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Posts Tagged ‘killer’

Ad Angelo Vassallo la parola eroe non sarebbe piaciuta. Perché gli eroi sono quelli che poi alla fine muoiono, e invece lui aveva una gran voglia di vivere. Per questo quando leggo “il sindaco eroe” penso a Vassallo e lo immagino incazzato.
Era un anno fa. Cinque settembre. Domenica. Ad Acciaroli, frazione di Pollica (Sa), una raffica di proiettili squarciò il silenzio di una serata di fine estate. Angelo Vassallo venne colpito in pieno. Stava tornando a casa. Il piombo lo sfigurò, gli sfondò il torace. Rimase immobile, lì, nella sua Audi. Dei killer si perse ogni traccia. E a dodici mesi da quell’omicidio i colpevoli non hanno ancora un nome. (altro…)

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VenerdÌ pomeriggio, la notizia dell´esplosione nel centro di Oslo ha provocato in molti un immediato riflesso condizionato. Si trattava con tutta probabilità di un´autobomba e quindi di terrorismo di origine islamica. Niente di più classico. Esasperante, tragica routine. Poi, col passare delle ore, sono arrivati i dettagli della strage sull´isolotto di Utoya ed è emerso quel giovane biondo, con lo sguardo azzurrino. Alla certezza iniziale sulla natura jihadista dell´attentato è succeduto un momento di incredulità. Il terrorista era un puro scandinavo. Un norvegese aveva ammazzato decine di ragazzi norvegesi a sangue freddo. L´assassino era di incontestata origine europea, era un cristiano e fiero di esserlo. Se il pensiero che si trattasse di un arabo, di un musulmano, era stato un riflesso condizionato, la scoperta che il criminale era “uno dei nostri” ha suscitato sgomento. Il terrorismo può dunque essere europeo. La sorpresa ha stordito non solo i norvegesi. (altro…)

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Finché non emergeranno inoppugnabili— per ora altamente improbabili— prove di una cospirazione terroristica, l’inaudito massacro norvegese va considerato un fatto di cronaca nera, ancorché di immani proporzioni. Esistono certo nel mondo tante e antitetiche associazioni terroristiche capaci di qualsiasi efferatezza, ma esiste anche il crimine— ancor più misterioso e più inquietante proprio perché spesso apparentemente immotivato— che nasce, si organizza e si consuma nella mente di un solo individuo, all’infuori di ogni pur delirante progetto politico. Come ha scritto sul Corriere Pierluigi Battista, cercare sempre il complotto (a suo modo razionale pur nella sua perversità), la spiegazione politica e sociologica, un preciso disegno collettivo, è un modo inconsapevole di rassicurarsi, identificando un ordine pur abbietto; un modo di abbandonarsi a fantasticherie su trame enigmatiche, fondamentalmente paurose ma anche involontariamente gratificanti, come è spesso gratificante soffermarsi sulle vaghe immagini dell’incubo, dell’orrore e della paura. (altro…)

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