Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘la grazia’

Dini

MARIO MONTI E LAMBERTO DINI S’AGGIUNGONO ALLA COMPAGNIA DI GIRO CARA AL COLLE CHE VA OFFRENDO SALVATAGGI A BERLUSCONI A MEZZO STAMPA.

Capito che Giorgio Napolitano è della partita, ora scendono in campo le riserve della Repubblica. Era fatale. Da ieri il reparto “Scudi umani” della nuova Guardia repubblicana, oltre alla solita compagnia di giro in vorticoso scambio di interviste incrociate, può schierare a difesa di Silvio Berlusconi anche Mario Monti e Lamberto Dini, due economisti-politici a loro agio nelle meglio sale convegni europee e non solo. È curioso perché entrambi, sfruttando un senso di superiorità impermeabile ai risultati elettorali, mettono giù la faccenda con un’impudicizia a suo modo deliziosa. Sono gli alfieri del realismo e del pensiero mainstream: per i nostri Candide questo è il migliore dei mondi politici possibile, salvaguardarlo vale qualunque prezzo, anche quello del ridicolo. (altro…)

Read Full Post »

SULLA DECADENZA DI SILVIO, DOPO CAPOTOSTI E ONIDA ANCHE PEZZI DEL PD, VICINI A NAPOLITANO, SCOPRONO IL FASCINO DI PERDERE TEMPO CON UN RICORSO COSTITUZIONALE.

Realismo, responsabilità, senso delle istituzioni. La realpolitik ha molti nomi nel Palazzo e anche qualche storico pregio, eppure come tutte le sostanze dell’anima, superata una certa quota, diventa veleno. Oggi, in nome suo – e dei mercati e dello spread – non si può far cadere il governo e, visto che Silvio Berlusconi minaccia di buttarlo giù se a norma di legge lo si caccia dal Senato, bisogna aggirare la legge in nome della ragion di Stato, Quirinale benedicente. Realismo, tutto qui. E interpreti al-l’altezza, per così dire, di ergersi con mente sgombra a difesa di ciò che conviene davanti a ciò che è giusto. Li abbiamo chiamati scudi umani: il loro numero si va facendo legione, pragmatismo e ragionevolezza gli fanno da mantello, il Colle più alto da corona. Come in ogni antico rito che si rispetti, infine, non può mancare l’agnello sacrificale: è il giudice Esposito (ve ne parliamo qui in basso), offerto al dio della giustizia in cambio del condannato. (altro…)

Read Full Post »

Abu OmarNAPOLITANO SALVÒ IL COLONNELLO ROMANO SU RICHIESTA DEGLI STATI UNITI GLI UOMINI DI B. SI AGGRAPPANO A QUEL CASO PER CHIEDERE IL BIS PER L’EX PREMIER.

L’ultima grana per il Quirinale si chiama Joseph L. Romano III, classe 1957, padre caporale nella Guerra di Corea, aviere in servizio all’Air Force dal ‘76.

Joseph Romano era il comandante della base Nato di Aviano nella notte del 17 febbraio 2003 in cui la Cia portò a termine la extraordinary rendition in Egitto dell’Imam Abu Omar. Unico militare tra i 22 finiti sotto processo per quel rapimento, Romano tornò in patria, già nel luglio di quel-l’anno. E lì rimase, salvo una parentesi in Iraq, in attesa del giudizio di primo, secondo e terzo grado. Il colonnello Romano, del resto, mai aveva riconosciuto la giurisdizione italiana sulla vicenda, e come lui la pensavano anche al Pentagono e nelle ambasciate Usa. Entrambi premevano affinché quelle accuse cadessero.  (altro…)

Read Full Post »

IncandidabileIL MINISTRO QUAGLIARIELLO: ESECUTIVO NON BLINDATO, IL SENATO STIA ATTENTO.

Silvio Berlusconi, dentro la sua villa di Arcore, continua a pensarci. E più ci pensa – racconta chi gli sta vicino – più la nota in cui Giorgio Napolitano apre alla concessione della grazia in cambio di un passo indietro gli sembra una trappola. Lo stesso Gianni Letta, che ha gestito la trattativa col Quirinale, non sa cosa rispondere al capo quando gli chiede come si esce da questa situazione: il capo dello Stato, infatti, non ha promesso nulla; dal Pd continuano ad arrivare inviti a togliersi di mezzo (da ultimo Massimo D’Alema in un’intervista al Messaggero ); la legge sull’incandidabilità resta un macigno non aggirabile con scappatoie tecniche; le prospettive giudiziarie – dal caso Ruby alla compravendita dei senatori – non sono affatto buone. Insomma, come dice Daniele Capezzone, “la questione è politica e serve una soluzione politica”. Cioè? “Esistono percorsi e strumenti, chiaramente indicati dalla Costituzione e dal buon senso, che possono consentire di evitare un vulnus gravissimo ai danni di milioni di elettori. Il Pdl ha dimostrato un assoluto senso di responsabilità, ma ora tocca a tutti gli attori politici e istituzionali, per la parte che compete a ciascuno, evitare ferite irrimediabili”. INSOMMA, come comincia a pensare anche il capo , datevi una mossa o la prima vittima sarà il governo e Berlusconi si giocherà la partita in una nuova campagna elettorale, candidabile o meno che sia. (altro…)

Read Full Post »

Napolitano-Berlusconi

Dopo le prime reazioni positive (se non entusiaste), ai vertici del Pdl si inizia a capire che il comunicato del Quirinale sulla sentenza Mediaset e sui suoi effetti non è stata affatto una vittoria. Lo stesso Berlusconi, da Arcore, ha lasciato trapelare la sua ‘delusione’ dopo essersi consultato con i suoi avvocati. Perché? Vediamo, punto per punto, cosa c’è in quel comunicato e come va interpretato.

Partiamo dagli elementi positivi per Berlusconi: ce ne sono? E se sì, quali?
«Sì, ci sono tre o quattro frasi che vanno incontro a lui e a alla sua parte» (altro…)

Read Full Post »

EllekappaAd Arcore cresce lo scetticismo: “Non mi lasciano vie d’uscita”.

ROMA — Il day after è il giorno nero della solitudine e dei dubbi più amari. Silvio Berlusconi ragiona a mente fredda sulla nota di Napolitano e non trova più l’uscita d’emergenza. Le parole del capo dello Stato erano state accolte con moderata soddisfazione dal partito, ma nel leader ora prevale la consapevolezza amara che non c’è salvataggio che tenga di fronte alla condanna. Altro che agibilità politica. «Non mi lascia via d’uscita, se passa anche l’incandidabilità in Senato non so che può succedere » è la riflessione fatta dal Cavaliere coi pochi sentiti ieri.
Umore nero, dunque, in una giornata che ha trascorso ad Arcore come questo Ferragosto in cui non trova nulla da festeggiare. Ore trascorse solo a ragionare sul da farsi, perché anche la grazia si scopre meno scontata del previsto. Si impone il silenzio per il secondo giorno consecutivo, Berlusconi, e lo impone a tutto il partito. (altro…)

Read Full Post »

Aldo BusiLettera al Colle.

Se Napolitano concederà la grazia a Silvio Berlusconi, anche senza metterlo in grado di ricandidarsi, e io fossi in carcere, lo metterei a ferro e fuoco, inciterei alla rivolta collettiva, non avrei pace fino a che ogni prigione italiana non fosse in fiamme, e pazienza se bruciassi tra i primi; se Napolitano concedesse la grazia a Silvio Berlusconi, comincerei ad accettare serate in nero, visto che finora o sono state tutte puntualmente fatturate o non hanno avuto luogo – e quattro o cinquemila euro in nero, con l’ospitalità pagata, moltiplicati per almeno sei/sette serate all’anno cui rinuncio per la mia inflessibilità fiscale non sono pochi, e moltiplichiamoli pure per vent’anni per non dire trenta: una fortuna che giustificherebbe una residenza offshore come minimo a Montecarlo. (altro…)

Read Full Post »

Una questione di soldiSono nati subito: “#Grazia #graziella e #graziealcazzo”. Tre hashtag lapidari, tre parole che servono ai cittadini italiani su Twitter per esprimere tutta la rabbia che hanno in corpo dopo l’annuncio di Giorgio Napolitano sul possibile contentino grande come il condono di una pena al condannato Berlusconi.
Ma il popolo della rete questa volta non perdona. E per accorgersene basta guardare i commenti arrivati numerosi all’editoriale che Antonio Polito ha ieri messo in pagina sia sulla prima del quotidiano di via Solferino che poi in rete: “Una via ragionevole”. La nota rassicurante dell’editorialista sulla pronuncia del Colle è stata accolta da commenti come “Polito! Complimenti un gran bel pezzo di nulla! Questo si che è giornalismo”, “Napolitano non doveva prendere atto di nulla, la condanna è definitiva quindi va applicata e basta”, “Credo che ‘prendere soltanto in considerazione’ la richiesta di B sia un’offesa agli italiani onesti. Lei Polito forse ha smesso di frequentarli tanto tempo fa…”. (altro…)

Read Full Post »

Frode libera per tutti

Dopo aver autorevolmente precisato che le sentenze definitive si eseguono e se ne prende financo atto, sorprendentemente svelato che B. è stato più volte premier, inopinatamente sostenuto che per ottenere la grazia bisogna chiederla e per brevità omesso altri originalissimi concetti – tipo che per vincere al Totocalcio bisogna giocare la schedina, che il sole scalda e la pioggia bagna – il nostro geniale Presidente ha subito orientato i numerosissimi neuroni verso una nuova, appassionante impresa: lo studio della forma di grazia più appropriata per garantire l’“agibilità politica” al noto delinquente pregiudicato e dunque salvare il Paese. Sulla scrivania di Castelporziano, presidiata notte e giorno da consiglieri, giuristi, azzeccagarbugli, pompieri, cinghialotti e upupe presidenziali, si ammonticchiano papiri fenici, lapidi assiro-babilonesi, iscrizioni egizie, rotoli sumeri, copie apocrife dei manoscritti di Qumran, della stele di Rosetta e del codice di Hammurabi per compulsare le varie ipotesi sul tappeto e scegliere la più confacente alla bisogna.  (altro…)

Read Full Post »

L’OPPOSIZIONE.

Se Napolitano dovesse concedere la grazia a Berlusconi o qualunque altro atto di clemenza che sottragga il noto pregiudicato alle sue responsabilità penali, verrebbe posto in essere un atto eversivo dell’ordinamento che comporterebbe l’immediata ed ineludibile responsabilità per attentato alla Costituzione”. Il senatore del Movimento Cinque Stelle, Mario Giarrusso, avvisa il Capo dello Stato prima che la nota quirinalizia venga emessa. Per Giarrusso in quel caso Napolitano “rischia l’impeachment”.

Nelle stesse ore anche Famiglia Cristiana invita Napolitano a non compromettere la sua credibilità con un provvedimento di grazia. “Non si può pretendere dal Colle un segnale o un ‘salvacondotto’ che minano l’uguaglianza di tutti i cittadini”, scrive il direttore Antonio Sciortino. “Ne andrebbero di mezzo la credibilità e, ancor più, il prestigio di un presidente amato e stimato da tutti per essere stato, in questi turbolenti anni, un vero baluardo delle istituzioni e della democrazia in Italia”.  (altro…)

Read Full Post »

Il Giudice Esposito

“IL GIORNALE” ANNUNCIA TRIONFANTE: “IL CSM ASCOLTERÀ IL NASTRO E LA LEGITTIMITÀ DEL VERDETTO SARÀ MESSA IN DISCUSSIONE”. VERO OBIETTIVO: LA GRAZIA.

L’ultima speranza dei berlusconiani è la bobina sparita. La registrazione del colloquio telefonico del giudice Antonio Esposito, 72 anni da Sarno, con il giornalista del Mattino Antonio Manzo, 53 anni da Eboli è l’ultimo appiglio per poter mettere in discussione il presidente del collegio che ha condannato Berlusconi e la sua sentenza. “I segreti del giudice nascosti in un audio, il Csm ascolterà tutto il colloquio con Il Mattino”, sognava a tutta pagina ieri il Giornale. L’obiettivo dei berlusconiani è l’acquisizione dell’audio integrale della conversazione nella speranza che nel colloquio in parte in dialetto, registrato all’insaputa del magistrato, si nasconda qualche pretesto per innescare ulteriori polemiche. Il punto di arrivo della strategia non è un atto giudiziario come la revisione della condanna ma un atto politico: la grazia. (altro…)

Read Full Post »

giannelli

Read Full Post »

I TRE MOTIVI DEL NO.

Analfabeti”. Così Napolitano definì il 12 luglio quanti, su Libero, ipotizzarono la grazia a Berlusconi in caso di condanna al processo Mediaset. E parlò di “speculazioni segno di analfabetismo, sguaiatezza istituzionale e assoluta irresponsabilità politica che può solo avvelenare il clima della vita pubblica”. E aveva ragione: non solo perché B. non era stato ancora condannato in via definitiva; ma anche perché i poteri di grazia del presidente della Repubblica sono circoscritti dal diritto. Ed escludono che B. possa essere graziato, per svariati motivi. (altro…)

Read Full Post »