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Posts Tagged ‘internet’

IL FATTO che una lectio magistralis di Umberto Eco sugli effetti negativi di Internet (e su diverse altre cose) sia stato riportato da quasi tutti i media (anche quelli “classici”) con una sinteticità chiassosa e sbrigativa, degna di Twitter, è in un certo senso una prova a favore della tesi di Eco. Per contagio, tutta la nostra maniera di comunicare è velocizzata e impoverita dalla pratica del web e specialmente dei social network: così che soprattutto una delle parole usate da Eco — “imbecilli” — ha spopolato, e il resto del discorso vale solo per chi abbia avuto la pazienza e il tempo di andarselo a leggere (su Internet).

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TATTICHE monopolistiche illegali”: è l’accusa che un cospicuo numero di scrittori di tutto il mondo, tra i quali una manciata di Nobel, muove ad Amazon, colosso dell’editoria online. Difficilissimo entrare nel merito di una disputa molto intricata. Però colpisce assai constatare come la nuova frontiera assomigli maledettamente alla vecchia: nel senso che la fredda rivoluzione digitale concentra potere e ricchezza tanto quanto la rovente rivoluzione industriale. Semmai in peggio: i “padroni del vapore”, i capitalisti in cilindro e marsina, erano certamente più numerosi dei pochissimi giovanotti in t-shirt e maglione che tengono in pugno miliardi di dollari e un potere (anche di controllo sui dati personali) semplicemente smisurato.

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La polemica
Nei social network aumentano insulti e calunnie: ma un modo per reagire c’è.

È NATO un nuovo diritto. Il diritto ai social network. Il diritto di poter avere un account, di poter postare, leggere e commentare. In paesi come la Cina, Cuba, la Corea del Nord, l’Iran l’accesso ai social network è vincolato o persino negato. Spesso può avvenire solo in forme clandestine.

I regimi che hanno represso le primavere arabe vietavano i social network che, in quel contesto, sono diventati vettori di informazioni necessarie alle proteste e simboli di una rinascita democratica. (altro…)

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Qualcosa è accaduto mentre noi eravamo occupati nel tentare di salvarci dalla bancarotta. Sono scomparsi i leader. Si sono tolti di mezzo da soli, a volte, in circostanze drammatiche. Qualcosa è accaduto mentre noi eravamo occupati nel tentare di salvarci dalla bancarotta. Sono scomparsi i leader. Non parliamo di quelli che c’erano nel passato “normale”. Si sono tolti di mezzo da soli, a volte, in circostanze drammatiche. Altre volte semplicemente sono svaniti come nell’effetto speciale di un film. C’erano, e occupavano spazio, notizie, interviste, talk show. C’erano e non ci sono più. Sono ancora in giro, ma non in favore di telecamere. Se parlano non si sente la voce. E non trascinano nessuno. Il fenomeno non è solo italiano. (altro…)

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Il Minatore di Dati non scende sottoterra, scopre le sue pepite d’oro nei motori di ricerca Internet, non ha l’elmetto con la lampadina ma computer e software sofisticati, non rischia di esplodere con il grisou ma su una legge a tutela della privacy online. Il presidente Obama affida le speranze di rielezione al Capo Minatore Dati Democratico Rayid Ghani; Google e Facebook contano di sbancare il mercato con i loro Giacimenti di Dati; aziende, grandi e piccole, vogliono cavarsela nel 2012 di recessione grazie ad abili Minatori di Dati. (altro…)

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Non esiste in nessun altro Paese al mondo una regola che renda possibile la rimozione dallo spazio pubblico telematico di un contenuto informativo pubblicato da un cittadino senza che il cittadino ne venga neppure informato né sia posto in condizione di difendersi.

E’ una brutta storia italiana quella che si sta consumando attorno alle nuove regole sul diritto d’autore in Rete che l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni pare ostinatamente intenzionata a scrivere in nome e per conto dell’industria televisiva tradizionale, degli editori di giornali e delle major dell’audiovisivo. (altro…)

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INTERNET: L’Agcom vota a maggioranza la discussa delibera in difesa del copyright
Ignorata dall’Authority per le comunicazioni la mobilitazione on line di mediattivisti, blogger e giuristi.

Duecentomila firme raccolte, una lunga notte di interventi, video, prese di posizione di giuristi e esponenti politici non sono serviti a far cambiare idea ai componenti dell’Authority Garante delle Comunicazioni. Ieri, infatti, la delibera che prevede la possibilità di un intervento diretto dell’Agcom teso a chiudere siti Internet che diffondono materiale coperto da diritto d’autore è passata a stragrande maggioranza. Sette consiglieri hanno infatti votato a favore della proposta. Contrario solo un consigliere, mentre un altro si è astenuto. (altro…)

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Online video chat by Ustream

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Il tema della libertà in Rete attraversa il mondo, mobilita ovunque il popolo di Internet e oggi troverà una sua particolare manifestazione a Roma con una “notte bianca” per protestare contro un provvedimento dell´Autorità per la garanzia nelle comunicazioni in materia di diritto d´autore. Provvedimento che potrebbe essere approvato domani. Il punto chiave della delibera riguarda il potere che l´Agicom assumerebbe di oscurare, anche in via cautelare, con un semplice procedimento amministrativo e senza le necessarie garanzie, l´accesso a siti e servizi web per presunte violazioni del diritto d´autore. (altro…)

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vete mai riflettuto attentamente sul vero scopo di questa gente?
Il diritto d’autore in sé e per sé, per come la vedo io, è solo un pretesto o un obiettivo intermedio, fate un po’ voi; quello che stanno realmente cercando di fare è molto più ambizioso, e letteralmente terrificante: trasformare il web in una specie di gigantesca televisione, i cui contenuti verranno decisi unilateralmente dai soliti potenti, e relegare gli utenti di internet al ruolo di webspettatori, la cui unica alternativa possibile sia farsi piacere quello che vedono o cambiare canale.
E’ questa, in realtà, la partita che stiamo combattendo: difendere un formidabile strumento di comunicazione a disposizione di tutti per evitare che lo trasformino in una scatola da piazzare in mezzo al salotto, tra un divano, un tavolinetto basso e un paio di poltroncine.
E poi, la sera, addormentarcisi davanti.

Da metilparaben.blogspot.com del 04/07/2011.

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In estrema sintesi sta succedendo questo: il 6 luglio l’AgCom voterà una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice.
Siccome, con ogni evidenza, si tratta di una misura degna dei peggiori regimi, sarebbe il caso di rimboccarsi le maniche per evitare che venga approvata.
Cosa puoi fare:

  • se sei un blogger scrivi un post, usando il logo che vedi qua sopra e riportando tutti i link, e diffondilo più che puoi tra quelli che conosci;
  • vai alla pagina di Agorà Digitalein cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini;
  • firma e diffondi la petizione sul sito di Avaaz;
  • partecipa e invita tutti i tuoi amici a “La notte della rete“: 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.

Mi sa che è ora di darsi da fare: altrimenti tra poco rischiamo di essere cancellati.
A me la prospettiva non piace per niente.
E a voi?

Da metilparaben.blogspot.com

 

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A Parigi si è tenuto l’EG8 dedicato a Internet con “i Grandi della Terra“. L’evento è stato voluto dal bombardiere francese Sarkozy, reduce dalle imprese in Libia e in Costa d’Avorio, per regolamentare a livello internazionale la Rete, in particolare per la pubblicazione dei contenuti. La Francia ha fatto approvare una legge censoria, detta “three strikes and you are out“, che impedisce per sempre l’accesso a Internet attraverso i service provider a chi si collega per tre volte a siti P2P per scaricare contenuti ritenuti illegali. Per questo scopo è stata addirittura creata un’agenzia che invia due mail di avviso e poi ti stacca la spina. (altro…)

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Leggendo sui quotidiani che gli investimenti pubblici per la banda larga sono passati in due anni da un miliardo e trecento milioni di euro a 70 milioni di euro, giuro che ho pensato a un refuso. «Saranno 700 milioni», ho pensato, e già sarebbe stato gravemente significativo un dimezzamento dei quattrini destinati a dotare anche l’Italia di una rete Internet adeguata ai tempi.

Ma no, non era un refuso. Sono proprio 70 milioni. È il gruzzolo che rimane dopo ripetuti dirottamenti di fondi statali verso il digitale terrestre, cioè verso la televisione. Indipendentemente da ogni sospetto, o illazione, o documentata notizia sui destinatari del lucroso (e obbligatorio) passaggio dall’analogico al digitale terrestre, rimane l’oggettiva volontà politica di favorire la televisione rispetto a Internet. (altro…)

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Il comico genovese alla seconda giornata della maratona musicale all’ippodromo di Cesena: ”Noi siamo un movimento di proposte, non di proteste. Noi scambiamo idee che non sono né di destra, né di sinistra, sono ‘sopra’ tutto”
”Oggi mettiamo la prima pietra per cambiare un sistema vecchio, morto. Noi invece siamo vivi e siamo qui per fare un sogno. Perché non ci costa nulla avere un sogno. Noi siamo i veri rivoluzionari”. Beppe Grillo è intervenuto subito dopo le 14 sul palco di ‘Woodstock 5 stelle’ nella seconda e conclusiva giornata della maratona di musica e idee, autofinanziata e a impatto zero, che dopo l’intervento del comico ha raggiunto le 100 mila presenze.
Pubblico che, probabilmente, toccherà il picco massimo in serata quando si esibiranno, tra gli altri, Fabri Fibra, Daniele Silvestri e Linea77. Nel tardo pomeriggio l’intervento al telefono di Marco Travaglio. Nel lanciare ufficialmente la piattaforma del movimento nazionale che già conta 100mila iscritti, Grillo ha ribadito l’importanza fondamentale dell’informazione libera per i cittadini: ”Ogni cittadino deve avere per diritto di nascita l’accesso gratuito alla rete. Solo se un cittadino è informato, è libero”. ”Noi siamo un movimento di proposte, non di proteste – ha proseguito il comico – Noi scambiamo idee che non sono né di destra, né di sinistra, sono ‘sopra’ tutto”.

 Ai numeri da stadio del pubblico dell’Ippodromo di Cesena si aggiungono gli oltre tre milioni e mezzo di contatti registrati fino alle 16 di oggi sui canali web che stanno trasmettendo in streaming l’evento: ”Questo è un movimento nato in rete – ha continuato Grillo – del quale io non sono il leader, ma solo un coordinatore di idee. Questo è un movimento che è nato senza il bisogno di un soldo pubblico, perché si può fare una politica senza soldi, solo con passione, cuore e idee. Ed è nato il 4 ottobre 2009, nel giorno di San Francesco, perché lui era il pazzo di Dio e noi siamo i pazzi della democrazia”.

 Aprendo la seconda giornata, questa mattina, Grillo si era rivolto al pubblico sottolineando: ”Voi rappresentate il diritto di essere contenti in un momento come questo”.

‘Woodstock 5 Stelle’ ”è un modo per urlare senza vaff…, un modo per esporre i problemi attraverso l’arte”. Max Gazzè con l’ADNKRONOS commenta così la due giorni di Cesena cui ha partecipato. ”La gente ormai è disillusa e ha bisogno di cambiamenti – dice – la manifestazione non è contro ma a favore della politica. E’ un modo per chiedere ai politici di agire e di rendersi conto che il mondo ha bisogno di cambiamenti, di cose reali, in particolare per le nuove generazioni”. ”E’ un modo più delicato del ‘V-Day’ – continua – di lanciare dei messaggi attraverso la musica”. Quindi, “continuerò a chiedere un ministero dell’arte che si occupi di tutelare gli interessi dei musicisti e degli artisti. Bisogna – conclude – abbattere le condanne politiche sulla musica”.

Adnkronos

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Sono svaniti tutti, o quasi, gli 800 milioni destinati alla banda larga: ne sono rimasti solo 100, costituiti da finanziamenti statali e fondi delle Regioni, per la gestione dei quali il governo vuole coinvolgere le Regioni stesse.

Il Ministero per lo Sviluppo Economico ha già interpellato i 20 Presidenti, che dovranno dividersi quello che resta di una somma mai arrivata a destinazione.

Non avranno, però, mano libera: i fondi serviranno a cablare in fibra 73 zone industriali considerate importanti, e non ancora raggiunte dalla banda larga; di queste, 59 saranno scelte da Confindustria e le altre dal Ministero stesso.

Viene da chiedersi se ci sia parentela tra le 73 aree e la prima fascia indicata dal documento interno del Comitato NGN Italia, trapelato la scorsa settimana in veste di “suggerimento” per l’AgCom.

Inutile dire che questo piano fa svanire le speranze di chi credeva che 800 milioni di sarebbero stati investiti per porre fine al digital divide, proprio mentre dall’Unione Europea arrivano le raccomandazioni per lo sviluppo di una rete di nuova generazione che copra l’intero Paese ed è considerata ormai indispensabile per sostenere la crescita.

liquida

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Quella di Valigia Blu è una lotta, una battaglia che da mesi cerca porre al centro dell’attenzione pubblica diversi argomenti caldi. Partiti con l’intento di far correggere al Tg1 minzoliniano la notizia per cui Mills fosse stato assolto mentre, come sappiamo, l’accusa era stata prescritta, l’ultima battaglia del collettivo guidato dalla tenace Arianna Ciccone assieme a Libertà e Giustizia è quello di spostare l’attenzione sulla legge elettorale, il famoso Porcellum, col quale saremmo costretti a votare se la situazione politica italiana dovesse precipitare definitivamente e si andasse a nuove elezioni. Un sistema, come ormai tutti sanno, voluto da Calderoli – che poco dopo lo definì una porcata – e che non permette ai cittadini di votare il proprio candidato, ma una selezione di nomi, una lista chiusa di nomi decisa a tavolino nelle stanze dei bottoni della politica italiana.
 
Come è scritto sul sito di Libertà e Giustizia “i punti fondamentali della campagna, secondo il presidente onorario di LeG, Gustavo Zagrebelsky sono:
 
1) dire un forte NO “alla spoliazione del diritto di scegliere il Parlamento”
2) “abolire l’assurdo premio di maggioranza col quale si cerca di riformare il sistema politico forzando il sistema elettorale””
 
Una delle caratteristiche di Valigia Blu è l’attivismo online, che però, appena possibile, si trasforma da virtuale in pratico, portando le persone a protestare e confrontarsi in piazze reali. Ma di principio è il web il primo motore delle varie mobilitazioni e, oltre al sito, è con Facebook, in particolare, che il gruppo tesse relazioni e si confronta sui temi più caldi della cronaca quotidiana.
 
Ma proprio un paio di giorni fa Facebook ha privato gli amministratori della pagina Ridateci la nostra democrazia dell’accesso. Quello dello stop alle pagine del più popolare social network al mondo è un problema di cui in rete si discute da tempo. Tante le segnalazioni e le accuse di stop senza motivazioni. Facebook, infatti, non è obbligata a dare spiegazioni del perché una pagina viene chiusa, basta quindi una segnalazione per rischiare di vedersi privati dell’accesso. Spesso, però, si è notato un accanimento verso pagine “sgradite al Governo” come segnala anche Vittorio Zambardino in questo post. (altro…)

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Quando Riccardo Luna propose il premio Nobel per la Pace a Internet, tra i molti che stortarono il naso c’erano quelli che “non si può fare perché perché Internet non è una persona fisica, ma un’infinita galassia in cui si mescolano ottime teste e pessimi elementi”.

Bene: direi che l’obiezione oggi è superata dal lavoro straordinario di Julian Assange, il figlio quarantenne della cultura hacker che ha mostrato al mondo come la condivisione delle informazioni attraverso il Web sia un patrimonio dell’umanità tutta.

Alessandro gilioli

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Certo che ho scelto un bel periodo per aprire un blog! Raccolgo e faccio mio l’appello lanciato da Valigia Blu:

Le buone non sono servite a nulla: l’estensione dell’obbligo di rettifica previsto dalla legge sulla stampa del 1948 ai blog sta per diventare legge. E nella sua versione originaria, che prevede una sanzione fino a 12.500 euro per qualunque gestore di siti informatici “ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” che non proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta e secondo precisi criteri di grafici, di posizionamento e visibilità. Gli emendamenti proposti al testo del comma contenente la norma (il 29 dell’articolo 1), sia quelli abrogativi avanzati dal PD che quelli migliorativi, come quello dell’On. Cassinelli del PDL, sono stati ritenuti infatti “inammissibili” dall’On. Bongiorno. Con un provvedimento che l’avvocato Guido Scorza non esita a definire “lapidario” e “pressoché privo di motivazione”. Ad aggiungere al danno la beffa, tutto questo avviene proprio mentre “cade il bavaglio alla stampa”, grazie anche ai voti di PD e UDC all’emendamento del Governo. Che naturalmente non conteneva alcuna previsione riguardante la Rete. Nella battaglia scatenata dai giornali negli ultimi mesi, del resto, non se ne è mai letto praticamente nulla. Come se la libertà di espressione nel nostro Paese non si misurasse già oggi, e sempre più in futuro, su Internet(altro…)

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