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Via alla riforma economica della Santa Sede, budget per i dicasteri e più controlli Dopo sedici mesi Von Freyberg lascia, l’Istituto per le opere di religione a De Franssu.

CITTÀ DEL VATICANO .
Le finanze vaticane cambiano pelle. La riforma voluta da papa Francesco fin dall’inizio del suo pontificato chiedendo al gruppo dei nove cardinali che lo coadiuvano (il C9) di iniziare i propri lavori dai dicasteri economici per troppo tempo fonte di scandali, delinea una nuova mappa delle
funzioni e insieme del potere entro le mura leonine. La Segreteria per l’Economia, guidata dall’australiano prefetto-cardinale , assume nei fatti la quasi totalità dei poteri, incamerando funzioni che storicamente erano dell’Apsa, e anche in parte dello Ior, il quale torna con questa riforma alle sue origini, un ente di servizio alle opere religiose della Chiesa e non piattaforma per investimenti anche speculativi. (altro…)

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Papa FrancescoSTRANO RINVIO SUL BILANCIO.

Lo Ior torna ad essere opaco. Gli osservatori hanno cominciato ad accorgersene al ritorno di papa Francesco dal suo viaggio in Terrasanta. “Nello Ior sono stati chiusi 1600 conti, di persone che non avevano diritto”, aveva dichiarato il pontefice nella conferenza stampa sull’aereo che da Tel Aviv lo riportava a Roma.

   Parola di papa. E invece, a precisa domanda, i portavoce dell’Istituto si rifiutano di avvalorare le sue dichiarazioni. Nonostante la pubblicazione di una lettera del presidente Von Freyberg, che l’anno scorso aveva indicato categoricamente il termine di fine novembre per la chiusura dei conti non in regola con i requisiti dello statuto Ior: “Con la presente le notifichiamo il recesso da parte dell’Istituto dal rapporto con lei intercorrente, nonché da ogni servizio ad esso connesso, a far data dal 30 novembre 2013 con conseguente chiusura di ogni posizione”.  (altro…)

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Papa FrancescoALL’ULTIMO MOMENTO BERGOGLIO NON VA AL GEMELLI LA CURIA: ”RITMI ASSILLANTI, SOLO UNA LIEVE INDISPOSIZIONE” LA LISTA DEI MANCATI APPUNTAMENTI SI FA SEMPRE PIÙ LUNGA.

L’aggettivo che racconta bene lo stupore viene pronunciato nella calura pomeridiana da Maurizio Guizzardi, direttore del Policlinico Gemelli di Roma: “Siamo sconcertati per l’annullamento all’ultimo minuto della visita del Papa al Gemelli, delusi soprattutto per i tanti pazienti che lo attendevano”.

Era tutto pronto: gli striscioni, il percorso tra i vari reparti, le mamme col pancione e gli anziani da accarezzare. Tre ore piene con visita dei malati, benedizioni, messa e saluto alle autorità. Un vigoroso abbraccio di Francesco all’ospedale dove i papi vanno a curarsi, un’occasione speciale per celebrare i 50 anni di attività, con tanto di consegna delle reliquie di San Giovanni XXIIII e soprattutto di San Giovanni Paolo II, perché qui i medici salvarono la vita a papa Wojtyla dopo l’attentato in piazza San Pietro. Ieri, dalle 15.30 alle 18.45, Bergoglio doveva ripercorrere quella storia, e invece i dirigenti dell’ospedale si sono trovati davanti la faccia stizzita di monsignor Guido Marini, il cerimoniere pontificio che con la sua squadra stava ritoccando gli ultimi dettagli: “Perché il papa non viene? Ah, se non lo sapete voi…” ha sospirato Marini.  (altro…)

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Il cielo sul Papa

L’ISTITUTO VATICANO CHIUDE MOLTI CONTI, MA I SOLDI LI SPOSTANO IN SVIZZERA: ESTERO SU ESTERO.

Un investigatore sotto garanzia di anonimato la definisce così: “una delle più grandi operazioni di ripulitura del denaro nero”. Centinaia di milioni di euro depositati sui conti dell’Istituto Opere Religiose Ior, stanno uscendo in queste ore verso paesi esteri, anche a bassa fiscalità e con scarsa trasparenza come la Svizzera, senza che il Vaticano comunichi all’Italia i nomi dei correntisti (potenziali evasori se non peggio) né la destinazione. Lo Ior sta ripulendo la sua clientela intimando a 1250 correntisti di lasciare la banca vaticana con una lettera di recesso unilaterale. (altro…)

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Papa FrancescoVon Freiberg apre i computer, presto relazione a Bergoglio.

CITTÀ DEL VATICANO
Lavorano lì i venti “inquisitori” della società americana di consulenza finanziaria Promontory incaricati di scandagliare, uno per uno, i conti attivi all’interno della stessa banca. Una “operazione trasparenza” dalla quale dipende il futuro di tutto lo Ior: aperto o chiuso, la scelta verterà su quanto Von Freyberg riuscirà a essere convincente soprattutto agli occhi del Papa, che da lontano osserva e attende. I venti “inquisitori” sono ragazzi giovani. Appena un intruso entra nella loro grande stanza spengono i computer. Nessuno, a parte loro, deve vedere. La privacy dei correntisti è garantita, ma la pulizia — dicono — sarà spietata. (altro…)

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IOR

LA BANCA DEL FUCINO CHIESE SPIEGAZIONI ALL’ISTITUTO VATICANO PER BONIFICI DA 100 MILA EURO. LA RISPOSTA: PROVENTI PERSONALI.

L’operazione fallita dei 20 milioni di euro da far rientrare in Italia non era la prima che veniva messa a segno da monsignor Nunzio Scarano e dallo 007 Giovanni Maria Zito. Nell’informativa rivelata ieri dal Fatto, in cui emergono anche i rapporti del prelato col capo della gendarmeria vaticana Dome-nico Giani e con il direttore della Direzione centrale anticrimine, Gaetano Chiusolo, c’è anche un altro episodio che spiega la politica applicata in questi anni dallo Ior per tutelare i propri correntisti. Scarano, nel maggio 2012, sposta 100 mila euro dalla banca vaticana alla filiale della banca del Fucino. Per farlo dispone due bonifici da 50 mila euro ognuno.  (altro…)

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Vaticano

IL PRELATO INCONTRA IL CAPO DEI SERVIZI VATICANI E TELEFONA AL PREFETTO CHIUSOLO.

Monsignor Nunzio Scarano, finito in cella per corruzione quattro giorni fa,aveva contatti di altissimo profilo. E li usava per farsi restituire i 400 mila euro pagati al suo complice dei servizi segreti, Giovanni Zito, con il quale aveva litigato. Nelle intercettazioni che Il Fatto ha visionato ci sono conversazioni con il capo della gendarmeria vaticana, Domenico Giani e persino con il direttore della Direzione centrale anticrimine italiana (Dca), il prefetto Gaetano Chiusolo. Tutti rapporti finiti nell’informativa del Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza guidato dal generale Giuseppe Bottillo e depositata in Procura di Roma a febbraio.  (altro…)

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Vauro

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bergoglio-papa-francesco

Da arcivescovo di Buenos Aires a Roma, alla Chiesa che non deve diventare “ong pietosa”. Il racconto dei primi tre mesi di Bergoglio e le sfide aperte: dagli scandali interni alla riforma della banca vaticana.

Jorge Mario Bergoglio si era dimesso il 17 dicembre 2011. Al compimento del settantacinquesimo anno di vita, come prevede il Codice di Diritto Canonico, il cardinale arcivescovo di Buenos Aires aveva scritto e inviato a Benedetto XVI la sua lettera di dimissioni. Ma il Papa tedesco l’aveva accantonata. Trascorso un anno, alla fine del 2012, da Roma al cardinale Bergoglio ormai settantaseienne non era arrivato ancora nessun segnale in merito alla nomina del suo successore. Poi avvenne quello che rimarrà nella storia come l’11 febbraio della Chiesa cattolica: l’annuncio choc di Benedetto XVI di rinunciare al pontificato. (altro…)

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IOR

Via alla rivoluzione della Curia allo Ior il fedelissimo del Papa Bertello verso la Segreteria di Stato.
Ricca nominato prelato della banca. Cambi anche nei dicasteri.

CITTÀ DEL VATICANO – LA NOMINA di ieri di monsignor Battista Mario Salvatore Ricca come prelato dello Ior non è che il primo atto di una rivoluzione che in autunno porterà la curia romana a cambiare completamente pelle. Il 29 giugno, in particolare, festa dei santi Pietro e Paolo, è data ritenuta importante.

IN QUESTO giorno, infatti, potrebbero essere annunciati gli spostamenti di alcuni capi dicastero, “promozioni” utili a ridisegnare la governance vaticana. Insieme, spostamenti che permetteranno al Papa di convogliare nei posti che contano energie nuove e soprattutto persone di sua stretta fiducia. Sul nome del nuovo Segretario di Stato, invece, vige il massimo riserbo. Così anche sulla data dell’annuncio. A oggi in pole position c’è l’attuale presidente del governatorato della Città del Vaticano, Giuseppe Bertello, che in scia a quanto auspicava la “Pastor Bonus” di Paolo VI (la costituzione apostolica dedicata proprio alla curia romana), se nominato manterrebbe entrambi gli incarichi. (altro…)

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IOR

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francescoIOR, FRANCESCO CHIEDE L’ELENCO DEI TITOLARI DI CONTO CORRENTE DELL’ISTITUTO DELLA CHIESA.

Su quei conti aperti Oltretevere, inaccessibili da sempre, sembrerebbe che Papa Francesco I voglia fare chiarezza. Perché, secondo una notizia riportata dal sito on line del quotidiano La Stampa, Papa Bergoglio ha chiesto la documentazione alla dirigenza dell’Istituto delle Opere Religiose, compresa la lista dei correntisti. Anche quelli laici, quindi. I titolari di conti correnti di cui quasi mai si è saputo il nome. Neanche la magistratura italiana, che dal 2010 indaga sullo Ior, è riuscita a superare quell’ostacolo che permetteva a chi portasse i propri soldi dentro le Mura leonine di mantenere la riservatezza e l’anonimato.  (altro…)

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Il potere e la Chiesa

CHI SCENDE E CHI SALE NEL POTERE VATICANO DOPO L’ELEZIONE AL SOGLIO PONTIFICIO DEL VESCOVO ARGENTINO.

L’ordine è semplice: precedenza assoluta ai valori di spirito, il potere temporale può attendere. Papa Francesco non ha confermato i capi dicastero, non ha risolto la pratica in due giorni a differenza di Benedetto XVI. E padre Federico Lombardi, gesuita come Bergoglio e portavoce vaticano, non ha nascosto la notizia, anzi l’ha condita con un certo orgoglio. La prudenza del pontefice, cioè le non scelte immediate, vanno interpretare: la Curia è complessa, ingarbugliata, e soprattutto l’ex cardinale argentino non la conosce. Prima di passare a bocciature e promozioni, papa Francesco vorrebbe leggere e approfondire la relazione su Vatileaks, custodita nel-l’appartamento papale per ordine di Joseph Ratzinger, a disposizione soltanto del suo successore. (altro…)

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ECCO COSA BOLLE, PAGINA PER PAGINA, SEGRETO PER SEGRETO, NEL “DOSSIER VATILEAKS”.

Chi conosce gli equilibri all’interno delle Mura Leonine non ha dubbi. C’è un aria mefitica nella Curia. E non è certo dovuta alle legittime tensioni in vista del Conclave. L’elezione del nuovo Papa, le questioni di dottrina, l’attività pastorale sono piccole note a margine, nel momento in cui la perversione della Chiesa per il potere, il denaro e gli intrighi è stata messa nudo.

Chi passeggia nei dintorni della Cappella Sistina ha un solo pensiero: mettere gli occhi sulla relazione finale legata al caso “Vatileaks”. Tutti i cardinali arrivati a Roma vogliono leggere, sapere, capire chi e perché ha dilaniato la Curia negli ultimi anni con una guerriglia senza esclusione di colpi. Il dossier preparato dalla triade dei “cardinali investigatori” Tomko, De Giorgi e Herranz è materiale prezioso per la cordata anti-romana che intende ridimensionare il peso delle porpore italiane, alcune delle quali – a vario titolo – sono finite nel calderone dello scandalo. (altro…)

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Dopo il presidente armatore arriva il fuciliere,  monsignor Domenico Calcagno, alla commissione  di sorveglianza sullo Ior. Il giorno dopo  la nomina a presidente della banca vaticana di Ernst  von Freyberg, presidente della Blohm Voss,  che produceva gli u-boot e che sta costruendo  quattro fregate classe 125 da 7 mila e 400 tonnellate  per la Marina tedesca, il papa ha piazzato alla  commissione cardinalizia che controlla lo Ior un  amante delle armi come monsignor Calcagno. Se  dovessero insorgere liti tra Ior e commissione, nei  prossimi mesi sarà il caso di girare al largo dal Torrione  Niccolò V. Ai cannoni tedeschi del presidente  potrebbero rispondere il Nagant russo da  cecchino o la Smith and Wesson di Callaghan o le  altre numerose armi denunciate nel 2006 da Calcagno,  noto collezionista di fucili e carabine, come  ha raccontato Ferruccio Sansa sul Fatto ad aprile.  Benedetto XVI ieri ha rinnovato, per un quinquennio,  la commissione di vigilanza sullo Ior. (altro…)

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Inutile perdere tempo in troppi giri di parole: la notizia della nomina del nuovo presidente dello Ior è sconvolgente. Non per la persona scelta, o per il fatto ch’egli provenga da un’azienda che ha costruito navi da guerra. Non è quello il punto che sconvolge. Se anche questo signor Ernst von Freyberg fosse la miglior persona del mondo e quindi la miglior scelta possibile (e ci auguriamo che lo sia), è sconvolgente pensare che la prima cosa che fa la Chiesa dopo le dimissioni (le inaudite dimissioni!) del Vicario di Cristo non è pensare alle anime, in questo momento quantomeno turbate, ma alle proprie casseforti.

Intendiamoci bene. Lungi da noi – migliaia di anni luce – la tentazione di fare facile demagogia o ancor più facile pauperismo.

La Chiesa è un’istituzione che sta nel mondo e non può vivere di sola preghiera; né si può pensare che la scelta di povertà escluda l’esigenza di possedere una banca. La Chiesa dunque deve avere una sua banca; e questa sua banca deve avere un presidente.   (altro…)

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Benedetto XVI segue da vicino l’evoluzione delle indagini sulle fughe di documenti segreti e la loro pubblicazione sui media. Ieri pomeriggio, infatti, il Papa ha chiamato a rapporto i tre cardinali della Commissione da lui incaricata di “fare piena luce” sul caso Vatileaks, che hanno finora proceduto, con tanto di mandato pontificio, a un calendario di loro audizioni e accertamenti parallelamente all’indagine dei magistrati e della Gendarmeria. Il Pontefice ha ricevuto in Terza Loggia i tre cardinali, lo spagnolo Julian Herranz, giurista dell’Opus Dei, ex capo  dicastero per i Testi legislativi, che presiede la Commissione, lo slovacco Jozef Tomko, ex prefetto di Propaganda Fide, e l’italiano Salvatore De Giorgi, ex arcivescovo di Palermo, per farsi relazionare direttamente sulle informazioni raccolte finora. (altro…)

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Da pasquinoweb.wordpress.com

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Due pagine, il memoriale. E una risma di allegati. Di copie di mail, lettere, documentazione ritenuta importante per difendersi dai nemici interni e delle Sacre Stanze, e dalle contestazioni che il «tribunale» dello Ior, il cda, gli aveva rivolto nel processo che poi si è concluso con la sua destituzione.
Ettore Gotti Tedeschi, l’ex numero uno dello Ior defenestrato il 24 maggio, aveva paura di essere ucciso e per questo aveva consegnato una copia del memoriale alla sua segretaria, dandole indicazioni precise che nel caso in cui gli fosse accaduto qualcosa avrebbe dovuto far recapitare il materiale completo degli allegati a tre precisi indirizzi che corrispondono a quello di un giornalista, di un avvocato e di un suo amico personale. Un’altra copia, invece, era indirizzata al Pontefice attraverso il suo segretario particolare Padre Georg Gänswein. (altro…)

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