dell’ambiente e contro la globalizzazione selvaggia. (altro…)

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ministro-difesa-india

“Qualcuno si è fregato dei soldi”, ha avvertito Arackaparambil Kurien Antony, spiegando che “l’indagine è in una fase cruciale” e “non saremo misericordiosi con nessuno, per quanto grande e potente”. Promesse “misure molto severe” per chi è coinvolto.

“Qualcuno si è fregato dei soldi“. Il ministro della Difesa indiano è intervenuto così sulla discussa commessa da 12 elicotteri concordata tra New Delhi e Augusta Westland, controllata di Finmeccanica, che ha portato a febbraio all‘arresto del suo numero uno Giuseppe Orsi. “C’è stata corruzione e sono girate delle tangenti“, ha avvertito Arackaparambil Kurien Antony, spiegando che “l’indagine è in una fase cruciale” e “non saremo misericordiosi con nessuno, per quanto grande e potente, che è andato contro il patto di integrità”. (altro…)

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Bisogna dire grazie al sindaco leghista di Diano Marina, che sulla sua paginetta Facebook ipotizza di “buttare in mare un indiano al giorno” se la giustizia indiana tratterà male i due marò italiani. Bisogna ringraziarlo perché in giorni come questi, confusi, incerti, senza un governo e con la prospettiva di un futuro gramo, rischiamo di dimenticarci da quali bassezze e da quali umiliazioni siamo appena sortiti, come Paese e come popolo. Ci siamo lasciati alle spalle (o almeno così speriamo) Borghezio che disinfetta i vagoni dove viaggiano le nigeriane, Berlusconi che fa le corna nei summit mondiali, Bossi che promette pallottole ai giudici e minaccia di “andare a prendere casa per casa” i nemici della Lega, un Parlamento spergiuro che vota un ordine del giorno secondo il quale la ragazzotta Ruby era davvero la nipote di Mubarak…. (altro…)

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terzi

Il ministro degli Esteri interviene alla Camera sulla vicenda dei due fucilieri “Il governo non doveva rimandarli in India, me ne vado per salvare l’onorabilità del Paese”. Il titolare della Difesa lo attacca: “Le sue valutazioni non sono quelle dell’esecutivo”. Monti conferma e rincara: “Addio non preannunciato”. Napolitano: “Dimissioni irrituali”.

Il governo tecnico si spacca sul caso dei marò. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi annuncia in aula le sue dimissioni, il collega della Difesa Giampaolo Di Paola lo attacca e dice: “Le sue valutazioni non sono quelle del governo”. Mario Monti, più tardi, conferma le dichiarazioni di quest’ultimo e annuncia che riferirà alle Camere sulla vicenda nel pomeriggio di mercoledì, non prima di aver visto al Quirinale Giorgio Napolitano, che ha definito le dimissioni di Terzi “irrituali”. Incontro nel corso del quale Napolitano ha nominato Monti ministro degli Esteri ad interim. (altro…)

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Due uomini, due militari paganogli errori e le inettitudini di altri uomini, politici. Latorre e Girone sono ancora una volta in India, in attesa si compia
la giustizia indiana. La stessa dalla quale il governo italiano aveva cercato di salvarli poche settimane fa, per poi cambiar idea in un impasto di timori, interessi e orgoglio del rispetto della parola data. I due fucilieri sono pedine
di scambio della credibilità – e della debolezza – italiana e mettono
le loro vite (seppur non fino alla morte) al servizio del paese che troppo confusamente ha cercato di difenderli. Accuditi e salvaguardati almeno
formalmente nella nostra rappresentanza diplomatica nella Capitale indiana, dall’ambasciatore Daniele Mancini, rimasto incastrato nella guerra di parole
tra Roma e Delhi, è certo che i sentimenti personali degli italian marines siano di spaesamento e frustrazione. (altro…)

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MEGLIO COSÌ, MA RESTA L’ERRORE.

Il governo italiano perde il braccio di ferro con New Delhi.

È stato il Fatto, una delle pochissime voci che sulla vicenda dei due marò si è alzata per protestare contro il comportamento del governo italiano nei confronti del governo indiano. Mentre i festosi sostenitori della realpolitik non battevano ciglio, abbiamo scritto e ripetuto che qualsiasi ragione potessimo rivendicare sul piano della controversia causata dall’uccisione dei due pescatori del Kerala, sul rientro a Delhi dei militari in licenza elettorale, l’Italia aveva dato la sua parola d’onore (convalidata dal presidente Napolitano) e quella parola avrebbe dovuto mantenere. (altro…)

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Come si sono permessi di gettare alle ortiche la parola d’onore dell’Italia e degli italiani? Con quale diritto? E a quale prezzo visto che oltre agli incalcolabili danni sulla nostra immagine internazionale già malconcia di suo adesso ci va di mezzo l’ambasciatore italiano a New Delhi che risulta praticamente sequestrato dalle autorità indiane? C’erano tanti modi per affrontare la controversia sui due marò accusati dell’assassinio di due pescatori del Kerala: il governo Monti ha scelto la strada peggiore e quella più disonorevole. Che comincia alla vigilia del Natale 2012 quando il governo indiano concede a Girone e Latorre una licenza di due settimane per trascorrere le feste in famiglia. Come garanzia per il ritorno dei militari, il governo italiano offre 800 mila euro di cauzione, più l’impegno esplicito dell’ambasciatore d’Italia e dello stesso ministro degli Esteri Terzi, più una dichiarazione d’onore dei marò, ci mancherebbe altro. (altro…)

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IndiaMorta la studentessa aggredita, proteste a Delhi.

JAISALMER — Le donne indiane sono scese in piazza per dire basta agli stupri. In migliaia protestano a Delhi dove la studentessa violentata su un bus da sei uomini è deceduta ieri per le ferite riportate. “A morte gli stupratori” gridano le giovani.

Qui, nel cuore dell’India rurale, la paura delle donne la cogli nello sguardo sperduto delle ragazzine che affrettano il passo davanti a gruppi di uomini sconosciuti. Le donne hindu che attraversano nei loro sari sgargianti le dune sabbiose alla periferia della Città d’Oro di Jaisalmer sanno che con il buio i rischi di un assalto degli uomini del villaggio sono alti come quelli nelle strade della metropoli. La studentessa di 23 anni stuprata dal branco in un bus di Delhi le cui condizioni peggioravano di ora in ora è morta ieri notte in un ospedale di Singapore e Sonia Ghandi assicura che il governo porterà i colpevoli in tribunale il prima possibile. Nel frattempo viene avviata una campagna per l’arruolamento di poliziotte per incoraggiare le donne a denunciare le violenze subite e garantire loro maggiore sostegno. (altro…)

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L’arciere Arjuna, eroe del capolavoro epico indiano Mahabharata, non vuole andare in guerra.
Combattente valoroso, sa che uccidere innocenti, anche se nemici quel giorno, ferirà per sempre chi sopravvive. Sul campo di battaglia a Kurukshetra, Arjuna interroga sulla «guerra giusta» il dio Krishna, non vuol spargere sangue fraterno – come sarà invece costretto a fare con il fratello-rivale Karna – e, per la prima volta nella storia dell’etica umana, si tormenta, come poi generazioni di combattenti: che diritto ho di ammazzare? Chiunque cade è mio fratello! Il dio Krishna gli risponde con parole e morale possenti: devi fare il tuo dovere, il destino degli uomini è nelle mie mani, non nelle tue. Quel capolavoro, madre dell’epica nella madre delle lingue, il sanscrito, è patrimonio indiano comune all’umanità: e nel groviglio che sta diventando il caso dei pescatori uccisi e dei militari detenuti non saprei trovare guida migliore. (altro…)

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Mentre in Italia si continuano allegramente a tagliare i fondi destinati alla scuola pubblica, in India regalano un tablet con Android ad ogni studente.
Poi lamentiamoci che gli altri sono più bravi di noi e vengono a rubarci il lavoro.

Da metilparaben.blogspot.com

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