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Diffuso il Report sugli indicatori demografici. Diminuisce del 2,3 per mille la popolazione, in totale 60,565 milioni di persone. Calano i cittadini italiani (179mila in meno), aumentano gli stranieri (39mila in più). E crescono del 12,4% i nostri connazionali che scelgono di andare a vivere all’estero. Non si arresta l’invecchiamento della popolazione, in calo gli attivi,

Minimo storico di nascite dall’Unità d’Italia a oggi. Lo certifica l’Istat nel Report sugli indicatori demografici. Nel 2015 sono venuti al mondo 488mila bambini e bambine (8 per mille residenti), 15mila in meno rispetto al 2014, che già aveva registrato il record storico negativo di 503mila. Il saldo naturale (differenza tra nascite e decessi) scende ulteriormente a -165 mila. Il 2015 è il quinto anno consecutivo di riduzione della fecondità, giunta a 1,35 figli per donna. L’età media delle madri al parto sale nel frattempo a 31,6 anni. (altro…)

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80 euro

NESSUN MIGLIORAMENTO NEL PRIMO MESE IN CUI C’ERA IL BONUS IRPEF IN BUSTA PAGA. MENTRE CONTINUA IL CROLLO PER TUTTI I PRODOTTI: -2,6% IN UN ANNO.

Ora è ufficiale: gli 80 euro inseriti da Matteo Renzi nelle buste paga dei lavoratori dipendenti a basso reddito non hanno prodotto miracoli. Secondo l’Istat, la variazione dei consumi a giugno 2014 rispetto a maggio è stata questa: zero. O meglio, i consumi per alimentari (quelli di base) hanno segnato +0,1 mentre i beni non alimentari – dai mobili alla tecnologia ai vestiti – sono scesi dello 0,1 per cento. Su base annua, il crollo continua: -2,6 per cento in un anno, nel primo semestre di quest’anno la frenata è stata però minore, -1 per cento.   A voler essere ottimisti, in realtà, si può notare un miglioramento. Tra maggio e aprile, i consumi avevano segnato -0,7. Poi il 27 di maggio milioni di lavoratori dipendenti hanno trovato in busta paga 80 euro in più e la variazione mensile è stata soltanto zero, basta col segno meno. (altro…)

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Tagli alla spesaBollette care per gli accordi conclusi senza controllo del Tesoro in media una chiamata da un ufficio pubblico costa il 71% in più Il ministero dell’Interno spende oltre 500 milioni con Telecom e in Brianza la banda larga pesa 30 euro per ogni abitante.

NON è affatto una questione simbolica, affare di pochi euro in più o in meno. Il fatto che tante amministrazioni negozino e concludano da sole i propri contratti di telecomunicazioni comporta sprechi, si stima, per circa un miliardo l’anno: una cifra pari a ciò che il governo otterrebbe intervenendo sulle pensioni sopra i 3.500 euro netti al mese. Se tutte le convenzioni pubbliche per l’uso dei telefoni fissi e mobili e per il traffico dati in rete fossero concluse invece tramite grandi centrali d’appalto capaci di comprare all’ingrosso, il costo sarebbe molto ridotto. (altro…)

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Il calcolo del PILIl governo si attende una correzione al rialzo grazie ai dati sull’economia illegale Dalla ristrutturazione dell’indicatore impatti positivi sui parametri di debito e deficit.

ROMA – Un Prodotto interno lordo che si gonfia di almeno 30 miliardi. E di conseguenza, un deficit e un debito più bassi. Il primo di un soffio, il secondo giù di qualche punto. Il passaggio di tutti i Paesi europei al nuovo sistema contabile Sec 2010 riserverà qualche sorpresa, in positivo, anche ai conti italiani. Nel frattempo però la delicata transizione tecnica ha già suscitato qualche evidente problema d’agenda a Istat e ministero dell’Economia. Con il secondo alla fine costretto a posticipare, a sorpresa, il Def.
La querelle va avanti da un po’, sottotraccia. L’Istituto di statistica mette in calendario la presentazione dei nuovi conti nazionali per il 3 ottobre. (altro…)

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Vauro

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Alla fine contano soltanto i numeri e i numeri dicono che il bonus fiscale da 80 euro al mese per i redditi bassi voluto da Matteo Renzi avrà un impatto poco più che simbolico sulla crescita. L’Istat, l’istituto nazionale di statistica, ha presentato ieri le sue previsioni sul periodo 2014-2016. Risultato: la crescita del Pil quest’anno sarà dello 0,6 per cento, +1 nel 2015 e +1,4 nel 2016. Nel suo Documento di economia e finanza (Def) Renzi e il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan hanno scritto invece che il Pil farà +0,8 nel 2014, +1,3 nel 2015 e +1,6 l’anno dopo. Un eccesso di ottimismo. Anche la Commissione europea, nelle sue previsioni di primavera di ieri, è in linea con l’Istat e non con il governo, solo +0,6 quest’anno e +1,2 nel 2015. Ma l’analisi più interessante, sia nel documento dell’Istat che in quello di Bruxelles, è sul bonus Irpef con cui Renzi vuole rilanciare i consumi e il consenso al Pd in vista delle elezioni europee del 25 maggio.   (altro…)

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Chissà se anche questa sarà un’estate calda, come lo è stata quella del 2011.
Con i mercati alla caccia del debito italiani. Con le due manovre “per mettere in sicurezza i conti” di Tremonti e B.

I numeri dicono che, nonostante la cura, nonostante l’intervento del pompiere che ha spento le fiamme (così Bersani ha definito Monti) ancora non si può sciogliere la prognosi al malato.
Ci sono i numeri della banca d’Italia:

“Nel 2012 il Pil italiano scenderà del 2 per cento e dello 0,2 il prossimo anno”. Inizia così il bollettino economico di Bankitalia, la previsione – è specificato – si basa sull’ipotesi che lo spread tra Btp e Bund si mantenga intorno ai 450 punti base. Quindi “la fase recessiva si estenderebbe alla seconda parte di quest’anno”, e dovrebbe terminare con il prossimo, dove, “la dinamica del prodotto resterebbe appena positiva, per poi riprendere vigore successivamente”. La diminuzione, spiega l’istituto, ha riflesso il calo della domanda interna per consumi e investimenti, la debolezza dell’occupazione e dei redditi reali, la caduta della fiducia delle famiglie. Mentre le condizioni di accesso al credito sono “solo in parte migliorate”. Gli scambi con l’estero hanno “continuato a sostenere l’attività economica”. (altro…)

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Una società mobilitata per far fronte ai bisogni quotidiani e alle difficoltà provocate da una crisi economica da cui non è ancora uscita.Ma anche una società con poco fiato per orizzonti un po´ più lunghi e larghi. È questa l´immagine dell´Italia che emerge dal Rapporto Annuale dell´ISTAT relativo al 2010. In questo quadro emerge, ancora una volta, il ruolo fondamentale giocato dalle famiglie come ammortizzatore sociale a tutto campo. Ma emergono anche le tensioni, i punti di rottura, di un sistema troppo sovraccarico ed anche troppo squilibrato. (altro…)

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La parola “stagflation” è un neologismo inglese da tempo entrato nel lessico economico. Indica una perversa combinazione di inflazione e recessione che, quando si verifica, penalizza pesantemente i “fondamentali” dell’economia, deprime i consumi e gli investimenti, falcidia i redditi, il commercio, l’occupazione, il credito e la tenuta dei conti pubblici. Avevo accennato a questo rischio nelle ultime righe del mio articolo di domenica scorsa prendendo spunto dalle cifre diffuse dalla Commissione di Bruxelles, ma non immaginavo che a distanza di poche ore la Banca centrale europea e il suo presidente l’avrebbero definita come un fenomeno incombente. (altro…)

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Ci sono i fatti, poi c’è la propaganda. I fatti. Il reddito delle famiglie italiane, dice l’Istat, è diminuito in un anno del 2,7 per cento. Le medie come si sa non rendono giustizia della realtà: alcune famiglie (pochissime) si sono arricchite, altre (poche) hanno mantenuto il livello, altre ancora (la maggioranza) si sono impoverite di molto più del 2,7 per cento. Il 10 per cento delle famiglie detiene in Italia il 50 per cento della ricchezza. Si calcola che gli evasori fiscali sottraggano allo Stato (dunque anche a quelle famiglie che perdono reddito) 50 miliardi di euro. 75 milioni e mezzo, per esempio, li ha evasi di tasse la Cricca che ruota attorno a Guido Bertolaso e a Balducci, ci dice oggi l’inchiesta di Perugia. Le stock options, le rendite finanziarie sono tassate al 12,5 per cento. Chi non dirige le aziende ma ci lavora vede il suo reddito tassato del triplo. Fatti inconfutabili. La propaganda, adesso. (altro…)

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L’Istituto rileva come il dato sia l’unica nota stonata in un quadro generale più confortante: a dicembre 2010 si è fermato il calo dell’occupazione, stabile la disoccupazione. Il numero di chi cerca lavoro cala dello 0,5 % rispetto a novembre, +2,5% rispetto a un anno fa. Germania: i senza lavoro ai minimi dal ’92.

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a dicembre 2010 è salito al 29%, con un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,4 punti percentuali rispetto a dicembre 2009, segnando così un nuovo record negativo. Si tratta, infatti, del livello più alto dall’inizio delle serie storiche mensili, ovvero dal gennaio del 2004. Lo comunica l’Istat in base a dati destagionalizzati e a stime provvisorie. (altro…)

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