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Posts Tagged ‘israele’

Vauro

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Il prezzoIl premier uscente lavora a una coalizione con più seggi del 2013 Gli Usa: “Noi sosteniamo ancora la soluzione dei due Stati”.

GERUSALEMME – L’avevano dato per spacciato perfino alla Casa Bianca e invece Benjamin Netanyahu ha dimostrato ancora una volta di essere “King Bibi”. Una formidabile ripresa, dovuta soprattutto al suo battersi come un leone fino all’ultimo secondo, ha consegnato al Likud una vittoria sorprendente al voto in Israele. Trenta deputati su 120 assicurano al premier uscente la certezza di essere il primo a cui il presidente Reuven Rivlin darà l’incarico di formare il nuovo governo. Nella ventesima Knesset siederanno 24 deputati dell’Unione sionista, l’alleanza di centro-sinistra guidata da Yitzhak Herzog che ieri di buon mattino ha riconosciuto la sconfitta augurando «buona fortuna» all’avversario. (altro…)

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NetanyahuA ventiquattr’ore dalla scadenza del cessate-il-fuoco, le posizioni sul piano studiato al Cairo si irrigidiscono Netanyahu pronto a concessioni su frontiere e zona di pesca. Ma il leader della Striscia: “Non basta”.

GERUSALEMME – A ventiquattr’ore dalla scadenza del cessate-il-fuoco le posizioni (almeno a parole) si irrigidiscono. Israele ed Hamas sembrano lontane da un accordo e il piano di pace per una tregua più duratura discusso al Cairo (sponsor gli egiziani) rischia di restare lettera morta.
Il premier israeliano Netanyahu ha fatto diverse concessioni (la zona di pesca allargata fino a 9-12 miglia, riapertura delle frontiere con controllo dei palestinesi di Abu Mazen, l’ingresso di aiuti umanitari e per la ricostruzione) ma è stato netto su una cosa: Hamas «non può sperare di compensare una sconfitta militare con un successo politico» e Israele non accetterà mai una proposta di tregua che non tenga conto degli interessi di sicurezza di Gerusalemme (quindi niente più razzi e missili lanciati dalla Striscia di Gaza). Hamas nega la sconfitta militare (che in realtà c’è stata), accusa il premier israeliano di «nascondere le ingenti perdite» subite dall’esercito e minaccia: «Il prossimo round si gioca ad Ashkelon», ovvero in territorio israeliano. (altro…)

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Camilli

PITIGLIANO, il borgo bellissimo di tufo nella valle del Fiora, vanta anche il titolo di “piccola Gerusalemme”. Il suo sindaco, Pier Luigi Camilli, è stato un giornalista di spicco della Rai, sa che cosa vuol dire quella passione. Si vorrebbe abbracciarlo, padre che dice a ciglio asciutto di esser fiero
del suo figlio morto a Gaza.

COLORO i quali vanno a vedere da vicino le guerre sono mossi da desideri diversi e difficili da districare, anche per loro stessi. Non di rado le motivazioni dichiarate sono convenzionali: si va per raccontare al mondo la verità, per testimoniare dei diritti e delle sofferenze di chi non ha voce. Si va a farsi un nome e uno spazio nel mondo dell’informazione. Si va a mettersi alla prova del coraggio e della compassione, piuttosto che nelle demenziali avventure del turismo estremo. (altro…)

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Gaza

Al corteo per i combattenti c’era poca gente. La gente non ama gli islamisti, ma dopo i raid il consenso cresce.

GAZA – CHIEDO a Mustafa Sawaf se trova giusto che Hamas collochi i lanciarazzi tra i civili, facendone obiettivi inevitabili, o che scavi dei tunnel diretti in Israele sotto le case di gente ignara di quel che l’aspetta. Le immagini di Beit Hanoun e di Khuza’a sono ben stampate nella mia memoria. Nelle due cittadine, una a Nord l’altra a Sud della Striscia di Gaza, l’esercito israeliano non ha distrutto strade, moschee, negozi, scuole. Ha arato l’abitato. L’ha spianato. Ha scavato con l’artiglieria, con l’aviazione, con i bulldozer l’intera superficie, alla ricerca evidente dei maledetti tunnel, alcuni dei quali erano spuntati in vicinanza dei kibbuz, delle fattorie, dei villaggi nelle province meridionali dello Stato ebraico. Tra le zolle gigantesche di terra e cemento si intravede la saracinesca di un negozio, il minareto di una moschea, una cattedra, dei banchi forse di una scuola. (altro…)

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Gaza

Razzi dalla Striscia e raid israeliani la tregua è finita torna l’incubo a Gaza
I colloqui del Cairo sono falliti Netanyahu avrebbe prolungato il cessate-il-fuoco senza condizioni. Ma la proposta è stata respinta da Hamas

Cinque vittime tra la popolazione: ucciso un bambino di appena dieci anni
Il conflitto.

GERUSALEMME – NON hanno neppure avuto bisogno di guardarsi negli occhi. Il rifiuto era deciso prima ancora che cominciasse la tregua di tre giorni. Era scontato che non venisse prolungata. O che non portasse a qualcosa di positivo. Dopo decenni di odio e un mese di massacro non ci si poteva dichiarare d’accordo troppo in fretta, sia pure per un altro effimero cessate-il-fuoco. Era il primo round. Una pausa di 72 ore era già un miracolo della terra non per niente tre volte santa. Un’altra manciata di morti e sarà possibile fare di più. L’intensa ripresa dello scontro tra razzi palestinesi e incursioni aeree israeliane non può durare a lungo. Le reazioni del mondo pesano. Le vittime lacerano la popolazione di Gaza; assumono un peso politico per Hamas; non esaltano la democrazia israeliana quando il numero di quelle palestinesi è sproporzionato. (altro…)

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Gaza

Netanyahu ha ordinato il ritiro delle truppe di terra e inviato una delegazione al Cairo Per trattare e soprattutto arginare le critiche internazionali Pesa il numero delle vittime palestinesi: quasi duemila Il reportage.

GERUSALEMME – MA FORSE le disperate, tenaci talpe umane ne hanno scavati molti di più o si apprestano a scavarne altri. Gli abitanti israeliani delle zone limitrofe a Gaza non si fidano. Hanno scoperto che sotto terra stavano per nascere labirinti, con luce elettrica e perfino con piste percorribili da automezzi. Per loro i soldati se ne sono andati da Gaza troppo presto. Dovevano frugare più a lungo il terreno. «I palestinesi potrebbero spuntare ancora dal pavimento della camera da letto».
Dai tempi preistorici gli uomini hanno tracciato gallerie sotterranee per difendersi, per evadere, per attaccare. È un’antica arte della guerra riesumata di recente dai ribelli di vario tipo in Afghanistan per sfuggire agli occupanti prima sovietici e poi americani. Negli anni precedenti i vietnamiti e più ancora i laoziani furono maestri. Quella tattica rudimentale ha sorpreso in questi giorni anche Israele, Paese che eccelle appunto nell’high-tech: sul piano civile, certo, ma anche su quello militare: l’Iron Dome (la cupola di ferro) ha provvidenzialmente fatto esplodere in cielo i razzi di Hamas destinati a compiere stragi a Tel Aviv, a Haifa, a Gerusalemme. I razzi erano più vulnerabili delle talpe. (altro…)

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