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Posts Tagged ‘la repubblica’

I numeri

ROMA – Quando Renzi incontrerà Roberto Speranza, domani o dopodomani, dovrà scoprire le carte sulla legge elettorale. La minoranza, ormai guidata dal capogruppo dimissionario, è ferma sulle sue posizioni. La proposta è sempre la stessa: facciamo due piccole modifiche all’Italicum e il Pd garantisce una blindatura al Senato in modo da approvarlo a luglio. Speranza continua a ripetere ai suoi amici: «Il documento dei 21 senatori in mio sostegno dovrebbe essere una garanzia per Matteo. Significa che il nuovo testo non avrà problemi a Palazzo Madama. Secondo me stavolta il premier sta facendo la scelta sbagliata ».
Questa scelta consiste nel legare il secco no a modifiche sulla legge elettorale all’apertura, ancora da definire, sul Senato. «Il governo può prendere un’aspirina facendo minime correzioni all’Italicum e sceglie invece la strada del Senato elettivo che è come un intervento a cuore aperto — è il ragionamento di Speranza con i parlamentari di Area riformista — . Non so se funzionerà ». Invece è proprio questa l’offerta del segretario ai dissidenti. La sua base di trattativa.
Il premier pensa di poter alimentare ulteriormente le divisioni interne alla minoranza, garantendosi un avvicinamento più tranquillo al momento del voto e rispondendo all’obiezione di un assetto costituzionale senza contrappesi efficaci. (altro…)

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Scuola

In piazza il 5 maggio, prima manifestazione unitaria dal 2008 Il ministro: rispetto chi protesta ma la nostra è una rivoluzione.

ROMA – I cinquemila della scuola in piazza Santi Apostoli, nel centro di Roma, convocati da sindacati uniti dopo sette anni, sono sì contro la Buona scuola di Matteo Renzi e Stefania Giannini, ma soprattutto sono contro l’indifferenza che questo governo ha mostrato nei confronti del sindacato. A partire dal rinnovo del contratto, fermo da sette anni. Così un librone, “La buona scuola”, gradito a inizio settembre, è diventato un disegno di legge malsopportato a metà marzo e ora vacilla sotto il peso della contestazione di “unions” che, umiliate, hanno alzato il tiro: «Fermeremo gli scrutini se sarà necessario», urla il normalmente moderato professor Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda: «Il 5 maggio tutte le scuole d’Italia dovranno essere chiuse». (altro…)

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MAGARI i francesi si prendono troppo sul serio, e gli intellettuali francesi sono francesi al cubo. Ma quando il direttore del Festival di Cannes, Thierry Frémaux, scomunica la moda dei selfie di dive e divi sul tappeto rosso, definendola “ridicola e grottesca” (che con la erre arrotata, “ ridicule et grotesque ”, suona più indignato che in qualunque altra lingua) noi sentiamo un piccolo brivido di condivisione. Qualcuno fa osservare che di cose ridicole e grottesche a Cannes, e nei festival in generale, se ne contano tante. Vero. È il luogo deputato per l’esibizionismo, la vanità, l’ostensione del sé. (altro…)

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NELLA vicenda turco-armena è abbastanza incomprensibile (e anche un po’ ridicolo) che ci si accapigli tanto sulla classificazione dell’evento: che sia genocidio o pulizia etnica o terribile massacro o grande crimine trattasi sempre della medesima cosa, la deportazione e l’eliminazione di massa di più di un milione di armeni che vivevano in Turchia. Il loro numero non aumenta e non diminuisce a seconda delle dispute politico-diplomatiche. Anche se Erdogan riuscisse a far denominare ufficialmente la vicenda “episodio increscioso”, o “antipatico incidente”, l’enorme cicatrice rimarrebbe identica.

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Le frasiL’intervista.
Tortosa parla dopo le polemiche: “Fu uno scempio ma il mio reparto non c’entra. Nella scuola c’erano centinaia di poliziotti”. Rimosso il dirigente del “like” su Facebook.

ROMA – La casa dell’assistente capo della Polizia di Stato Fabio Tortosa guarda il mare di Ostia. Un appartamento al secondo piano di una palazzina di recente costruzione, «ipotecato da un mutuo che si estinguerà tra 27 anni». Quelli che aveva la notte del 21 luglio 2001, quando fece irruzione nella Diaz con il VII Nucleo. Il thread della collera e della vergogna — «In quella scuola rientrerei mille e mille volte»; «Spero che Carlo Giuliani faccia schifo anche ai vermi» — è stato scritto tra queste mura. E ne ha già pagato le conseguenze Antonio Adornato, comandante del Reparto mobile di Cagliari, il primo ad aggiungere il suo “like”, rimosso dal comando con effetto immediato e trasferito all’ufficio ispettivo di Roma.
Il pc ora è spento ed è su un mobile basso, sotto un grande televisore a muro incorniciato da vetrinette. (altro…)

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BlitzAssalto di una attivista con grida e coriandoli: attimi di paura Indagine sulla sicurezza. Qe, smentita l’indicazione di un termine.

BERLINO – «End the Ecb dictatorship! », basta con la dittatura della Bce. Sorprendendo tutti, la ventunenne attivista tedesca di Femen Josephine Witt è stata l’evento del giorno alla conferenza stampa di Mario Draghi dopo la riunione del board. Accreditatasi come giornalista, ingannati i controlli, è balzata sul tavolo del presidente, gli ha lanciato addosso un enorme pacco di coriandoli, ha gridato i suoi slogan. La sicurezza è intervenuta subito, Draghi è apparso sorpreso ma tranquillo, ha alzato le braccia in un naturale gesto di difesa, poi ha ripreso con aplomb britannico: «Adesso riprendiamo da dove eravamo rimasti, prego la prossima domanda». (altro…)

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I tagli

Le Regioni dovrebbero realizzare il grosso dei sacrifici richiesti (2,6 miliardi) risparmiando sui contratti con i fornitori ma alcune di loro resistono e preparano misure alternative. Prevista anche una riduzione dei reparti inutili.

LA SANITÀ italiana quest’anno deve affrontare un taglio da 2 miliardi e 637 milioni, e i soldi li va a cercare soprattutto dai fornitori. E’ ormai chiuso l’accordo tra le regioni sulla riduzione, o meglio sul mancato aumento, del Fondo sanitario nazionale per il 2015, anche se ieri c’è stato un rinvio di una settimana perché i governatori hanno proposto alcuni emendamenti e chiedono rassicurazioni per i prossimi 2 anni.
La maggior parte dei soldi, circa un miliardo e mezzo, teoricamente verranno recuperati presso i fornitori di beni e servizi o i produttori di dispositivi medici. Teoricamente. Le misure previste, infatti, non devono essere adottate per forza dalle varie amministrazioni. E così andrà a finire che in pochi taglieranno del 4%, come previsto nell’accordo, i contratti con chi fornisce la mensa o pulisce gli ospedali. L’idea era già venuta al governo Monti e fu un fallimento, chi provò a portarla avanti si trovò di fronte ricorsi e proteste delle aziende private. E infatti già alcune regioni si smarcano. (altro…)

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È UN importante atto politico, non solamente sportivo o manageriale, la lotta a viso aperto che il presidente della Roma, l’italoamericano James Pallotta, ha dichiarato ai violenti che occupano la curva giallorossa. Liberare una curva da certi branchi organizzati è tal quale voler liberare il quartiere di una città dalla cosca che lo controlla. Identica la mentalità intimidatoria, identica l’extraterritorialità (“qui la legge siamo noi”). Molte curve di stadio sono fisicamente sequestrate, da anni, da bande che ne dispongono come credono. L’umiliante “inchino” dei calciatori ai capibastone (si sono viste squadre sconfitte “convocate” sotto la curva per consegnare le maglie agli ultras in segno di umiliazione) è una delle più incredibili manifestazioni di resa civile del calcio e non solo. (altro…)

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Le tappeCadono tutti i vincoli, restituito anche il passaporto ma l’ex premier non potrà ricandidarsi fino al 2019.

MILANO – Il destino giudiziario di Silvio Berlusconi è contenuto in una pagina prestampata. A penna i suoi dati anagrafici, in fondo il succo del provvedimento: pena estinta. In soldoni, da ieri mattina, l’ex Cavaliere Berlusconi è un uomo libero.
Così ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Milano, riunito in camera di consiglio lunedì pomeriggio sotto la direzione del presidente, Pasquale Nobili De Santis, che ha accolto le conclusioni a cui era arrivato il giudice Beatrice Crosti. I dieci mesi e mezzo di affidamento ai servizi sociali nel centro riservato a pazienti affetti da patologie degenerative di Cesano Boscone, si sono conclusi positivamente. Lo ha accertato il funzionario dei servizi sociali che ha seguito direttamente l’affidamento, lo hanno confermato i responsabili del centro medico vicino alla Curia milanese.

Da questa mattina, Berlusconi potrà riottenere il passaporto che era stato ritirato poco dopo la condanna Mediaset nell’agosto del 2013. Quattro anni di carcere — tre coperti da indulto — più due di interdizione dai pubblici uffici, vengono cancellati con il provvedimento reso noto ieri. (altro…)

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I costiL’allarme.
Dal Padiglione Italia, lievitato da 63 milioni a 92, alla “Piastra”, passata da 165 a 224. Le strutture sono ridimensionate, ma le aziende chiedono più soldi.

MILANO – La storia tormentata di Padiglione Italia è lì, in quel palazzo di cinque piani che, con le altre strutture che lo accompagnano, sta provando a scrollarsi di dosso le impalcature dei cantieri per l’apertura del Primo maggio. Una strada in salita scolpita anche nel prezzo che verrà pagato per costruirlo: 92 milioni, quasi 30 in più (coperti da sponsor, assicura il commissario Giuseppe Sala) rispetto ai 63 iniziali. Ma non ci sono soltanto i costi impazziti dello spazio simbolo dell’Italia a Expo. È stata tutta l’Esposizione a dover superare gli ostacoli, a recuperare i ritardi di un avvio affannoso, i contraccolpi delle risse della politica e delle inchieste. Alla fine, sono arrivate le varianti, il carico delle riverse – come si chiamano tecnicamente le contestazione delle aziende che pretendono soldi extra – gli operai e i mezzi necessari per accelerare i lavori. Ed è adesso che viene presentato il conto. Un conto ancora aperto e non definito perché sono ancora aperte le quattro grosse partite che corrispondono agli appalti più complessi che dovranno passare al vaglio del presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone e dell’Avvocatura dello Stato.

Già ora, però, considerando anche i lavori aggiuntivi, si potrebbe arrivare a quasi 180 milioni in più rispetto alle basi d’asta iniziali. E l’escalation potrebbe continuare con l’incognita maggiore: quanto costerà la cosiddetta piastra, l’ossatura di tutto il sito. (altro…)

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Le tappe

ROMA – «Siamo pronti a contarci ». Stavolta lo scontro tra Matteo Renzi e la minoranza del Pd non ammette scorciatoie del tipo non partecipazione al voto, appelli o documenti di riflessione. Domani si riunisce l’assemblea del gruppo e le posizioni sono cristallizzate: il governo e i renziani chiedono di approvare l’Italicum definitivamente entro maggio, i dissidenti pretendono delle modifiche e il ritorno della legge al Senato. «Non dividiamo il Pd», si leggeva nel testo depositato da Area Riformista, la corrente che fa capo a Roberto Speranza. Ma adesso questo esito sembra inevitabile a entrambe le parti. Anzi, i ribelli auspicano un chiarimento finale. «Ci contiamo e mettiamo agli atti la nostra posizione». (altro…)

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A “Radio anch’io” sento dire, non da un ambientalista rompiballe ma da un esperto istituzionale, che per smaltire i rifiuti bisogna arrivare a una mentalità “circolare” e non più “lineare”. Ben al di là della questione dei rifiuti, il concetto mette in discussione radicalmente il nostro modo di produrre e di vivere. Non esistono un inizio utile e produttivo e una fine inutile e improduttiva. È l’intero ciclo che dobbiamo considerare, tutto intero. Riallacciando l’inizio alla fine e la fine all’inizio. Anche ciò che scartiamo può essere reimmesso nel grande ciclo della natura e della produzione. Conviene. È razionale. Si può fare. La mentalità “circolare” appartiene alla cultura contadina dall’alba dei tempi. (altro…)

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Tangenti

La difesa del sindaco Pd di Ischia: “Non sapevo nulla della convenzione con il mio albergo e della consulenza a mio fratello” Ma i pubblici ministeri non gli credono. E sugli appalti della Cpl Concordia in Puglia ora indaga anche la procura di Foggia.

NAPOLI – «Giudice, ho letto le carte, ma trovatemi un atto, una mia azione amministrativa a favore di questa gente, mai! La convenzione stipulata dalla Concordia con l’hotel di famiglia? Fatta a mia insaputa. La consulenza data a mio fratello Massimo? A mia insaputa. Anzi, se lui ha detto qualcosa, ne risponda». Giuseppe Ferrandino, sindaco pd dimissionario di Ischia, risponde ai magistrati. In carcere da due settimane nell’inchiesta per corruzione che coinvolge la Cpl Concordia, difeso da Alfonso Furgiuele e Gennaro Tortora, nega su tutta la linea. Un interrogatorio a tratti aspro, quello che emerge dai verbali depositati al Riesame. Ferrandino smentisce di essere mai stato in Tunisia a spese o in compagnia dei vertici della società: «Mai stato lì in vita mia». (altro…)

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LorenzinIl ministero della Sanità: nessun piano nazionale di riduzione della aziende sanitarie, individuare il modello spetta alle Regioni I 2,3 miliardi di risparmi dalla sanità arriveranno da nuovi contratti con i fornitori e una stretta alla spesa farmaceutica.

UNA riforma che può essere avviata soltanto dalle Regioni. Dietro alle parole del premier Renzi sul taglio del numero delle Asl non c’è, almeno per ora, alcun progetto del ministero della Sanità. E del resto sarebbe difficile dettare da Roma le linee di un’operazione del genere, visto che la competenza sanitaria spetta alla Regioni. Alcune di queste, comunque, si stanno muovendo per ridurre la macchina organizzativa. È il caso di quella del premier, la Toscana, che di recente ha approvato una riforma per portare le Asl da 12 a 3 (alle quali vanno aggiunte 4 aziende ospedaliere), e dell’Emilia Romagna. Già da un paio d’anni ha fuso le 4 Asl della Romagna, con effetti che non sarebbero però del tutto soddisfacenti, tanto che per ora non si parla di altre operazioni simili. La Lombardia ha in tutto ben 44 aziende, e ridurrà quelle ospedaliere, che sono 29 e dovrebbero diventare 3. Il Veneto invece ne ha 23, delle quali 21 sanitarie e 2 ospedaliere.

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Tasse

Mercoledì incontro decisivo del governo con le Città metropolitane I nuovi tagli prefigurati per tutti gli enti locali ammontano a 9 miliardi.

ROMA – Il fisco locale ha grattato quasi fino all’osso. Eppure qualche spazio tra addizionali e Tasi ancora c’è. E potrebbe essere usato come arma di trattativa (o ricatto) da governatori e sindaci alle prese con quasi 9 miliardi di tagli da gestire per quest’anno. Mercoledì il governo incontrerà ancora le dieci Città metropolitane, decise a scongiurare il peggio. Ma a temere, a questo punto, sono i cittadini. Nonostante i proclami, il rischio è sempre quello. L’aumento delle tasse, con aggravi choc dai 92 euro pro-capite di Roma ai 651 di Firenze. O l’erogazione di minori servizi. Che poi è la stessa cosa.
Sul tavolo, dunque, di nuovo i tagli: 5 miliardi chiesti alle Regioni (la metà dalla sanità), 2,2 ai Comuni, uno a Province e Città metropolitane. Più i 625 milioni che i sindaci aspettano per compensare il passaggio Imu-Tasi. Quasi 9 miliardi in tutto. Con un dettaglio non da poco: la metà dei sacrifici chiesti ai campanili serve a finanziare il bonus da 80 euro. (altro…)

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È COMPRENSIBILE che il commissario dell’Expo, Giuseppe Sala, dica che nessun pericolo di terrorismo incombe sulla manifestazione. Lo fa per dovere d’ufficio e perché ha molta fiducia nel lavoro della security. Ma la realtà è che né Expo né qualunque altro luogo affollato nel mondo può dirsi davvero a prova di terrorismo. Alla sicurezza è possibile e doveroso avvicinarsi, per approssimazione: ma la vera forza del terrorismo è la sua subdola capillarità, la possibilità di infiltrarsi in ogni possibile interstizio. Come la muffa e i batteri lo si può combattere, non cancellare. Ci si deve convivere, come con la malattia.

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Il pluri-omicidaIl racconto
“Elegante, inserito nella Milano-bene”. Negli anni ’90 Giardiello si arricchiva “rogitando in nero”. Poi, il fallimento e la rovina. Fino a quel folle piano assassino “per vendicarsi”.

MILANO – Indizi psichici di caduta. Nella Milano da bere, come ci racconta un dirigente bancario, Claudio Giardiello era «uno yuppie, elegantissimo, auto pazzesche, rilassato, anche se arrivava agli appuntamenti con mezz’ora di ritardo, e mai avresti detto “Questo è uno capace di ammazzare” ». Invece s’è messo in mano una pistola automatica e a 57 anni ha ucciso i suoi «nemici » dentro il palazzo di giustizia di Milano. Il socio, l’ex avvocato, il giudice, ha ferito gravemente l’odiato nipote, gambizzato il commercialista. E ai carabinieri ha chiesto, subito dopo la cattura: «Sapete se ho colpito qualcuno “innocente”? No? Non me lo sarei mai perdonato, mi sento sollevato. Dopo aver ammazzato l’ultimo della lista, mi sarei ucciso, e l’avremmo finita così… «.
Se il point break, il punto di rottura, in questa storia c’è, o se ce n’è più d’uno, non va cercato negli anni ‘90: «L’ho conosciuto quando era già affermato come mediatore di case, aveva un taccuino con due pagine piene di indirizzi nel Quadrilatero della Moda, in via Solferino, e veniva accompagnato dal nipote, il Davide Limongelli, quello che ha sparato… (altro…)

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Il tribunale di Milano

Il reportage.
Il giorno dopo la strage centinaia tra magistrati e legali in assemblea. E la madre di una delle vittime, l’avvocato Appiani, commuove tutti“Mio figlio morto perché non era una marionetta nelle mani dei clienti”.

MILANO – È la Milano migliore, ancora capace di esprimere virtù civiche di fronte alla tragedia, quella che straripa da un’Aula magna del Palazzo di Giustizia affollata come non mai. Magistrati e avvocati per una volta riuniti dalle lacrime ma non solo: avvertono lo scricchiolio pauroso di una giustizia che rischia di andare in frantumi per carenza di mezzi, rancore sociale, l’ostilità cavalcata dai poteri insofferenti alle regole.
Non era mai successo che un giudice venisse ammazzato in questo tempio marmoreo, e insieme a lui un avvocato e un imputato. La mattina dopo la strage incontro lungo i corridoi infiniti uomini di legge stupefatti per aver raccolto in giro commenti al limite della giustificazione per il triplice assassino: «Lo hanno esasperato, poveraccio… I giudici sono lenti… Quelli hanno le ferie lunghe ». E non avevano ancora letto quel titolo vergognoso sul sito de “Il Giornale”: “I magistrati fanno le vittime ma non erano loro l’obiettivo”. Fanno le vittime? (altro…)

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VISTO dall’esterno, senza coinvolgimenti ideologici o emotivi, l’ affaire dell’ambasciatore francese non gradito in Vaticano perché gay è piuttosto godibile. Il reietto in questione è infatti, secondo le agenzie, “cattolico fervente”. Circostanza che fa supporre l’omosessualità ben più inaccettabile, in quello statarello a noi così familiare (in pratica un quartiere di Roma), dell’essere ateo o induista o devoto a Scientology. Detto con una battuta, un eterosessuale e padre di famiglia però satanista avrebbe creato minore imbarazzo Oltretevere? (altro…)

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FittoLa rottura nelle prossime ore con la candidatura di Schittulli. Berlusconi: “Se Raffaele non si fida più di me vada altrove”.

ROMA – La “cosa bianca” del dopo-Berlusconi prende già forma. Primo banco di prova le regionali, per strappare consiglieri e radicarsi, dal Veneto alla Puglia passando per la Campania. Per decollare subito dopo, quando i pezzi del centrodestra ormai recisi dal corpaccione berlusconiano tenteranno una qualche forma di federazione sotto le bandiere di un Ppe in salsa italiana. Angelino Alfano e i centristi (settanta parlamentari) dell’Area popolare con Flavio Tosi ormai “ex” del Carroccio di Salvini, per arrivare a Raffaele Fitto e ai suoi trenta tra deputati e senatori, a un soffio dalla scissione. È tutto un mondo in movimento, destinato a trasformarsi in calamita per le tante anime in pena dentro Forza Italia e tentate dal tagliare la corda dopo il probabile big bang del 31 maggio.
Un’operazione che, per compiersi, necessita però di alcuni passaggi. Uno dei principali è l’effettivo addio di Raffaele Fitto al suo partito. Condizione che potrebbe maturare già nelle prossime ore. (altro…)

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