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Posts Tagged ‘irpef’

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Minata dai continui interventi, ora discrimina i redditi da lavoro rispetto a quelli da capitale, e le fasce medio-basse sono penalizzate. È ora di ragionare sulla flat tax.

L’Irpef, tributo personale sul reddito che doveva attuare i canoni di universalità, uguaglianza e progressività dell’imposizione, ha da tempo cessato di svolgere il ruolo per cui era stata progettata (se mai è riuscita a farlo). Le ragioni di insoddisfazione non riguardano il gettito, che ha raramente deluso le aspettative erariali, quanto i profili dell’equità, sia orizzontale che verticale. (altro…)

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Riforme istituzionali? A febbraio il testo si porta in Parlamento”. Riforma del lavoro? “Entro il 15 marzo”. Nuova legge elettorale? “A fine maggio”. Miliardi per i debiti della P.A? “A metà marzo”. Taglio dell’Irap? “Ai primi di maggio”. Sicurezza nelle scuole? “15 miliardi a giugno”. Garanzie per i giovani? “1,5 miliardi dal primo maggio”. La verifica, dati alla mano, di tutti gli annunci del premier.

E’ il 17 febbraio. Matteo Renzi – appena nominato e non ancora in carica – dice: “Entro il mese di febbraio compiremo un lavoro urgente sulle riforme della legge elettorale e istituzionali, nel mese di marzo la riforma del lavoro, in aprile la pubblica amministrazione e in maggio il fisco(Ansa). La formula annunciata è questa: portare a compimento una riforma ogni trenta giorni. E’ solo l’inizio, perché il premier sciorina una lunga serie di promesse anche il 24 febbraio mentre è inSenato a chiedere la fiducia e il 12 marzo, giorno della conferenza stampa con le slide in cui annuncia gli obiettivi economici in agenda. L’elenco è lungo: da “entro 15 giorni pagheremo tutti idebiti della P.A.” a “entro il 1° maggio -10% del costo dell’energia per le imprese”, passando per l’edilizia scolastica, il lavoro, i ‘mitici’ 80 euro, il piano casa e le ProvinceIlfattoquotidiano.itha esaminato tutti gli annunci e le promesse di Renzi. Ecco l’esame ragionato alla luce dei fatti delle sue dichiarazioni e quello che è successo dopo. (altro…)

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Ipotesi risparmi Irpef

L’ipotesi di una nuova misura al posto dei tagli Irpef.

Risorse concentrate sui redditi bassi. Sale la stima sul Pil
La manovra.

ROMA — Il governo accelera sulla messa a punto del Documento di economia e finanza, snodo cruciale per i conti italiani. E passaggio indispensabile per la definizione del Piano nazionale di riforme. Entrambi i documenti -Def e Pnr – devono essere inviati a Bruxelles entro il 15 aprile. Ma Palazzo Chigi punta a chiuderli entro la prima settimana del mese, con qualche giornata di anticipo. Così da avere più tempo per scrivere i decreti legge che andranno a tagliare il cuneo fiscale, la differenza tra il costo lordo del lavoro e l’introito netto in busta paga. «Subito dopo il Def, avremo i decreti», confermano da Palazzo Chigi. (altro…)

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Se potessi

Malgrado Renzi noi speriamo che Renzi se la cavi. Malgrado la suprema spocchia e il ghigno di chi pensa io sono io e voi non contate niente. Malgrado lo stile da televenditore di tappeti. Malgrado i miliardi di miliardi sparati come razzi di capodanno dal balcone (leggi Travaglio qui accanto). Malgrado i conti che fanno acqua e le promesse di aria fritta. Noi speriamo che Renzi ce la faccia: non certo per alimentare il suo ego ipertrofico e neppure perché, altrimenti minaccia di ritirarsi dalla politica (figuriamoci). (altro…)

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Il suo documento completo è ancora segreto, deve essere esaminato da un Comitato interministeriale prima di diventare efficace. Ma in un’audizione al Senato il commissario per la revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli ha spiegato meglio i risultati della sua analisi. L’obiettivo, come noto, è di trovare fino a 34 miliardi strutturali (cioè di risparmi duraturi) entro il 2016, cominciando già nel 2014 con risparmi potenziali di 3 miliardi (sarebbero quasi 7, ma più si avanza nell’anno meno si può tagliare). Cottarelli ha una lista di misure da prendere, da quelle simboliche (come l’abolizione del Cnel e la riduzione delle auto blu, limitate ai soli ministri e con un massimo di cinque veicoli per ogni ministero) fino a quelle più incisive sulle pensioni. Il commissario suggerisce che, fatto salvo l’85 per cento delle pensioni, cioè quelle fino a 2400 euro lordi al mese, sul resto c’è margine di intervento.  (altro…)

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RenziIL GOVERNO IGNORA L’APPELLO DI SQUINZI SULL’IRAP. VIGILIA TORMENTATA PER IL CONSIGLIO DEI MINISTRI SULLE MISURE ECONOMICHE, SICURI SOLO GLI ANNUNCI.

Tutto pronto anzi no, il mercoledì del decisionismo di Matteo Renzi rischia di diventare solo un’anteprima: pasticci di agenda, ritardi e un’unica certezza, una conferenza stampa del premier nel pomeriggio. Se ci saranno provvedimenti concreti o solo annunci dipenderà un po’ dall’evolversi della giornata, ancora una volta Renzi ha sottovalutato i ritmi delle liturgie istituzionali. Il menu è ormai chiaro: taglio del cuneo fiscale, debiti della pubblica amministrazione e mercato del lavoro.   (altro…)

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CamussoIl direttivo: subito misure su lavoro e fisco
Il sindacato.

ROMA — La Cgil chiede che il governo metta i lavoratori al centro dell’annunciata riforma delle leggi sul lavoro che il Consiglio dei ministri discuterà mercoledì. E, in caso contrario, prepara «una mobilitazione che non esclude il ricorso allo sciopero». Il direttivo del sindacato di Susanna Camusso si riunisce di domenica in Corso d’Italia perché durante la settimana tutti i dirigenti sono impegnati nei congressi territoriali.
Camusso affronta il tema partendo dalle proposte del piano lavoro che la Cgil ha presentato nei mesi scorsi.Due le richieste chiave al governo: destinare la riduzione del cuneo fiscale ad aumentare le buste paga e estendere a tutti i lavoratori la cassa integrazione. (altro…)

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I numeri

Palazzo Chigi al lavoro per trovare le coperture
Le tasse.

ROMA — Un coro di sì da parte di Cgil, Cisl e Uil accoglie l’accelerazione di Palazzo Chigi (confermata ieri) sul taglio dell’Irpef in busta paga per 10 miliardi. Ma la strada è in salita perché dalla Confindustria e dal ministro dello Sviluppo Federica Guidi arrivano resistenze. E il governo rischia di presentarsi diviso al Consiglio dei ministri di mercoledì. Il premier Matteo Renzi, fiutata l’aria di burrasca, affida ai suoi un ragionamento: «È buffo che, mentre di solito si trattava di annunciare nuove tasse, ora che invece si parla di risorse per far ripartire il Paese ci si divida in uno sterile derby tra chi è per l’Irap e chi per l’Irpef. Noi dobbiamo andare avanti diritti, mettendo a punto un pacchetto di misure da presentare mercoledì. Il nostro obiettivo, in queste ore, è uno solo: cercare le coperture». (altro…)

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IL PROGRAMMA.

FEBBRAIO

Legge elettorale e addio al Senato

MATTEO RENZI governerà con Ncd di Alfano, ma se vuole fare le riforme promesse (entro febbraio, cioè in due settimane), ha bisogno dei voti di Silvio Berlusconi. L’unico provvedimento che si può approvare entro fine mese, forse, è la legge elettorale, il cosiddetto Italicum che è arrivato in aula alla Camera e poi dovrà andare al Senato, dove i numeri sono più incerti. Il progetto più ambizioso di Renzi è quello di abolire il Senato, rendendolo una camera di rappresentanti delle Regioni e degli enti locali. E in parallelo promette la riforma del titolo quinto della Costituzione, quello che regola i rapporti tra i vari livelli dello Stato. Vasto programma che, comportando modifiche costituzionali, richiede una maggioranza dei due terzi e tempi di approvazione più lunghi. Entro febbraio potrebbe al massimo presentare un disegno di legge costituzionale.  (altro…)

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Gli effetti del superamento dell’Imu e della Legge di Stabilità
Per molti sindaci il miliardo di compensazione promesso dall’esecutivo non basta
Primi cittadini alle prese con il bilancio 2013, da chiudere entro fine novembre
IL DOSSIER. Le misure della manovra.

Le tasse
Le scelte dei Comuni su Irpef e service tax.

GRANDE caos fiscale nei Comuni. Alle prese con il bilancio 2013, da chiudere entro fine novembre, i sindaci guardano con preoccupazione ai conti che non tornano. Molti municipi hanno varato aliquote Imu sulla prima casa più alte dello scorso anno. Ma l’imposta è stata cancellata (da ieri il decreto che azzera la prima rata è legge) e le compensazioni statali non saranno sufficienti, perché calcolate sul gettito 2012. A questo si aggiunge l’ansia per la nuova Trise, specie la componente Tasi che dal 2014 sostituirà l’Imu. Le prime proiezioni non sono confortanti e diversi Comuni pensano di spingere al massimo consentito l’aliquota Tasi (2,5 per mille). (altro…)

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Gli assicurati

Tutti gli effetti del dimezzamento della detrazione sulle assicurazioni.
L’aggravio fiscale riguarderà in particolare i redditi fino a 55mila euro lordi.
L’articolo del decreto assicura parte delle coperture al taglio Imu e per gli esodati.
Le misure
Visco: il calo del debito non impone tagli perenni ai conti
Con il giro di vite sulle polizze vita Irpef più cara per 6 milioni di italiani pagheranno 200 euro in più all’anno.

ROMA— Meno Imu, più Irpef. Per cancellare l’imposta sulla casa (per ora solo la prima rata), il governo farà salire quella sui redditi. Almeno per 6 milioni e 300 mila italiani che pagheranno 125 euro in più di Irpef sul 2013. E ben 201 euro sul 2014. Un salasso inatteso che sconfessa la filosofia “ tax free”, sbandierata in conferenza stampa da Letta e Alfano. «La copertura del decreto Imu è stata gestita senza alzare le tasse», aveva detto il premier. «È un provvedimento
tax free che non porta altre tasse», si esaltava il suo vice. Così non è. Purtroppo. (altro…)

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ROMA — Tutto procede secondo i piani o anche più in fretta: per pagare gli arretrati alle imprese, i trasferimenti dal Tesoro alle regioni e alle altre autorità locali stanno accelerando ogni settimana. A ieri, fa sapere il ministero dell’Economia, lo Stato aveva già messo a disposizione 17 dei venti miliardi che gli enti debitori dovrebbero saldare nel 2013.

Cinque sono già arrivati alle imprese. I fondi ci sono, daranno respiro alle imprese, sosterranno le entrate Iva e le speranze di ripresa. Il ministro Fabrizio Saccomanni ieri si è detto pronto a fare anche un passo in più e portare i versamenti del 2013 a quota trenta miliardi. (altro…)

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Addizionali regionali IrpefSenza interventi correttivi, nel 2014 l’esborso medio sarà di 529 euro all’anno.

ROMA— Una stangata strisciante, che va avanti da almeno tre anni mentre tutti gli occhi sono puntati su Imu e Iva: da quando, nella prima metà del 2011, Bossi forzò la mano per incassare il federalismo fiscale e diede il via alla escalation delle addizionali. Un peso già difficile da sopportare allora, ma che è lievitato ulteriormente passo dopo passo. Con l’aggravante che le addizionali Irpef si calcolano, a differenza delle aliquote statali, sul reddito lordo, prima che possano essere mitigate dalle detrazioni per lavoro dipendente e per i carichi familiari. La questione è ora sul tavolo della delega fiscale che intende intervenire sul riordino dell’Irpef locale.
Secondo i dati della Uil servizio politiche territoriali, in assenza di interventi il prossimo anno i rincari delle addizionali regionali saranno pari nella media del sistema al 36,3 per cento, portando l’esborso medio pro capite a 529 euro annui. Le aliquote in alcune Regioni in forte deficit sanitario potranno arrivare fino al 2,63 per cento , mentre le altre si fermeranno tra il 2,23 (statuto speciale) e il 2,33 (ordinarie). Nel 2015 una Regione ordinaria in deficit sanitario potrà chiedere ai contribuenti una aliquota del 3,63 per cento (1,23 di base, più 2,1 di federalismo fiscale, più 0,3 di “penale” deficit-sanitario). (altro…)

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Gli aumenti di Ires e Irpef creano tensione nella maggioranza. Il premier: si può intervenire in Parlamento.

ROMA— Coperture del decreto Iva, già si cambia. A poche ore dal varo del decreto legge che rinvia al 1° ottobre l’aumento dell’Iva finanziandolo con l’aumento degli acconti Irpef-Ires in Parlamento si consolida in fronte dei partiti che vogliono modificare il provvedimento. Mentre il ministro per lo Sviluppo Flavio Zanonato annuncia: «Contiamo che il Parlamento possa prorogare lo stop all’aumento del-l’Iva fino a tutto il 2013».
Forte è la contestazione da parte del Pdl dove il capogruppo alla Camera Renato Brunetta, dopo aver parlato di «partita di raggiro» subito dopo il varo, ieri è tornato alla carica: «Le coperture sono inadeguate, improponibili per i cittadini e per le imprese, il Parlamento le cambierà: non ce l’ho con Letta ma con Saccomanni, su questi temi la maggioranza non è stata assolutamente coinvolta dal ministro dell’Economia, nei prossimi giorni invece si riunirà una “cabina di regia” per trovare soluzioni alternative». (altro…)

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Ok della commissione Bilancio. Governo battuto sulla restituzione delle tasse alle vittime di calamità naturali. Slitta al 2014 il quoziente familiare per l’Irpef e anche le esenzioni per lo scaglione di reddito più basso. Allentate le misure anti gioco d’azzardo. Balduzzi: “Sconcertato”.

Solo otto giorni fa il governo faceva sapere che non sarebbero stati permessi “assalti alla diligenza” e invece la legge di Stabilità – che ha ricevuto l’ok della commissione Bilancio – si sta trasformando in una legge Mancia. Negli emendamenti al provvedimento si trova un po’ di tutto: si scopre una vera e propria pioggia di “micro-misure”. Così mentre da più parti e su tutti i portafogli si abbatte la scure dei tagli, sfogliando le 16 pagine vergate dai relatori ci si imbatte subito in vari finanziamenti da “legge mancia”. Nel frattempo la legge è approdata al Senato, dove il governo ha posto la fiducia. (altro…)

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I PARTITI CHIEDONO AL GOVERNO DI ELIMINARE GLI INTERVENTI SULLE ALIQUOTE.

Il gioco delle tre carte del governo sulle tasse rischia di finire male per mancanza del tavolino. Per una volta, infatti, pare che i partiti della strana maggioranza stiano procedendo divisi per colpire uniti: il finto scambio tra aumento dell’Iva e taglio delle detrazioni fiscali da una parte con la riduzione di un punto di Irpef dall’altra, probabilmente,   salterà durante l’iter parlamentare. È lo scenario prospettato al premier ieri prima da Enrico Letta e poi da Pier Ferdinando Casini (oggi sarà il turno di Angelino Alfano): Mario Monti pare non abbia risposto nulla sul merito, ma ha insistito come prevedibile sui “saldi invariati”. Insomma, quale che sarà alla fine, la legge di stabilità dovrà garantire il   pareggio di bilancio nel 2013. In sostanza, il governo pare costretto ad accettare il fatto che la sua finestra per imporre ai partiti qualunque cosa è finita con la partenza delle grandi manovre elettorali: questa legge, ha scandito addirittura Casini dopo l’incontro con l’ex preside della Bocconi, “sarà modificata: il Parlamento non   è un passacarte e montismo   non è mutismo”. (altro…)

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«NOI dobbiamo lasciare il Paese in ordine e consentire a chi verrà dopo di proseguire nell’opera di risanamento». Prima delle brevi vacanze che si è imposto e che ha imposto ai suoi ministri, Mario Monti ha voluto fare un rapido giro di consultazioni con i leader della sua “strana maggioranza” e con i vertici istituzionali: il capo dello Stato Napolitano e i presidenti di Senato e Camera Renato Schifani e Gianfranco Fini.
E con tutti Monti ha ripetuto come un mantra quello che considera l’obiettivo primario dell’esecutivo: rimettere in ordine i conti pubblici italiani e rivitalizzare un’economia boccheggiante. Ma quella tornata di incontri e telefonate ha prodotto una novità insperata: è ricomparso a palazzo Chigi un dossier che appariva sempre più sfocato nell’orizzonte visibile della politica italiana. (altro…)

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I contribuenti delle Regioni in deficit sanitario già oggi pagano un obolo aggiuntivo per far quadrare i conti. Ecco cosa succederà nel 2013 con la rimodulazione delle aliquote.

Ecco che ne arriva un’altra. La grandinata di nuovetasse e addizionali sembra davvero senza fine. Questa volta nel mirino ci sono i contribuenti delle regioni in deficit sanitario che già oggi pagano un obolo aggiuntivo per far quadrare i conti delle loro amministrazioni, ma che dal 2013 potrebbero essere chiamati ad uno sforzo ancora maggiore. Oggi la tassazione Irpef è strutturata in questo modo: 1,23% di aliquota base (alzata dal precedente 0,9% con il decreto “Salva-Italia”) a cui si somma un’aliquota regionale che può arrivare fino allo 0,5 per cento. Nelle regioni che devono ripianare buchi della spesa sanitaria questa aliquota potrà ora salire fino all’1,1% portando il prelievo totale al 2,33% del reddito . (altro…)

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Alla vigilia delle elezioni, molti sindaci hanno già aumentato i tributi, altri lo faranno dopo Sindacati in trincea: “Così ci mangeranno del tutto la tredicesima di quest’anno” IL DOSSIER. Le misure del governo. Sette stangate: dall’Imu all’Irpef, dai rifiuti all’auto.  

La carica delle tasse comunali continua. A pochi giorni dalla tornata elettorale che coinvolgerà circa mille amministrazioni locali, la pressione fiscale è in primo piano: Imu, addizionali Irpef, tassa dei rifiuti, imposta di soggiorno, tasse di scopo, Rc auto e Irpef regionale. Secondo l’«Osservatorio» della Uil servizi politiche territoriali i sindaci che hanno già deciso il rincaro dell’Irpef sono 341, i grandi Comuni che hanno deliberato rincari dell’Imu (già assai pesante) sono 24, quelli che hanno varato la tassa di soggiorno 495, mentre 12 capoluoghi hanno aumentato la Tarsu. Il costo medio è alto: 157 per l’Irpef comunale, 371 per quella regionale, 113 euro per l’Imu prima casa, 223 per la spazzatura. Tassa di soggiorno anche sui camping. In media più di 1.000 euro se ne andranno in tasse locali. (altro…)

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Insisto su questo tasto perchè in un momento del genere dove la situazione è veramente drammatica e gli Italiani vengono “massacrati” di tasse dall’ultima manovra finanziaria “lacrime e tasse , c’è ancora chi usufruisce di agevolazioni fiscali che non esistono in nessun altro paese al mondo!

Naturalmente parlo del Vaticano e dell’esenzione totale dell’ Ici di cui gode (da una stima fatta daiRadicali, in Italia ci sarebbero circa 30 mila stabili di proprietà della Chiesa adibiti ad attività imprenditoriali e commerciali diverse) … come naturalmente il discorso vale anche per gli altri enti, i sindacati (vedi CGIL) ect ect che per quanto mi riguarda dovrebbero pagare come tutti, ma con l’aggiunta che il Vaticano continua a prendere dallo stato Italiano anche l’ 8 per mille (e mi sta bene lo prenderà anche la Chiesa Valdese ed altri ancora, ma quanto prendono in meno?) che gli frutta circa 1 miliardo di euro l’anno (cifra inavvicinabile per la Chiesa Valdese o chi altro volete), a godere anche dell’esenzione del 50% dell’IRES concessa agli enti ecclesiastici che operano nella sanità e nell’istruzione e anche dell’esenzione totale dell’ Irpef e dell’ Iva (ed altre agevolazioni minori) che portano un risparmio ulteriore di circa 4 miliardi di euro l’anno … (altro…)

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