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Posts Tagged ‘La paranza dei bambini’

paranza_copertinaL’incipit

– Me staje guardanno? – Neh, ma chi te sta cacanno. – E che guard’a fà? – Guarda, frate’, che mi hai preso per un altro! Io nun te penzo proprio. Renatino stava tra gli altri ragazzi, era da tempo che lo avevano puntato in mezzo alla selva di corpi, ma quando se ne accorse lo avevano già circondato in quattro. Lo sguardo è territorio, è patria, guardare qualcuno è entrargli in casa senza permesso. Fissare qualcuno è invaderlo. Non voltare lo sguardo è manifestazione di potere.Occupavano il centro della piazza. Una piazzetta chiusa tra un golfo di palazzi, con un’unica strada d’accesso, un unico bar nell’angolo e una palma che da sola aveva il potere di imprimerle un marchio esotico. Quella pianta ficcata in pochi metri quadri di terriccio trasformava la percezione delle facciate, delle finestre e dei portoni, come se fosse arrivata da piazza Bellini con un colpo di vento.Nessuno di loro superava i sedici anni. Si avvicinarono respirandosi i fiati. Erano ormai alla sfida. Naso contro naso, pronta la testata sul setto nasale se non fosse intervenuto ’o Briato’. Aveva frapposto il suo corpo, un muro che delimitava un confine. – Ma ancora nun te staje zitto! Ancora vai parlanno! ’Azzo, e manco abbassi gli occhi.

Il titolo La paranza dei bambini deriva da un’inchiesta del procuratore Woodcock, sulle nuove leve della criminalità, ragazzini che imbracciano armi da guerra, in una guerra per contendersi le piazze. Ragazzini che a mala pena hanno l’età per guidare un motorino, che conoscono il mondo solo attraverso youtube, hanno ricevuto l’educazione sessuale su youporn, mandano cuoricini alle fidanzate che le aspettano dopo una “stesa”. (altro…)

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SavianoGiovanissimi, veloci, violenti Sono i protagonisti dell’atteso romanzo di Roberto Saviano che uscirà per Natale. Eccone alcuni brani in esclusiva
«L’Arcangelo ha deciso che puoi andarlo a pregare. Ma per entrare nella cappella bisogna seguire bene le indicazioni».
Indicazioni in codice che Nicolas seppe decifrare. Il boss l’avrebbe ricevuto a casa sua, ma che non gli venisse in mente di passare dall’entrata principale perché lui, don Vittorio, era agli arresti domiciliari e non poteva incontrare nessuno. Le telecamere dei carabinieri non si vedevano ma c’erano, ficcate nel cemento, da qualche parte. Ma non erano quelle che Nicolas doveva temere, piuttosto gli occhi dei Colella. Il contatto di piazza Bellini fu chiaro: «Se ti vedono i Colella, tu diventi un Grimaldi. E le botte che buttano su di noi, le buttano pure su di te. Punto. L’Arcangelo vuole che stai avvisato, poi fai tu».

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