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Posts Tagged ‘intercettazioni’

GrassoUn vademecum per i pm: via gli ascolti irrilevanti più tutele ai parlamentari. Oggi il Senato vota la delega.

ROMA – Il Csm batte governo e Parlamento sulle intercettazioni. E detta il vademecum sull’uso soprattutto quando queste coinvolgono persone né indagate, né imputate. Con il visto del presidente del Csm Mattarella, il testo scritto dalla settimana commissione e che reca la firma dei togati Antonello Ardituro e Francescop Cananzi e della laica Paola Balducci, sarà approvato domani.

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Travaglio

Scontro tra Marco Travaglio (direttore de Il Fatto Quotidiano, ospite a ‘Otto e mezzo’(La7) insieme alla giornalista spagnola Angela Rodicio, sul tema delle intercettazioni. Secondo la corrispondente dell’emittente spagnola TVE, in Italia vi sono troppe pubblicazioni di intercettazioni. “Si dovrebbe sapere – dichiara la Rodicio – la fonte di queste intercettazioni”. “Te lo spiego io se vuoi?“, replica Travaglio che spiega quale è l’iter legale. “Sono atti pubblici” precisa. “Se è un reato lo pubblichi, altrimenti non si pubblica. Secondo me è molto pericoloso questo, perché danneggia la difesa”, ribadisce la corrispondente iberica. (altro…)

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Dopo il referendum senza quorum sulle trivelle, si riaccende la partita sulla giustizia. Il senatore alfaniano D’Ascola deposita un testo che cancellerebbe l’aumento dei tempi di estinzione del reato nei processi per tangenti. M5S: “Vogliono salvare esponenti del Pd e del governo coinvolti in scandali”. Intanto il presidente emerito sollecita l’intervento sulla pubblicazione delle conversazioni citate in atti giudiziari.

Passato il referendum trivelle, che non ha raggiunto il quorum, riparte l’attacco sul fronte della giustizia. Il presidente emerito Giorgio Napolitano – pochi giorni dopo l’uscita pro-astensionismo che ha acceso le polemiche – chiede di approvare subito la riforma delle intercettazioni, sul fronte della loro pubblicazione sui media, e che cessino le invasioni di campo tra magistratura e politica, neppure in nome della lotta “alla piaga purulenta della corruzione“. (altro…)

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Lo scandalo delle intercettazioni.
Spiare la vita (dei politici) dal buco della serratura.
La violazione della privacy.
Il complotto contro il governo e la giustizia ad orologeria.
Il governo contro i poteri forti.
Il governo del fare e anche dell’amore.
L’invito all’astensione per boicottare un referendum (sulla durata delle concessioni per le piattaforme).

Sono anni che sento sempre le stesse frasi, cambia qualche parolina (ora si dice gufi, Berlusconi usava il termine comunisti), qualche faccia, ma il senso rimane lo stesso.
L’insofferenza della casta politica nei confronti delle inchieste (sempre ad orologeria, siccome in questo paese un anno si e uno pure si vota), delle inchieste dei pochi giornalisti scomodi e soprattutto della pubblicazione delle intercettazioni. (altro…)

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intercettazioniTra le accuse dei 5Stelle e dei magistrati, via alla discussione alla Camera. Depenalizzate le registrazioni abusive l’Ncd si mette di traverso e ottiene una relazione pubblica in Parlamento sui casi di ingiusta detenzione.

ROMA – Stop and go contro magistrati e giornalisti su intercettazioni e riforma dei codici. Le ultime da Montecitorio — dove oggi, per tutta la giornata, sarà in scena il ddl sul processo penale — segnalano due importanti novità. La prima riguarda l’ormai famoso emendamento Pagano, una micro delega di 5 righe per punire da 6 mesi a 4 anni chi fa una registrazione abusiva. Proposto da Ncd per salvare l’ex capogruppo Nunzia De Girolamo, registrata da un funzionario Asl, il testo punisce chi registra e poi usa la registrazione, col rischio di incriminare i giornalisti. A luglio si scatena il putiferio.

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Giovanni-LegniniRIECCO I BAVAGLI.

Inciuci Legnini (Pd) tende la mano a Fi e Ncd: limiti alla stampa e ascolti più filtrati.

Il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, dalle pagine del Corriere della Sera,ha dettato la linea su intercettazioni e magistrati in politica a pochi giorni dalla ripresa dei lavori a Palazzo dei Marescialli.   Legnini, in sintonia con quasi tutti i partiti, pensa che mettere mano alla legge sulle intercettazioni sia una priorità,al contrario del mondo della magistratura e di diversi membri togati del Consiglio che vedono altre urgenze,per esempio il miglioramento della legge sulla prescrizione che falcidia ogni anno migliaia di processi.   (altro…)

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NELL’ACIDO (e non nuovo) dibattito di questi giorni sulle intercettazioni e sui limiti di legge entro i quali utilizzarle, forse manca un elemento molto rilevante e non misurabile in termini giuridici e politici. È il grado di maturità e di serenità con il quale l’utenza (quella che una volta si chiamava “pubblica opinione”) accoglie e decodifica quel genere di messaggi. Quasi tutte le conversazioni private sono soggette a una serie di varianti (una per tutte: il tono della conversazione, che la trascrizione grafica certo non può rendere) che dovrebbe farle prendere con le molle. Perché se uno dice “ti pago diecimila euro se ammazzi Tizio”, il margine di equivoco è molto ridotto; ma se uno dice “se Tizio si levasse di torno sarei molto contento” il margine di equivoco è altissimo. Ognuno provi a pensare a quello che dice nelle sue conversazioni private, e gli verrà spontaneo giudicare con molta più prudenza anche quelle degli altri. (altro…)

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Cari Nannimoretti, Robertobenigni e compagnia sempre più quieta e sempre meno cantante, ditemi quanti girotondi avreste percorso – ovviamente a favor di telecamera – se, nella notte, il governo Berlusconi avesse fatto un blitz per accelerare la stretta sulle intercettazioni. Avreste gridato al golpe, alla deriva autoritaria, alla dittatura. Ci avreste fatto film, monologhi, sermoni. E invece, ora, niente. Vi piace proprio, questa congrega di paninari invecchiati e droidi renzine che prende ordini da Alfano (cioè da nessuno) per silenziare l’informazione libera. Un tempo, quando a sognare la censura era Berlusconi, davate il meglio di voi stessi. Oggi, non so quanto consapevolmente, vi siete ridotti a venerare il primo Mr Bean bischero che passava. Ieri guardavate la Luna e oggi il dito. (altro…)

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nobavaglio

“In questi giorni è in discussione la riforma del codice di procedura penale, ed il Governo pare voglia mettere una stretta alla pubblicazione delle intercettazioni.
Ci aveva provato già Silvio Berlusconi, ed oggi ci ri-prova il Partito Democratico. Il progetto prevede che nelle ordinanze di custodia cautelare i magistrati non possano inserire intercettazioni che non abbiano rilevanza penale, che finiranno in un archivio riservato nella disponibilità di pochi. Ma la cosa grave è che si prevedono severe punizioni per imbavagliare i giornalisti che le pubblicano. (altro…)

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Bruti

La proposta di Bruti Liberati (Milano) e Pignatone (Roma): niente pubblicazione sino al processo e in ogni caso solo quelle contenute nelle ordinanze di custodia cautelare. Maximulte per giornalisti e editori.

ROMA – Bavaglio sulle intercettazioni pubblicate sui giornali finché non arrivano al processo. E multe super salate per chi si arrischia a pubblicarle. Non solo. I giornalisti potranno raccontare su carta e tv solo quanto è contenuto nelle ordinanze di custodia. Tutto il resto, perfino la richiesta del pm di solito più generosa di dettagli, nonché le informative delle polizia e i brogliacci delle intercettazioni, pur depositati per gli avvocati, non potranno finire sui giornali. Carte pubbliche dunque, sulle quali si pronunceranno i giudici del riesame, ma inspiegabilmente segrete per la stampa. In epoca di corruzione dilagante, l’opinione pubblica conoscerà con mesi e mesi di ritardo il contenuto delle inchieste. Se l’ordine sarà aggirato rischiano la multa i giornalisti, o ancora meglio gli editori. (altro…)

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GuardasigilliRenzi rimetterà mano alla delega a giugno e punta ad avere il sì della Camera sul ddl Grasso entro l’estate Possibilmente senza modifiche, per evitare il ritorno al Senato. Accelerazione anche sulla prescrizione.

 ROMA – «Subito dopo le regionali facciamo le intercettazioni». Parola di Renzi. Detto ad Alfano durante un incontro sull’assetto del governo. Ancora Renzi: «Abbiamo fatto la prescrizione. Abbiamo fatto l’anti-corruzione. Il prossimo appuntamento è quello delle intercettazioni». Nei suoi programmi c’è di chiudere il pacchetto sulla corruzione per l’estate. E di tentare la stessa operazione con il ddl sulla prescrizione. Poi di partire con le intercettazioni. Un programma che il Guardasigilli Orlando sottoscrive. Ipotizzando perfino che il ddl anti-corruzione, appena approvato al Senato e già spedito alla Camera, possa avere l’ok senza correzioni. L’unico modo per evitare il ritorno al Senato.

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Post-it

Per celebrare degnamente il 40° compleanno di Ugo Fantozzi, ieri Repubblica diramava in prima pagina questo tripudiante annuncio alla Nazione intera: “Intercettazioni, si riparte con la voglia di cambiarle. Il governo riapre il dossier e punta diritto a impedire che le conversazioni penalmente non rilevanti finiscano prima nei provvedimenti delle toghe, e dopo sui giornali. Nessuna stretta, però, sui magistrati, come fu ai tempi della legge bavaglio, ma regole rigide per utilizzare le sbobinature nelle ordinanze d’arresto, materia prima per la diffusione giornalistica”. Provate a leggere questo scampolo di prosa con voce stentorea e leggermente nasale, e avrete un Cinegiornale Luce dei tempi moderni. (altro…)

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NcdIl governo riapre il dossier e pensa a multe per chi diffonde conversazioni non penalmente rilevanti.

ROMA – Intercettazioni, si riparte con la voglia di cambiarle. Il governo riapre il dossier e punta diritto a impedire che le conversazioni penalmente non rilevanti, ma assai appetibili sul piano del gossip politico, finiscano prima nei provvedimenti delle toghe, e dopo sui giornali. Nessuna stretta però sui magistrati, come fu ai tempi della legge bavaglio di Berlusconi, che non vedranno leso il loro potere di mettere microspie, ma regole rigide per utilizzare le sbobinature nelle famose ordinanze d’arresto, materia prima per la diffusione giornalistica. Il governo potrebbe prevedere anche una doppia griglia di sanzioni, sia per i funzionari infedeli che passano le intercettazioni di chi non è indagato, sia per i giornalisti che le pigliano e le utilizzano.

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Sul Corriere della Sera, a proposito delle dimissioni del ministro Lupi, il professor Angelo Panebianco ha trovato il rimedio, anzi “la bomba atomica” e cioè: “Un decreto che ponesse immediatamente fine a un ventennio di diffusione arbitraria di intercettazioni giudiziarie”. Ecco l’arma definitiva che Renzi avrebbe potuto “tirare fuori di tasca” per “contrapporsi alla piazza”, giustizialista s’intende. Questa lettura fa tornare in mente il Don Ferrante dei Promessi sposi, nel ritratto del Manzoni, il tipico erudito seicentesco immerso nello studio di qualsiasi disciplina, eroe e martire della dottrina inutile e della logica formale. (altro…)

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Il bavaglio

INTERCETTAZIONI.

L’etica renziana assomiglia sempre più a quella berlusconiana. Una morale elastica a seconda dei casi. Sarà un frutto postumo del patto del Nazareno. Dice il premier in un’intervista a Repubblica: “Le dimissioni si danno per una motivazione politica o morale, non per un avviso di garanzia. Le condanne si fanno nei tribunali, non sui giornali: è un principio di decenza”. Così, Lupi (non indagato) via, ma non Barracciu, Del Basso De Caro, De Filippo e Faraone, tutti del Pd. Anche Alfano la pensa allo stesso modo: “Non abbiamo mai chiesto le dimissioni dei sottosegretari indagati”.
A QUESTO PUNTO, come metodo, il caso Lupi ricorda quello di Claudio Scajola, che si dimise dal governo Berlusconi nel maggio del 2010 per la famosa casa al Colosseo acquistatagli dalla cricca a sua insaputa. (altro…)

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EllekappaPronta la proposta di modifica dell’Ncd Pagano al disegno di legge sulla diffamazione. Il viceministro Costa: “Non si può perdere tempo”.
ROMA – La riforma delle intercettazioni nella legge sulla diffamazione. Si riapre la battaglia infinita sulle telefonate registrate e pubblicate dai giornali. Quelle di Bari su Berlusconi e le escort sono la causa scatenante. C’è già l’emendamento giusto da far marciare, firmato il 26 gennaio da Alessandro Pagano, un alfaniano legato a doppio filo al viceministro della Giustizia Enrico Costa, che chiede di inserire subito la questione nel ddl sulla diffamazione, il testo che vuole mettere il bavaglio al web e moltiplicare le multe. Dovrebbe passare alla Camera per la fine di marzo, metà aprile al massimo. Un testo da concordare pure con i senatori in modo da consentire una rapida spola.

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Papi

VALANGA DI TELEFONATE CON TARANTINI. È IL SETTEMBRE 2008. BERLUSCONI È PREMIER: “È TANTO CHE NON LE VEDO: UNA NAPOLETANA SIMPATICA, MOLTO DOLCE E UN’ALTRA DI 21 ANNI, BRASILIANA”.

Ecco – dice Berlusconi a Gianpi Tarantini – adesso ce l’hai”, parlando del suo numero di telefono. “Ho avuto un po’ di guai, ho dovuto cambiare telefono, perché come al solito me l’avevano messo sotto controllo, ogni tanto mi succede – (ride) allora ce ne siamo accorti – e ho cambiato, ho cambiato il numero…”. “Io c’ho due bambine piccole, che è tanto che non vedo” confida l’ex premier a Tarantini in un’altra occasione, una giornalista “una napoletana molto simpatica, molto dolce.., e un’altra bambina di 21 anni, brasiliana”. È il 23 settembre 2008, Berlusconi è premier in carica. In quella stessa telefonata, intercettata dalla magistratura barese nell’ambito dell’indagine escort, Berlusconi confida a Gianpaolo Tarantini di avere mal di schiena, “il colpo così detto della strega…” e l’imprenditore barese gli dice: “Le mando un angioletto, così le faccio passare il colpo della strega…”.   (altro…)

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papania-ninoDoppio no del Senato sull’utilizzo di intercettazioni in inchieste a carico dell’ex senatore pd Antonino Papania e del presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama Antonio Azzollini (Ncd). Su Papania c’è stato un ripensamento dei dem: in giunta per le Immunità avevano detto «sì» al tribunale di Palermo sull’utilizzo delle intercettazioni in un processo per corruzione; in Aula hanno stoppato tutto e rinviato il «dossier» in giunta. «È grave la scelta del Pd — attacca Maurizio Buccarella (M5S) — soprattutto il giorno dopo la decisione di commissariare il partito romano per fatti di corruzione e mafia». Papania, già definito «impresentabile» dalla commissione di garanzia del Pd alle ultime Politiche, è coinvolto tra Trapani e Palermo in una serie di inchieste, anche sul voto di scambio. (altro…)

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Orlando

Tra le indiscrezioni prima della seduta di oggi, una garanzia che conserverebbe i tempi di scadenza del reato più brevi per i procedimenti in corso, utile anche a molti indagati eccellenti. Arriva la stretta sulle intercettazioni, ma su molti punti manca l’accordo di maggioranza e il governo potrebbe puntare dei ddl delega per rimandare lo scioglimento dei nodi.

E ora spunta pure la “norma transitoria” per garantire che la prescrizione resti corta per gliinquisiti dei procedimenti penali in corso. Come per esempio Berlusconi, Formigoni, Galane vari esponenti dei rispettivi partiti. Sul versante penale della riforma della giustizia, all’ordine del giorno del consiglio dei ministri di oggi pomeriggio, da un lato non è stato possibile trovare un accordo tra Pd e Ncd (senza contare gli strali di Forza Italia), dall’altro le soluzioni trovate – secondo le indiscrezioni delle ultime ore – sembrano “cambiare verso”sì, ma sempre più a favore del fronte berlusconiano-alfaniano.

 

Arriva la stretta sulle intercettazioni, anche se sotto forma di un disegno di legge delega, sul loro utilizzo negli atti giudiziari e sulla loro pubblicazione da parte dei media, con il divieto assoluto di pubblicazione delle conversazioni dei non indagati. E, secondo quanto anticipato da Repubblica, con un’udienza stralcio in cui giudici e avvocati decidoneranno quali file distruggere. Nel gioco del do ut des tra alleati di governo, sull’altro piatto della bilancia c’è l’allungamento dei tempi di prescrizione, ma si profila una riforma monca lontana dalle richieste dei magistrati e della associazioni anti-corruzione. Mentre in altri ordinamenti la tutela del cittadino contro un’azione penale a tempo indeterminato è regolata da norme lineari che in sostanza bloccano la clessidra mentre la giustizia procede con atti concreti, la riforma profila un complesso sistema “a fasce” legato all’andamento dei diversi gradi di giudizio. Anche in questo caso, comunque, Renzi pare intenzionato a optare per un ddl delega, in modo da rimandare più avanti la risoluzione dei nodi.

Stessa probabile sorte per la “ripenalizzazione” del falso in bilancio e per l’introduzione del reato di autoriciclaggio, due pillole indigeste per i colletti bianchi (e per il centrodestra), opportunamente edulcorate: in un caso e nell’altro le sanzioni scatteranno solo nei casi più gravi, graziando i piccoli imprenditori e i riciclaggio di denaro sporco proprio di minore entità. Ideale risarcimento per i due nuovi reati, il netto giro di vite sulla responsabilità civile dei giudici. Ancora in alto mare, infine, la riforma cruciale delle fasi del processo, conlimiti alla possibilità di ricorrere in appello e in Cassazione, sia per gli imputati che per i pm. Alla fine, è possibile che nel cdm atteso da settimane l’unico decreto che sarà approvato – quindi subito in vigore – sarà quello sullo smaltimento dell’arretrato nel processo civile. Gli altri testi – a patto che siano davvero resi pubblici nella conferenza stampa conclusiva, dato che in altre occasioni delicate sono passate settimane – imboccheranno vie parlamentari dagli esiti poco prevedibili.

Da ilfattoquotidiano.it

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GiustiziaAut aut di Ncd: o si approvano anche le norme sugli ascolti oppure chiediamo la separazione delle carriere Oggi vertice di maggioranza con il ministro Orlando. Il viceministro Costa: il premier rispetti i patti stipulati.

ROMA – Sulla giustizia Renzi e Orlando vanno avanti, ma tra gli alfaniani del Nuovo centrodestra cresce un forte mal di pancia, che potrebbe manifestarsi già oggi, durante la riunione di maggioranza che si terrà a via Arenula, nello studio togliattiano del Guardasigilli. L’ultima notizia che, nelle ultime ore, ha fortemente contribuito ad alimentare il malessere del gruppo che, giusto nella squadra di governo, conta sulla poltrona di vice ministro della Giustizia con l’ex Pdl Enrico Costa, è quella del rinvio delle intercettazioni. Proprio questo provvedimento — una stretta decisa non solo sulla pubblicabilità delle telefonate registrate, ma anche sul loro uso ampio e integrale nei provvedimenti dei magistrati — non sarà tra i 12 punti che verranno approvati quel giorno. Un rinvio strategico, ma anche obbligato, perché non solo manca un’intesa nella maggioranza, ma soprattutto Renzi e Orlando vogliono procedere senza scatenare una reazione avversa dei media. Quindi vogliono organizzare prima una tavola rotonda con i direttori. (altro…)

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