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Posts Tagged ‘Kyenge’

SECONDO fonti sperabilmente non autorevoli, Roberto Calderoli avrebbe chiesto la revoca della macumba orchestrata ai suoi danni dal padre del ministro italoafricano Cécile Kyenge, offeso per le dichiarazioni razziste del politico italopadano. Una macumba fortunatamente non è una fatwa.

MA sfortunatamente ha coinciso con una consistente raffica di sciagure ai danni del suo destinatario: ricoveri in ospedale, acciacchi di varia entità, lutti familiari, infine l’intrusione in casa di un ragguardevole serpente (enorme per i parametri italiani), un magnifico biacco di un paio di metri, non velenoso, che Calderoli ha accoppato a randellate attirandosi la peggiore di tutte le disgrazie, l’ira degli animalisti che vogliono vederlo ai ceppi. (altro…)

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AltanSalta l’intesa per abolire il reato di clandestinità. Renzi: saremo la scorta di Kyenge
La polemica.

ROMA — «Il ministro Kyenge la scorteranno i nostri militanti del Pd». «Bene, la accompagnino, così è in compagnia e non si sente sola». È botta e risposta tra i due segretari Matteo Renzi (del Pd) e Matteo Salvini (della Lega) dopo le polemiche per la pubblicazione sulla Padania degli appuntamenti del ministro per l’Integrazione. Episodio, questo, che ha indotto il titolare del ministero dell’Interno, Angelino Alfano, ad aumentare la scorta (quella della polizia) per Cecile Kyenge anche il seguito alla lettera anonima con polvere bianca che le era stata recapitata a Palazzo Chigi.
Ma i leghisti fanno di tutto per tenere alta la tensione sul tema immigrazione. (altro…)

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Trucco nero

Alla Camera Buonanno si tinge di nero: “Così lo Stato ci aiuta”
La polemica.

MILANO— Scuote la testa perfino Umberto Bossi: divulgare sulla Padania
l’agenda pubblica della Kyenge «è un errore, così si fa pubblicità gratuita a un ministro che non fa niente e non ha nulla da dire». Ma l’ex capo resta inascoltato dai leghisti alla Salvini, che anzi rilanciano la campagna contro la responsabile dell’Immigrazione. Altro che scuse, altro che marcia indietro: ieri laPadania rimette in pagina la rubrica «Qui Kyenge», e l’affianca con gli appuntamenti di un altro ministro da sempre nel mirino dei “padani”: «Qui Zanonato». (altro…)

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Il giornale della Lega additerà quotidianamente gli appuntamenti pubblici della ministra Kyenge, accusata dai pensatori fosforici del movimento di «favorire la negritudine». Probabile che si tratti di una forma di istigazione. Di sicuro ha tutta l’aria di una sciocchezza. L’ennesima. La Lega rappresenta la prova plastica di come l’assenza di cultura possa distruggere un’intuizione a suo modo geniale, quale fu trent’anni fa quella di dare voce ai ceti tartassati del Nord. In mano a una classe dirigente preparata o appena normale, l’idea avrebbe attirato le migliori energie del lavoro e dell’università per costruire un federalismo fiscale moderno. C (altro…)

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Kyenge

PERCHÉ l’assessore per l’immigrazione della Lombardia non vuole partecipare a un incontro sull’immigrazione con il ministro per l’immigrazione? La risposta è dello stesso assessore, la leghista Simona Bordonali: “Ritengo le tematiche non prioritarie”. Può essere anche divertente domandarsi quali tematiche, se non l’immigrazione, siano “prioritarie” per un assessore all’immigrazione. (altro…)

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La proposta

C’è tutta la stupidità, l’arretratezza e il qualunquismo parrocchiale di questo Paese nelle risposte (anche a sinistra) alle parole del ministro Kyenge, che ha fatto sua la proposta della delegata ai diritti civili del Comune di Venezia, Camilla Seibezzi, di eliminare i termini “madre e padre” dai moduli d’iscrizione ad asili ed elementari, a favore di un generico “genitore” in entrambe le caselle.

Anche al netto della spazzatura di ‘Libero’ e ‘Giornale’, la media delle reazioni è stata infatti improntata al “mio Dio, che orrore, io sono una mamma (un papà) e voglio essere chiamato così!”: come se si trattasse di decidere come ci chiamiamo tra di noi in famiglia, mentre qui si tratta di avvicinare l’ufficialità della burocrazia all’evoluzione della realtà, rendendo questa ufficialità meno aliena e discriminatoria per chi non vive in una famiglia tradizionale. (altro…)

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L’intervista di Repubblica tivù a Giulia Kyenge, figlia diciassettenne del ministro Cécile, è la risposta più festosa e più vitale che il razzismo possa ricevere. (L’unico rischio è che l’intelligenza e la fresca bellezza di Giulia possano aumentare quel complesso di inferiorità, esplicito o inconscio, che è la vera molla del razzismo).
Giulia è sicura che ai razzisti basterebbe conoscere il mondo e viaggiare per cambiare opinione. Ha quasi ragione. Solo quasi, perché all’uomo bianco viaggiare non è sempre bastato per capire gli altri popoli e le altre culture; e anzi, uno degli ingredienti del razzismo “moderno” fu la scoperta del “selvaggio”, ovvero dell’uomo integrato nella natura fino a farne parte, considerato “meno umano” proprio perché più saldamente legato al proprio ambiente naturale. (altro…)

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BISOGNA vincere la tentazione di rispondere per le rime a Roberto Calderoli. Lui non chiederebbe di meglio che un confronto sui tratti somatici e i quozienti intellettuali. Ma stavolta non potrà cavarsela rifugiandosi nella buffoneria un personaggio come lui, che la politica italiana ha tollerato rimanesse ai suoi vertici per quasi un ventennio.
L’aggressione verbale alla ministra Cécile Kyenge, mascherata come al solito da battuta di spirito, è stata un atto premeditato di violenza razzista. Calderoli sapeva bene quel che stava facendo.

Con il suo ignobile giro di parole al comizio di Treviglio cercava la provocazione, in un momento di massima difficoltà della Lega Nord afflitta da una vera e propria emorragia di militanti; e sua personale, visto che dall’interno lo accusavano di eccessi di moderatismo. (altro…)

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Il tentativo (molto ostentato, e in favore di telecamera) del capogruppo leghista a Milano di stringere la mano al ministro Kyenge aveva forse l’intenzione di un gesto spiritoso? Per fare ridere gli amici? È la spiegazione meno illogica, perché dal giorno della sua elezione la Lega ha riservato al ministro solo dichiarazioni di ostilità e di scherno, in perfetta coerenza con il Bossi delle origini (quello che ancora non investiva in Tanzania) che definì “Bingo Bongo” gli africani in uno dei suoi memorabili comizi a dito medio teso.
Peggio sarebbe se il capogruppo avesse inteso, in qualche maniera, rimediare a quella caterva di insulti. Sarebbe il classico sforzo non richiesto. (altro…)

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Bellissima considerazione che ha suscitato forti polemiche da parte di esponenti politici del Pdl come il senatore Renato Schifani, il quale ha rivolto un appello al premier Enrico Letta «affinché inviti i suoi ministri a una maggiore sobrietà, prudenza e cautela» perché, sottolinea il candidato Pdl alla presidenza della Repubblica, questi annunci «non rientrano nel programma» del governo. Segno evidente di una differenza non piccola, una delle tante probabilmente, tra i partner di questa complicata coalizione. L’onorevole Kyenge richiama l’attenzione su quelli che dovrebbero essere gli ingredienti del dialogo pubblico in una democrazia matura: buon senso e sensibilità. Ingredienti che hanno fatto difetto in questi ultimi anni di polemica politica la quale ha nutrito, invece che stemperare, pregiudizi antirazziali. (altro…)

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Kyenge

“Sono razzista, non l’ho mai negato. Il ministro Kyenge deve stare a casa sua, in Congo. Ve la tenete voi, il ministro italiano di colore. Dovrebbe tornare in Congo. Non me ne frega niente se fa il medico, il Congo ha bisogno di medici. Torni lì a farlo (..) Kyenge dovrebbe dirci come è arrivata in Italia. Ce lo spieghi la signora. Per conto mio c’è stato il solito gioco della Caritas. (..) Sarà entrata illegalmente, per quello che mi riguarda. Non mi sento rappresentato da questo ministro che dopo due giorni va a trovare i delinquenti congolesi e non le vittime (..) e non so come sia arrivata in Italia (..) Non mi farei curare da un medico come lei, sono razzista, non l’ho mai negato, stronzi. E’ un’estranea a casa mia e io dagli estranei non mi faccio curare (..) Chi lo ha detto che è italiana? solo perchè hanno fatto le foto insieme al Presidente della Repubblica e al capo del governo? La sua nomina è una grandissima stronzata”.

Erminio Boso, ex senatore e deputato della Lega Nord, da La Zanzara su Radio 24 dove trovate anche l’audio). (altro…)

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