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Posts Tagged ‘Jobs Act’

Raccontano balle

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I CONSULENTI DEL LAVORO: SI APPLICA ANCHE AGLI STATALI. LA SINISTRA PD TORNA ALL’ATTACCO.

   Il decreto delegato sul Jobs Act non è ancora arrivato nelle commissioni parlamentari competenti che già il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan cominciano a difendere le nuove norme dai colpi che arrivano dalla statistica, cioè dal tasso di disoccupazione record al 13,4 per cento. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti arriva perfino ad ammettere che è “ragionevole pensare” che l’attesa per il Jobs Act “abbia spinto molte imprese a rinviare le assunzioni”. Una confessione da tenere presente quando arriveranno i primi dati sugli effetti del pacchetto governativo (verso marzo) che quindi andranno corretti un po’ al ribasso.  (altro…)

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In un’intervista a Federico Fubini di ‘Repubblica’, l’economista renziano Yoram Gutgeld anticipa la fase due: «Per ora non potevamo, ma l’anno prossimo vogliamo affrontare una legge di rappresentanza sindacale che permetta alle aziende di facilitare i negoziati di secondo livello. È fondamentale che un’azienda in crescita possa offrire di più ai suoi lavoratori». E – chiede Fubini – che una in crisi possa offrire di meno? «Anche, se serve a evitare i licenziamenti», risponde Gutgeld.

Et voila: questo accade, quando si gioca solo in difesa, quindi si prendono gol. Appena ne ha segnato uno, la squadra avversaria vuole farne subito un altro. Sicché, ottenuto il licenziamento facile, si parte verso lo svuotamento dei contratti nazionali: agli imprenditori più furbetti o avidi – non pochi, purtroppo, in Italia – non costerà fatica dirottare liquidità in qualche altra azienda o semplicemente altrove, piangere miseria e ottenere stipendi più bassi. (altro…)

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Sei arrivato in ritardo oggi, arriverai in ritardo anche domani?
Potresti essere licenziato.
Sarebbe un provvedimento disciplinare eccessivo, che una volta costringeva l’azienda al reintegro.
Da oggi no.
Giusto per dirne una, delle tante. Hai scritto qualcosa su facebook? Hai partecipato ad un’assemblea? Hai rotto le scatole al capo? Hai pure alzato la voce quando ha chiesto l’ennesimo straordinario all’ultimo momento …
Tutti possibili licenziamenti discriminatori che verranno camuffati da licenziamenti economici. Qualche mensilità e ti sei liberato del rompiscatole.

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babbo natale

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Renzi e statali

LICENZIARE È POSSIBILE.

Sul Jobs Act il governo di Matteo Renzi ha deciso di sfoderare la formula del tridente. Il premier al centro, i ministri Marianna Madia e Giuliano Poletti a sinistra, l’Ncd a destra. È questa la fotografia che emerge dalle polemiche sull’estendibilità delle nuove norme agli Statali ormai nel mirino del governo. Se, infatti, in due distinte interviste Poletti e Madia, ieri mattina, escludevano che il nuovo contratto a tutele crescente, con il corollario dell’abolizione dell’articolo 18, potesse essere esteso ai dipendenti pubblici, il presidente del Consiglio nella sua intervista a Qn è stato molto più sfuggente: “Sarà il Parlamento a pronunciarsi su questo punto, sollevato da Ichino” ha risposto Renzi al direttore del quotidiano. “Esiste giurisprudenza nell’uno e nell’altro senso. (altro…)

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GiannelliDa eccesatira.blogspot.it

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Natangelo

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RenziIL GOVERNO Più facile licenziare, meno ammortizzatori sociali. Via ai primi due decreti: chi perde il posto senza giusta causa avrà molte più difficoltà per ottenere il reintegro. Potrà sperare al massimo in un risarcimento pari a 24 mensilità.

ARTICOLO 18 E JOBS ACT RIVOLUZIONE A METÀ: MENO DIRITTI PER TUTTI. IL RITORNO IN AZIENDA RESTA PER POCHI CASI: AGLI ALTRI LICENZIATI INGIUSTAMENTE SOLO UN RISARCIMENTO MASSIMO DI 24 MENSILITÀ. E I SOLDI PER I SUSSIDI NON AUMENTANO.

A due giorni dal Consiglio dei ministri della vigilia di Natale arrivano le prime reazioni ai due decreti legislativi con cui il governo attua la legge delega sul Jobs Act. Secondo la Cgil le misure presentate dal premier Matteo Renzi danno “il via libera alle imprese a licenziare in maniera discrezionale lavoratori singoli e gruppi di lavoratori”. I decreti sono due: uno riforma l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e tutta la disciplina sul contenzioso tra impresa e lavoratore licenziato. (altro…)

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Si dice che ora gli imprenditori non hanno più alibi per assumere.
Che questa, del jobs act, è unariforma copernicana nel mondo del lavoro.
Avendo dato tutte le garanzie di licenziabilità del materiale umano, previo indennizzo per la maggior parte dei casi, ora tutti gli investitori verranno in Italia a fare impresa.
Come Gucci per le sue borse.
E in quali settori verrebbero ad investire?
Nel fotovoltaico no, per il cambio di rotta politica.
Nell’automobilistico (l’auto elettrica italiana) nemmeno per il divieto di Fiat.
I bus, i treni?

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ROMA – Sembrava che la lacerazione nel Pd si riuscisse alla fine a evitare, che il compromesso sul Jobs act alla vigilia della presentazione degli emendamenti in commissione Lavoro e della direzione dem che questa sera ne discuterà, fosse a un passo dall’approdo. Ma ieri è ricominciato lo scontro tra il governo, la maggioranza del partito e la sinistra dem. Non sono bastati gli incontri, il continuo scambio di mail e sms. Da un lato Cesare Damiano, l’ex sindacalista Fiom, presidente della commissione Lavoro di Montecitorio e il capogruppo dem Roberto Speranza, dall’altro i ministri Boschi e Poletti, il vice segretario Lorenzo Guerini e il responsabile Economia del Pd, Filippo Taddei. «Non si può andare avanti sempre chiedendo il “più uno”, non si può strizzare l’occhio alla linea della Cgil ignorando qual è la posizione prevalente nel partito», è stato lo sfogo di Taddei alla fine di una giornata di trattativa. Poi magari qualcosa si muove: si ostinano a sperare i “pontieri” sicuri che sull’articolo 18 e il reintegro, Renzi non possa fare del tutto orecchie da mercante.

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Coerenzi

COERENZI. Ospite di Michele Santoro nell’aprile del 2012, incalzato sulla necessità di riformare lo Statuto dei lavoratori, l’allora sindaco di Firenze escludeva categoricamente di voler incalzare il governo da questo punto di vista. Anzi. “Non c’è un imprenditore che mi abbia detto che l’articolo 18 per lui è un problema”, spiegava il rottamatore a sostegno della tesi che la forma attuale dello Statuto dei lavoratori non ostacolasse la creazione dei posti di lavoro. “È un problema solo del dibattito mediatico”, chiosava Renzi.

Da huffingtonpost.it

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Lavoro
ROMA – La grande tentazione di Renzi si chiama indennizzo. Superare cioè definitivamente la possibilità prevista ancora dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori di reintegrare i lavoratori ingiustamente licenziati e affidare la soluzione della controversia a un risarcimento monetario. Che questo sia il suo orientamento, il premier l’ha detto chiaramente nell’intervista al Sole 2-4 Ore all’inizio di questo mese. Che questa sia una strada politicamente praticabile è però ancora tutto da verificare. Ecco perché, per ora, né Renzi né il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, scoprono davvero le carte.
Il round importante si sta giocando al Senato. Da martedì la discussione sul Jobs Act, che contiene le linee della riforma del mercato del lavoro che le istituzioni europee considerano necessaria per ridurre i nostri deficit competitivi, si concentrerà sull’articolo 4, cioè quella norma che, tra l’altro, delega il governo a prevedere «eventualmente in via sperimentale» il contratto a tutele crescenti.

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precari-freschi

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SCONTRO SUL JOBS ACT.

SINDACATI DELUSI DAL PREMIER E DA GIULIANO POLETTI: “MA CHI È QUESTO QUA?”.

Tira una brutta aria sul fronte sindacale per il governo Renzi. Che Susanna Camusso non abbia mai amato l’ex sindaco di Firenze è noto. Che la Cgil si sia schierata, sia pure discretamente con Gianni Cuperlo alle primarie del Pd, anche. Che però – rischiando di mutuare le critiche di Beppe Grillo – si accusi Renzi di “culto della personalità” dopo le sue visite scolastiche attorniato da bimbi in festa, è un attacco piuttosto duro. “Una cosa sono le forme di riavvicinamento della politica al paese” ha detto infatti Susanna Camusso, “un’altra il culto della personalità”. Il punto è che Cgil e Cisl non si fidano di quello che Renzi sta facendo. (altro…)

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Angelino AlfanoIl leader Ncd anticipa una sua proposta più “moderna” col superamento dell’articolo 18.

ROMA— Il Jobs Act di Matteo Renzi? «Roba del secolo scorso. E’ molto più moderno il nostro piano per il lavoro». Angelino Alfano boccia senza appello le proposte del segretario del Pd e apre un nuovo fronte di scontro, dopo le unioni civili. «Il Pd abbia più coraggio — polemizza il leader del Nuovo centrodestra — e sul lavoro non ci proponga idee e regole del Novecento». Il ministro, che sabato ha tenuto a Bari la prima convention del nuovo partito, annuncia che un testo del Ncd è già pronto, preparato
da Maurizio Sacconi, e che la prossima settimana sarà presentato a Letta, «al quale ribadiremo che il sostegno al governo è legato alla stipula di un contratto che possa fare il bene del-l’Italia ». (altro…)

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