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Iran

Le elezioni in Iran.

Anche se i risultati definitivi delle elezioni iraniane non sono disponibili, si può già dire che avevano torto i pessimisti, quelli che erano convinti che, nella “democrazia monca” che caratterizza il sistema politico della Repubblica Islamica, i conservatori più radicali avrebbero prevalso sui sostenitori della proposta di cambiamento del Presidente Rouhani. Lo facevano pensare la falcidia del 99 per cento dei candidati riformisti, eliminati dalle liste dal Consiglio dei guardiani. E lo facevano pensare anche i sintomi della delusione di chi, pur avendo salutato con soddisfazione l’accordo nucleare, constatava che ancora tardano i cambiamenti promessi dal governo sul terreno dell’economia e soprattutto delle condizioni di vita reali.

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L’Aiea: Teheran ha attuato gli impegni Libero Rezaian, il giornalista del Washington Post.

LA fine delle sanzioni occidentali contro l’Iran, il ritorno della sua economia fra quelle con cui è possibile fare affari legalmente. Ma soprattutto il rientro di un peso massimo della politica sulla scena del Medio Oriente. È questo il frutto dell’ImplementationDay, il giorno in cui l’Agenzia atomica Onu ha dichiarato che l’Iran ha rispettato tutti gli impegni presi il 14 luglio e che quindi le sanzioni dell’Occidente contro il suo programma nucleare possono essere ritirate.
A Vienna si sono ritrovati ancora una volta il segretario di Stato Usa John Kerry e il suo collega iraniano Javad Zarif: dopo lunghe ore di negoziato l’americano ha messo il suo timbro sui rapporti dell’Aiea che certificano lo smantellamento delle centrifughe per arricchire l’uranio, il trasferimento dell’uranio già arricchito al di fuori dell’Iran e tutti gli altri adempimenti tecnici. Il direttore generale dell’Aiea, il giapponese Yukiya Amano, ha annunciato alle 10 di sera che «l’Iran ha rispettato tutte le misure, si possono revocare le sanzioni». E così hanno fatto davvero in pochi minuti l’Unione Europea, gli Stati Uniti e l’Onu.

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Iran

Losanna, maratona nella notte per superare gli ultimi ostacoli Gli Usa ottimisti ma avvertono: “Teheran ha poche ore per decidere”.

LOSANNA – «Lavoriamo tutta la notte e se sarà necessario anche domani». Sguardo stanco, viso duro, le mani infreddolite nelle tasche, il funzionario americano avanza spedito cercando di seminare i cronisti che gli stanno alle calcagna. Si concede una sola frase. È un grugnito: la sintesi di una partita ancora tutta da giocare. L’accordo storico sul nucleare iraniano deve attendere. L’obiettivo di una svolta entro la mezzanotte del 31 marzo non è stato raggiunto. Si continua a trattare. Ad oltranza. I piccoli ma «concreti progressi» tra le due delegazioni — presiedute nella trattativa dall’Alto rappresentante della politica estera europea, Federica Mogherini — sono incoraggianti. (altro…)

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NEPPURE un genio dell’arte oratoria, in tandem con un genio delle scienze diplomatiche, saprebbe spiegare a un iraniano, o a qualunque altro abitante del pianeta Terra che vive in un Paese sprovvisto di energia nucleare, perché solo un ristretto gruppo di nazioni è autorizzato a farne uso, anche militare, senza che questa prerogativa possa essere considerata “minacciosa” per altri popoli e altre Nazioni. In punta di diritto e di buon senso è un ragionamento così iniquo e così illogico da non essere spendibile. Tanto varrebbe costituire un “club atomico” che si autoproclama unico garante dell’ordine mondiale, dichiara che le Nazioni Unite sono solo un baraccone pletorico, assume esplicitamente il governo del pianeta e fa espressamente veto a qualunque altro Paese di trafficare con gli atomi, pena il suo immediato incenerimento. Una prepotenza conclamata avrebbe almeno il pregio dell’onestà. (altro…)

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I punti

Il russo Lavrov: “Non sono pagato per essere ottimista”. Gli Usa: forse una proroga alla scadenza di stasera Netanyahu: “Israele è pronta ad agire”.

ORMAI non è più una questione di settimane o di giorni, ma di ore. L’Iran e le sei potenze mondiali (i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza più la Germania) potrebbero raggiungere un’intesa sul programma nucleare iraniano entro la data prevista di oggi, se saranno riusciti a mettersi d’accordo su due punti cruciali che ieri sera erano ancora in discussione. Il primo è quanta ricerca e sviluppo l’Iran potrà svolgere negli 11-15 anni che saranno previsti dall’accordo finale. Per gli iraniani è un punto importante di prestigio: hanno accettato di ridurre drasticamente il numero delle centrifughe, ma rinunciare per anni al programma di ricerca e sviluppo a cui vedono legate le sorti della loro crescita tecnologica è difficile da buttar giù. Il secondo punto riguarda i tempi delle sanzioni e in particolare quelle fissate dall’Onu. (altro…)

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Sulla questione siriana, già nei primi mesi di quest’anno, mi rivolgevo a tutti con due commenti: “Vi prego” e “Cercasi pretesto”; dove raccomandavo – è compito dei più anziani mettere in guardia i giovani – di non trascurare la pretesa degli Stati Uniti di impadronirsi di tutto il Nord-Africa e il Medio Oriente, facendo volare in pezzi le relative nazioni, per poi intervenire in veste di pacieri e impadronirsi dei giacimenti di petrolio e di quella che è l’energia del prossimo futuro, cioè il gas naturale.
Siria e Iran a tutt’oggi sono sfuggite a questo disegno criminale. La Libia non ha potuto farlo perché ha scontato un grave errore di Cina e Russia che non hanno avanzato in sede ONU il diritto di veto che avevano, lasciando campo libero agli Stato Uniti che sono intervenuti, addirittura preceduti dai loro servi europei, Italia in testa. (altro…)

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La donna ha graziato l’uomo che nel 2004, dopo il no alla richiesta di matrimonio, l’aveva sfregiata con l’acido facendole perdere l’uso degli occhi. Non sarà accecato a sua volta.

TEHERAN – Perdono contro la Sharia. Dalla tv di Stato iraniana una notizia che farà discutere. La giovane iraniana Ameneh Bahrami, che era stata accecata e sfigurata con l’acido da un uomo, ha rinunciato all’ultimo minuto ad applicare la legge del taglione, graziando il suo aggressore nel giorno in cui quest’ultimo avrebbe dovuto essere a sua volta accecato. “Ameneh Bahrami, vittima di un’aggressione con acido, ha perdonato all’ultimo minuto il suo aggressore, Majid, rinunciando al suo diritto ad avvalersi della legge del taglione, che doveva essere applicata oggi”, si legge sul sito dell’emittente. (altro…)

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