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Posts Tagged ‘inps’

boeriL’economista alla guida dell’istituto previdenziale: “Trattamenti privilegiati concessi per tanti anni. Se si chiede un contributo a chi ha importi molto elevati, potremmo fare qualche operazione di redistribuzione”. Nannicini: “Anticipo pensionistico gratis per i disoccupati. Costerà 50 euro al mese a chi ha assegno da mille euro”.

L’Inps non fallirà, il problema dell’Italia non è la sostenibilità del sistema previdenziale. Piuttosto l’equità, con pensioni e vitalizi – come quelli dei politici – ingiustificati. A dirlo è il presidente dell’Inps Tito Boeri, intervistato da Presadiretta, il programma di Rai3, nella puntata che andrà in onda domani, 12 settembre. “Il problema vero che noi abbiamo oggi in Italia – dice Boeri – è quello dell’equità e non quello della sostenibilità finanziaria del nostro sistema pensionistico”. (altro…)

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giannelli

Da eccesatira.blogspot.it

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Il presidente Inps ha detto che la “generazione 1980” prenderà in media un assegno più basso del 25% rispetto a quelli della generazione precedente. Per questo secondo l’economista sono necessari “strumenti forti” come il reddito minimo garantito per gli over 50.

Rischiano di lavorare fino a 75 anni e prendere un assegno del 25% più basso rispetto ai pensionati di oggi. Ma quelli che oggi vivono di contratti precari potrebbero addirittura “non avere alcun reddito“. A lanciare il nuovo allarme, stavolta in particolare sul destino della “generazione 1980“, è stato il presidente dell’Inps Tito Boeri, intervenendo al convegno ‘Pensioni e povertà oggi e domani’.  (altro…)

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ANNULLATA LA GARA PER LA GESTIONE, IN QUATTRO ANNI BUCO DA 100 MILIONI.

La poltrona di Antonio Mastrapasqua, che pure sembrava destinata all’eternità, traballa? Niente paura. All’Inps restano alcune certezze inscalfibili. La gestione dell’enorme patrimonio immobiliare dell’Inps – 13 mila e dispari edifici dal valore di quasi 2 miliardi secondo una relazione della commissione parlamentare di controllo sugli enti previdenziali – è un tradizionale buco nero gestionale che non accenna a chiudersi, anzi ogni anno porta alla vicenda nuove e più complicate forme di débâcle amministrativa. Quanto al passato, bastino i numeri del 2012 della Corte dei conti.  (altro…)

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Il libro contiene la bomba previdenziale, questa bomba la cui miccia è ormai accesa e che deflagrerà abbastanza presto. Si può leggere anche come thriller, nel senso che si parla di un delitto, è il delitto del futuro, delle giovani generazioni a cui non diciamo come vivranno nei prossimi anni, perché? Perché il sistema pensionistico è quello che ha tenuto insieme le società precedenti, mentre l’attuale sistema pensionistico non è in grado di reggere le future generazioni. C’è un paradosso: sono i giovani precari insieme agli immigrati che in questo momento stanno tenendo attive le casse previdenziali, in particolare quella dell’Inps. Se volete c’è anche un altro paradosso, il fatto che si impedisca ai giovani di entrare nel mercato del lavoro, pagando quindi i contributi e alimentando con nuove risorse le casse dell’Inps, ma nello stesso tempo si tengono sul lavoro, le persone anziane.  (altro…)

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L’Italia nasconde una bomba sociale destinata a esplodere. Quella dei lavoratori ‘parasubordinati’ e ‘flessibili’, che quando saranno in età da pensione prenderanno 500 euro al mese. Lo rivela uno studio della Sapienza.

Generazione mille euro, pensione a cinquecento. È una vecchiaia da poveri, quella che attende diverse centinaia di migliaia di lavoratori precari con contratto di collaborazione esclusiva. Quelli che, oltre al rinnovo del contratto e a un lavoro migliore, sognano la “busta arancione” che i loro colleghi svedesi ricevono dallo Stato, con su scritta la probabile pensione futura. Mentre da noi a stento riescono a sapere dall’Inps qual è il montante dei loro contributi: il nostro istituto di previdenza sociale non dà stime sulla pensione di quelli che sono nella “gestione separata”, attualmente 800 mila persone. (altro…)

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La pensione pubblica si allontana sempre di più. Dal 2011 i requisiti per la rendita di anzianità fanno un altro scatto in avanti. E debutteranno le nuove finestre mobili: per riscuotere materialmente l’assegno, una volta raggiunti i requisiti, i lavoratori dipendenti dovranno aspettare dodici mesi e gli autonomi un anno e mezzo. Vediamo le novità.

Anzianità più difficile
Dal prossimo anno i lavoratori dipendenti andranno in pensione anticipata rispetto all’età di vecchiaia soltanto se la somma dell’età anagrafica e dell’anzianità lavorativa ammonta a 96 la cosiddetta «quota 96», a patto che abbiano almeno 60 anni d’età. Quindi occorrono 60 anni di età e 36 di contributi, oppure 61 anni e 35 di versamenti. Ai fini del raggiungimento dei requisiti, nel rispetto dei limiti minimi di età e contribuzione, contano anche le frazioni d’anno. Ad esempio matura il diritto alla pensione di anzianità anche il dipendente che a marzo 2011 può vantare 60 anni e 6 mesi di età e una contribuzione di 1.846 settimane 35 anni e sei mesi. Più dura la vita degli autonomi artigiani, commercianti, coltivatori diretti, per i quali la quota è fissata a 97, con un minimo di 61 anni di età: possono pertanto ottenere la pensione con 61 anni e 36 di contributi, oppure 62 di età e 35 di versamenti. Anche in questo caso valgono le frazioni d’anno. Fino al 31 dicembre 2010 era in vigore la quota 95 per i dipendenti età minima 59 anni e 96 per gli autonomi minimo 60 anni.

La finestra è mobile
I lavoratori dipendenti che maturano il diritto a partire dal primo gennaio 2011 potranno intascare l’assegno dell’Inps anzianità o vecchiaia dopo un anno dalla data di maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi. Un anno e mezzo di panchina, invece, per chi si è messo in proprio artigiani, commercianti, coltivatori diretti. Praticamente, una volta raggiunto il requisito, il pagamento scatta a partire dal 13° mese successivo per i dipendenti e dal 19° mese per gli autonomi. (altro…)

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